Archive for the ‘MILITARISMO-GUERRA’ Category

Incendio Presidio No Tav

martedì, febbraio 2nd, 2010

Incendio Presidio No Tav Borgone di Susa Nella notte tra il 23 e 24 Gennaio hanno incendiato il Presidio No Tav di Borgone di Susa. Nel pomeriggio è iniziata la ricostruzione di un nuovo presidio

http://www.youtube.com/watch?v=MJwGKQNAeXo

EVENTI LOCALI

lunedì, agosto 24th, 2009

Banchetto per don Albino Bizzotto A partire da sabato 22 agosto 2009, le associazioni per la Pace di Rovigo organizzano uno stand in piazza Vittorio Emanuele II, a sostegno di don Albino Bizzotto, in sciopero della fame per sensibilizzare al problema della nuova base militare Dal Molin di Vicenza. Il banchetto si terrà dalle 18.00 alle 24.00. Info: tel. 0425.33194 – 348.0827160 – beati@beati.orgbeati@libero.it >
Sesto giorno di digiuno di don Albino Bizzotto, fondatore dei Beati Costruttori di Pace, contro l’ampliamento della base americana di Vicenza.”La scelta del digiuno ad oltranza, a sola acqua, vuole interrogare, soprattutto fuori Vicenza, sul significato della costruzione della nuova base Usa Dal Molin, attirando l’attenzione sulla responsabilita’ comune che tale opera comporta”, spiega don Bizzotto.Ieri sera alle 20 don Albino, insieme ad altri quattro sacerdoti delle diocesi di Padova e Vicenza, ha celebrato la messa davanti alla roulotte. E’ stato un momento di grande intensita’ e di una numerosa e gioiosa partecipazione. Un centinaio di persone, legate dall’impegno comune per la pace e non dalla sola pratica religiosa.Oggi alle 13.15 il medico che segue don Bizzotto ha effettuato un prelievo di sangue per accertarsi che i parametri ematici fondamentali siano nella norma.

ARMI MADE IN ITALY

giovedì, aprile 16th, 2009

Comunicato Stampa Campagna di Pressione alla Banche Armate
6 aprile 2009
La Campagna di pressione alle “banche armate” (promossa dalle riviste Missione Oggi, Mosaico di pace e Nigrizia,) – pur apprezzando la pubblicazione anche quest’anno del Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di Politica del Governo sull’esportazione e il transito di materiale d’armamento e la sua accessibilità attraverso la pubblicazione sul sito della presidenza del consiglio (www.governo.it/Presidenza/UCPMA/rapporto_2008.html) – è fortemente preoccupata per il consistente incremento delle autorizzazioni alle esportazioni di armamenti, che nel 2008 hanno raggiunto la cifra record di oltre 3 miliardi di euro, con un crescita di quasi il 29% rispetto al 2007. Senza dire che il valore delle autorizzazioni delle transazioni bancarie ha superato i 4 miliardi di euro.
“In particolar modo – denunciano padre Alex Zanotelli, padre Mario Menin e padre Franco Moretti, direttori delle riviste Mosaico di Pace, Missione Oggi e Nigrizia – ci preoccupano, e crediamo che non possano essere lasciate senza spiegazioni, le autorizzazioni verso paesi in conflitto (tra cui Israele), in zone di forte tensione (Medio Oriente, Africa e Asia), dove le organizzazioni internazionali segnalano “gravi violazioni dei diritti umani”, e, più in generale, verso i paesi del sud del mondo, a cui, nell’insieme, lo scorso anno è stato destinato più del 30% dell’esportazione militare italiana, pari a quasi 928 milioni di euro”.
La campagna, inoltre, nel valutare la volontà espressa dalla presidenza del Consiglio di “incrementare ulteriormente la trasparenza sulle attività”, non ritiene giustificata la mancanza nel Rapporto della tabella riassuntiva del ‘Valore degli importi autorizzati’ agli istituti di credito che forniscono servizi d’appoggio al commercio di armi. “Una tabella che – sottolineano i direttori – non dovrebbe mancare dalla più ampia Relazione che la presidenza del consiglio ha consegnato al parlamento: una tabella la cui pubblicazione, contestualmente al Rapporto, avrebbe indicato una chiara volontà di trasparenza su tutti i settori dell’esportazione di armamenti”.
“Ricordiamo – prosegue la nota dei tre direttori – che nel giugno 2008 la nostra Campagna, con una lettera ufficiale alla presidenza del Consiglio e alle amministrazioni competenti, ha segnalato la mancanza nell’allegato alla Relazione del ministro dell’economia e delle finanze (dipartimento del tesoro) del “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito”: un documento voluminoso che il suddetto ministero ha sostituito – senza alcuna spiegazione – con un “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Aziende” (Documento E), che, di fatto, ha sottratto al controllo parlamentare e della società civile informazioni di decisiva rilevanza circa l’operato in materia degli istituti di credito. Stiamo ancora aspettando risposta a quella lettera inviata alla presidenza del Consiglio e alle amministrazioni competenti”.
“Vogliamo, perciò, credere che la volontà espressa dalla presidenza del Consiglio nell’attuale Rapporto di porre “ogni sforzo per continuare il dialogo con i rappresentanti delle organizzazioni non governative interessate al controllo delle esportazioni e dei trasferimenti dei materiali d’armamento, con la finalità di favorire una più puntuale e trasparente informazione nei temi d’interesse”, intenda comprendere anche un confronto approfondito sui temi delle informazioni che riguardano le operazioni bancarie. Operazioni che sono l’unico modo per garantire un riscontro ufficiale e preciso agli istituti di credito che hanno messo in atto politiche restrittive in materia, e consentono alla società civile di valutare l’operato delle banche con il rigore e l’attenzione che sono indispensabili”.
“Ci associamo, pertanto, alla richiesta della Rete Italiana Disarmo – di cui la nostra campagna è parte – nel chiedere un incontro urgente con la presidenza del consiglio e le amministrazioni competenti per poter valutare nel merito l’attuale Rapporto e, più in generale, la politica del governo sull’esportazione materiale d’armamento, e chiediamo fin d’ora che il parlamento analizzi l’attuale Rapporto e la Relazione che gli è stata inviata anche con un dibattito finale in aula che preveda una votazione esplicita su un tema così delicato come quello dell’esportazione militare italiana”.
p. Alex Zanotelli (direttore di Mosaico di Pace) p. Mario Menin (direttore di Missione Oggi) p. Franco Moretti (direttore di Nigrizia)
CONTATTI:
Missione Oggi: Via Piamarta, 9 – 25121 Brescia (BS) Tel: 030 – 3772780; Fax: 030 – 3772781 missioneoggi@saveriani.bs.it
Mosaico di pace: Via Petronelli, 6 – 70052 Bisceglie (BA) Tel: 080 – 3953507; Fax: 080 – 3953450 ufficiostampa@mosaicodipace.it
Nigrizia: Vicolo Pozzo, 1 – 37129 Verona (VR) Tel: 045 – 8092390; Fax: 045 – 8092391 redazione@nigrizia.it
Mosaico di Pace – Via Petronelli n.6 – 70052 Bisceglie (Bari) – tel. 080/3953507 – fax: 080/3953450 – email: info@mosaicodipace.it

PADRE ZANOTELLI- no alla guerra

martedì, gennaio 27th, 2009

PERCHÉ CEI E MISSIONARI NON DENUNCIANO LE POLITICHE DI GUERRA DEL GOVERNO? UN APPELLO DI P. ZANOTELLI
34807. ROMA-ADISTA. Possibile che la Conferenza episcopale italiana e i missionari non abbiano nulla da dire sulle recenti “scelte militaristiche scellerate” del nostro governo? È la domanda, molto probabilmente destinata a restare senza risposta, che p. Alex Zanotelli, missionario comboniano in Africa per oltre 25 anni – prima in Sudan e poi in Kenya – e dal 2001 di nuovo in Italia, a Napoli, rivolge alla Chiesa italiana e ai cattolici un mese dopo la notizia che verrà trasferito in Italia Africom, il comando militare Usa per l’Africa (v. Adista n. 91/08). “Come facciamo – prosegue Zanotelli in un testo che è stato pubblicato anche da Nigrizia e Mosaico di Pace – ad inviare missionari, suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata? Se, come missionari, vogliamo proclamare buona novella ai poveri, dobbiamo avere il coraggio di denunciare con forza queste virate militaristiche del nostro governo. Non è questa la missione globale a cui, come missionari, siamo chiamati?”.
Il comando militare Usa per l’Africa – secondo diversi osservatori la nuova frontiera delle future guerre per l’accaparramento delle risorse naturali da parte delle potenze nord-occidentali – lascia Stoccarda, in Germania, per l’Italia proprio al fine di trovarsi già proiettato verso sud. A Vicenza, in particolare, verrà ospitato il Comando per le operazioni terrestri e a Napoli quello per le operazioni navali, mentre nella base di Sigonella molto probabilmente verrà installato uno dei principali scali europei dell’Air Mobility Command, “il Comando unificato che sovraintende alle operazioni di trasporto aereo negli scacchieri di guerra internazionali”, spiega il giornalista esperto di questioni militari Antonio Mazzeo.
Inizialmente gli Usa cercavano una base direttamente in Africa ma, dice Zanotelli, “la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel Continente ha impedito agli Usa di trovarla”. Allora hanno pensato alla Spagna, ma il governo Zapatero si è opposto. A quel punto è stata scelta l’Italia, dove invece “il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom”. Prosegue Zanotelli: “Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di ‘strutture di comando che operano nel quadro Nato’. Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha anche dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom è il comando unificato militare statunitense che ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa”. “Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i Paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi – continua Zanotelli – che tiene nascosta una tale decisione al Parlamento e consulta invece i governi africani! Il nostro governo dando il suo consenso a Washington contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa”.
“Perché il Parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare?”, chiede Zanotelli. “Il Partito Democratico ha qualcosa da dire a riguardo? Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo?”. “Come mai la Cei non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate? Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la Focsiv non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi?”. Zanotelli dice di aspettare “una presa di posizione pubblica da parte degli istituti missionari operanti in Africa” e chiede a tutti “di inviare una mail al ministro degli Esteri Frattini e al ministro della Difesa La Russa, protestando per la scelta di Africom a Vicenza e a Napoli”.
Del resto, prosegue, per i cristiani è una questione di coerenza: sono stati appena celebrati il Natale e la Giornata mondiale della Pace, lo scorso 1.mo gennaio, ma “come facciamo a proclamare la pace in chiesa mentre non ci accorgiamo che la neghiamo con le scelte violente sia nostre che dei nostri governi?”. (l. k.)