Archive for the ‘Piante e fiori’ Category

Riconoscere e utilizzare le erbe

martedì, marzo 22nd, 2011

Le stagioni dei frutti

e delle erbe

Corso itinerante teorico-pratico

Primavera

Riconoscere e utilizzare le erbe

spontanee in cucina e per la

fitoterapia casalinga

Autunno

Riscoprire l’utilizzo dei frutti

selvatici ed il patrimonio di

biodiversità delle antiche varietà

Iscrizioni entro e non oltre il di melo e pero

15 Aprile 2011

Circolo della Saccisica - L’Arca di Noé

Via Castello, 22 – Piove di Sacco (PD)

www.legambientepiove.it

Circolo del DeltaPo -

Via Marino Marin -Adria (RO)

www.legambientedeltapo.it

Per informazioni e iscrizioni:

Presso il circolo di Legambiente di Piove di

Sacco, ogni martedì sera dalle ore 21.00

alle 23.00, in via Castello, 12

(prima delle Scuole Medie Regina

Margherita) www.legambientepiove. it

Telefonare a Federica 3290022047 -

Francesca 3477039345

 

Come raggiungere l’Oasi di

‘Ca’ di Mezzo’:

da Piove di Sacco si prosegue per Codevigo-

Chioggia – ci si immette sulla S.S. Romea n.

309 dopo circa 500 mt si gira a destra

seguendo le indicazioni per Cavarzere.

Oltrepassato l’incrocio di S. Margherita si

prosegue per ca. 1 km ,dopo il ponte sul

fiume Bacchiglione si gira a sinistra seguendo

l’indicazione “Oasi di Ca’ di Mezzo” che si

raggiunge dopo 2 km.

L’Oasi di ‘Ca’ di Mezzo’

‘Quando assieme alle piante

avremo conservato anche i saperi,

la memoria, le parole, l’affetto ad

esse legato, e saremo capaci di

comunicarlo alle generazioni

future, allora potremo dire di aver

salvato davvero tutta la

biodiversità.’ Breda (2001)

 

Inaudito taglio di alberi-Adria-

venerdì, marzo 11th, 2011

Circolo Legambiente Delta del Po- Adria-

Nel giardino della casa del poeta Marino Marin che è di proprietà Comunale, da lascito del poeta, sono stati tagliati gli unici due alberi. Erano Rubinie ( famiglia Acacia) giovani di 30 anni non costituivano pericolo per le cose o per le persone, rispettavano le distanze dai confini e dalla casa, non avevano radici che danneggiavano qualcosa. Notoriamente sono alberi forti e nella fioritura spicca il loro profumo (le api ne vanno ghiotte) e la loro bellezza era a disposizione degli sposi che quando escono dalla casa del poeta facevano le prime fotografie proprio sotto ai loro rami.

Gli uffici del comune erano stati chiamati per sistemare due arbusti da siepe che con il vento degli ultimi giorni si erano parzialmente sradicati, ma questo non centrava nulla con il resto del giardino che ora appare desertico, privo di essenze arboree.

Il dot. Gennari dirigente dei lavori pubblici del Comune di Adria ci ha assicurati che le essenze saranno rimpiazzate al più presto e noi lo speriamo. Motivi validi per tagliare i due alberi non li abbiamo capiti o saputi.

Per noi cittadini di Legambiente è amaro e sorprendente ribadire sempre isoliti concetti del bene comune ma senza ottenere risultati sostanziali, gli alberi nel nostro Comune non sono considerati un patrimonio della comunità che contribuiscono alla salute di tutti, ma solo una spesa per la manutenzione. Da anni chiediamo il regolamento Comunale del Verde Pubblico piuttosto dell’anarchia, e ribadiamo il principio che un albero deve essere tagliato solo se costituisce pericolo per le persone o le cose.

In questo momento che i candidati sindaci dovranno dare i loro pareri sulle questioni ambientali in sede Legambiente proprio nella casa del poeta Marino Marin: mostreremo e chiederemo se intenderanno occuparsi del patrimonio del verde pubblico di Adria.

Gli alberi del Comune per quanto pochi: sono vitali per una città, agiscono come gli unici depuratori dell’aria e offrono serenità per la loro bellezza. Tutte le città venete più belle curano e amano i loro alberi come soggetti principali nei centri e nei parchi, invece nella nostra città il parco di Corte Guazzo è dimenticato senza essere a disposizione della comunità per mancanza di volontà delle autorità che ritengono il parco di pianura solo una spesa e non un diritto per i cittadini.

Il circolo Legambiente Delta del Po rivendica la salvaguardia del verde pubblico nel Comune di Adria e chiede che sia data la giusta importanza e valore a questo bene comune.

La Calendula di Scardovari

domenica, maggio 23rd, 2010
la Calendula di Scardovari

la Calendula di Scardovari

Potrebbe essere una importante scoperta botanica. Fatto stà che Raffaella Santin, appassionata di erbe e delle loro proprietà, ha forse scoperto una Calendula endemica sull’ argine del Po che fiancheggia Scardovari, nota frazione di Porto Tolle.

Questo fiore sembrerebbe ricrescere nonostante il regolare sfalcio dell’ erba svolto dagli addetti comunali. Molti ritengono che sia quasi impossibile che la calendula cresca spontanea dalle nostre parti ed è per questo che la scoperta diventerebbe straordinaria e di grande interesse presso gli appassionati.

Presto la piccina sarà studiata a fondo da esperti del settore per determinarne identità e caratteristiche.

La Calendula, fiore originario dell’Europa, Nord Africa e Asia mediorientale, comprende oltre 20 specie erbacee annuali o perenni, alte fino a 60-70 cm, la più conosciuta è la Calendula officinalis nota volgarmente col nome di Calendola o Fiorrancio pianta erbacea annuale. Viene usata per decorare i giardini o in vaso sui terrazzi, coltivato industrialmente per la produzione del fiore reciso invernale. E’, inoltre, pianta officinale molto usata in fitoterapia specialmente per problemi della pelle. Risulta essere inoltre un ottimo cicatrizzante.

La moltiplicazione avviene con il seme. Nelle Regioni meridionali e in Liguria si semina d’estate trapiantando o diradando le piantine in settembre-ottobre per la fioritura in novembre, che con opportuni ripari prosegue per tutto l’inverno, dando fiori più grandi rispetto alle fioriture estive portate dalle piante ottenute nelle zone a clima rigido, con la semina primaverile. Di tanto in tanto avviene che, appassito un fiore, se ben irrorato di acqua, questo riesca a generare una nuova pianta ed un nuovo fiore direttamente dai semi ancora attaccati ad esso, creando una pianta cresciuta sopra ad un’altra.

Altre informazioni le potete trovare cliccando quì.

la Calendula di Scardovari 2

la Calendula di Scardovari 2

Scarica tutte le foto della Calendula di Scardovari in formato compresso (32.7 mb)