Caldaie e risparmio
Nella vita di tutti i giorni spesso può accadere che, in ottica di aumentare la sicurezza e ridurre i consumi di combustibile, si pensi a sostituire la propria autovettura; grazie anche ad incentivi che lo stato ha messo a disposizione per le rottamazioni di veicoli ‘’euro zero’’ il parco auto circolante è di recente generazione, pertanto più efficiente, più confortevole e sicuro, con tutti i benefici che questo comporta all’ambiente e in particolare alla salubrità dell’aria che tutti noi respiriamo.
Purtroppo la stessa cosa non vale per ‘’l’automobile’’ delle nostre abitazioni, ovvero la caldaia; si può infatti assimilare per molti versi il nostro generatore di calore all’autoveicolo che ci trasporta quotidianamente, in quanto per funzionare necessita di combustibile fossile (nel caso specifico gas metano, GPL o gasolio), funzionando purtroppo inquina, necessita come la macchina di manutenzioni periodiche ed è a tutti gli effetti, purtroppo troppe volte in maniera negativa, un protagonista della sicurezza delle nostre abitazioni. Ma perché allora mi chiedo, l’80% dei generatori di calore sono spesso datati 15 o anche 20 anni?? Spesso purtroppo, sicuramente anche a causa di poca informazione o sommaria trattazione del tema da parte dei media, la questione caldaia è trascurata da gran parte delle famiglie, non rendendosi conto che riscaldare le abitazioni con generatori molto datati, è come percorrere un viaggio con un’automobile altrettanto datata, pertanto rumorosa, inquinante, poco sicura, poco confortevole e oltremodo dispendiosa nei consumi.
Al giorno d’oggi, le nuove tecnologie ci hanno regalato generatori di calore di nuova generazione che consumano anche il 50% in meno di quelli convenzionali normalmente installati, e in particolare parlo di caldaie e condensazione (4 stelle) e generatori in pompa di calore.
La caldaia a condensazione, in effetti, è una tecnologia vecchia di 15 anni, in quanto i primi prototipi sono stati sviluppati in Olanda attorno agli anni ’80, ma del tutto nuova nelle nostre zone visto il scarso numero di installazioni. Il principio di funzionamento, sommariamente, si basa recupero del calore latente di condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi; nelle caldaie non a condensazione, il
vapore acqueo generato dal processo di
combustione (circa 1,6 kg per m3 di gas) viene quindi disperso in atmosfera attraverso il
camino: la quantità di calore in esso contenuta, definito
calore latente, rappresenta ben l’11% dell’energia liberata dalla combustione ma non riesce ad essere recuperata. La caldaia a condensazione, a differenza della caldaia tradizionale, può invece recuperare una gran parte del calore latente contenuto nei fumi espulsi attraverso il camino. La particolare tecnologia della condensazione consente infatti di raffreddare i fumi fino a farli trasformare tornando allo stato di liquido saturo (o in taluni casi a vapore saturo umido), con un recupero di calore utilizzato per pre riscaldare l’acqua di ritorno dall’impianto. In questo modo la temperatura dei fumi di uscita (che si abbassa fino a 40 °C) mantiene sempre lo stesso valore della temperatura di mandata dell’acqua, ben inferiore quindi ai 140-160 °C dei generatori ad alto rendimento ed ai 200-250 °C dei generatori di tipo tradizionale.
Nuova frontiera sono invece i generatori a pompa di calore; funzionando ad energia elettrica, essi riescono a recuperare calore gratuito che ci fornisce gratuitamente ogni giorno la terra (impianti geotermici, che recuperano il calore attraverso sonde verticali o orizzontali impiantate direttamente nel terreno), l’aria e l’acqua, nel caso in cui sia consentito il prelievo direttamente dalla falda. Essi infatti, grazie all’espansione e la compressione di un circuito frigorifero, assorbono grandi quantità di energia a bassa temperatura che l’ambiente ci offre, e lo trasformano in piccole quantità sufficienti a riscaldare e raffrescare le nostre case, ad un contenuto più elevato di energia. Infatti tutti sappiamo che il terreno sottostante sia costantemente 5-6 °C più caldo dell’aria in atmosfera durante l’inverno, e 10-12 °C più fresco d’estate; in questo modo, grazie appunto all’ausilio di una pompa di calore geotermica, è possibile sfruttare questa grandissima quantità di energia a basso contenuto (in quanto poca è la differenza di temperatura), comprimendola fino a portarla in grado di riscaldare e raffrescare le nostre case.
In questo modo, oltre ad essere liberi dal contratto dai fornitori di gas metano, questi nuovi impianti consentono di ridurre sino al 70% i consumi energetici e, allo stesso tempo, le immissioni inquinanti in atmosfera. Non ultimo, tutti questi nuovi sistemi di generazione del calore sono più sicuri, sia in relazione all’esalazione di CO (ossido di carbonio) che tante vittime ha mietuto negli anni, sia, appunto nel caso delle pompe di calore, rispetto all’utilizzo e al trasporto del gas, che entrerebbe in casa nostra solo per la cottura dei cibi, annullando in questo modo il rischio di eventuali propagazioni in ambiente e relative esplosioni; la mancata presenza del gas metano inoltre permette di installare la pompa di calore anche nei garage e autorimesse.
Sempre in sintonia con il mondo dell’automobile, anche le nuove tecnologie di riscaldamento beneficiano di incentivi statali, previsti nella detrazione del 55% della spesa sostenuta dalla dichiarazione dei redditi annuale; grazie a questo incentivo, è facilmente dimostrabile come il costo per l’installazione di queste nuove tecnologie possa essere ammortizzato in massimo 5 anni.
E’ consigliato in qualsiasi caso, come avviene per tutti gli interventi di riqualificazione energetica, anche per chi acquisisse coscienza di sostituire la caldaia, affidarsi ad un esperto tecnico ne studi la fattibilità (ad esempio le pompe di calore hanno alcune limitazioni impiantisitiche che determinano in alcuni l’impossibilità all’installazione), indichi i tempi di ritorno dell’investimento ed istruisca la pratica di detrazione fiscale del 55% presso l’Enea e l’Agenzia delle Entrate.