Archive for the ‘UNITI PER l’ AMBIENTE’ Category

Le ragioni cristiane dell’ecologia

domenica, gennaio 10th, 2010

enzo bianchiMentre l’attenzione mondiale era rivolta alle discussioni di Copenhagen sul clima della terra e quella italiana alle conseguenze del gesto di uno psicolabile sul clima della convivenza civile, il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio è passato praticamente inosservato. Eppure la tematica scelta quest’anno è di cocente attualità nel suo indicare il nesso profondo tra la pace e la custodia del creato. Pace, infatti, non è solo assenza di guerre – anche se questo è quanto attendono da troppo tempo ormai tanti uomini e donne nelle più diverse regioni del globo – ma anche una vita piena, in armonia con la creazione, abitata dalla memoria riconciliata con il passato, dalla giustizia per il presente, dalla speranza per il futuro. Così, riprendendo e sviluppando alcune tematiche già presenti dell’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI sottolinea alcuni elementi irrinunciabili nella riflessione contemporanea sui problemi che affliggono il mondo.

Innanzitutto, la consapevolezza della responsabilità che noi esseri umani abbiamo nei confronti dell’ambiente naturale e dei più deboli tra noi, in particolare “i poveri e le generazioni future”. Poi la capacità che la chiesa, “esperta in umanità”, ha di ribadire “l’urgente necessità morale di una nuova solidarietà” – inter-generazionale e intra-generazionale, capace cioè di proiettarsi “nello spazio e nel tempo” – che nella situazione odierna non può che coniugarsi con “una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo” e con la “sobrietà”. Ma vi anche la percezione di una dicotomia sempre più pronunciata tra i rari “progetti politici lungimiranti” e i sempre più frequenti “miopi interessi economici”: dicotomia particolarmente preoccupante oggi che la politica, anche mondiale, pare appiattirsi sull’economia, quasi rassegnata a divenirne serva impotente.

Il testo del papa ci ricorda con efficacia che l’interesse alla creazione, e dunque al rapporto dell’umanità con essa, è un’istanza della fede biblica: esistono “ragioni cristiane” assolute e precise per l’ecologia, ragioni mai separabili, appunto, dal tema della giustizia e della pace. La tradizione cristiana, infatti, non può e non sa separare giustizia ed ecologia, condivisione della terra e rispetto della terra, attenzione alla vita della natura e cura per la qualità buona della vita umana: sono due aspetti di un’unica urgenza: contrastare il disordine, la volontà di potenza, far regnare la giustizia, la pace, l’armonia. La terra è desolata quando viene meno la qualità della vita dell’uomo e della vita del cosmo, e la qualità della vita umana dipende anche dalla vita del cosmo di cui l’uomo fa parte e nel quale è la sua dimora.

Così, nell’affrontare la questione ecologica, Benedetto XVI mostra di avere a cuore che questo annuncio cristiano sia proclamato con un linguaggio antropologicamente comprensibile da tutti e capace, nel contempo, di rimarcare le peculiarità che gli impediscono di cedere “a un nuovo panteismo con accenti neopagani”. Già i profeti dell’Antico Testamento avevano sì cercato di annunciare il futuro che attende la creazione con immagini poetiche, pastorali – l ’agnello e il lupo che pascolano insieme, il lattante e la serpe che insieme giocano, il deserto fiorito… – ma con lo scopo di destare negli uomini un’attrazione non per ciò che è perduto, bensì per ciò che sta davanti come una vocazione e una promessa. Queste immagini giunte fino a noi non intendono inculcare una nostalgia per culture non più attuali o chiedere una conservazione verginale della natura: questa non è un patrimonio originale inviolabile e immacolato, e occorre vigilare più che mai perché non finisca per essere divinizzata o sacralizzata quale “Gaia”, divina madre vergine e immacolata che chiede di essere preservata da ogni intervento umano. Per questo il messaggio del papa esorta a vigilare anche su un altro pericolo: nella crisi di rapporto tra l’uomo e l’alterità della creazione – alterità che l’uomo oggi non sa rispettare, tentato com’è di assorbire in se stesso tutto ciò che gli sta di fronte – appare la tentazione di eliminare “la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi”.

Non va dimenticato che la nostra generazione è forse la prima nella storia a essere cosciente che dalle proprie scelte dipendono la vita o la morte degli esseri, del pianeta, e questa consapevolezza purtroppo deriva da evidenze che si impongono: dall’aria viziata, dalle acque avvelenate, dal suolo mortificato e sfruttato, dal deserto che avanza. La verità è che viviamo un’errata relazione con la materia del mondo, non sapendo in essa riconoscere l’opera vivificante dello Spirito santo che ci richiederebbe un rapporto di rispetto e di amore. Le creature sono per noi un oggetto neutro di consumo, oggetti che servono a soddisfare i nostri desideri, strumenti per il nostro benessere senza limiti e senza leggi.

Eppure anche in questo esigente discernimento, i cristiani avrebbero davanti a sé il cammino tracciato da Gesù, l’ “uomo secondo Dio” che ha saputo vivere con la creazione in modo esemplare. Il suo agire messianico non riguardava solo il rapporto con gli esseri umani ma anche con la creazione: Gesù ha amato la terra, le è restato fedele, si è mostrato un contemplativo della creazione, capace di vedere in essa “un dono di Dio a tutti” – come ricorda Benedetto XVI – e una responsabilità per l’uomo. Riconciliato con la natura, con gli animali, con le fatiche umane, con la realtà quotidiana, dalla contemplazione della natura Gesù ha saputo trarre lezione e consolazione, ha saputo rispondere al gemito presente in ogni cosa. I cristiani, alla sua sequela, di fronte “al deserto che avanza” annunciato da Nietzsche, di fronte alla terra sempre più desolata, dovrebbero imparare a scorgere nella profondità della creazione la “signatura rerum”, la scrittura delle cose, le loro lacrime e le loro lodi. Allora forse saprebbero rivolgere in modo credibile ai loro fratelli e sorelle in umanità il pressante appello cui Benedetto XVI ha voluto dar voce: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.

Enzo Bianchi

Priore della comunità di Bose

http://www.monasterodibose.it/index.php/content/view/3343…

TROPPE SPESE MILITARI

martedì, ottobre 6th, 2009

PAX CHRISTI INTERNATIONAL: TROPPE SPESE MILITARI,
IRRAGGIUNGIBILI GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO

35223. ROMA-ADISTA. La scadenza è vicina, gli obiettivi ancora lontani, formalmente per “mancanza di risorse”, in realtà per assenza di volontà di molti Stati, fra cui l’Italia. Si tratta degli otto Obiettivi del Millennio per la riduzione della povertà nel mondo, sottoscritti da tutti i 191 Paesi membri dell’Onu nel settembre del 2000: eliminare la povertà estrema e la fame; raggiungere l’istruzione elementare universale; promuovere l’uguaglianza fra i sessi e conferire potere e responsabilità alle donne; diminuire la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo.

Un lontano miraggio, ma anche un potenziale traguardo a portata di mano, secondo lo studio appena pubblicato da Pax Christi International Spese militari e aiuto internazionale. La storia dell’elefante nella stanza, che denuncia l’evidenza che molti Paesi occidentali non vogliono vedere: basterebbe soltanto il 4% delle spese militari mondiali del 2008, o il 10% di quelle statunitensi, per riuscire a garantire il bilancio annuo necessario a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Che però, con il trend di costante aumento delle spese militari, non verranno realizzati entro la scadenza fissata del 2015, e forse mai. Infatti, come spiega Giorgio Beretta, caporedattore di Unimondo e analista dell’Osservatorio sul commercio di armi (Oscar) di Ires Toscana, “nonostante la crisi finanziaria internazionale, la spesa militare nel mondo è cresciuta in un anno del 4%, raggiungendo nel 2008 i 1.464 miliardi di dollari in valori correnti (oltre mille miliardi di euro)”, cifra record dagli anni della Guerra fredda. “Solo nell’ultimo decennio l’incremento è stato del 45%, e la spesa militare corrisponde oggi al 2,4% del Prodotto interno lordo mondiale e costa in un anno 217 dollari per ogni abitante del pianeta” (v. Adista n. 70/09).

Il documento di Pax Christi International confronta le necessità economiche per l’aiuto allo sviluppo e le spese che i governi sostengono per gli armamenti e per la lotta al terrorismo e nota che 40 miliardi di euro l’anno sarebbero sufficienti per raggiungere gli Obiettivi del Millennio entro il 2015. Ma nel mondo, solo Svezia, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi hanno rispettato nel 2008 l’impegno a dedicare lo 0,7% del loro prodotto interno lordo all’aiuto allo sviluppo.

“Sono dati che in qualche modo sospettavamo”, nota don Tonio Dell’Olio nel suo blog Mosaico dei giorni, collegato a Mosaico di pace, mensile promosso dalla sezione italiana di Pax Christi. “Era impossibile non vedere l’elefante nella stanza e adesso che lo sappiamo, dovremmo responsabilmente incalzare il nostro governo a mettersi al passo con gli impegni solennemente assunti in sede internazionale” e con i Paesi che hanno mantenuto le promesse. “Ci chiediamo – conclude – se in cima alle preoccupazioni di chi ci rappresenta in sede internazionale non c’è l’impegno di salvare chi muore di fame, quale altra emergenza sarà mai più importante?”. (l. k.)

ENERGIA SALUTE E PARTECIPAZIONE, CHI DECIDE?

lunedì, ottobre 5th, 2009

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IL PAPA E L’AMBIENTE

lunedì, ottobre 5th, 2009

Il Papa: per salvare l’ambiente cambiare modello di sviluppo

24 settembre 2009 Nessun commento

papa
“È indispensabile che l’attuale modello di sviluppo globale sia trasformato attraverso una più grande, e condivisa, accettazione di responsabilità per la creazione: ciò è richiesto non solo dai fattori ambientali, ma anche dallo scandalo della fame e della miseria umana». È il forte appello lanciato oggi dal Papa, in un videomessaggio trasmesso in vista Vertice dell’Onu sui cambiamenti climatici di Copenaghen, il cui testo è stato diffuso oggi dalla sala stampa della Santa Sede.

“La tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle risorse e del clima – ha detto Benedetto XVI – obbligano tutti i leader ad agire congiuntamente, rispettando la legge e promuovendo la solidarietà con le regioni più deboli del mondo”. “Insieme – ha aggiunto – possiamo costruire uno sviluppo umano integrale benefico per tutti i popoli, presente e futuri, uno sviluppo ispirato ai valori della carità nella verità». «Perchè questo avvenga», ha affermato Benedetto XVI, “è indispensabile che l’attuale modello di sviluppo globale possa essere trasformato”.

“Siamo tutti chiamati ad esercitare una gestione responsabile della creazione, ad utilizzare le risorse in modo tale che ogni individuo e comunità possano vivere con dignità”, ha sottolineato nel videomessaggio, con il quale il Papa intende offrire il suo «sostegno» ai leader che si confronteranno «sull’urgente problema del cambiamento climatico”. “La Terra – ricorda Benedetto XVI – è un dono prezioso del Creatore che, nel progettare un suo ordine intrinseco, ci ha dato linee guida, come amministratori della sua creazione”.

La Chiesa, da parte sua, “ritiene che le questioni riguardanti l’ambiente e la sua tutela siano intimamente connesse con lo sviluppo umano integrale”, sottolinea il Papa citando la “Caritas in veritate”, in cui si fa presente la “pressante esigenza morale di una rinnovata solidarietà non solo tra i paesi, ma anche tra gli individui”, in nome di una “una responsabilità personale verso l’umanità nel suo complesso, in particolare verso i poveri e vero le generazioni future”.

ECQUO

Di qui l’importanza che la comunità internazionale e i singoli governi “inviino il giusto segnale ai propri cittadini e riescano a contrastare modi dannosi di trattare l’ambiente», facendo in modo che «i costi economici e sociali dell’utilizzo delle risorse” siano “riconosciuti con trasparenza e sostenuti da coloro che li procurano, e non da altri popoli o generazioni future”.

L’APPELLO del NOBEL Per la pace Perez Esquivel

sabato, ottobre 3rd, 2009
ggggIl messaggio lanciatio a Trento dal premio Nobel per la pace argentino. «Promuoviamo la costituzione del Tribunale penale internazionale sull’ambiente. Dobbiamo farlo a tutti i livelli. Da questo dipendono sempre di più la vita e il futuro delle genti nel mondo»

 

“Promuoviamo la costituzione del Tribunale penale internazionale sull’ambiente. Dobbiamo farlo a tutti i livelli. Da questo dipendono sempre di più la vita e il futuro delle genti nel mondo”. È uno dei messaggi lanciati a Trento dal premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, oppositore della dittatura militare che ha insanguinato il suo paese degli anni ’70. Circa le ingiustizie sociali ha chiarito che ”non c’è primo, secondo, terzo o quarto mondo, c’ un unico mondo, i diritti sono uguali per tutti. Dobbiamo combattere le ingiustizie e le dittature usando gli strumenti della nonviolenza e le istanze giuridiche internazionali. Il nostro impegno deve riguardare la difesa di tutto il Creato”.

Per Perez Esquivel “la presenza di religiosi e laici impegnati per la libertà dei popoli costruisce un nuovo paradigma di vita per l’intera umanità”. “In America Latina – ha detto – abbiamo superato le dittature con grandi sforzi e sofferenze. Bisogna capire come ciò è avvenuto. I militari non sono improvvisamente impazziti. Più di 80.000 sono passati per le accademie militari aperte dagli Usa a Panama, ad esempio. Ora, con fatica abbiamo recuperato le istituzioni dello stato e della democrazia, anche se Eduardo Galeano ha coniato per molte il termine democrature, un incrocio fra democrazia formale e autoritarismo sostanziale”.

Il Nobel ha poi parlato dei “pericoli dell’informazione”. “C’è un contagio mentale realizzato con la manipolazione dell’informazione – ha detto -, che è opera di grandi centri di potere capaci di trasformare la menzogna in verità. Oggi ci sono comunità in tanti paesi che lavorano innanzitutto attorno alla liberazione della parola. Liberando la parola liberiamo il pensiero. Se non liberiamo la parola – ha concluso – rimarremmo sempre oppressi, sempre vittime del pensiero unico”.
(Ansa)

la nuova ecologia (continua…)

MINI FESTIVAL DEL LIBRO

venerdì, settembre 25th, 2009

Iniziativa promossa dalle Associazioni:
Presidio del Libro di Adria
Magna Charta di Porto Tolle
Akcademia di Adria
I Druidi di Loreo
El Canfin di Baricetta
Circolo del Cinema di Adria
Circolo Legambiente Adria Delta del Po
Gruppo Emergency di Rovigo
Memoria e Futuro di Rovigo
con il Patrocinio di:
Provincia di Rovigo
Città di Adria
Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po
Adria – 25, 26, 27 settembre 2009
Cortile della Fondazione Franceschetti – Di Cola
Via Cavallotti
dedicato a Fernanda Pivano
P R O G R A M M A
VENERDI’ 25 settembre
Ore 18.00: LIBRI CHE PEDALANO
Incontro con l’autore: Luana Milan presenta “Dalla Pianura padana
all’Altopiano tibetano in bicicletta” di Obes Grandini.
ore 21.00: LIBRI PER RICORDARE
Un ricordo di Fernanda Pivano: Antonio Catozzi, Omar Barbierato e i ragazzi
dell’Akcademia presentano “Ciao Fernanda!”
Ospite della serata l’Associazione “Memoria e futuro” che presenta il
progetto dell’Osservatorio Civico Territoriale.
SABATO 26 settembre
Ore 18.00: LIBRI ALCOLICI
Omaggio a Charles Bukowski: Bruno Morbiolo e Carlo Dalle Mulle
presentano “lo, scrittore factotum”.
Ore 21.00: LIBRI LIBERI
Letture sulla libertà: le Nitticòre presentano “Tana libera tutte”.
Ospite della serata il Circolo Legambiente Delta del Po di Adria che presenta
l’iniziativa “Puliamo il mondo”.
DOMENICA 27 settembre
Ore 11.00: LIBRI CHE SI GUARDANO
Omaggio a Sandro Zanellati, poeta e pittore di Porto Tolle: Magna Charta
presenta “Nessuno sono anime”.
Ore 18.00: LIBRI CHE RECITANO
Letture di copioni teatrali a cura dell’Associazione teatrale El Canfin.
Ospiti della serata i volontari del Gruppo Emergency di Rovigo che
presentano letture dai libri dell’Associazione e lettere del Presidente Teresa
Sarti, scomparsa il 1° settembre.
Ore 21.00: CONCLUSIONE DEL MINI FESTIVAL DEI LETTORI
Proiezione del documentario: “Fernanda Pivano: a farewell to beat” a cura
del Circolo del Cinema di Adria.
INGRESSO LIBERO – info: 0426 21500 – www.libreria-apogeo.it
Il 26 settembre è la “Festa dei Lettori” che l’Associazione Presìdi del Libro svolge in
Puglia, Piemonte, Sardegna, Campania, Basilicata, Liguria, Trentino, Veneto, Friuli,
Abruzzo, Toscana, Lazio e Sicilia.
Consulta il programma sul sito www.presidi.org.
Il blog della Festa è: festadeilettori.splinder.com

le cose della terra

venerdì, settembre 11th, 2009

Non potrei desiderare di essere nata in un’epoca migliore di questa, in cui tutto è perduto. La vita della nostra epoca è in balia della dismisura. La dismisura invade tutto: azione e pensiero, vita pubblica e privata. Per questo vi è decadenza dell’arte, per esempio, e molti tentativi di artisti risultano vani. Qualcosa è rimasto intatto nella liturgia delle cerimonie religiose. Ma il più delle volte non ha alcun rapporto con il resto dell’esistenza. Ogni equilibrio è viziato. Ma proprio questo andrebbe cercato: un equilibrio tra l’uomo e se stesso, tra l’uomo e le cose. Noi viviamo in un’epoca che non ha precedenti, e che esige un certo tipo di santità, anch’essa senza precedenti. Essa deve scaturire d’improvviso, come un’invenzione, e mettere a nudo tutta la verità e la bellezza che sono nel mondo, nascoste sotto strati di polvere e di marciume. Noi siamo nella irrealtà e nel sogno. Aprire gli occhi sulla realtà, vedere la luce, ascoltare il vero silenzio. Questo significa rinunciare alla nostra illusione di essere al centro.

Simone Weil

per ascoltare: radio rai 3 UOMINI E PROFETI

MOSAICO DI PACE alex zanotelli

sabato, settembre 5th, 2009

SETTEMBRE 2009
Padroni o custodi?
Manda il tuo Spirito, Signore: tutto sarà ricreato, e rinnoverai la faccia della terra.

La faccia della terra.

La crosta della terra.

La pelle di questa nostra terra, deturpata dagli inquinamenti, invecchiata dalle nostre manipolazioni, violentata dalle nostre ingordigie.

Don Tonino Bello

NON SI TRATTA DI UNA CONTRADDIZIONE

mercoledì, settembre 2nd, 2009

Credo sia il caso di rispondere a una osservazione che molto spesso viene fatta notare a noi di Legambiente, cioè: il motivo per cui Legambiente collabora con enti (pubblici o privati) che investono denaro in pratiche come l’energia solare, eolica, fotovoltaico e nello stesso tempo investono anche nel nucleare e carbone a noi avversi e contrari.
Per noi di Legambiente non si tratta di una contraddizione, per noi è importante che l’energia pulita venga prodotta in misura sempre maggiore da chiunque esso sia, si tratta solo di lavorare per un salto di qualità che determinerà la convenienza delle energie pulite. I grandi enti come Enel che oggi investono su tutti i fronti dovranno sostituire le vecchie energie inquinanti con quelle nuove e pulite, saranno sempre loro ad avere l’esperienza e la capacita di investimento per fare il salto di qualità.
Ogni volta che legambiente lavora per convincere che l’energia pulita è ormai una possibilità concreta ed economica produce un risultato: quello di un minor inquinamento e un salto di qualità verso il futuro tecnologico, ma più naturale e pulito.
Questo ragionamento non è da confondere ne da comparare per quello che si fa sul piano di banca etica o sui prodotti alimentari, questi casi si reggono con ragionamenti ben diversi.

Cos’è più utile alla battaglia contro il nucleare: l’anatema o mostrare a tante persone la facilità e convenienza del solare piuttosto che le forme tradizionali di fornitura energetica? Cosa sarà più comprensibile la condanna del nucleare a parole o la dimostrazione che la via alternativa è praticabile fin da ora?
Detto questo invito tutti a discutere sul serio come fare campagna anti nucleare nei prossimi mesi nel Veneto.

RIVOLUZIONE DELL’ UMANO

domenica, luglio 12th, 2009

La nuova rivoluzione: per stare bene io, devono stare bene anche gli altri.

Quando parliamo di ambientalismo possiamo riferirci anche ad una economia civile basata sui doveri di ogni cittadino per il rispetto degl’altri: l’economia non può riferirsi solo al profitto senza rispettare la sicurezza e la salute dei cittadini.
Il PIL non comprende anche gli effetti economici dell’inquinamento dell’aria, della salute delle nostre famiglie. Una nuova economia più civile deve basarsi anche sul rispetto dell’uomo e deve cercare di non creare disagi, specie se esistono delle alternative reali che determinano più armonia fra i cittadini.Mi riferisco alla probabilità sempre più sicura di costruire un impianto elettrico che funzioni a carbone all’interno di un parco regionale che, a logica non solo ambientalista ma di buon senso, dovrebbe avere tutt’altri presupposti economici, mentre si poteva progettarne uno molto più moderno e compatibile, con nuove tecnologie usando il gas o altre soluzioni rinnovabili, anche se un po’ più costose.Non esiste la sicurezza dei cittadini solo in termini di micro criminalità!
Esiste anche la sicurezza di tutti per l’aria che si respira, per quello che si mangia o quello che si beve, nel non essere sottoposti a radiazioni, nel stare tranquilli nelle proprie case senza patire disgustosi odori, rumori e fumi pericolosi. La sicurezza dei cittadini sono anche i trasporti sicuri nelle strade o ferrovie.
La sicurezza è un dovere non solo un diritto.Attraverso una economia che non guarda i bisogni naturali e civili, quante libertà perde il cittadino? La libertà di essere il più possibile sani e di vivere in un ambiente salubre prima di tutto, la libertà di uscire in bicicletta e non essere travolti, la libertà di trovare del verde e godersi il paesaggio senza fare centinaia di chilometri, la libertà di stendere un telo sull’erba senza trovare rifiuti, inquinamento e contaminazioni, la libertà di coltivare prodotti che non si contamineranno da altri, di bere acqua sicura.Non esiste uno sforzo per pensare ad un’economia diversa da quella attuale, anti-ambiente basata sui debiti che dovranno ereditare i nostri figli, debiti che si moltiplicheranno a dismisura per riparare ai danni ambientali che oggi causiamo.
Per vivere su questo pianeta dobbiamo rispettare e salvaguardare non solo lavorare e arricchirci accumulando beni spesso inutili nelle nostre case.Naturalmente una parte dell’economia guarda al futuro con altri occhi e sembra aver capito tutti questi problemi che si affacciano nel presente e nel futuro e sta progettando l’avvenire in termini di rispetto e civiltà verso lo stesso uomo e la natura, non solo per creare ricchezza monetaria.Il principio sul quale si basa il rapporto fra uomo e natura è molto semplice: capire che per stare bene io, devono stare bene anche gli altri.
Se vogliamo vivere con un buon grado di decorosa tranquillità o felicità dobbiamo cercare di aiutare e far di tutto per far felici anche gli altri circondandoci e lavorando per un ambiente il più possibile naturale.
Legambiente Cirocolo Delta del Po