Scettici del clima?
lunedì, febbraio 8th, 2010«Exxon finanzia gli scettici
dei cambiamenti climatici»

Centri studi e associazioni che mettono in dubbio che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo ricevono finanziamenti dal colosso petrolifero ExxonMobil: lo scrive l’Independent on Sunday, secondo cui i fondi finanziano una “campagna coordinata” per minare la convinzione che l’inquinamento umano provochi il riscaldamento globale
Centri studi e associazioni che mettono in dubbio che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo ricevono finanziamenti dal colosso petrolifero ExxonMobil: lo scrive l’Independent on Sunday, che cita esperti per i quali questi fondi servono a finanziare una “campagna coordinata” per minare la convinzione ormai radicata nell’opinione pubblica che l’inquinamento umano provochi il riscaldamento globale.
Da quando è esplosa la vicenda delle email di scienziati della University of East Anglia, nelle quali sembra emergere l’idea di un allarme volutamente esagerato sui mutamenti climatici (chiamata dai giornali che simpatizzano con gli scettici ‘climagate’), gli attacchi di questi centri studi contro i principali sostenitori dell’idea che l’uomo li provochi sono cresciuti in virulenza. Think tank come la Atlas Economic Research Foundation negli Usa e l’International Policy Network in Gb hanno ricevuto centinaia di migliaia di sterline dalla ExxonMobil, scrive il domenicale, con le quali sono stati organizzati seminari e convegni dei ‘negazionisti’ del ‘climate change’. Secondo il giornale, documenti della ExxonMobil indicano che la Atlas ha avuto dal gigante del petrolio 100.000 dollari nel 2008.
In molti casi, in questi convegni, sono state usate come ‘prova’ le email che a loro avviso mostrerebbero la falsità della previsione del possibile scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya entro il 2035. E proprio oggi il Sunday Times riferisce che Phil Jones, lo scienziato, al centro della vicenda delle mail diffuse per errore ha pensato “diverse volte” a togliersi la vita, sull’onda della campagna rabbiosa scatenata da molti media e blog che dubitano la stessa esistenza dei cambiamenti del clima. Jones – che si è autosospeso dalla carica di direttori del centro studi sul clima in attesa che si concluda un’inchiesta interna all’ateneo – ha detto al domenicale: “Sono solo uno scienziato. Non ho mai fatto un corso di pubbliche relazioni”. Da quando è scoppiato il caso il professore è dimagrito più di 7 chili.
Gli attacchi hanno colpito anche la commissione Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc), e suoi studi asseritamente basati su fonti dubbie (l’accusa è rilanciata oggi anche dal Sunday Telegraph) e il suo direttore Rajendra Pachauri, assediato da alcuni giornali anche per la sua vita personale. E la campagna denigratoria sul ‘climate change’ e chi lo studia sembra avere successo: un sondaggio fatto in GB mostra che il 25% dei britannici ora dubita che esista il cambiamento climatico, mentre settimane fa era solo il 15%.
Per Bob Watson, consulente scientifico capo per il ministero dell’Ambiente britannico ed ex presidente dell’Ipcc, non ci sono dubbi: “Sembra che ci sia uno sforzo coordinato di un certo numero di scettici per distruggere la credibilità delle prove che dicono che i cambiamenti sono causati dall’uomo. Sono certo che ci siano alcuni di loro che sono ben finanziati dal settore privato per diffondere incertezze”. E Bob Ward, direttore del Grantham Research Institute on Climate Change alla London School of Economics, spiega: “Molte argomentazioni scettiche vengono fatte da persone con comprovate idee di destra che dicono ‘No’ a ogni regolamentazione ambientale del mercato. E chiaramente ricevono soldi che consentono loro di disseminare il loro punti di vista. Non riuscirebbero a farlo così ampiamente se non avessero i soldi delle compagnie petrolifere”. (Ansa).
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