Archive for the ‘POVERTA'’ Category

La civiltà dell’uomo, sull’orlo del collasso

martedì, aprile 6th, 2010

Sull’orlo del collasso

Terra

La civiltà umana rischia il collasso e con esso il Pianeta che viene depredato dai consumi: ogni giorno le risorse ingurgitate dalla popolazione mondiale sono pari a 112 grattacieli come l’Empire state building. Il quadro disegnato dal rapporto ‘State of the world’ del Worldwatch institute

La civiltà umana rischia il collasso e con esso il Pianeta che viene depredato dai consumi: ogni giorno le risorse ingurgitate dalla popolazione mondiale sono pari a 112 grattacieli come l’Empire state building di New York, alto 381 metri, con l’antenna a 443 metri, e un peso stimato in 275.000 tonnellate. Complessivamente si estraggono 60 miliardi di tonnellate di risorse all’anno, circa il 50% in più rispetto a 30 anni fa. Questo, il quadro sugli scenari mondiali disegnato dal rapporto ‘State of the world’ del Worldwatch institute, presentato a Roma dal Wwf Italia e da Edizioni Ambiente – in collaborazione con la facoltà della comunicazione dell’università La Sapienza. Il rapporto tenta di trovare una strada per “evitare il collasso della civiltà umana” sostituendo gli attuali modelli consumistici con modelli ‘naturali’ incentrati sulla “sostenibilità”.

È indispensabile, si legge, “una profonda trasformazione dei modelli dominanti con un nuovo contesto culturale” incentrato “su una rivalutazione della comprensione del ‘naturale’”. Oggi, infatti, tutto si incentra sui consumi: secondo quanto riportato dallo ‘State of the world’, un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88. E, aumentando i consumi, aumenta “l’estrazione dal sottosuolo di combustibili fossili, minerali e metalli, più alberi tagliati e più terreni coltivati”: per esempio, “tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio é aumentato di otto volte e quello di gas naturale di 14″. Negli ultimi cinque anni, “i consumi sono aumentati vertiginosamente, salendo del 28%, dai 23mila 900 miliardi di dollari spesi nel 1996 e di sei volte dai 4mila 900 miliardi di dollari spesi nel 1960 (dollari del 2008)”. Ma, come spiega il Worldwacth institute, soltanto alcuni di questi aumenti sono dovuti all’aumento demografico: nel 2006 i 65 paesi con alti redditi erano responsabili del 78% della spesa in beni di consumo ma costituivano solo il 16% della popolazione globale e solo negli Stati Uniti la spesa in beni di consumo è stata di 9mila 700 miliardi di dollari pari al 32% della spesa globale con il 5% della popolazione mondiale. 

La popolazione mondiale è pari a 6,8 miliardi ma – dice il rapporto – “se tutti vivessero come gli statunitensi, la Terra potrebbe sostenere solo 1,4 miliardi di individui”. Secondo il direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna, curatore dell’edizione italiana del rapporto – è che “le attività umane stanno influenzando il sistema Terra” tanto da superare, almeno per il clima e la biodiversità, “i confini planetari consentiti oltre i quali si prevedono effetti drammatici per tutti i sistemi sociali del Pianeta”. In particolare, spiega Bologna, per il clima si è superato il confine di concentrazione di Co2 in atmosfera, mentre per la biodiversità preoccupa l’aumento della perdita di specie. Il presidente del Worldwatch Institute, Christopher Flavin, ritorna sul cambiamento dei modelli di consumo: “Un tale mutamento, a livello globale, rimodellerebbe il modo di concepire e di agire dell’uomo alla radice” anche se per reindirizzare ci “vorranno decenni” e bisognerà toccare campi fondamentali come “l’istruzione e l’economia”. (Ansa).

“NOI NON SIAMO ANIMALI”

sabato, gennaio 16th, 2010

Noi missionari e missionarie italiani vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla sofferenza dei migranti africani, che da anni vengono impiegati nei campi della Piana di Gioia Tauro, in stato di schiavitù, per la raccolta delle arance.
Il 7 gennaio, intorno alle 14,30, in Contrada Spartimento, un giovane africano è stato ferito da un fucile ad aria compressa. Intorno alle 17,30, altri due africani, nei pressi della Rognetta, sono stati raggiunti dai colpi di una arma simile.
A seguito di questa aggressione, sono iniziate le proteste degli immigrati. Dapprima con copertoni bruciati e piccole barricate fatte usando i cassonetti, fino alla vera e propria rivolta nella serata di giovedì, quando gli africani hanno bloccato la via nazionale e sfogato la loro rabbia, a lungo repressa, su automobili, vetrine di negozi e passanti. Una vera e propria guerriglia urbana.
Da qui la reazione dei cittadini di Rosario (su 15.000 abitanti, 4.000 sono migranti) che hanno reagito con altrettanta brutalità alla violenza degli immigrati. Ne sta seguendo una vera e propria caccia al nero!
Il ministro degli Interni Maroni, ha dichiarato che “i disordini di Rosarno sono il frutto di troppa tolleranza nei confronti dei clandestini”.
Come missionari, questa affermazione ci indigna. Riteniamo, infatti, che la situazione di sfruttamento e di degrado civile e umano dei migranti a Rosarno, sia la prima causa di tale violenza. E’ tolleranza sfruttare i migranti clandestini nel loro lavoro stagionale? E’ tolleranza accettare che i clandestini vivano in condizioni di assoluto degrado igienico ed ambientale ? Qualcuno si è mai preoccupato di allestire alloggi decenti per i lavoratori stagionali? La violenza è di chi li costringe a vivere nei ghetti, di chi li sfrutta nei campi, di chi li tratta come animali. Uno degli slogan degli immigrati era:”Noi non siamo animali” In questo modo, essi urlano al loro dignità, il loro essere figli di Dio. Ci stanno dicendo che la loro oppressione è un peccato che urla contro il cielo.
La logica del profitto ancora una volta ha vinto. Ciò che noi missionari non possiamo accettare è di considerare merce da sfruttare i migranti clandestini. Non si può giocare con la disperazione delle persone disposte a tutto pur di poter guadagnare qualcosa.
I fatti di Rosarno rivelano ciò che da tempo è evidente: non si può risolvere li fenomeno migratorio con la paura e la repressione.
Noi missionari riteniamo fondamentale perseguire la ricerca di soluzioni positive, non dettate dalla paura, ma dalla volontà di riconoscere gli immigrati clandestini come persone, rispettate nella loro dignità, che possono contribuire alla crescita del paese e della società.
 
Commissione GPIC  (Giustizia, Pace e Integrità del Creato) della CIMI
Missionari Comboniani Castelvolturno (Caserta)
Missionari Comboniani Rione Sanità (NA)

Per adesioni scrivere :
fernando.zolli@gmail.com
tonibona@libero.it
alex.zanotelli@libero.it

FESTA DEL VOLONTARIATO ADRIA

lunedì, agosto 24th, 2009

GLOBALIZZAZIONE, IMMIGRAZIONE,POVERTA’
venerdì 4 settembre ore 21, presso giardini Zen, Adria
GIUSEPPE STOPPIGLIA PRES. MACONDO
moderatore: Diego Degan-publicista
In caso di maltempo la conferenza si terrà in sala Cordella.

CIVIL G8 contro la povertà

sabato, maggio 9th, 2009

Acqua, salute, educazione, clima e rinnovabili. Sono le richieste d’impegno agli otto grandi giunte dal Civil G8, il summit della società civile riunito in una due giorni al Campidoglio a Roma. Per «una nuova architettura economico-finanziaria e una maggiore consapevolezza delle responsabilità»
CIVIL G8. Un nuovo modello di sviluppo fondato “su una nuova architettura economico-finanziaria e una maggiore consapevolezza delle responsabilità”. Lo chiede agli otto grandi il ‘Civil G8′, il summit della società civile riunito in una due giorni al Campidoglio a Roma. Nel documento finale che le Ong hanno consegnato agli Sherpa del G8 in vista del vertice di luglio all’Aquila, si mette in luce “l’urgenza di una nuova governance i cui percorsi decisionali vedano co-protagonisti i paesi in via di sviluppo e le rappresentanze di società civile del nord e del sud del mondo. 258 delegati provenienti dal Nord e dal Sud del mondo hanno prodotto un documento da sottoporre ai capi di stato del governo nel corso del prossimo G8. Nella sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma, la Coalizione, che con le sue 70 organizzazioni nazionali rappresenta oltre 10 milioni di cittadini, ha lanciato la campagna “Contro la povertà press the 8”.
LA COALIZIONE. «Recuperare il taglio del 50% degli aiuti ai paesi in via di sviluppo fatto dall’ultima finanziaria e garantire l’impegno per l’applicazione del protocollo di Kyoto» sono, secondo la Coalizione, alcune delle «più importanti promesse che l’Italia dovrebbe mantenere» al prossimo G8. «Il governo italiano – si legge sul sito della coalizione – ha deciso di tagliare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo di oltre il 50% lasciando il Bel Paese in fondo alle classifiche dei Paesi donatori». La portavoce della Coalizione, Laura Ciacci ha spiegato che «L’Italia, oltre a recuperare i tagli, dovrebbe operare affinché questo G8 rimetta ordine nelle priorità, nelle strategie e nei numeri della politica internazionale. Oggi il destino e la felicità delle persone e dei popoli – ha continuato – sono legati e interdipendenti come mai nella storia, anche per questo è necessario che venga riconosciuto il ruolo della società civile nel governo del mondo».
LE RICHIESTE. Il Civil G8 ha avanzato richieste seguendo cinque grandi filoni tematici, dall’accesso ai diritti umani di base come l’acqua, la salute e l’educazione, l’attenzione ai cambiamenti climatici e allo sviluppo delle fonti di energia pulita, a un nuovo modello agricolo sostenibile, a nuovi meccanismi di estinzione del debito e di sostegno al mercato del lavoro fino all’impegno a mantenere gli obiettivi di sviluppo del millennio. Al centro delle richieste la necessità di garantire la sicurezza alimentare a fronte del rincaro degli alimenti di base, che nel 2008 è arrivata anche al +85%; correggere le storture che hanno portato alla crisi finanziaria internazionale; ridurre le emissioni di gas serra del 25-40% entro il 2020, per i paesi industrializzati, e dell’80% entro il 2050 come obiettivo globale; assicurare la tutela dei beni pubblici globali.
LA CAMPAGNA. In base alle notizie riportate dal sito della Coalizione «nel 2005 i paesi del G8 promisero di stanziare 50 miliardi di dollari l’anno per i paesi in via di sviluppo e cancellare i debiti di 41 paesi del sud del mondo entro il 2010, da allora però la quota di aiuti allo sviluppo è diminuita”. Di qui la necessità di fare pressione sugli otto “big del mondo” allargando l’iniziativa a tutti i cittadini. Da oggi, infatti, sul sito http://www.gcap.it/ognuno potrà esercitare la propria pressione virtuale pigiando sulla foto di uno degli otto capi di stato e di governo e far sentire la propria voce per la lotta alla povertà.

07 maggio 2009 – la nuova ecologia