Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Che fine fanno i rifiuti nucleari – video

martedì, dicembre 15th, 2009

Collegandovi alla nostra pagina su Facebook, potrete vedere un filmato, diviso in sei parti tutte visibili in maniera autonoma l’ una dall’ altra, che spiegano in maniera approfondita il percorso delle scorie radiattive, da come si formano, la loro pericolosità e dove vanno a finire.
Per collegarvi alla nostra pagina su Facebook cliccate quì.

fitofarmaci nel piatto pronto

domenica, dicembre 13th, 2009

Il progetto si prefigge di verificare e quantificare la presenza di fitofarmaci negli alimenti consumati durante un pranzo. Il Progetto Residui nel Pranzo Pronto permette di quantificare l’ingestione dei residui di fitofarmaci attraverso la dieta. Lo studio ha evidenziato che in un pranzo tipico italiano composto da primo piatto, contorno vegetale, frutta, pane e vino, in media sono presenti dai 2 ai 4 residui di fitofarmaci. La frutta rappresenta la portata che percentualmente determina il maggior apporto dei residui di fitofarmaci con la dieta (in seconda posizione il vino). Ciò evidenzia l’importanza di ridurre al minimo i trattamenti fitosanitari: non vanno però dimenticati gli aspetti positivi sulla salute dovuti alla presenza della frutta e degli ortaggi nella dieta. Le quantità di fitofarmaci ingerite, rapportate al valore dell’ADI (Acceptable daily intake), sono basse ed il valore medio non supera il 10%. Il Progetto Residui nel Pranzo Pronto continua anche nel 2009 con l’obiettivo di analizzare i pranzi preparati per i bambini delle scuole materne.

Fonte: Arpat

pesticidi-nel-piatto-2009-arriva-il-patentino-per-limpiego-di-fitofarmaci

Mangiamo Biologico: cena Legambiente

sabato, dicembre 12th, 2009

 SABATO 19- ore 20 -dicembre, cenalegambiente

 Mangiamo Biologico, cena Legambiente al Scirocco- Adria

 

La cena si svolgerà il 18 Dicembre all’agriturismo Scirocco in località Volta Scirocco 3, -tel 3288216588- Adria (Mappa)

Una serata di convivialità aperta a tutti anche ai simpatizzanti e agli amici del circolo di Legambiente Delta del Po. 

La cena sarà vegetariana sulla base di prodotti biologici e della zona del Delta del Po.  

La spesa si aggira intorno alle 15-18 euro, la scelta è fra diversi primi, secondi, vino, caffè.

Siamo già vicini al numero limite:

Prenotarsi è indispensabile, tel Dario 3496338608, leonardo 3288729114

Oppure venire in sede legambiente al giovedì sera dalle 21 alle 23. 

Menu 15 eurolegambiente2

  • Zuppetta di verdure con crostini

 

  • Tagliatelle con Verdurine

 

  • Polentina e Champignon
  • Patate gratinate
  • Verdure Pastellate

 

  • Crostata

 

  • Caffè

 

  • Grappino

 

 

 

Menu 20 euro

 

  • Aperitivo Melograno

 

  • Zuppetta di verdure con crostini

 

  • Ravioli pere gorgonzola noci oppure pasticcio verdurine

 

  • Polenta e Porcini
  • Patate gratinate
  • Verdure pastellate
  • Formaggi

 

  • Dolce morbido

 

  • Caffè

 

  • Grappa

 

 

 

In entrambi i menu acqua e vino compresi.

 

Allarme Unep sul Mediterraneo

mercoledì, novembre 11th, 2009

Venezia sommersa tra 60 anni

di CHIARA DE FELICE – Ansa

venezia
Il Mare Nostrum sarà l’ecosistema più colpito dal surriscaldamento del pianeta. Le temperature saliranno tra i 2,5 e i 5,1 gradi. Rischio di sommersioni ed erosioni delle coste. Per Venezia, Nilo e Baleari si prospetta un futuro da ‘disaster movie’
Notizia A Barcellona i negoziati verso Copenaghen

Venezia inondata, il delta del Nilo scomparso, intere isole come le Baleari sommerse: in meno di 100 anni il Mediterraneo sarà il set di un ‘disaster movie’, con tanto di popolazione che muore di sete e invasione di meduse e alghe tropicali. E tutto, spiegano gli esperti dell’Onu, se solo il livello del mare salirà di qualche centimetro, conseguenza garantita dall’attuale passo dei cambiamenti climatici. Il Mediterraneo, ecosistema più colpito dal surriscaldamento del pianeta, non avrà un’unica voce alla conferenza di Copenaghen.

Per questo l’Onu ha riunito a Marrakech, dal 3 al 5 novembre, 21 Paesi delle due sponde, preoccupati di dire la loro quando il mondo cercherà di trovare un accordo per ridurre i gas nocivi e fermare il disastro annunciato dagli scienziati. E potrebbe essere già troppo tardi per il Mare Nostrum: «Anche se gli obiettivi di riduzione dei gas serra saranno raggiunti, l’impatto dei cambiamenti climatici si sentirà», ha detto Maria Luisa Silva, che dirige il dipartimento Mediterraneo dell’agenzia Onu per l’Ambiente, l’Unep-Map, aprendo la conferenza dove i 21 Paesi fanno il punto in vista di dicembre. I Paesi rivieraschi temono che a Copenaghen, tutti presi dal convincere Cina e India a darsi degli obiettivi ambiziosi di riduzione dei gas serra, ci si dimentichi del Mediterraneo, un ecosistema che ha già dimostrato di essere «una delle aree dove l’aumento delle temperature farà più danno», dicono gli esperti dell’Unep.

Perché oltre a essere l’ecosistema con la maggiore varietà di specie esistenti (è solo l’8% della superficie oceanica del pianeta ma ospita il 7% delle specie conosciute) è anche la meta della maggior parte dei turisti (31% del turismo internazionale, 275 milioni di turisti all’anno), nonché l’area dove vive il 60% della popolazione che secondo le Nazioni Unite non ha risorse idriche sufficienti. L’ecosistema mediterraneo, spiegano gli scienziati dell’Onu, é più importante della foresta amazzonica in quanto è in grado di trattenere enormi quantità di CO2: «È anche per questo che va protetto, e chiediamo a Copenaghen di tenerne conto», ha detto Ibrahim Thiaw, direttore generale dell’Unep.

Il primo segnale del clima che cambia nel Mediterraneo è l’aumento delle temperature. Le previsioni dell’ultimo rapporto Onu presentato oggi a Marrakech dicono che tra il 2070 e il 2099 le temperature saliranno tra i 2,5 e i 5,1 gradi. A risentirne sarà soprattutto la costa adriatica, dove il livello del mare salirà «con grandi rischi di sommersioni ed erosioni delle coste», si legge nel rapporto. Il livello di allerta ci sarà per «le zone lagunari come Venezia e i delta come quello del Po e del Nilo».

E poi, le estati saranno sempre più afose, in zone come la Sicilia per esempio, oltre che in Egitto, Libano, Libia e Israele. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto mette in guardia il meridione dai cambiamenti nell’agricoltura e dall’aumento degli incendi, mentre per le Alpi il rischio è che il ghiaccio si sciolga. Ma anche il Tirreno è in pericolo: “a breve termine”, la costiera amalfitana rischia l’erosione, quella ligure assieme all’isola d’Elba e alla Sardegna rischia di vedere scomparire molte specie: già oggi, non si ha più traccia dell’1% delle specie presenti fino a qualche anno fa. (Ansa).


 

05 novembre 2009 - TAG: Clima | Mediterraneo | Unep |

Salvi decine di migliaia di uccelli protetti

sabato, novembre 7th, 2009

Il TAR del Veneto con un nuovo decreto cautelare boccia la seconda delibera regionale, il “lodo Galan bis”, in tema di caccia in deroga.

 

Salvi decine di migliaia di uccelli protetti.  

La Seconda Sezione del TAR – Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto in seguito ad un ricorso della LAC in “inaudita altera parte”, e “ad adiuvandum” delle associazioni ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF, ha sospeso con decreto cautelare presidenziale, n.1014/2009 di oggi 6/11/2009 – N.R.G. 2106/2009 (Cf. comunicazione del TAR in allegato), la delibera n.3255 sulla caccia in deroga per la stagione 2009/2010, approvata  in emergenza il 30/10/2009, con la quale veniva concessa la caccia di Storno, Pispola, Fringuello e Peppola, tutte specie protette dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria n. 409/79/CE, l’abbattimento delle quali è considerato reato dalla legge sulla caccia. 

Questa è la seconda bocciatura di una delibera regionale del Veneto sulla caccia in deroga nell’arco di soli sette giorni, dato che lo stesso TAR, con decreto cautelare, n.986/2009 del 30/10/2009, aveva bocciato la precedente delibera n. 2993 del 6/10/2009 per gli stessi identici motivi. 

Va infatti ricordato che la Giunta Galan, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Protezione Civile e Caccia, la bassanese e cacciatrice Elena Donazzan, venerdì 30 ottobre scorso, si era riunita in “in emergenza”, addirittura di notte presso il Genio Civile di Padova, proprio per raggirare il primo decreto del TAR e riapprovare una delibera fotocopia di quella bocciata sulla caccia in deroga. 

Il ricorso evidenziava la mancanza del parere dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), lo stato di conservazione sfavorevole per le specie di uccelli oggetto delle deroghe e, in particolare, il ricorso reiterato da parte della Regione alla caccia in deroga non come fatto eccezionale, straordinario, così come prescritto dalla Direttiva comunitaria “Uccelli”, ma come fatto “ordinario” e continuativo negli anni.

La delibera regionale, fotocopia della precedente, violava la natura eccezionale del ricorso alla caccia in deroga, che permette di sparare a specie protette, dovendo rispettare con la massima correttezza le previsioni comunitarie e in particolare quelle dell’articolo 9 della direttiva “Uccelli”, che la prevede solo in casi eccezionali (ad esempio per abbattere uccelli negli aeroporti in caso di pericolo).

Un modo di procedere che aggrava le violazioni già effettuate negli anni passati e che hanno convinto la Commissione Europea ad aprire nel 2004, su ricorso della LAC del Veneto, una procedura d’infrazione contro l’Italia, la n. 2004/4926, dedicata proprio alle deroghe di caccia della Regione Veneto, procedura ormai arrivata all’esame della Corte di Giustizia. 

“Questa è una sonora nuova sconfitta della Giunta Galan in tema di caccia in deroga – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – è una vittoria della legalità su un modo di gestire la cosa pubblica nell’interesse di una minuscola lobby e a danno della collettività. 

L’on. Berlato, promotore delle cacce più estremiste, il 30 ottobre scorso, giorno della prima bocciatura del TAR del Veneto aveva dichiarato che la regione avrebbe rifatto la delibera sulle deroghe, e così purtroppo  è stato.  

Ora mi auguro che il Governatore Galan abbia un minimo di orgoglio e la finisca con l’emanare delle delibere illegittime fatte sotto dettatura di Berlato.  

Bisogna dire a gran voce che il problema non è sull’essere favorevoli o meno alla caccia agli uccelli protetti bensì  sul rispetto o meno delle normative dell’Unione Europea, sul rispetto dei pronunciamenti giuridici, sul rispetto dei contribuenti sui quali vanno a gravare questi costosi giochetti della Regione.  

Non dimentichiamo che le spese legali della regione Veneto per salvare questo tipo di caccia illegittima, su specie insettivore ed utili all’agricoltura, alla fine vanno a gravare sulle tasche dei contribuenti, inoltre a breve potrebbe arrivare una condanna della Corte di Giustizia Europea proprio sulla caccia in deroga del Veneto che comporterà pesantissime sanzioni sempre a carico dei contribuenti. 

In Italia serve una legge che imponga a questi amministratori di pagare di tasca propria le loro azioni amministrative illegittime svolte in chiave propagandistica ed elettoralistica a spese dei contribuenti e a vantaggio di una minoranza che rappresenta una percentuale della popolazione da prefisso telefonico.  

Registriamo con soddisfazione la bocciatura del secondo Lodo Galan che di fatto dava l’immunità ai soli cacciatori veneti nei confronti del reato di bracconaggio previsto per tutti coloro che uccidono specie di uccelli protetti.

Infine voglio ringraziare i nostri legali, l’avvocato Claudio Linzola del foro di Milano e l’avvocato Maria Caburazzi del foro di Venezia senza la determinazione dei quali non saremo giunti in tempi da record a presentare il nuovo ricorso e ad ottenere questa seconda importantissima vittoria.”  

Il legali e gli uffici stampa delle associazioni ricorrenti, in queste ore sono all’opera per rendere nota la decisione del TAR alle province del Veneto, alle stazioni territoriali del Corpo Forestale dello Stato, ai Carabinieri, ai Corpi di Vigilanza delle Province del Veneto, alle associazioni venatorie, per evitare che domani sabato 7 novembre i cacciatori, ignari della decisione dei giudici veneziani, commettano sanzioni punite penalmente dall’art.30 della L.157/92 sulla caccia. 

Lega per l’Abolizione della Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore 15/C int. 1 – 31100 Treviso – Tel. 347/9385856 e-mail: &compose_caller=read&to=lacveneto@anticaccia.it”>lacveneto@ecorete.it Web: www.lacveneto.it

Privacy del visitatore

sabato, ottobre 31st, 2009

logo-shinystatIl sito Legambientedeltapo.it dispone di un servizio per il rilevamento delle statistiche fornito da Shinystat. Dopo aver ricevuto richieste da parte di alcuni visitatori preoccupati per la tutela dei propri dati personali, pubblico di seguito il documento informativo di Shinystat in relazione al proprio servizio.

La tecnologia sviluppata da Shiny srl per il sistema di monitoraggio e analisi ShinyStat, consente di rilevare il flusso delle visite al sito Web senza l’utilizzo di strumenti che permettano l’identificazione personale degli individui.
La metodologia utilizzata per la raccolta dei dati è, infatti, in grado di fornire solamente informazioni riguardanti il Paese di provenienza, le caratteristiche del browser e del sistema operativo utilizzati dal visitatore, le varie connotazioni temporali della visita (ad esempio il tempo di permanenza su ciascuna pagina) e i dettagli relativi all’itinerario seguito all’interno del sito con particolare riferimento alla sequenza delle pagine consultate. Non è in alcun modo possibile risalire all’identità del VISITATORE in quanto le rilevazioni vengono effettuate in tempo reale utilizzando cookie(*) e memorizzando i dati sui server di Shiny srl nella sola forma aggregata. La rilevazione ed elaborazione dei dati, in forma assolutamente anonima, è finalizzata solamente a fornire all’UTENTE di ShinyStat indicazioni circa il maggiore o minore interesse dei VISITATORI rispetto al sito e, più in generale, ad evidenziare l’eventuale mutamento dei loro comportamenti.

(*)Cookie: codice numerico univoco assegnato in modo casuale al browser del VISITATORE durante ogni sessione di visita al sito Web. Lo stesso VISITATORE, a norma di legge, ha facoltà di disabilitare questa funzione, impedendo di fatto la suddetta operazione di assegnazione.

Buon proseguimento nella navigazione.

CACCIA: Regione VENETO, doppio siluro

venerdì, ottobre 30th, 2009

Comunicato del 29 ottobre 2009 

CACCIA: un doppio siluro del TAR si abbatte sulla regione Veneto.  

Terremoto nel mondo della caccia: il TAR del Veneto con due distinti provvedimenti sospende la caccia in deroga e il calendario venatorio 2009/2010.  

Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto chiede le dimissioni dell’assessore regionale all’Istruzione e Caccia, la cacciatrice vicentina Elena Donazzan. 

Oggi il TAR del Veneto con due distinti provvedimenti ha accolto i due ricorsi della LAC – Lega Abolizione Caccia, rappresentata dagli avvocati Claudio Linzola del foro di Milano, Maria Caburazzi del foro di Venezia e Massimo Rizzato del foro di Vicenza, contro la caccia in deroga agli uccelli protetti e contro il calendario venatorio stagione 2009/2010.

Il primo ricorso, sospeso con ordinanza n.971/2009 del 29/10/2009 – N.R.G.2035/2009 (Cf. comunicazione del TAR in allegato), riguardava il calendario venatorio – stagione 2009/2010, approvato con delibera 2141 del 14/07/2009, in particolare veniva contestato: 1) l’uso del piccione domestico quale richiamo vivo per la caccia ai Colombacci che per legge è vietato; 2) la deturpante caccia vagante con i cani anche a dicembre e gennaio quando i terreni sono ghiacciati e gli uccelli selvatici sono allo stremo con picchi di mortalità che fanno rabbrividire; 3) la possibilità di immissione della Pernice Rossa specie alloctona ed estranea alla fauna locale che potrebbe anche ibridarsi a specie autoctone con un conseguente inquinamento genetico; 4) la caccia a specie sempre più rare come il Combattente, un uccello molto appariscente che vive nelle lagune e la Moretta, una piccolissima e bellissima anatra selvatica.

Il secondo ricorso presentato oggi al presidente del Tribunale del TAR in “inaudita altera parte”, sospeso con Decreto Cautelare dello stesso presidente, n.986/2009 di oggi 29/10/2009- N.R.G. 2106/2009 (Cf. comunicazione del TAR in allegato), riguardava la cosiddetta caccia in deroga per la stagione 2009/2010, approvata con delibera 2993 del 6/10/2009, dove veniva contestata la caccia di Storno, Pispola, Fringuello e Peppola, tutte specie protette dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria n. 409/79/CE, l’abbattimento delle quali è considerato reato dalla legge sulla caccia.

Nel ricorso veniva evidenziata l’illegittimità del provvedimento in quanto privo del parere dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che con una circolare del 29/09/09, aveva sottolineato che la caccia in deroga voluta dalla regione Veneto non rispetta la legge per i seguenti motivi: i quantitativi abbattibili non sono stati calcolati secondo la procedura di legge, non vi sono i necessari controlli, non viene prevista la registrazione immediata degli uccelli uccisi, i cacciatori non sono stati sottoposti a specifici test, le specie oggetto di caccia in deroga sono in uno stato di conservazione sfavorevole, non sono state seguite le procedure previste dalla conferenza Stato/Regioni del 2004 su questa materia.

In quest’ultimo ricorso si costituiranno ad adiuvandum anche LAV, ENPA, Legambiente, LIPU e WWF.  

“Questa è una giornata memorabile – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – oggi abbiamo ripristinato un minimo di legalità nella caccia in Veneto attualmente gestita prevalentemente a scopo elettorale e propagandistico, nel prossimo weekend i cacciatori finalmente dovranno rinunciare alle regalie della regione.  

Oggi è stato finalmente demolito anche  il “Lodo Galan” che consentiva l’immunità dei cacciatori veneti dal reato di bracconaggio previsto in tutto il resto d’Italia nei confronti di chi uccide specie protette. 

Questo doppio siluro del TAR del Veneto contro la Giunta Galan ci consente di chiedere senza indugio le immediate dimissioni dell’assessore all’istruzione e caccia Elena Donazzan.”  

Lega per l’Abolizione della Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore 15/C int. 1 – 31100 Treviso – Tel. 347/9385856 e-mail: &compose_caller=read&to=lacveneto@anticaccia.it”>lacveneto@ecorete.it Web: www.lacveneto.it

Le piste ciclabili ad Adria che non sono mai state fatte.

lunedì, ottobre 26th, 2009

esterne281529462811152953_bigSe andiamo a vedere i Comuni del Veneto con ventimila abitanti ci accorgiamo delle molte piste ciclabili sorte nei ultimi dieci anni, molto spesso le più importanti vanno a collegare le frazioni con il capoluogo, di solito sono state fatte per rendere sicurezza a pedoni e biciclette di conseguenza le persone investite i queste strade diminuiscono notevolmente. La domanda è nei ultimi 10/15 anni quanti sono i morti nelle strade di Adria investiti e spesso mortalmente per mancanza di sicurezza visto il continuo aumento del traffico non solo leggero ma anche pesante?

Quanto dovranno aspettare le frazioni del Comune di Adria per vedere delle piste ciclabili di collegamento al capoluogo? Quante persone deciderebbero di spostarsi in bicicletta se non ci fosse il pericolo di essere investiti? Quante persone andrebbero farsi una passeggiata se non avessero l’incubo di essere travolti dalle auto?

Oltre l’aspetto della sicurezza, se la mobilità fosse garantita anche per le biciclette quanti parcheggi resterebbero liberi? Quanto inquinamento in meno? Quanta più salute per i cittadini?

Tutti riscontri facilmente immaginabili, anche dall’esempio della stragrande maggioranza delle città del Veneto.

Cosa stiamo aspettando Adria? Le piste ciclabili sarebbero una fortuna anche per il Parco del Delta, per creare dei percorsi turistici e per ampliare le possibilità di conoscenza del territorio anche dal punto di vista dei prodotti e delle offerte della cucina e del sapore.

Tutte combinazioni oramai necessarie se si vuol dare un futuro ad Adria.

La proposta del circolo di Legambiente Delta del Po è di iniziare almeno con le due Frazioni più importanti e pericolose come viabilità, Bottrighe e Baricetta, importanti questi collegamenti, strategicamente per la loro qualità paesaggistica e per una continuità con il Parco del Delta.

leonardo

Rigassificatore dopo inaugurazione

lunedì, ottobre 26th, 2009

Stoppa (Sinistra e Libertà) boccia il terminal: “Ma dove è l’occasione di sviluppo per il Delta?”


ADRIA – Danilo Stoppa di Sinistra e Libertà-Ecologia ricostruisce la storia del rigassificatore tornando al 1996 quando con un referendum a Monfalcone si rifiutò il progetto di un terminal gasiero della Snam. “Il medesimo progetto – precisa Stoppa – venne immediatamente acquisito dall’Edison e imposto al Polesine grazie ad un ceto politico locale compiacente e propenso, dopo la colonizzazione del Delta da parte dell’Enel, a favorire l’asservimento della nostra provincia alle grandi potenze energetiche. L’amministrazione provinciale dell’epoca, presieduta da Alberto Brigo, modellò, con la supervisione di alcuni politici e professionisti locali connessi a potentati economico-politici extrapolesani, un Patto territoriale sul progetto dell’Edison”.

“Nel 2004 – prosegue la ricostruzione – gli stessi politici ed amministratori contrari al rigassifìcatore ritornarono sotto le ali dell’Edison causando una rottura irreparabile con il movimento ambientalista. Noi ambientalisti – afferma Stoppa – venimmo dipinti come dei retrogradi perché la nostra ‘piattaforma programmatica’, alternativa a tutti coloro che volevano trasformare il Basso Polesine e il Delta in un ‘distretto energetico’, si basava sulla protezione e valorizzazione del territorio e dell’ambiente e sulla difesa della salute dei cittadini. Fummo i primi e gli unici, già nel 1996, a divulgare i dati dell’Oms e l’inchiesta dei professori Nimis e Cislaghi sull’incidenza tumorale in Polesine e fummo i primi e gli unici a divulgare il ‘Picco di Hubbert’ sull’esaurimento delle fonti energetiche fossili e le previsioni dell’economista americano Minsky sulla crisi”.
“Però – commenta Stoppa – nell’installazione della piattaforma sono stati impiegati una cinquantina tra tecnici e lavoratori tra i quali solamente due polesani. E’ questa l’occupazione promessa dai propagandisti del rigassificatore? Il giorno dopo l’inaugurazione, la più grande fabbrica polesana, la Grimeca, ha licenziato più di quattrocento lavoratori e rischia la chiusura. La Socotherm di Adria ha lasciato a casa decine di lavoratori. E’ questa la crescita assicurata dagli idolatri del rigassificatore, della centrale a carbone e magari del nucleare? A tutti i poveri che, secondo il rapporto della Caritas, son aumentati del 20%? Sarà il ceto politico-amministrativo, quel ceto che ha favorito l’Edison ed è affaccendato per il “carbone pulito” che non esiste?”.
Infine conclude Stoppa “una proposta. Noi diciamo che è ora di finirla con la frammentazione e con i microgruppi – soggetti politici, settori del sindacato, associazioni, intellettuali, lavoratori, singole persone, forze democratiche e di sinistra – interessati ad affrontare quelle che per noi sono le priorità della nostra epoca: lavoro, occupazione, welfare, energia, immigrazione”.

la voce di rovigo  25/ott/2009

G. C.

In condominio basta la maggioranza dei millesimi.

martedì, ottobre 20th, 2009

caseRisparmio energetico
Per deliberare interventi diretti al risparmio energetico, purché individuati con una certificazione energetica o una diagnosi energetica, basta la maggioranza dei millesimi degli intervenuti in assemblea (articolo 26, comma 2, legge 10/1991). Il Dpr 59/2009 scoraggia la trasformazione dell’impianto negli edifici residenziali con più di quattro appartamenti (e in quelli più piccoli se la potenza nominale è maggiore o uguale di 100 kW) a meno che sia inevitabile per cause tecniche o di forza maggiore.