Archive for the ‘INQUINAMENTO’ Category

Lambro e Po, il comune di Milano reponsabile del danno ambientale

mercoledì, marzo 10th, 2010

Lambro e Po, il comune di Milano 
reponsabile del danno ambientale

L'inquinamento del Lambro

l Comune di Milano è stato ritenuto responsabile civile per danno ambientale il ritardo di sei anni  nel realizzare il sistema di depurazione, con conseguente inquinamento del fiume Lambro e del Po. Legambiente. «Sentenza tardiva ma importante»

Il Comune di Milano è stato ritenuto responsabile civile per “danno ambientale” dal Tribunale di Milano per aver “realizzato con un ritardo di oltre sei anni il sistema di depurazione delle acque reflue urbane”, mancanza che ha contribuito, secondo il giudice, “all’inquinamento del fiume Lambro e del fiume Po”. La causa civile era stata promossa contro l’amministrazione comunale milanese nel 2006 da Legambiente, Provincia di Lodi, Provincia di Rovigo, Parco Regionale Veneto del Delta del Po e da dieci comuni delle province di Milano, Lodi, Pavia e Rovigo. Il giudice monocratico della decima sezione civile, Caterina Spinnler, ha riconosciuto la responsabilità civile del Comune nel “danno ambientale”, ma non ha stabilito l’entità del risarcimento, perché non richiesto dai promotori.

La sentenza è la conclusione di un’iniziativa legale iniziata nel 2001 e che giunge oggi al suo epilogo quando ormai Milano ha, per fortuna, realizzato ed attivato i suoi 3 depuratori, depurando tutte le sua acqua dal 2006. Questo provvedimento, seppur tardivo, è di grande rilevanza generale, perché stabilisce alcuni principi fondamentali: perchè si riconosce per la prima volta in Italia la responsabilità di una amministrazione pubblica in un danno arrecato all’ambiente a causa di inadempienze o ritardi nella depurazione o nel risanamento di un inquinamento; perché si riafferma il diritto, oltre che di altri enti pubblici, di una associazione ambientalista riconosciuta ad intervenire in giudizio per danno ambientale, in difesa di interessi generali.

Legambiente e gli altri Enti coinvolti non hanno voluto avviarsi sulla difficile strada di quantificazione del danno subito: “Ci siamo accontentati di una vittoria di principio ma di elevato valore simbolico – dichiarano congiuntamente Andrea Poggio, vicedirettore nazionale e Damiano Di Simine, presidente lombardo dell’associazione – perché confidiamo nel fatto che la sentenza sia monito per tutti gli enti responsabili della salute del fiume Lambro, così come degli altri fiumi lombardi, per avviare concrete azioni di depurazione e risanamento dei fiumi e del loro ambiente circostante. Ci rivolgeremo a tutti gli Enti che ci hanno accompagnato sinora per decidere azioni comuni, attraverso il convinto avvio del “Contratto di fiume” per il risanamento del Lambro, ma anche per aumentare il livello di tutela, in primo luogo attraverso la istituzione di parchi fluviali lungo il medio e basso corso del fiume: un progetto che può avviarsi con l’entrata del comune di Milano nel Parco della Media Valle del Lambro, ed estendersi al tratto lodigiano”.
La causa civile era stata avviata con la messa in mora dell Comune nel 2001 da Legambiente, Provincia di Lodi, Provincia di Rovigo, Parco Regionale Veneto del Delta del Po, e da dieci comuni delle province di Milano, Lodi, Pavia e Rovigo. Le 13 pagine di motivazioni della sentenza, spiegano che “con decorrenza dal 15 marzo 2005, il Comune di Milano” si è “dotato di un sistema di trattamento delle acque reflue urbane” e “certamente lo ha fatto con ritardo rispetto al limite temporale del 31.12.98, fissato dalla direttiva Cee 91/271″. Proprio tale ritardo, secondo il giudice, ha permesso alle acque reflue del Comune di Milano di riversarsi “nel fiume Lambro e successivamente nel Po “senza essere state sottoposte ad alcun trattamento” e di contribuire all’inquinamento del fiume Lambro e del fiume Po dove si riversano “in misura importante, gli scarichi non trattati provenienti dal Comune di Milano”.

10 marzo 2010Lambro Milano Depuratore

Inspiegabile aumento della dispersione rifiuti ad Adria

martedì, marzo 2nd, 2010

020320100090203201001102032010003Inspiegabile aumento della dispersione dei rifiuti su tutto il territorio. Di queste foto ad Adria se ne possono fare a centinaia, che cosa sta succedendo? Per dire la verità il fenomeno è in aumento in tutto il Veneto urbano, ma anche nelle zone più naturali, forse stiamo perdendo parte della nostra tradizione civile?

Molti fenomeni sono spiegabili, molti altri no, ma di sicuro le leggi non aiutano a demolire questo malcostume, tutti hanno paura di multare o solo di far notare la brutta maleducazione.

Però non si tratta più di sola maleducazione, è ben più importante la gravità di questo fenomeno che mette a rischio la salute dell’uomo stesso e quella dei vegetali ed animali, della terra stessa. Non si fermano davanti a nulla i criminali della dispersione dei rifiuti, e spesso lo fanno per guadagnare denaro, denaro guadagnato sulla salute della gente.

Torneremo ancora su questo argomento!

Situazione inquinamento Po.

lunedì, marzo 1st, 2010

«Non ci sono sostanze tossiche nel Po»
Ma resta l’ordinanza dei sindaci

Il prefetto di Rovigo: i laboratori Arpav smentiscono la presenza di cloruro di etilene. Ma il divieto di utilizzare acqua potabile resta per oltre 30mila persone

Gli operatori della Protezione civile nel Po (Biasioli)

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ROVIGO - «Il cloruro di etilene nelle acque del Po non c’è, lo hanno verificato i laboratori Arpav di Venezia che hanno approfondito le analisi fatte a Verona che, pure, ne avevano fatto sospettare la presenza». Il prefetto di Rovigo, Aldo Adinolfi, smentisce l’allarme delle scorse ore e spiega che nel fiume non vi sono sostanze tossiche oltre i parametri di legge. Nonostante questo restano in vigore le ordinanze di divieto di uso dell’acqua per uso alimentare in diversi Comuni del Delta (Porto Tolle escluso Ca’ Zuliani, Taglio di Po, Adria nei quartieri a sud del Canalbianco, Ariano nel Polesine, Corbola , Villanova Marchesana, Papozze e Gavello). «Sicuramente la manterremo per scrupolo per tutta la giornata odierna – continua il prefetto – martedì potremmo già concordare la revoca con i sindaci, se giungeranno tutte le conferme del caso». In ogni modo, nelle circa quattro ore di vertice organizzate a Palazzo Salvadego Sgarzi, si sono anche ipotizzate le soluzioni d’eventuale impiego delle autobotti.

I RIFORNIMENTI - Sempre in mattinata, a Porto Tolle sono stati garantiti rifornimenti ad hoc per i panifici. «Stimiamo che siano poco meno di trentamila i cittadini interessati dai disagi – osserva Giuliano Ferraccioli, presidente di Polesine Acque – in ogni modo, siamo pronti a garantire rifornimenti alle cisterne attraverso le stazioni di prelevamento di Boara Polesine e Cavarzere, entrambe sull’Adige». Grosse disponibilità di acqua potabile dovrebbero essere garantite anche dai vigili del fuoco. Al termine della riunione, Adinolfi ha escluso, allo stato attuale, l’azione di sciacalli che possano avere dolosamente versato altri composti inquinanti nel Po, da confondere nell’onda di idrocarburi proveniente dal Lambro. «E’ una possibilità che tenderei a escludere – rimarca ancora – a titolo puramente precauzionale ho chiesto alle forze dell’ordine un pattugliamento intenso degli argini».

Nicola Chiarini
01 marzo 2010

Correre della sera Veneto

Corso di Legambiente per la tutela delle coste

venerdì, febbraio 26th, 2010

Legambiente Veneto, è lieta di invitarvi al:

Corso di Legambiente per la tutela delle coste dalla
MARINE POLLUTION

Il Corso, realizzato grazie al contributo del Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo,  è utile a prepare volontari per la protezione civile di Legambiente specializzati nella BONIFICA DELLE COSTE INTERESSATE DA UN INQUINAMENTO DA IDROCARBURI.
Il corso, GRATUITO, si terrà presso il Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo (Viale Trieste, 23) nei giorni 5-6-7 marzo 2010 con orari e programma come da schema riassuntivo a seguire :

venerdì 5 marzo

17:30-21:30
- Presentazione del corso

- Il Sistema Nazionale e Regionale di Protezione Civile : cenni storici e normativi sullo sviluppo della Protezione Civile

Rischio Idrologico nel Veneto – Analisi e ricerca sul territorio provinciale di possibili rischi e criticità.
Sabato 6 marzo
9:30 – 21:30

- Dalla Haven alla Prestige: criticità, problematiche e riflessioni sulle emergenze in mare con sversamento di prodotto petrolifero.
- L’inquinamento marino: i diversi inquinanti, rischi da contatto o inalazione per le specie viventi e le conseguenze sull’ambiente.
- Un equilibrio delicato da salvaguardare: gli ecosistemi marini; impatto di inquinanti e bonifica sugli habitat marini.
13.00 – 14.00  pausa pranzo
- Il modello d’intervento sulla costa: organizzazione del lavoro, referenti e compiti.
- L’intervento del volontariato per la rimozione dei prodotti spiaggiati sulle coste sabbiose e rocciose.
- L’Organizzazione del volontariato nella pulizia della costa: squadra, procedure, professionalità, mezzi e dpi.
- L’intervento in mare: organizzazione e procedure di intervento in mare in occasione di incidente rilevante di Oil Spill.

- Role playing:esercitazione in aula nella gestione di una situazione di emergenza sulla costa in qualità di responsabili di modulo.
Domenica 7 marzo:
- Esercitazione pratica sulla costa e consegna attestati.

Il Corso qualifica i partecipanti a far parte del gruppo di Protezione Civile di Legambiente e ad intervenire in caso di emergenza. Per ottenere la qualifica è necessario partecipare a tutte le sessioni.

La partecipazione al corso è gratuita. Per motivi assicurativi, il tesseramento a Legambiente  è obbligatorio. Chi non fosse socio può provvedere all’atto dell’iscrizione durante il Corso.

Costo tessera: 15€ per gli under 30 oppure 30€ per gli over 30.

Per iscriversi al corso o ricevere ulteriori informazioni è sufficiente mandare una mail con oggetto “marine pollution rovigo” a:

volontariato@legambienteveneto.it indicando il proprio nome, cognome e anno di nascita.

Oppure chiamare il 333 8268258

Alziamo la nosta soglia di attenzione e di autotutela quali cittadini fruitori del mare e rimbocchiamoci le maniche per intervenire in aiuto del nostro maltrattato pianeta .

Vi aspettiamo
Legambiente Volontariato & Protezione Civile

Luigi Lazzaro – Responsabile Settore Volontariato – Legambiente Veneto

tel : 0425.27520      fax: 0425.28072     mobile: 333.8268258

e-mail : l.lazzaro@legambienteveneto.it skype: luigi.lazzaro

http://www.legambienteveneto.it

Lambro, l’onda nera arriva nel Po

giovedì, febbraio 25th, 2010

Lambro, l’onda nera arriva nel Po
Si indaga per disastro ambientale

L'inquinamento del Lambro

La Lombardia chiederà lo stato di calamità, l’Emilia-Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza. Formigoni: «Qualche criminale ha deciso di intervenire in maniera dolosa, mettendo a repentaglio un patrimonio di tutti»

Link Guarda il video

L’onda nera è arrivata dal Lambro al grande fiume. Le prime avanguardie si sono viste nella mattinata di ieri e verso le 16 la grande macchia scura e oleosa, -parte della gran quantità di petrolio riversata ieri dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta – si è presentata nel Po piacentino. Un disastro ambientale che costerà tanto denaro e che l’ambiente sta già pagando. La Lombardia, dove tanto si era investito per risanare il Lambro, chiederà lo stato di calamità, l’Emilia-Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza, le associazioni ambientaliste e gli amministratori hanno lanciato l’allarme per tutto il corso del fiume che scorre tra le due regioni e il Veneto fino al povero Adriatico che sarà costretto a sopportare, almeno in parte, questo nuovo attacco al suo ecosistema.

La pocura di Monza ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e fra i primi atti degli inquirenti ci sarà il sequestro dei serbatoi dell’azienda da cui sono stati sversati gli idrocarburi e dei documenti relativi allo stoccaggio dei carburanti. L’azione di Villasanta è stata condotta, secondo gli investigatori, da persone che sapevano come azionare le valvole e sapevano anche quali erano i serbatoi pieni. L’accusa è comunque a carico di ignoti: ci sarà la verifica dei nastri di videosorveglianza della ditta che potrebbero aver inquadrato gli autori del gesto anche se le speranze sono poche in quanto l’unica telecamera dell’impianto, posta sul cancello d’ingresso, è lontana dai serbatoi. “C’èstato qualche criminale che ha deciso di intervenire in maniera dolosa e vigliacca, mettendo a repentaglio un patrimonio che è di tutti. Ci deve essere una ribellione contro questi atti criminali, vanno individuati i responsabili e assicurati alla giustizia, e la giustizia contro costoro deve essere particolarmente rigorosa”, ha detto Roberto Formigoni.
Gli sbarramenti in territorio lombardo hanno retto solo in parte e adesso bisogna sperare in quelli emiliani: cinque nel solo territorio piacentino a partire da Calendasco dopo una riunione in Prefettura. Mobilitati i personali di Aipo, Arpa, Protezione civile, Vigili del fuoco e anche i militari del Genio. Alle 19.15 è stata fermata l’attività della centrale Enel Green Power di Isola Serafini, nel Po piacentino, e sono state aperte le paratoie inferiori per far defluire l’acqua dal basso e trattenere così la macchia oleosa nello sbarramento. Un altro baluardo per catturare l’onda nera che è anche favorita dalla notevole portata del Po in questo periodo. A Piacenza, dove la gente ha protestato per l’allarme partito in ritardo e per l’inadeguatezza dei rimedi dalla Lombardia, l’Arpa ha rassicurato sulla situazione delle falde acquifere e sulla potabilità dell’acqua che arriva dai rubinetti, ma è stato vietato il prelievo dell’acqua dal fiume. Immancabile la polemica politica.
“Denunciamo con profondo sdegno che il Parlamento, il 2 febbraio 2010, ha approvato una legge che depenalizza il reato di scarico industriale nelle acque. In pratica chi scaricherà inquinanti oltre i limiti consentiti dalla legge se la caverà semplicemente con una multa che va da 3.000 a 30.000 euro”, ha accusato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. “È vergognoso l’attacco dei Verdi su una presunta depenalizzazione degli scarichi industriali che sarebbe stata attuata dal governo. In un momento in cui la Pianura Padana è in piena emergenza inquinamento queste accuse hanno il sapore indegno di una speculazione su una tragedia ambientale – ha risposto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo -. Ciò che il governo ha fatto è un chiarimento su una norma la cui interpretazione era stata oggetto di controversie. Le pene per gli inquinatori nell’ articolo in questione erano e restano l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 3.000 a 30.000 euro”. (Ansa)

25 febbraio 2010Lambro Inquinamento Petrolio

SI AL BLOCCO DEL TRAFFICO

lunedì, febbraio 22nd, 2010

LEGAMBIENTE VENETOlegambiente2

COMUNICATO STAMPA

LEGAMBIENTE: “ SI AL BLOCCO DEL TRAFFICO NELLE CITTA’ DEL VENETO. MA I COMUNI SI IMPEGNINO CON DELIBERE A FAVORE DELL’AMBIENTE, DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE E DEL SOLARE”

LEGAMBIENTE CHIEDE AI SINDACI DELLE CITTA’ PICCOLE E GRANDI DEL VENETO DI ADERIRE ALL’APPELLO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI D’ITALIA E BLOCCARE IL TRAFFICO PER UN GIORNO

“L’appello lanciato dai sindaci di Milano e di Torino per il blocco contemporaneo del traffico in tutte le città della Pianura Padana è una novità importante in questa pesante stagione inquinata – sostiene Michele Bertucco presidente di  Legambiente Veneto -. Ma, accanto alle ordinanze di blocco, ci attendiamo delibere di approvazione di misure strutturali antinquinamento”.

“Per un giorno il silenzio del rombo dei motori sarà una pausa di riflessione per milioni di cittadini, e un monito nei confronti di un governo nazionale che non ha trovato il tempo, in tre anni, neppure di elaborare il Piano di risanamento dell’aria che l’Europa attende da tempo – aggiunge Bertucco -. L’Unione Europea ha infatti aperto una procedura di infrazione milionaria nei confronti dell’Italia e del Veneto a causa dell’inerzia delle istituzioni che ci condannano quindi all’inquinamento e alle tasse oggi e domani”.

Al 18 febbraio 2010 – ricorda Legambiente Veneto – sono già quattro le città “fuorilegge” nella nostra regione ( Padova con 37 superamenti, Verona con 36 e Treviso e Vicenza con 35. Molto vicine al limite Venezia con 30 superamenti e Rovigo con 27. Ancora lontana dai limiti Belluno con 13 superamenti.

Eppure sono tanti i progetti, le proposte sostenibili che giacciano nei cassetti degli uffici tecnici di tutti i comuni del Veneto: mezzi pubblici moderni e puliti, corsie preferenziali, spazi e servizi per le biciclette, isole ecologiche, l’Ecopass, i quartieri senz’auto, le politiche di efficienza energetica, case e quartieri solari, centrali ad energia rinnovabile. In Italia come in tutta Europa.

Un giorno di blocco serve per ritrovarsi, per godersi le nostre belle città, riscoprire relazioni di vicinato e confrontarsi sul da farsi.

“Chiediamo – conclude il comunicato di Legambiente – che ogni città, insieme al blocco, approvi una delibera, una decisione, anche piccola piccola, a vantaggio dell’aria pulita e dell’ambiente. Perché noi tutti sappiamo che non basta fermare le auto un solo giorno all’anno, ma l’adesione alla giornata di decine di sindaci di città importanti, affiancati dai sindaci di città più piccole che prendono contemporaneamente simili decisioni ha certamente una grande importanza, simbolica ed educativa”.

Rovigo, 20 febbraio 2010

LEGAMBIENTE VENETO

Pm10 nel Veneto anno 2010

Area urbana

Numero
Superamenti

2010

Aggiornato al

Belluno

13

18/02/2010

Padova

37

18/02/2010

Rovigo

27

18/02/2010

Treviso

35

18/02/2010

Venezia

30

18/02/2010

Verona

36

18/02/2010

Vicenza

35

18/02/2010

Fonte Arpav. Elaborazione Legambiente. Limite giornaliero 50 microg/mc da non  superare più di 35 volte l’anno

Per comunicazioni: Legambiente Veneto Corso del Popolo, 276 45100 Rovigo tel. 042527520 fax 042528072 e-mail ufficio stampa@legambienteveneto.itlegambiente2

Le navi dei veleni – video

sabato, dicembre 26th, 2009

Il nostro è un Paese di misteri, alcuni sono sottoterra, altri nascosti da pagine processuali e carte che in pochi hanno letto. Ma anche una delle nostre meraviglie, il mare, custodisce dei segreti. Sono navi sommerse, che hanno portato sui fondali risposte che da anni in molti chiedono. E le implicazioni sono molteplici: ambiente, rifiuti, salute, affari. Interessi personali e collettivi, in una battaglia navale che è avvenuta, spesso in silenzio, a pochi metri dalle coste più belle d’Italia.

Il Cimitero dei Computer – video

sabato, dicembre 19th, 2009

[da Current]

La tecnologia ha un ciclo di vita molto breve: questo significa che ogni anno gli uomini producono una mole enorme di “rottami tecnologici”; la stessa cosa, con cicli di vita più lunghi, si può dire delle server farm disperse in tutto il mondo, con un impatto ambientale notevole.

Per quanto tempo sarà sostenibile questo modello?
Che tipo di azioni si possono intraprendere per migliorare la situazione?
Quali sono le regole per un corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici?
Esistono soluzioni creative per aumentare il ciclo di vita di un computer o di un suo componente?

Ghiacciai Addio

sabato, dicembre 12th, 2009

Se vi ha fatto pensare, almeno solo un pò, il precedente filmato “Come salvare il pianeta”, questo vi farà pensare quanto importante sia la salvaguardia del territorio.

Anche questo filmato è stato trasmesso su Current TV ed è un viaggio nei cambiamenti climatici, che parte dall‘ osservazione dello scioglimento dei ghiacciai per proseguire in quello che viene definito il surriscaldamento globale e con gli effetti che questo avra’ nel caso in cui l‘ umanita’ non cambi rotta.

Come Salvare il Pianeta

sabato, dicembre 12th, 2009

Cari amici, in questo post ho inserito un filmato concessomi dalla redazione di Current TV, la TV senza Censura. Si tratta di un documento fantastico, di cui in giro si trovano solamente alcune promo, della durata di 55 minuti dove si parla di Kyoto, Copenhagen, della legge americana in tema ambientale e con un’ intervista esclusiva a Al Gore che parla, oltre che degli Stati Uniti, di come si dovrebbero muovere l’ Italia e gli altri stati per salvare il nostro pianeta.

Se avete la possibilità inviate il link del filmato ai vostri amici e conoscenti, ed ora ecco il filmato.