Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Legambiente:2 vele a Rosolina

martedì, luglio 20th, 2010

Il mare del lido di Rosolina è rinomato per la sua qualità, tanto da attirare ogni anno un numero sempre maggiore di turisti, sia Italiani che dai Paesi Europei. I valori ambientali vengono costantemente monitorati dalle competenti Autorità Pubbliche, mentre l’ecosistema di Rosolina Mare è stato più volte premiato dagli Enti ed Associazioni ambientaliste, conseguendo infatti il premio del “Delfino Blu” (ARPAV), delle “Due Vele” (Legambiente) e della citazione sulla “Guida Blu” (Touring Club Italiano).
Anche nel 2010 i risultati di Goletta Verde di Legambiente che analizza l’acqua delle spiagge Italiane ha dato 2 vele (premio max 5 vele) a Rosolina, ma non solo per questo, anche altri parametri di qualità del territorio concorrono a questo ricercato premio ambientale.

Goletta Verde di Legambiente a Venezia presenta le criticità del mare e delle coste del Veneto

28/06/2010
Allerta sulle foci di fiumi veneti:
Livenza, Lemene e Adige fortemente inquinati

Bandiera Nera per la lottizzazione sul Lido veneziano
firmata dalla Est Capital SGR

Legambiente: “Gli scarichi non depurati di 1 milione di veneti
e il cemento selvaggio sono i nemici dichiarati di mare e coste”

Guida Blu di Legambiente e Touring Club: vele per nove località venete

Le cattive notizie per il mare veneto viaggiano lungo i corsi dei fiumi e arrivano dalle foci dei corsi d’acqua, che rappresentano tre dei cinque punti critici rilevati dall’imbarcazione ambientalista. Fortemente inquinate le foce dell’Adige, del Livenza e del Lemene, dove arriva il canale in cui scarica il depuratore. Gravemente contaminati anche i punti campionati nei comuni di San Michele al Tagliamento e Venezia, nelle località Palangon e Campalto, a valle dei rispettivi depuratori. È questo l’SOS lanciato da Goletta Verde – la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont – a conclusione della tappa veneta.

Le criticità del mare e delle coste del Veneto sono state presentate a Venezia questa mattina in conferenza stampa da Stefano Ciafani, Responsabile scientifico Legambiente, e Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Venezia.

Focalizzate sui punti critici, le analisi dei biologici di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione di allarmante sofferenza per le acque marine del Veneto, causata soprattutto dalle foci dei fiumi, ma anche dalle acque prelevate nei pressi degli scarichi dei depuratori risultate con una concentrazione di inquinamento microbiologico ben oltre i limiti di legge.

“Il principale colpevole della forte contaminazione microbiologica rilevata nella acque marine venete – ha commentato Stefano Ciafani, Responsabile scientifico Legambiente – è l’insufficiente o l’inesistente sistema di depurazione. Questa situazione è emersa nonostante nell’estate 2010 sia entrata in vigore la nuova normativa sulle acque di balneazione, con criteri molto più permissivi rispetto al precedente Dpr 470/1982. Nel Veneto purtroppo c’è ancora un milione di cittadini, pari al 21% del totale, che non usufruisce ancora di un servizio di depurazione, mentre il 22% non è allacciato alla rete fognaria. Si tratta di numeri davvero imbarazzanti per una delle regioni più industrializzate del ricco Nord Est. È ora di sanare questa ferita per un bacino sensibile come l’Alto Adriatico”.

Se la media regionale per il servizio di depurazione è del 79%, a livello dei singoli capoluoghi di provincia si registrano casi di città virtuose, come Belluno e Rovigo, la cui efficienza depurativa copre rispettivamente il 98 e il 93% della popolazione, e casi di città rimaste molto indietro, come Treviso e Padova, il cui servizio di depurazione arriva solo alle soglie del 28% e del 68%, lasciando scoperte per Treviso circa 59 mila persone e per Padova oltre 67 mila residenti. Ancora, Venezia contribuisce alla mancata depurazione con 40 mila abitanti non serviti, Verona con oltre 21 mila cittadini e Vicenza con oltre 13 mila.

E purtroppo le brutte notizie per questa Regione non si limitano alle acque e alla insufficiente depurazione, ma arrivano anche dalle coste. In questo caso, però, il pericolo non arriva dai batteri, bensì dal cemento, dalle speculazioni edilizie e dal continuo consumo di suolo. Proprio un pesante investimento immobiliare sul litorale del Lido di Venezia ha fatto conquistare a Gianfranco Mossetto, presidente della Est Capital SGR (Società Gestione Risparmio), la Bandiera Nera di pirata del mare: il poco ambito trofeo assegnato da Goletta Verde a quanti fanno scempio del nostro sistema marino e costiero. Con Mossetto si sono guadagnati una menzione d’onore anche l’ex Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che non ha posto alcun limite urbanistico, né ambientale all’intervento in questione, e la Soprintendente Renata Codello, che ha approvato il progetto preliminare e definitivo senza nulla obiettare, anziché svolgere quel ruolo di garanzia che le è affidato per legge.

“Nell’Isola del Lido di Venezia, l’ex Ospedale al Mare e il Parco della Favorita – ha spiegato Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Venezia – si stanno trasformando in una ghiotta occasione per il ‘partito del cemento’. L’area, già venduta dal Comune di Venezia per 81 milioni di euro, somma destinata a finanziare il nuovo Palazzo del Cinema, è stata acquistata da Est Capital Sgr, finanziaria padovana presieduta da Gianfranco Mossetto, per realizzare un grande centro residenziale con case di lusso, albergo, centri commerciali, negozi, piscina e parcheggi sotterranei. Peccato che la delibera del consiglio comunale prevedeva “un’edificazione massima di due edifici di altezza di 9,50 e 12,50 metri, su una porzione corrispondente a un quarto dell’area interessata, riservando la restante superficie a verde sportivo”, mentre il progetto di Est Capital prevede un piano di edificazione residenziale costituito da una trentina di ville da circa 200 mq ciascuna, accanto alle quali dovrebbero svettare anche tre torri alte 20 metri. Cubature che finirebbero per coprire per intero l’area della Favorita. In sostanza, si tratterebbe della distruzione del Parco della Favorita e dell’occupazione di una parte molto ben conservata del litorale del Lido di Venezia, il tutto spacciando la lottizzazione come intervento di riqualificazione”.

Per avere dei segnali positivi bisogna volgere lo sguardo alle 9 località venete premiate con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l’offerta turistica al rispetto dell’ambiente. Buono e incoraggiante, quindi, il risultato per le nove amministrazioni che vedono premiati gli sforzi per la sostenibilità degli ultimi anni: tre vele per i comuni di Barricata ed Eraclea, due vele per Caorle, Cavallino – Tre Porti, Chioggia, San Michele al Tagliamento, Jesolo e Rosolina, una vela per il Lido di Venezia.

I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

Cinema Ambiente a Papozze

giovedì, luglio 15th, 2010

www.legambientedeltapo.it bibliotecapapozze@libero.it www.circolocinemadria.org

La Biblioteca Comunale di Papozze e il Circolo Legambiente Delta Po – Adria,
in collaborazione con il Circolo del Cinema di Adria, presentano:

“Pensa Globalmente, Agisci Localmente”
Audiovisivi (e Riflessioni) sul nostro Territorio e sul Pianeta

Venerdi 20/8/10 – Una Scomoda Verità
“An inconvenient truth” – Al Gore – USA 2006
Il riscaldamento globale è un pericolo reale e attuale.

Sabato 21/8/10 – Un Metro Sotto i Pesci
Michele Mellara, Alessandro Rossi – IT 2006
Viaggio filmico all’interno del Delta del Po.

Domenica 22/8/10 – The Age of Stupid
“L’Era degli Stupidi” – Franny Armstrong – UK 2009
Nel 2055: “Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento
climatico quando ne avevamo la possibilità?”

Le proiezioni si terranno presso la SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI PAPOZZE alle ore 21

“Golena Drink”
biologico
offerto dal Circolo Legambiente presso il gazebo in Piazza.

Nuove disposizioni per chi commenta

sabato, aprile 10th, 2010

Gentili visitatori del blog, desidero informarvi che da oggi sono attive nuove disposizioni per chi intende lasciare commenti sui post.

Da oggi, infatti, per scrivere qualsiasi commento è necessario essere utenti registrati, e questo perché arrivano quotidianamente tantissimi commenti spam scritti con programmi di scrittura automatici. Questo comporta una grande mole di lavoro per gli amministratori che devono di volta in volta moderarli e perdere tempo e pazienza inutilmente.

“NOI NON SIAMO ANIMALI”

sabato, gennaio 16th, 2010

Noi missionari e missionarie italiani vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla sofferenza dei migranti africani, che da anni vengono impiegati nei campi della Piana di Gioia Tauro, in stato di schiavitù, per la raccolta delle arance.
Il 7 gennaio, intorno alle 14,30, in Contrada Spartimento, un giovane africano è stato ferito da un fucile ad aria compressa. Intorno alle 17,30, altri due africani, nei pressi della Rognetta, sono stati raggiunti dai colpi di una arma simile.
A seguito di questa aggressione, sono iniziate le proteste degli immigrati. Dapprima con copertoni bruciati e piccole barricate fatte usando i cassonetti, fino alla vera e propria rivolta nella serata di giovedì, quando gli africani hanno bloccato la via nazionale e sfogato la loro rabbia, a lungo repressa, su automobili, vetrine di negozi e passanti. Una vera e propria guerriglia urbana.
Da qui la reazione dei cittadini di Rosario (su 15.000 abitanti, 4.000 sono migranti) che hanno reagito con altrettanta brutalità alla violenza degli immigrati. Ne sta seguendo una vera e propria caccia al nero!
Il ministro degli Interni Maroni, ha dichiarato che “i disordini di Rosarno sono il frutto di troppa tolleranza nei confronti dei clandestini”.
Come missionari, questa affermazione ci indigna. Riteniamo, infatti, che la situazione di sfruttamento e di degrado civile e umano dei migranti a Rosarno, sia la prima causa di tale violenza. E’ tolleranza sfruttare i migranti clandestini nel loro lavoro stagionale? E’ tolleranza accettare che i clandestini vivano in condizioni di assoluto degrado igienico ed ambientale ? Qualcuno si è mai preoccupato di allestire alloggi decenti per i lavoratori stagionali? La violenza è di chi li costringe a vivere nei ghetti, di chi li sfrutta nei campi, di chi li tratta come animali. Uno degli slogan degli immigrati era:”Noi non siamo animali” In questo modo, essi urlano al loro dignità, il loro essere figli di Dio. Ci stanno dicendo che la loro oppressione è un peccato che urla contro il cielo.
La logica del profitto ancora una volta ha vinto. Ciò che noi missionari non possiamo accettare è di considerare merce da sfruttare i migranti clandestini. Non si può giocare con la disperazione delle persone disposte a tutto pur di poter guadagnare qualcosa.
I fatti di Rosarno rivelano ciò che da tempo è evidente: non si può risolvere li fenomeno migratorio con la paura e la repressione.
Noi missionari riteniamo fondamentale perseguire la ricerca di soluzioni positive, non dettate dalla paura, ma dalla volontà di riconoscere gli immigrati clandestini come persone, rispettate nella loro dignità, che possono contribuire alla crescita del paese e della società.
 
Commissione GPIC  (Giustizia, Pace e Integrità del Creato) della CIMI
Missionari Comboniani Castelvolturno (Caserta)
Missionari Comboniani Rione Sanità (NA)

Per adesioni scrivere :
fernando.zolli@gmail.com
tonibona@libero.it
alex.zanotelli@libero.it

Articolo di Vanni Destro

martedì, gennaio 12th, 2010

VIOLANTE, “ITALIA DECIDE” E ILCONFLITTO D’INTERESSI SUL CARBONE ENEL

 

 

Strano ma vero, per una volta sono d’accordo con Maurizio Ferro.
Anch’io sarei curioso di sapere perché ci sono voluti 1500 giorni per il decreto di compatibilità ambientale del progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, ottenuto, tra l’altro, grazie ad un emendamento furbesco ad un decreto legge che consente di bypassare la legge a tutela del Parco del Delta del Po.
E come mai Enel ha dovuto integrare due volte il progetto?
Forse non dev’essere così “pulito” questo carbone.
Dulcis in fundo la conferma in appello della condanna per inquinamento ai direttori della centrale Enel di Polesine Camerini.
Alla luce di tutto ciò il dubbio della Procura della Repubblica sulla riconversione parrebbe legittimo e una verica doverosa. E se i consulenti da lei nominati nella loro analisi hanno riscontrato delle differenze con quanto dichiarato dal progetto immagino fosse doveroso informarne gli orgsni competenti e richiederne le conclusioni.
Nessuna condanna preventiva, mi sembra.
E se qualcuno ha tentennato e rimandato decisioni, come afferma l’ex magistrato, ex Presidente della Camera, attuale Presidente della Fondazione ITALIA DECIDE, Luciano Violante, non sarà perché i dati proposti da Enel non dono convincenti?
ITALIA DECIDE è un coacervo di poteri forti.
Conta tra le sue fila  Tremonti, Amato, Calderoli, Matteoli, Bassanini, banchieri, amministratori di Enti pubblici, giuristi, economisti con l’Enel S.p.a e altri importanti soci fondatori, e si è data  come “mission” lo sblocco del “sistema Paese”.
La sua azione di tipico stampo lobbista è tesa a spianare la strada ai propri affiliati anche oltre l’interesse comune, probabilmente. Violante, da Presidente di una tale corazzata co-fondata da Enel, quando chiede ispezioni ministeriali alla Procura di Rovigo può essere in conflitto d’interessi?
Questo è il nostro Paese, però, e la discarica Polesine, perché questo è il ruolo che hanno assegnato alla nostra terra, ne subisce una volta in più le conseguenze.


Vanni Destro

 

 

Riconversione Enel, ricorso a Napolitano

venerdì, gennaio 8th, 2010

Si allarga il fronte del No con Legambiente. Impugnato il decreto di via libera del ministero

168251-enel ROVIGO – Piovono i ricorsi contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini. Ad ingrossare il fronte dei contrari arriva anche Legambiente, che nei giorni scorsi si è rivolta al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Nello specifico, il ricorso è contro il decreto del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che lo scorso luglio ha approvato il progetto di Enel per Porto Tolle. Legambiente segue così il Comune di centrodestra di Rosolina, che per primo si è rivolto al Presidente della Repubblica per fermare l’operazione di riconversione della centrale termoelettrica.

Come spiega per l’associazione ambientalista Angelo Mancone, «il nostro ricorso curato dall’avvocato Matteo Ceruti ha motivi procedurali oltre che di contenuto, visto che mentre altri enti si sono rivolti al Tar noi abbiamo scelto un’altra strada, che permettesse di coprire tutte le opzioni legali disponibili». Il riferimento di Mancone è al ricorso presentato al tribunale amministrativo regionale da parte del comitato anti centrale di Porto Tolle, degli operatori turistici bassopolesani, dei pescatori e di associazioni ambientaliste come Wwf e Italia Nostra. Una strategia «a tenaglia», per sbarrare la strada in ogni modo e in ogni direzione ai piani del colosso energetico. «Ora – fa notare Giorgio Crepaldi, del comitato anti Enel – i ricorsi pendenti riguardanti la riconversione a Polesine Camerini sono ben tre. Non male, visto che si vuol far credere che oramai siamo rassegnati a subire il carbone». La centrale riconvertita, una volta a regime e la data prevista è il 2014, avrà una potenza di circa 2000 megawatt, circa quattrocento in meno della potenzialità dell’impianto attuale a olio combustibile.

In questo modo sarà quindi in grado di produrre circa il 5 per cento del fabbisogno nazionale, e circa un terzo di quello del Veneto. L’investimento previsto è di circa 2 miliardi e 200 milioni di euro. Secondo le stime Enel i lavori dureranno 4 anni e mezzo ed impegneranno in media di 1.600 unità con punte di 3.500. A regime i posti di lavoro fissi saranno 350, che saranno raddoppiati con gli addetti all’indotto. Secondo quanto affermato dal colosso energetico l’opera comporterà la riduzione di ossidi, zolfo, azoto e polveri tra il 70-80 per cento rispetto all’assetto attuale ad olio combustibile. L’impianto potrà inoltre utilizzare come combustibile delle biomasse. Queste cifre vengono respinte al mittente da tutti i soggetti che hanno presentato ricorso al Tar o al Capo dello Stato, che ne contestano aspramente l’utilità e l’opportunità. Secondo Mancone, ad esempio, «è una concezione di tipo ottocentesco sperare che il carbone a Porto Tolle risolva il problema del rifornimento di combustibili». Sull’aspetto delle emissioni, per altro, la Procura rodigina ha aperto un fascicolo sulla congruità e regolarità dell’impianto partendo dal presupposto della pericolosità del carbone per la salute dei cittadini.

Antonio Andreotti - Corriere Veneto

Resoconto attività anno 2009

mercoledì, dicembre 30th, 2009

legambiente2Circolo Legambiente Adria Delta del Po 

Resoconto attività anno 2009 

Dario Griso

Si sta chiudendo il 2009 e per il circolo è stato un anno ricco di idee che hanno visto impegnati molti soci e collaboratori.

Siamo riusciti a dedicare tempo e buona volontà coadiuvando tutte le iniziative intraprese meritando per questo un caloroso ringraziamento.

Così dicendo penso alle serate di informazione sul Risparmio Energetico; alle possibili scelte alternative legate alle tecniche ingegneristiche della Bioediliza; ad un corretto e pensato progetto di riqualificazione edilizia in termini sia metodi sia di materiali ecocompatibili sia di isolamento; ai benefici apportabili attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Proprio in riferimento a quest’ultimo penso al coinvolgimento di diversi cittadini che grazie a queste serate hanno potuto, dapprima conoscere e comprendere i benefici legati a questa opportunità (sia in termini economici ma soprattutto in termini di rispetto e tutela dell’ambiente e del territorio) e successivamente hanno formato un gruppo di acquisto solare riuscendo in questo modo ad abbassare il prezzo di installazione per kw.

Abbiamo poi affrontato l’argomento biomasse approfondendo diversi concetti, identificando in questo sistema un’importante opportunità per il nostro territorio sia per lo smaltimento di scarti agricoli sia per quello dei rifiuti organici; facendo attenzione nel distinguere la produzione di energia da digestione anaerobica da un impianto di combustione della biomassa che viceversa presenta notevoli punti di “non sostenibilità energetica” visto che andrebbe a sottrarre terreno agricolo, destinato alla normale coltivazione per usi alimentari, impiegando cospicui quantitativi energetici e sballando l’equilibrio tra energia necessaria per produrre quel determinato prodotto (successivamente destinato all’impianto a biomassa) ed energia finale ottenuta dalla sua combustione.

Penso alle diverse camminate che hanno messo in evidenza ai partecipanti le bellezze del nostro Delta in termini di habitat naturali incontaminati e biodiversità ma anche, purtroppo, aspetti negativi legati alla notevole fragilità territoriale che se non adeguatamente tutelata e rispettata rischia di essere danneggiata irreversibilmente. Proprio per questo motivo una delle iniziative più significative è stata “Puliamo il Mondo” attraverso la quale abbiamo potuto constatare che il problema dell’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che ci contraddistingue e difficilmente troverà una soluzione in quanto si fonda su una scarsa o nulla informazione dei pericoli legati a questi gesti di profonda inciviltà.

Il nostro scopo è quello di informare le persone delle insidie e dei pericoli che incombono quotidianamente dietro l’angolo sia del mercato globale che locale presentando però delle valide alternative che spesso si dimostrano di maggior validità visto che si avvalgono delle certezze  dettate dalla Scienza.

Viviamo in un territorio, il Delta, che presenta una varietà naturalistica ed ambientale unica e incomparabile sia in termini di fauna che di flora, disponiamo di nicchie e di corridoi ecologici caratteristici, dune fossili, prodotti agricoli che ci caratterizzano. Elementi che tramandano un bagaglio informativo e storico immenso, ma che purtroppo a causa di scelte pericolose, spesso azzardate ed a volte alquanto irresponsabili, lo trasformeranno in un ventennio in un luogo invivibile lasciando in eredità alle prossime generazioni una durissima realtà.

Non si tratta di allarmismo o di pessimismo, purtroppo sono i dati e le statistiche che parlano. Da uno studio dall’Arpav (atlante di mortalità regionale 1981-2000) che offre una panoramica generale della distribuzione temporale e spaziale dei decessi attribuiti alle cause di morte più frequenti (tumore al polmone, pancreas, fegato) a livello Regionale, negli ultimi vent’anni, il nostro territorio presenta picchi di mortalità. Decessi di persone morte per un’infinità di concause che variano da aspetti comportamentali; dalla tendenza socializzata a condurre determinati stili di vita ma anche dalla presenza di inquinanti presenti nell’ambiente di vita e di lavoro che fanno del nostro territorio una delle province meno vivibili in termini di salubrità ambientale e di conseguenza mettono a rischio la vita e la salute umana. Ecco perché pensiamo che l’alimentazione sia fondamentale per limitare i danni alla nostra persona ed è questo il motivo per il quale stiamo proponendo la ricerca del prodotto ottenuto da agricoltura biologica che, nella nostra provincia, resta ancora purtroppo un prodotto di nicchia sia perché l’offerta agricola è quasi nulla e predilige l’agricoltura chimica di massa, sia perché la disinformazione su questo settore è generale. Proprio per questo motivo abbiamo avviato e procederemo nei prossimi mesi in una fase di informazione verso i cittadini con una serie di incontri teorico pratici (culinari) circa i benefici economici ed ambientali legati a questi prodotti, con la consapevolezza che è il consumatore con la sua domanda a regolare l’offerta di mercato. Abbiamo tenuta per ultima la questione legata alla realizzazione del cosiddetto polo energetico che in sordina sta ormai prendendo forma ed incombe pericolosamente su di un territorio che presenta già molteplici problematiche lagate al pericolo idrogeologico, alla subsidenza, al rischio desertificazione dei terreni, alla scarsa qualità delle acque superficiali (Po,Adige) e sotterranee, al livello critico di inquinanti in atmosfera. Sembrerebbe una decisione alquanto azzardata decidere di modificare e stravolgere un sistema che è già difficilmente gestibile ma che allo stesso tempo  fa comodo in certe circostanze vantarsi di disporre; un territorio chiamato Parco di particolare valenza ambientale e naturalistica.

Lo sbaglio che potremo commettere sarebbe quello di pensare che questo Delta sia ,o sarà in futuro, regolato da attuali confuse decisioni energetiche che lasciano intravedere qualche opportunità occupazionale in questo settore piuttosto che politiche improntate su misteriosi business, distogliendo l’attenzione dal fatto che il sistema ambiente non è normato da queste leggi ma bensì dalle leggi chimiche e quindi dalla chiarezza scientifica che riesce a fornire una risposta ad ogni quesito. Ci sbaglieremo di sicuro nel pensare che il tutto sarà autocontrollabile ed inevitabilmente apportando altre problematiche ben presto ,di questo già instabile territorio, non resterà molto di cui vantarsi.  

Un sentito ringraziamento va fatto a tutti coloro che ci hanno appoggiato: dalla Consulta del Volontariato di Adria alle associazioni varie; dall’Amministrazione Comunale che ci ha sostenuto ma soprattutto alle persone che ci hanno seguito che ci seguiranno ed a tutti coloro che in futuro vorranno solidalmente sposare queste cause comuni per un ambiente migliore per uno stile di vita salubre e rispettoso.

Arrestati un falegname ed una minorenne

giovedì, dicembre 24th, 2009

*Ultime notizie

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>> 25 dicembre 2009

>> 

>> *”Trovato neonato in una stalla – La polizia e i servizi sociali

>> indagano”

>> **”Arrestati un falegname ed una minorenne”*

>> 

>> BETLEMME, GIUDEA – L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino,

>> grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto

>> una famiglia  accampata in una stalla.

>> 

>> Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti

>> sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto  in  uno

>> scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H.  di

>> Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli

>> operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi

>> blindati delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente

>> identificato come Giuseppe H.  di Nazareth, ha opposto resistenza,

>> spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto.

>> Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di

>> documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono  stati

>> tratti in arresto.

>> 

>> 

>> Il Ministero degli Interni e la Guardia di  Finanza stanno indagando

>> per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di

>> polizia i tre potrebbero infatti   essere  degli spacciatori

>> internazionali, dato che erano in possesso di un  ingente

>> quantitativo d’oro e di sostanze presumibilmente illecite.

>> 

>> Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno

>> riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con

>> Al Quaeda.

>> 

>> Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per 

>> le analisi.  La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in 

>> cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

>> 

>> Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata,

>> si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza

>> età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono

>> messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia

>> il rapporto tra i due. Nel frattempo, Maria H. è stata ricoverata

>> presso  l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e  psichiatriche.

>> 

>> Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di

>> abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di

>> salute  mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e

>> di aver partorito il figlio di Dio.  Il primario del reparto di

>> Igiene mentale ha dichiarato  oggi in conferenza stampa: “Non sta

>> certo a me dire alla gente a  cosa  deve credere, ma se le 

>> convinzioni di una persona mettono a  repentaglio -

>> come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona   in

>> questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto 

>> siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il 

>> quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia

>> per un paio  di anni, le persone coinvolte – compresi i tre

>> trafficanti di droga  – potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo

>> nella  società.”  Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i

>> contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di  droghe.

>> 

>> Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella

>> stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali 

>> sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il

>> neonato.  Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così  commentato:

>> “Gli

>> effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta 

>> senz’altro della scusa più  assurda che io abbia mai sentito da parte

>> di tossicodipendenti.”

>> 

>> Per il minore, comunque, é stata aperta immediata procedura di

>> adottabilità da parte del Tribunale per i Minorenni.

>> 

 

 

Grazie al Comune di Papozze

sabato, dicembre 19th, 2009

marco boscolo

IL Comune di Papozze ha recepito L’importanza di informare i cittadini delle nuove opportunità del risparmio energetico, sia per le ristrutturazioni, sia per le nuove abitazioni. Questo significa un risparmio: fino al 90% dei consumi annui, ma sopratutto rispetto dell’ambiente e più salute per gli abitanti.  Anche il benessere in qeste nuove case è molto più evvidente, il confort è maggiore.

Legambiente Circolo di Adria e Rovigo divulgano queste informazioni  per la  salvaguardia ambientale e per il benessere dei cittadini.

Nella foto Marco Boscolo, Ermes Bolzon Legambiente. Alcuni Presenti Assessore all’Ambiente e il Vicesindaco di Papozze e Assessore all’Urbanistica di Adria.

Che fine fanno i rifiuti nucleari – video

martedì, dicembre 15th, 2009

Collegandovi alla nostra pagina su Facebook, potrete vedere un filmato, diviso in sei parti tutte visibili in maniera autonoma l’ una dall’ altra, che spiegano in maniera approfondita il percorso delle scorie radiattive, da come si formano, la loro pericolosità e dove vanno a finire.
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