Archive for the ‘RIFIUTI’ Category

Legambiente Delta del Po per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti

sabato, novembre 28th, 2009
banchetto legambiente ad adria

banchetto legambiente ad adria

Oggi, Sabato 28 Novembre 2009, il Circolo Legambiente Delta del Po Adria ha partecipato assieme ad altre associazioni ambientaliste al banchetto informativo situato in piazza Garibaldi ad Adria.

Il Presidente, Leonardo Conte, coadiuvato da altri soci del circolo ha distribuito materiale informativo e lampadine a basso consumo, spiegando di volta in volta l’ importanza di fare un attento uso delle risorse che abbiamo a disposizione e di ridurre di conseguenza i rifiuti.

Bellissimi momenti sono stati quando al banchetto di Legambiente si sono recate intere scolaresche, venute per ricevere i regali ma anche per seguire lezioni di ambientalismo proprio dalle parole del presidente.

I raziatori del Po arrivano sul banco di Montecitorio

venerdì, ottobre 16th, 2009
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Venerdì 16 Ottobre 2009, il Gazzettino di Rovigo
 
 

Le razzie dei predoni del Po approdano in Parlamento.
      Sei deputati del Partito democratico, primo firmatario l’onorevole Elisabetta Zamparutti, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e delle Politiche Agricole Luca Zaia per conoscere quali misure intenda adottare il governo attraverso la Forestale e gli enti locali, per accertare le irregolarità che si stanno susseguendo lungo le sponde del grande fiume e a danno del patrimonio ittico fluviale.
      Nell’interrogazione si sottolinea che la caccia al siluro sta diventando un affare internazionale con il Po e gli affluenti diventati meta privilegiata di turisti tedeschi, austriaci e ungheresi i quali, con fini diversi, frequentano la zona per pescare questa specie alloctona che sta soppiantando le specie autoctone.
      Si precisa che questa attività ha dato vita a una diffusa illegalità che sta alimentando un giro di affari impressionante con vendita di pacchetti turistici completi, affitto barche e attrezzatura, oltre che vitto e alloggio nei campeggi. Se ne conterebbero almeno 15 con un centinaio di natanti noleggiati. Mancherebbero, secondo gli accertamenti effettuati, le autorizzazioni per gestire i campeggi e il pescaturismo, rilasciate da Camere di commercio ed enti locali. Oltretutto vengono adottate tecniche di pesca e orari vietati, e che viene aggirata ogni norma di tipo igienico sanitario con camion che giornalmente vanno e vengono dai Paesi dell’Est carichi di pescato. Viene denunciato che esisterebbe una vera e propria organizzazione con a capo un paio di soggetti muniti di licenza di pesca professionale che avrebbe a libro paga circa 300 connazionali provenienti dall’Ungheria.
      In più, nelle zone coperte dai tedeschi, il siluro diventa solo un trofeo da ributtare in acqua una volta fotografato, pratica vietata, oppure venduto agli ungheresi.
 

PULIAMO IL MONDO 2009

giovedì, settembre 17th, 2009

Banchetto (gazebo) di Legambiente, sostegno per PULIAMO IL MONDO, sabato 19 settembre ad Adria, tutta la mattina in zona mercato.
I sostenitori di Legambiente Delta del Po – Adria: spiegheranno le motivazioni per cui è indispensabile recuperare i rifiuti abbandonati, sperando sia un esempio contagioso, ma soprattutto per far cambiare il rapporto di certe persone incivili con la natura.

Puliamo il Mondo 2009

La situazione della dispersione dei rifiuti in natura purtroppo non è migliorata,il Delta del Po continua ad essere una discarica di rifiuti, ma non è solo il Po a soffre di questa situazione,infatti anche gli altri corsi d’acqua in provincia hanno lo stesso problema. Ne fanno le spese gli argini, le spiagge e l’inquinamento in generale ed il pericolo idrogeologico quando i rifiuti bloccano il deflusso delle acque. Una contraddizione forte per un territorio che vorrebbe decollare nel turismo, anche di tipo naturalistico, tutto questo viene impedito da una brutta forma di inciviltà che è quella di gettare i rifiuti dalle auto nelle stradine che vanno in golena, non solo da privati, ma anche da aziende che risparmiano sul smaltimento di rifiuti.
Un fenomeno nuovo è quello della pesca con campeggio, i pescatori per giorni accumulano rifiuti che poi invece di portarli negli ecocentri o a casa propria li nascondono fra i cespugli oppure li gettano direttamente nell’acqua.
Di fronte a questo scempio nessuna amministrazione dei 9 Comuni del Delta ha preso in considerazione qualche misura di contenimento del fenomeno, come se il problema non esistesse, come se le amministrazioni fossero state sconfitte dal persistere delle persone incivili. Una resa sostanziale che può costare moltissimo in economia per i danni al turismo e all’ambiente.
Sicuramente, molti provvedimenti potrebbero in poco tempo cambiare la situazione, come la chiusura delle stradine che accedono alle golene, lasciando il diritto di passaggio a pedoni, ciclisti e addetti ai lavori. Anche piazzare telecamere per la video sorveglianza potrebbe fare la differenza, più vigilanza con le forze dell’ordine e più insegnamento nelle scuole.
Anche Baricetta è sotto assedio, dai pescatori campeggiatori e dall’accumulo di rifiuti. In maniera spontanea crescono le discariche su tutte le stradine sterrate e fuori mano, come quelle che costeggiano il Canal Bianco.
Anche nel resto del Comune di Adria, dove non si è visti, si getta qualsiasi cosa come se il problema dei rifiuti non esistesse e dovesse sparire tutto magicamente.
La manifestazione PULIAMO IL MONDO vuol dare il buon esempio, è un messaggio che va da cittadino a cittadino per responsabilizzare sulla buona educazione e sul pericolo che comporta la dispersione del rifiuto.
Si spera che il tempo ed il buon esempio sia in grado di responsabilizzare ed educare in maniera civile, molto più delle multe e delle denuncie.

In collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Adria e con Ecogest che ci daranno i supporti necessari con i mezzi e attrezzature.
Ritrovo: la Domenica 27 settembre sul Piazzale di Cavanella Po alle 8,30 per formare le squadre che opereranno nei punti più critici, da Cavanella a Mazzorno Sinistro. Saranno consegnati i sacchetti di plastica i guanti e altri attrezzi per la raccolta.

Contiamo sull’aiuto di tutti, cittadini che amano la natura e la buona educazione, crediamo in un futuro senza rifiuti in natura dove i nostri figli e nipoti possano trovare il territorio almeno come lo abbiamo trovato noi.

RIFIUTI: L’ITALIA E’ INDIETRO

mercoledì, settembre 9th, 2009

EUROSTAT: Rifiuti L’Italia è indietro.
Dai dati Eurostat relativi alla gestione dei rifiuti urbani nei Paesi europei, raccolti prima degli allargamenti del 2004 e del 2007, emerge che per quanto riguarda il riciclo l’Italia è solo al 13 posto (11%), preceduta da Nazioni più virtuose come Olanda (32%), Irlanda (34%), Svezia (37%), Belgio (39%) e Germania (46%). Agli ultimi posti la Bulgaria, che conferisce in discarica il 100% dei rifiuti, e Romania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia che oscillano tra l’1% ed il 2%.
La Germania è al primo posto non solo per quanto riguarda il riciclo, ma anche in riferimento alla forte riduzione dell’uso delle discariche, infatti solo l’1% dei suoi rifiuti urbani viene interrato (in Olanda il 3%, in Belgio il 4% e in Danimarca il 5%), a differenza dell’Italia dove viene conferito in discarica ben il 46% dei rifiuti urbani.
Per quanto concerne l’incenerimento, il nostro Paese è al decimo posto con il suo 11%;; il primo posto spetta invece alla Danimarca (53%) seguita da Lussemburgo e Svezia (47%), Belgio (39%), Francia (36%) e Germania (35%).
Il Belpaese raggiunge però il secondo posto per quanto riguarda la produzione di compost (33% dei rifiuti urbani), dopo l’Austria (38%) e seguito da Lussemburgo e Olanda (28%). Gli altri Paesi, invece, sono tutti sotto una percentuale del 20% e alcuni non lo praticano per niente. Anche nel bilancio di Eurostat dei 27, la discarica rimane il principale sistema di smaltimento, considerato che il 42% dei rifiuti continua ad essere seppellito sotto terra , mentre il 22% viene riciclato, il 20% incenerito ed il 17% diventa compost. Da segnalare, inoltre, che resta ancora alta la produzione dei rifiuti: nel 2007, infatti, in media ogni europeo ha prodotto 552 kg di rifiuti urbani. Più nel dettaglio, in Danimarca Irlanda Cipro si registra una produzione pro capite di oltre 750 kg; in Italia la quota si aggira attorno ai 550 kg; i Paesi più virtuosi risultano essere Belgio, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Slovenia e Lituania, con una produzione media di rifiuti pro capite compresa tra 400-500 kg.
Da questa serie di dati risulta significativo il fatto che il Nostro paese deve continuare per la strada intrapresa, bisogna incentivare a livello Nazionale il servizio di raccolta differenziata (esistono moltissimi Comuni che tutt’oggi non la effettuano) con la consapevolezza che il rifiuto, precedentemente separato, costituisce una fonte di energia; andando quindi ad abbassare la percentuale di rifiuti che in Italia vengono ancora destinati in discarica.
Griso Dario Legambiente Adria delta del Po
Fonte: Ambiente

RIFIUTI DEL VENETO A ROVIGO?

venerdì, giugno 5th, 2009

IN UNA DETERMINA DELLA PROVINCIA DI VERONA SI PREVEDE QUESTA IPOTESI ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL FALLIMENTO DEL PIANO REGIONALE RIFIUTI

I rifiuti del Veneto in viaggio verso Rovigo? Lo si apprende da una determinazione della Provincia di Verona (n. 3131/09 del 4 giugno 2009) avente per oggetto: “Provvedimento provvisorio di urgenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani dei Comuni della provincia di Verona presso l’impianto a tecnologia complessa di Verona – Ca’ del Bue e presso il sistema integrato di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Legnago” dove testualmente viene scritto:
“ – appare problematico programmare i conferimenti di rifiuti presso la discarica di Sant’Urbano, in quanto stanno già conferendo le Province di Padova, Treviso, Vicenza ed inoltre, a causa delle avverse condizioni meteorologiche dei mesi scorsi, vi sono dei ritardi nell’allestimento della stessa;
- la Regione sta sondando la possibilità di conferire presso un sito alternativo in Provincia di Rovigo, in forza di un’ordinanza contingibile ed urgente del Presidente della Giunta Regionale; in questo caso non sarebbe dovuto il contributo regionale per lo smaltimento dei rifiuti urbani in impianti ubicati fuori dagli ambiti territoriali ottimali …”.
“Mai si era parlato nei mesi scorsi – dichiara Michele Bertucco – Presidente di Legambiente Veneto – di una soluzione di questo genere. Anzi l’assessore regionale all’Ambiente Giancarlo Conta aveva sempre magnificato la pianificazione regionale in materia di rifiuti. Ma la lettura della determina della Provincia di Verona ci presenta invece un quadro a tinte fosche. Con due province che stanno già scaricando rifiuti al di fuori del loro territorio (Vicenza e Treviso) e la Regione Veneto alla disperata ricerca di un sito alternativo in provincia di Rovigo.”
Eppure tutti i piani provinciali rifiuti nel Veneto sono stati approvati tranne quello della Provincia di Verona.
A Legambiente, inoltre, non risulta che questa ipotesi sia stata oggetto di confronto con la Provincia di Rovigo e con gli altri enti deputati alla gestione del ciclo dei rifiuti. A cosa servono i piani rifiuti provinciali – si chiede Legambiente – se poi il “centralismo veneziano” si sostituisce ed interviene al posto delle Province?
Un centralismo che mira ad esasperare una situazione generale per poi tirare fuori dal cilindro la “miracolosa” soluzione degli inceneritori un po’ dovunque.

LEGAMBIENTE VENETO

Per comunicazioni: Legambiente Veneto Corso del Popolo 276 45100 Rovigo tel. 042527520 fax 042528072 e-mail veneto@legambienteveneto.it http://www.legambienteveneto.it/

"I rifiuti nuovo business di tutte le mafie"

mercoledì, giugno 3rd, 2009

Secondo il Procuratore nazionale antomafia Pietro Grasso l’ecomafia è la nuova frontiera del crimine organizzato. «Ecco perché noi abbiamo chiesto a gran voce una legge che definisca i reati che riguardano l’ambiente»
“L’ecomafia, la gestione dei rifiuti è la nuova frontiera che vede impegnate tutte le mafie”. Lo ha detto ieri a Sky Uno il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Intervistato nel corso di “Maurizio Costanzo, Raccontando” (la puntata andrà in onda questa sera), Grasso ha sottolineato che la mafia ha ormai “diversificato i propri interessi. Tutti i traffici che danno grossi profitti con pochi rischi di responsabilità sono appetibili per le mafie”, ha detto.
Il procuratore nazionale antimafia ha anche richiamato l’attenzione su un vuoto normativo: “Manca una legislazione – ha affermato – che punisca soprattutto la fase organizzativa finalizzata al trattamento e alla gestione dello smaltimento dei rifiuti. Ecco perché noi abbiamo chiesto a gran voce una legge che definisca i reati che riguardano l’ambiente. È necessario inoltre ottenere tutte le informazioni che riguardano questi reati che molto spesso sono di competenze delle procure ordinarie e non delle procure antimafia. Questo – ha spiegato Grasso – fa sfuggire tutta una parte del fenomeno a una visione globale che possa meglio indirizzare le strategie investigative e quindi la repressione. Con i mezzi e le risorse che abbiamo facciamo veramente i miracoli”.

3 giugno 2009 La nuova ecologia

come smaltire l’AMIANTO

martedì, maggio 19th, 2009

“AUTORIMOZIONE”
A chi è rivolta:La presente procedura è rivolta alle utenze domestiche.
Chi la effettuaChi effettua la rimozione è l’Utente Domestico senza l’aiuto di collaboratori.
Condizioni per poter usufruire di questa procedura:
• Lastre in cemento amianto con superficie massima da rimuovere pari a 75 mq (e peso di ogni singola lastra inferiore a 20 kg);
• Manufatti di vario tipo in matrice compatta (cementizia e resinoide): peso complessivo non superiore a 1000 kg;• Altri MCA in confezione originale: peso non superiore a 10 kg;• MCA di uso domestico: peso non superiore a 5 kg.
• Interventi di smontaggio da effettuarsi in quota con altezza massima del manufatto dal suolo pari a 2 metri.
Come funzionaL’utente:
• contatta il Punto Amianto
• compila un modulo apposito
• dichiara di aver preso visione delle norme e cautele e di tutte leinformazioni fornite dal servizio pubblico e di essere a conoscenzadei rischi derivanti dalla manipolazione Il Punto Amianto:
• Raccoglie le richieste telefoniche dell’ utente
• Fornisce tutte le indicazioni e informazioni sui rischi che corre durante la manipolazione di amianto e sui dispositivi di protezione individuale da utilizzare durante le fasi di rimozione e imballaggio quali: – Mascherina a semifacciale filtrante monouso con grado di protezione FFP3; – Tuta con cappuccio in tyvek a perdere; – Guanti antinfortunistici a perdere;- Occhiali antinfortunistici a perdere;
• Nel caso di richiesta fornisce all’utente il Kit contenente i materiali a norma sopraelencati necessari per una corretta autorimozione a norma di legge
• Fornisce appositi moduli predisposti che comprendono:- Modello di autocertificazione,- Modello indicativo dell’operazione da eseguire- Rapporto conclusivo,
L’utente
• Chiama il Punto Amianto per prenotare lo smaltimento del materiale e poi procede all’Autorimozione
Il Punto Amianto:
• Individua la ditta per lo smaltimento e la indirizza verso l’Utente • Contatta l’utente alla fine dell’intervento per verificarne l’esito ed il grado di soddisfazione tecnica ed economica del servizio;
PUNTO AMIANTO, provincia di Rovigo, Tel 0425386818-dalle 9 alle 12-dal lunedi al venerdi.

EMERGENZA RIFIUTI: il decalogo di LEGAMBENTE

sabato, maggio 16th, 2009

Pubblicato da Lara Elia in Legambiente, Raccolta Differenziata, Riciclaggio, Rifiuti.
Mercoledì, 8 Aprile 2009.

Nel corso del convegno “Rifiuti Made in Italy”, tenutosi ieri a Roma, l’associazione ambientalista ha presentato un piano di lavoro che mette in evidenza dieci proposte in cui potrebbero essere sintetizzate le best practises da realizzare ed implementare per risolvere l’annosa emergenza, tutta italiana, dei rifiuti. Il vero nodo da sciogliere è una corretta ed organica gestione del problema legato al loro smaltimento.
Vediamo la lista:
aumentare il costo dello smaltimento in discarica: se la discarica continua ad essere economica, ogni ipotesi di gestione alternativa viene a cadere

diffondere la raccolta differenziata domiciliare in tutti i comuni italiani: il sistema porta a porta si rivela come il più efficace

completare la rete impiantistica per il recupero ed il trattamento dei rifiuti, soprattutto al centro-sud dove va potenziata la raccolta differenziata

rivedere il sistema di premialita’/penalita’ e cancellare il CIP6, ovvero i contributi alle fonti di energia assimilabili alle energie alternative (paradossalmente anche i termovalorizzatori godono di tali contributi)

promuovere la diffusione delle buone pratiche sulla prevenzione
avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione

promuovere la qualità delle raccolte differenziate

garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa, con la definizione di regole chiare e certe a partire da quelle che regolamentano la gestione dei rifiuti tecnologici (RAAE)

chiudere la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti, sistema che ha sprecato denaro pubblico senza rivelare la propria efficacia

Introdurre i delitti ambientali nel codice penale, garantire l’uso delle intercettazioni contro i trafficanti di rifiuti, istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani: i delitti ambientali vanno ascritti al codice penale come previsto dalla direttiva europea

L’applicazione di questo decalogo sarebbe molto utile in quelle aree del paese dove l’emergenza rifiuti è ancora forte con un picco di smaltimento in discarica, il sistema peggiore, che in Italia viaggia ancora su un sostanzioso 49% dei rifiuti urbani.

CONTRO LE ECOMAFIE

sabato, marzo 14th, 2009

Una settimana per affrontare il fenomeno delle ecomafie e diffondere i temi della legalità attraverso una rappresentazione teatrale, dibattiti e incontri culturali. Sono le iniziative della terza edizione della ‘Settimana per la legalità’ organizzata dalla Regione Lazio

Una settimana per affrontare il fenomeno delle ecomafie e diffondere i temi della legalità attraverso una rappresentazione teatrale, dibattiti e incontri culturali. Sono le iniziative della terza edizione della ‘Settimana per la legalità ‘ organizzata dalla Regione Lazio e che si è aperta ieri a Roma nel teatro Piccolo Eliseo. Sul palco, di fronte agli studenti di alcune scuole romane e dell’istituto superiore di Casal di Principe, diverse personalità del mondo istituzionale e dell’associazionismo hanno lanciato idee e affrontato il fenomeno dell’ecomafia, tema centrale della terza edizione di questo evento. “In Italia esiste il paradosso che rubare una mela è reato, inquinare un fiume no”, ha detto il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il quale, durante il dibattito ha anche precisato che nel Lazio vengono commessi in media 7 reati ambientali al giorno e 83 in tutta Italia.

L’incontro è stata anche un’occasione per lanciare proposte: “bisogna riuscire a creare una sorta di ‘white list’ – ha detto il presidente nazionale dell’Antimafia Pietro Grasso – cioé una lista di eccellenza che comprenda tutte quelle imprese disposte ad adeguarsi ai controlli, denunciare il pizzo e mettere la propria contabilità su un conto unico e trasparente”. Sul palco, subito dopo lo spettacolo teatrale “Pasolo Scalo”, interpretato dalla compagnia di ex detenuti del ‘Teatro Libero di Rebibbia’ il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si è detto soddisfatto per la riuscita di un evento da sempre sostenuto e diventato “quasi profetico” negli ultimi anni. “Quella ambientale sta diventando un’emergenza in questi giorni”, ha detto Marrazzo, che oggi ha ricevuto una lettera di augurio dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il quale il tema delle ecomafie in Italia non va sottovalutato.

“È necessario che ci sia contro le organizzazioni criminali che da tempo hanno intrapreso una sistematica e invasiva aggressione dell’ambiente – ha scritto Napolitano – lo stesso impegno partecipato che si registra nei confronti di altri fenomeni criminosi”. Un primo passo è stato fatto in questo senso partendo dalla “settimana per la legalità “, che domani e fino a sabato prossimo continuerà ad ospitare studenti, attori e rappresentanti delle istituzioni in lotta contro la criminalità organizzata: la squadra più efficace per battere l’avanzata delle ecomafie, nuovo nemico della vita degli esseri umani e dell’ambiente.

11 marzo 2009 – la nuova ecologia

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scorie nucleari Italiane in USA

venerdì, febbraio 20th, 2009

Una società statunitense specializzata nello smaltimento di scorie radioattive ha presentato allo Stato dello Utah una nuova proposta per cercare di convincere le autorità locali ad accettare tonnellate di rifiuti nucleari provenienti dall’Italia. La nuova proposta prevede che il 50% netto dei ricavi dell’operazione finisca nelle casse dello Stato
Una società statunitense specializzata nello smaltimento di scorie radioattive ha presentato allo Stato dello Utah una nuova proposta per cercare di convincere le autorità locali ad accettare tonnellate di rifiuti nucleari provenienti dall’Italia. La nuova proposta prevede che il 50% netto dei ricavi dell’operazione finisca nelle casse dello Stato. La proposta avanzata dalla Energy Solution mira a superare una decisione del governatore dello Utah, Jon Huntsman, che nei mesi scorsi ha annunciato di opporsi all’ipotesi di ospitare le scorie. La condivisione dei ricavi potrebbe essere un argomento convincente per uno Stato che si trova a fare i conti con un ‘buco’ di 320 milioni di dollari nei bilanci pubblici ed è alla ricerca di nuove fonti d’entrata.
Energy Solution, ha presentato da tempo alla U.S. Nuclear Regulatory Commission (l’agenzia federale che vigila sulle attività nucleari) una richiesta di licenza per importare circa 20.000 tonnellate di “materiale potenzialmente contaminato dall’Italia”, aggiungendo di essere pronta a esportare di nuovo verso l’Italia eventuali materiali che si rivelassero fuori dagli standard previsti dalla legge americana. Se autorizzata, sarebbe l’importazione di sostanze radioattive più vasta mai avvenuta negli Usa. Dopo il trattamento, secondo Energy Solution, circa l’8% delle scorie, pari a 1.600 tonnellate, è destinato a venir stoccato nel deserto dello Utah.
Negli allegati alla domanda presentata alle autorità federali, vengono indicati come luogo di provenienza otto siti italiani: Trino, Caorso, Garigliano, Latina, Saluggia, Bosco Marengo, Casaccia e Trisaia. Un deputato dello Utah, il democratico Jim Matheson, guida un’iniziativa per impedire con una legge del Congresso l’arrivo delle scorie. L’iniziativa di Energy Solution di offrire parte dei ricavi, secondo Matheson, “è un tentativo cinico di comprare l’opposizione a questa terribile scelta, e rafforza la necessità di far passare una legge in Congresso”.
la nuova ecologia