Archive for the ‘INQUINAMENTO’ Category

Pesticidi nel piatto 2011

giovedì, agosto 11th, 2011
Pesticidi nel piatto 2011 PDF Stampa E-mail
Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, risulta ancora elevata la quantità di residui di pesticidi che finisce nei nostri piatti.

I pesticidi sono utilizzati in agricoltura, per difendere le colture da parassiti (organismi che vivono a spese di altri organismi) e in generale da popolazioni molto numerose di insetti che si nutrono di queste piante, nonché da funghi e da erbe infestanti.

 

Tuttavia, il fatto che consentano di preservare la naturale crescita delle colture non ci autorizza a farne un uso spropositato e anzi Legambiente sostiene da sempre le pratiche agricole, che non fanno ricorso alla chimica o che prevedono un minor consumo di fitofarmaci.

L’esposizione diretta o indiretta delle persone e dell’ambiente a tali sostanze, infatti, può avere effetti negativi, quali disturbi cronici e a lungo termine, particolarmente preoccupanti nei bambini, nelle persone anziane e nei lavoratori esposti spesso a tali sostanze. Sul piano ambientale possono essere causa di
contaminazione dell’acqua, dell’aria o del suolo.

Le molecole chimiche delle miscele possono disperdersi nell’aria e colpire l’organismo non bersaglio. Inoltre, raggiungendo le falde acquifere o penetrando nel suolo possono provocare danni alle vegetazioni spontanee o agli insetti utili. Per i piccoli mammiferi o gli insetti, infatti, queste molecole chimiche sono spesso molto tossiche.

Per saperne di più scarica il dossier Pesticidi nel piatto 2011

Per il Giappone e per l’umanità

sabato, aprile 9th, 2011

WWW.ILcambiamento.IT

Nucleare: un appello per il Giappone e per l’umanità

Tra le tante morti provocate dal nucleare, una è quella dell’informazione. Lanciamo un appello alle autorità giapponesi affinché venga evacuata la popolazione maggiormente a rischio intorno alla centrale nucleare di Fukushima e gli organi istituzionali forniscano a tutti i Paesi indicazioni precise sulla prevenzione medica dalle radiazioni. In gioco c’è il futuro del Giappone e forse dell’umanità intera.

di Paolo Ermani – 7 Aprile 2011

contaminazione fukushima
“Le notizie non sono quelle rassicuranti che ci vogliono propinare. Siamo a una tragedia simile se non maggiore di quella di Chernobyl”

Ci appelliamo alle autorità giapponesi, al popolo giapponese: avviate immediatamente l’evacuazione della popolazione in un raggio di almeno 50 chilometri dalla centrale di Fukushima e iniziate a prevedere piani di evacuazione anche oltre i 50 chilometri dalla centrale.

 

Qualsiasi paese dia il suo contributo scientifico, tecnico ed organizzativo per cercare di risolvere una situazione drammatica.

 

I tecnici, gli esperti, i burocrati, i politici non sanno bene cosa fare e si contraddicono continuamente ma ogni ora, ogni minuto che passa sono in pericolo migliaia di vite umane.

 

Basta giocare con la morte, basta barare per salvare un ridicolo orgoglio nazionale o gli azionisti e i loro sporchi soldi, in gioco c’è il futuro del Giappone e forse dell’umanità intera.

Sperano di farla franca perché le radiazioni non si vedono, non sempre uccidono all’istante e sono pochi gli organismi indipendenti in grado di fare misurazioni e controlli.

Ma andando a ricavare informazioni non dai media tradizionali foraggiati da politici e grandi fornitori di elettricità che nonostante la catastofe ancora sperano di ingozzarsi con i soldi del nucleare, le notizie non sono quelle rassicuranti che ci vogliono propinare.Siamo ad una tragedia simile se non maggiore di quella di Chernobyl.

 

Si avviino nei vari paesi interventi di prevenzione per contrastare la radioattività già arrivata e ancora in arrivo. Sono balle autentiche quelle che dicono che le radiazioni sono innocue, che non fanno nulla.

Altro che “Influenza A” planetaria inventata per ingrassare le case farmaceutiche, qui si tratta davvero di qualcosa di molto grave e caso mai proprio su questo bisogna mobilitarsi sanitariamente.

 

Quando non ci sono allarmi o veri pericoli, li creano e ci imbottiscono di medicine e vaccini che servono solo ad aumentare i profitti, quando ci sono reali emergenze cosa fanno? Nulla!

 

Noi non possiamo non fare sentire la nostra voce nella speranza che arrivi fino in Giappone e sia ascoltata.

 

Sia evacuata quindi al più presto la popolazione Giapponese maggiormente a rischio intorno alla centrale e gli organi istituzionali diano informazioni precise sulla prevenzione medica dalle radiazioni.

 

Non vi fidate della minimizzazione e censura dei media perché una morte tra le tante che semina il nucleare, è quella dell’informazione.

 

 

VAI AL DOSSIER SUL TERREMOTO GIAPPONESE E GLI INCIDENTI NUCLEARI

 

Il piombo fa strage di fenicotteri

mercoledì, aprile 6th, 2011

Delta del Po: il piombo fa strage di fenicotteri

Decine di esemplari morti di fenicotteri rosa ritrovati morti in provincia di Rovigo dopo aver ingerito pallini di piombo. La Lac del Veneto chiede al Presidente della Regione di chiudere la caccia in tutte le aree lagunari e nel Delta del Po sino a quando non entrerà in vigore il divieto di uso di pallini di piombo (19/11/07)

In questi giorni, nel Comune di Rosolina, precisamente nella Valle Pozzadini in territorio lagunare, il Corpo forestale dello Stato ha rinvenutodecine di carcasse di fenicotteri rosa. Dai primi esami effettuati sui cadaveri eseguiti dai veterinari del Centro Recupero di Modena, su due fenicotteri morti, il decesso risulta provocato da intossicazione acuta da piombo ; nello stomaco dei due animali sono stati ritrovati rispettivamente 17 e 55 pallini da caccia.

L’avvelenamento è stato provocato dall’assorbimento, attraverso l’apparato digerente, di piombo  che ha causato occlusione intestinale e picacismo . Cinque fenicotteri rosa sono stati recuperati vivi; due sono stati trasportati presso la Clinica di Sasso Marconi in provincia di Modena e tre presso il CRAS (Centro Recupero degli Animali Selvatici di Rovigo) di Polesella.

Due dei cinque fenicotteri recuperati vivi purtroppo sono già morti, per gli altri due pare non vi siano speranze. La causa delle morie che si ripetono ogni anno tra anatre e uccelli acquatici in generale è ilsaturnismo provocato dall’ingestione dei pallini di piombo sparati dai fucili da caccia, che dovrebbero essere vietati dal 2000.

La convenzione AEWA (African-Eurasian Migratory Waterbird Agreement) , sottoscritta all’AIA nel 1996 prevede il divieto di uso dei pallini da caccia al piombo nelle zone umide a partire dal 2000, purtroppo pero’ questa convenzione è entrata in vigore in Italia solo nel 2006 con la L.66/2006 che comunque non ha risolto il problema perché non è ancora stata applicata. Nel caso dei fenicotteri va specificato che questi maestosi uccelli cercano nutrimento nel fango, aspirando acqua e fango espellendolo poi attraverso delle sottili lamelle poste nel becco che trattengono i frammenti nutrienti.

Con il cibo però vengono trattenuti e poi ingeriti anche i pallini di piombo presenti nel fango, disseminati dai cacciatori nelle battute di caccia in valle; nelle zone intorno ai capanni la concentrazione dei pallini è altissima per un raggio di un centinaio di metri . E’ stato calcolato che ogni anno più di 1.400 tonnellate di piombo sotto forma di pallini da caccia vengono disseminate sul terreno della regione Veneto.

Il 19 settembre 2003 con una petizione sottoscritta da 72.225 cittadini, e promossa dalla LAC e dal Coordinamento Protezionista Veneto (ENPA, LAV, WWF, ecc.), avevano già chiesto, tra l’altro , il divieto dell’uso del piombo nelle cartucce da caccia. Il Ministro Pecoraro Scanio con un recentissimo decreto del 6/11/2007 ha previsto, tra l’altro, il divieto di utilizzo dei pallini di piombo nelle zone umide (ZPS) a partire dall’annata venatoria 2008/2009 , purtroppo però l’assessore alla caccia del Veneto, Elena Donazzan di AN, vicina ai cacciatori più estremisti del Veneto, ha subito annunciato che la regione Veneto farà ricorso contro questo decreto.

Chiediamo pubblicamente al presidente della Regione Veneto – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto – che venga vietata da subito la caccia in tutto il territorio lagunare e vallivo sino a quando non entrerà in vigore il divieto di uso di pallini al piombo. Questo triste episodio conferma: 1)  la bontà delle richieste dei 72.000 cittadini del Veneto che nel 2003 con una nostra petizione avevano chiesto alla regione il divieto dell’uso del piombo nella caccia; 2) che la caccia uccide anche gli animali protetti ed in via di estinzione costituendo inoltre una grave forma di inquinamento da piombo delle lagune e dei terreni agricoli “.

(fonte: LAC Lega Abolizione Caccia – Sezione del Veneto -www.lacveneto.it)

 

DOSSIER IMPATTO PLASTICA SU MARE

venerdì, marzo 11th, 2011

AMBIENTE: FERRANTE (PD), “INVIATO DOSSIER IMPATTO PLASTICA SU MARE A MINISTERO”

“L’Italia, col divieto entrato finalmente in vigore il primo gennaio di quest’anno di commercializzare gli shopper in plastica non riciclabile, una  ‘battaglia’ iniziata nel 2007 col Governo Prodi con un mio emendamento inserito nella finanziaria di allora, si pone una volta tanto all’avanguardia in Europa. Il divieto consente all’Italia di svolgere un ruolo di battistrada in Europa. La decisione è stata presa per porre fine ad un tipo di inquinamento particolarmente pervasivo e permanente, solo il 27% dei sacchetti di plastica a fine vita sono intercettati dalla corretta gestione dei rifiuti, la stragrande maggioranza finisce abbandonata in mari, fiumi e terreni agricoli. I sacchetti di plastica prodotti con il petrolio, rappresentano la causa di avvelenamento del terreno e della morte di una gran quantità di animali marini, come dimostra in maniera chiara lo studio presentato oggi”. Lo dice il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici, che ha presentato stamane lo studio ‘L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino’, realizzato da Arpa Toscana e dalla struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia Romagna, su richiesta di Legambiente.
“Abbiamo preannunciato al ministero dell’Ambiente – prosegue Ferrante – che invieremo loro questo dossier, che siamo certi si dimostrerà uno strumento efficacissimo da  utilizzare nella risposta che l’ Unione europea sarà tenuta a dare in seguito al ricorso presentato dalla  lobby della vecchia  plastica, che tenta ancora di opporsi all’evidenza dei fatti. Ricorso – aggiunge Ferrante –  che rischia probabilmente di essere un boomerang, perché la vecchia industria della plastica europea teme l’esempio italiano, e l’orientamento favorevole della Commissione preannuncia la pietra tombale per i sacchetti di plastica non biodegradabile in tutta Europa. Il nostro Paese – conclude Ferrante –  sarebbe dunque così a pieno titolo l’assoluto precursore di un radicale cambio di abitudini e stile di vita, tutto a favore del nostro ambiente”.

Roma 9 marzo 2011

Ilaria Di Bella
Ufficio stampa gruppo Pd Senato
tel: 06.6706.5653 – 329/4345628
ilaria.dibella@senato.it

Brutta aria in città

venerdì, marzo 11th, 2011

Tira ancora una brutta aria in città

Sono 22 le città italiane già fuorilegge per le polveri sottili nel 2011

Milano e Torino in testa.

Nel Veneto al primo posto Verona con 44 superamenti, seguita da Vicenza con 40 e Padova e Treviso con 39

Torna sui binari il Treno Verde

la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che nel Veneto fermerà a Vicenza

Tira ancora una brutta aria nelle città italiane. A soli due mesi dall’inizio del 2011 sono già 22 i capoluoghi del Belpaese che hanno superato i 35 giorni di sforamento del PM10 consentito per legge. A guidare la classifica delle città più inquinate dalle polveri sottili c’è Milano con 56 giorni di superamenti, seguita da Torino (54) e Brescia che, pur avendo perso il primato rispetto al 2010, continua a “difendersi bene”con i suoi 51 giorni off-limits.

Nelle prime posizioni troviamo molte città dell’area padana: 8 addirittura nei primi 10 posti e 18 tra le 22 che già oggi hanno sforato il limite di legge. Ma anche al centro-sud il quadro si presenta abbastanza critico con Frosinone che ha già superato di 48 giorni il limite consentito, seguita da Napoli e Pescara che hanno raggiunto i 36. Non sono da meno Lodi con 35 giorni, insieme a Modena, Pavia e Venezia (34) che si apprestano a superare la soglia consentita già nei prossimi giorni. Ma anche altri grandi città come Roma e Firenze, con 29 e 28 giorni di sforamento, stanno per raggiungere il limite consentito.

E perché su questo fronte non venga abbassata la guardia torna sui binari il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la grande campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. Il Treno Verde – realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di ANCI nell’ambito della campagna Patto dei Sindaci e con il contributo di Telecom Italia – porta a bordo tante informazioni sulla mobilità sostenibile, l’energia rinnovabile, il risparmio energetico, le scelte d’acquisto responsabili e la corretta gestione dei rifiuti.

Al centro della ventiduesima edizione del Treno Verde, la Città, con particolare riferimento al Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) , l’accordo europeo secondo il quale i Comuni si impegnano su base volontaria a realizzare, entro il 2020, piani di azione per rientrare negli obiettivi del 20-20-20 (ridurre del 20% le emissioni di CO2, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili e ridurre del 20% i consumi). Le amministrazioni cittadine, durante le tappe del Treno Verde, saranno dunque chiamate ad accogliere la sfida di lavorare alla sostenibilità ambientale: dall’energia all’efficienza energetica fino al corretto smaltimento dei rifiuti, trovando le giuste sinergie tra interessi pubblici e privati. Il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), che i singoli comuni redigeranno secondo le Linee Guida stilate dalla Commissione Europea, dovrà tener conto delle modalità con le quali, le amministrazioni, intendono ridurre le proprie emissioni di gas serra, includendo interventi nella sfera pubblica e privata.

“Il Patto dei Sindaci è uno strumento concreto per vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici partendo proprio dalla riqualificazione delle nostre città in chiave energetica – dichiara Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto -. La nostra associazione, già partner dal 2006 della campagna SEE (Sustainable Energy Europe) per lo sviluppo sostenibile coordinata a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente, ha aderito con forza all’appello lanciato attraverso il Patto dei Sindaci per puntare i riflettori su quei Comuni che hanno intrapreso azioni significative per ridurre le emissioni di CO2. Nello specifico, sul Treno Verde, saranno realizzate attività di educazione ambientale sulle tematiche del progetto Clima in Comune 2011, sui piani e le buone pratiche in campo energetico attuate dalle Amministrazioni locali. Il convoglio ambientalista  veicolerà e diffonderà il protagonismo degli enti locali rispetto a politiche ambientali che sappiano coinvolgere a tutti i livelli sia le aziende che i cittadini per la riduzione dei gas serra”.

Partendo oggi da Roma, il Treno Verde si dirigerà quindi a Siracusa, Reggio Calabria e Bari, risalendo poi la penisola attraverso Salerno, Pisa, Genova, Brescia, Vicenza e Rimini.

Per ogni tappa, il Treno Verde analizzerà la qualità dell’aria e i livelli di rumore attraverso le rilevazioni condotte dal Laboratorio mobile dell’Istituto sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), la società dell’infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato, mentre per il terzo anno consecutivo l’equipaggio del Treno Verde, con l’ausilio di attrezzature scientifiche fornite da Con.tec, effettuerà monitoraggi ulteriori sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone. Oltre al PM10, per ogni città visitata, saranno effettuate anche rilevazioni sulle concentrazioni in atmosfera di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

I risultati delle analisi saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà a bordo del treno a conclusione di ciascuna delle 9 tappe e il materiale sarà consultabile sul sito www.legambiente.it

Nelle varie tappe, durante le mattinate, il Treno Verde ospiterà le visite dei ragazzi delle scuole: la missione del percorso informativo a bordo del Treno Verde è quella di far conoscere il legame che esiste tra consumi, sprechi energetici, inquinamento e cambiamenti climatici. Il pomeriggio il Treno, invece, sarà aperto a tutti i visitatori.

Insieme progettiamo una città migliore” è lo slogan che unisce i tanti temi affrontati a bordo: inquinamento, mobilità sostenibile, mutamenti climatici, fonti rinnovabili e risparmio energetico. Problematiche spiegate nelle tre carrozze attraverso una mostra interattiva. La prima carrozza del Treno Verde sarà quindi dedicata alla mobilità sostenibile, in particolare al trasporto su ferro, e illustrerà, attraversi pannelli e installazioni multimediali, alcune buone pratiche introdotte a livello comunale e regionale per la decongestione delle strade dal traffico, per un’aria più sana e per garantire a tutti i cittadini il diritto alla mobilità sostenibile. Grazie a un percorso articolato che va dal “pensare globale” all’“agire locale”, i pannelli presenti nella seconda carrozza permetteranno a tutti i cittadini di toccare con mano le cause dei cambiamenti climatici e il funzionamento delle fonti di energia rinnovabile: dall’eolico all’idroelettrico passando per la biomassa, il fotovoltaico e l’idrogeno come vettore d’energia. La seconda carrozza dedicherà parte del percorso alle termografie, lo studio energetico degli edifici, presentando i dati sul fabbisogno e gli interventi che andrebbero fatti per risparmiare energia. Attraverso giochi interattivi e video esplicativi, verranno illustrate le principali fonti energetiche rinnovabili, soprattutto rispetto ad alcune applicazioni locali di successo. Il percorso si conclude con la terza carrozza dove i visitatori potranno interagire con una vera e propria casa ecologica che mostrerà buone pratiche, soluzioni salva clima e salva energia che ognuno può adottare per ridurre le emissioni di gas serra. La visita nella terza carrozza sarà anche l’occasione per informare i visitatori sulle nuove normative per la messa al bando dei sacchetti di plastica, voluta dal Ministero dell’Ambiente dal 1 gennaio 2011. Sul convoglio di Legambiente ci sarà spazio anche per gli incontri e le conferenze organizzate per affrontare a livello territoriale i problemi legati al traffico e all’emergenza smog e per spronare gli amministratori a trovare soluzioni concrete, efficaci e continuative in tema di mobilità sostenibile, risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento.

Non mancherà lo storico Trofeo Tartaruga, la particolare gara a cronometro tra diversi mezzi di trasporto, dedicata al tema della mobilità urbana che verrà effettuata in tutte le tappe del Treno Verde.

Il Treno Verde in sosta nelle stazioni sarà aperto dalle 8.30 alle 13.30 per le visite guidate delle scuole prenotate e dalle 16.00 alle 19.00 per tutti i cittadini. L’ingresso è gratuito.

Classifica delle città capoluogo di provincia in base ai superamenti del valore limite medio giornaliero del PM10

(limite di legge: 50 µg/m 3 – sono consentiti 35 superamenti l’anno)

Regione Città (Centralina) Giorni superamento Ultimo dato disponibile
Lombardia Milano (Senato) 56 07/02/2011
Piemonte Torino (Grassi) 54 28/02/2011
Lombardia Brescia (Villaggio Sereno) 51 07/03/2011
Lombardia Monza (V. Machiavelli) 51 07/03/2011
Lazio Frosinone (Scalo) 48 08/03/2011
Toscana Lucca (Viale Carducci) 48 08/03/2011
Piemonte Asti (Baussano) 47 01/03/2011
Lombardia Mantova (Tridolino) 45 08/03/2011
Veneto Verona (Borgo Milano) 44 08/03/2011
Piemonte Alessandria (D’annunzio) 43 03/03/2011
Lombardia Lecco (Amendola) 41 08/03/2011
Lombardia Varese (V. Copelli) 40 08/03/2011
Veneto Vicenza (Quartiere Italia) 40 08/03/2011
Lombardia Bergamo (Via Meucci) 39 08/03/2011
Piemonte Biella (Lamarmora) 39 08/03/2011
Veneto Padova (Mandria) 39 07/03/2011
Veneto Treviso (via Lancieri) 39 03/03/2011
Lombardia Cremona (Fatebenefratelli) 37 08/03/2011
Piemonte Novara (Verdi) 37 28/02/2011
Abruzzo Pescara (Via Sacco) 36 07/03/2011
Campania Napoli (Osservatorio Astronomico) 36 07/03/2011
Lombardia Como (Viale Cattaneo) 36 08/03/2011

Fonte: Legambiente su dati Arpa

LIBERTA’ DI INQUINARE?

lunedì, febbraio 7th, 2011

RIFIUTI; FERRANTE E DELLA SETA: SISTRI IN FUNZIONE A GIUGNO MA INTANTO LIBERTA’ DI INQUINARE?

“Il sistema informatico del Sistri, lo strumento fondamentale per la tracciabilità dei rifiuti, ancora non funziona, ma le vecchie sanzioni sono già state cancellate. Quindi non ci sono più gli strumenti di difesa per combattere i reati sul traffico dei rifiuti e nei prossimi mesi potrebbe esserci una sorta di far west in un ambito delicato e ad alta infiltrazione criminale qual è quello dello smaltimento dei rifiuti.”

Lo dichiarano i senatore del Pd Francesco Ferrante  e Roberto Della Seta.

“Il Sistri – continuano i senatori del Pd -  è stato ideato e introdotto perché attraverso le nuove tecnologie applicate sui mezzi che trasportano rifiuti industriali, speciali e pericolosi si potesse arginare il fenomeno delle ecomafie, che ha nello smaltimento e nello sversamento di rifiuti e liquami un business formidabile. Ma incredibilmente le sanzioni per chi circola senza i documenti previsti dalla vecchia normativa sono state eliminate, perché con l’ennesima proroga dell’entrata in vigore del sistema, spostato dal 31 dicembre 2010 al 31 maggio 2011, nulla è stato previsto in termini sanzionatori per le violazioni o i reati eventualmente commessi nel frattempo da tutti coloro i quali dovranno comunque continuare a tenere registri e formulari.”

Occorre dunque procedere a un riallineamento tra l’entrata in vigore della modifica dell’art. 258 del Dlgs 152/2006 e l’applicazione delle nuove sanzioni in materia di SISTRI, perché in caso contrario ci sarebbe una pericolosa situazione di  vuoto sanzionatorio, un’inammissibile favore alle ecomafie.

Avevamo già presentato un’interrogazione chidendo al governo di risolvere il problema, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Mi auguro – conclude Ferrante -  che l’emendamento che presenteremo al milleproroghe quando arriverà finalmente in Aula al Senato, che mantiene attivo il vecchio impianto delle sanzioni finché non entrerà in vigore il nuovo sistema di tracciabilità, sia approvato, perché in caso contrario si  lascerebbe agire indisturbata la criminalità organizzata, mettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica.”

Roma 4 febbraio 2011

Mal’Aria 2011

domenica, gennaio 30th, 2011


Scarsa la qualità dell’aria nelle nostre città. Un’emergenza sanitaria e ambientale che l’Italia continua ad affrontare in modo poco efficace.

In Italia non è stato finora affrontato in modo efficace il problema dell’inquinamento atmosferico. La Commissione Europea infliggerà al nostro Paese una multa salatissima che sarà ben superiore al risparmio previsto dai tagli del Governo rispetto alle politiche per il disinquinamento.

Denunce, proposte concrete e stili di vita più sostenibili sono la nostra risposta. Un impegno capillare, territorio per territorio, con tanti eventi e iniziative per difendere il diritto di respirare aria pulita.

Il nostro dossier conferma l’alto livello d’inquinamento e l’assenza di un piano nazionale d’intervento dossier Mal’aria di città 2011

Smog e salute. La guida giusta per non oltrepassare la soglia

Da domenica 30 gennaio sino al 30 marzo in edicola: “Come difendersi dallo smog” con il Corriere della Sera a € 3,99 Guida, a cui ha collaborato Legambiente, 100 domande e 100 risposte semplici e pratiche sull’inquinamento, le sue cause, gli effetti sulla salute e i rimedi possibili per non correre rischi.

Chiudete quella porta. Legambiente a caccia di negozi spreconi

Porte spalancate con i riscaldamenti accesi. Lo fanno tanti negozi per invogliare i clienti ad entrare nel periodo dei saldi. Uno spreco di energia clamoroso e inutile!  Le grandi marche fanno a gara per aggiudicarsi il titolo di negozi spreconi: Zara, Mondadori, Tezenis, Benetton, H&M, Promod, Disney per citare i più famosi, ma altri se ne aggiungono ogni giorno. Tutti campioni di spreco enrgetico con la porta abitualmente aperta!  Chi conosce un negozio sprecone può dare una mano all’ambiente inviando una fotografia a:viviconstile@legambiente.org.

Le foto dei negozi spreconi a Milano,  e nelle princpali città dell’Emlia Romagna

Per informazioni potete chiamare il numero 02-45475777 o scrivere a malaria@legambiente.org

Le precedenti edizioni di Mal’aria

Per i Circoli di Legambiente:adesione online

* La pubblicità di Mal’Aria è stata elaborata da Dario Di Matteo del Centro Studi Ilas di Napoli nell’ambito del Concorso Spot School

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LEGAMBIENTE L’analisi condotta su 38 città italiane con i dati del 2010
Un anno di tregua dalle polveri
Il capoluogo polesano è quello che ha avuto meno sforamenti dei limiti in Veneto

Sabato 29 Gennaio 2011,
A Rovigo si sta meglio che nel resto del Veneto, o forse meno peggio in quanto a smog.
L’analisi di Legambiente regionale evidenzia che nel corso del 2010 Rovigo ha sforato per 67 volte il limite dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, ma risulta la meno asfissiata della regione visto che al primo posto c’è Padova a quota 97 sforamenti, poi Vicenza con 87, Treviso con 84, Venezia (ossia soprattutto Mestre) con 71 e Verona con 70. Guardando alla classifica italiana, sulle 38 città prese in esame dall’associazione ecologista, il capoluogo polesano si colloca esattamente a metà, al 19. posto, che non è, però, lusinghiero.
Non è che improvvisamente i rodigini abbiano deciso di lasciare l’auto in garage per prendere i bus o che sia stato usato di meno il riscaldamento. Un dato da non dimenticare è che le condizioni climatiche della fine del 2010 hanno consentito un minor accumulo di inquinanti e in particolar modo delle polveri, tanto che in controtendenza rispetto al passato, spesso e volentieri la centralina di rilevamento dell’Arpav ha palesato concentrazioni di Pm10 molto al di sotto della soglia di allarme. Lo stesso è accaduto in questo gennaio, nel quale solo negli ultimi giorni si è assistito, proprio per differenti condizioni meteo, a un aumento dei valori registrati dall’Arpav stessa, arrivando l’altro giorno a quota 90 microgrammi come da tempo non accadeva.
A conferma di quanto detto, la scheda parziale preparata da Legambientelimitatamente a questo primo mese dell’anno, segnala che a tutto mercoledì, in 26 giorni, Rovigo ha avuto dieci sforamenti, che non sono pochi, ma assai di meno rispetto a quanto si era tristemente abituati. Meglio ha fatto solo Belluno, che peraltro non è in pianura, con 4 superamenti del limite, mentre Verona è sempre la città peggiore con 17, Treviso 15, Padova e Vicenza 14, e Venezia 13.
«Per curare la malattia cronica della cattiva qualità dell’aria – afferma Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente – non bastano interventi spot come le giornata nazionale della bicicletta, ma servono interventi più ampi e strutturali, dal contrasto all’auto privata al rilancio del trasporto pubblico. Come richiede anche l’Ue, è necessaria una legge quadro sulla mobilità».


Fango rosso, Danubio a rischio

giovedì, ottobre 7th, 2010

Fango rosso, Danubio a rischio

La fuoriuscita di allumina in Ungheria
La autorità ungheresi danno informazioni contrastanti sulla contaminazione del fiume. Il portavoce della protezione civile smentisce un dirigente del servizio delle acque ma poi ammete che il fiume è stato raggiunto dal fango tossico. «Ma fauna e flora non subiranno gravi danni»

La autorità ungheresi danno informazioni contrastanti sulla contaminazione del fiume blu. Secondo un responsabile del servizio di controllo delle acque, la marea di fanghi tossici rossi fuoriusciti da un bacino di decantazione di residuati della lavorazione dell’alluminio ha raggiunto il Danubio, minacciando l’ecosistema del fiume.

Secondo il dirigente del Servizio acque, i prelievi effettuati alla confluenza del fiume Raab con il Danubio mostrano un tasso alcalino superiore al normale. Secondo la sua stima, la fanghiglia alcalina inquinante, fuoriuscita dall’impianto di Ajka, 160 chilometri a ovest di Budapest, è entrata nel grande fiume alle 06:30 locali (le 05:30 italiane) a Gyor. Il tasso di alcalinità alla confluenza nel Danubio, ha spiegato la fonte, è arrivata a circa il 9% (il tasso normale arriva all’8%). Il disastro, senza precedenti in Ungheria, ha già causato quattro morti (fra cui una bambina di 14 mesi) e tre dispersi, oltre 120 feriti.

Diversa la versione del portavoce della protezione civile ungherese, Tibor dobson, che ha contraddetto quanto affermato poco prima dal dirigente del servizio delle acque. I fanghi tossici avrebbero raggiunto il fiume Raba ma non ancora il Danubio. Dobson ha poi chiarito che il fango ha raggiunto stamane alle 6.30 il Danubio all’altezza di Gyoer, ma il valore del ph registrato non risulta allarmante per l’ambiente, precisando che il valore è del 9,3, notevolmente più diluito rispetto allo stato iniziale (13), ma che non rappresenta una minaccia per l’ecosistema. “Grazie all’opera di neutralizzazione con gesso e acidi, il liquido alcalino ha perso la sua corrisività” nei fiumi Marcali e Raba, affluenti del Danubio, così che “la flora e la fauna del Danubio non subiranno gravi danni”, ha sottolineato.

07 ottobre 2010Ungheria Fanghi Allumina

Caldo torrido, in città è allarme ozono

giovedì, luglio 15th, 2010

Comunicato stampa

Caldo torrido, in città è allarme ozono

Superati i limiti di legge in 39 capoluoghi

Legambiente  e www.lamiaaria.it monitorano l’inquinamento in città

con la campagna “Ozono ti tengo d’occhio”

Il caldo torrido ha reso anche quest’anno l’aria irrespirabile soprattutto in città dove puntuale è tornato l’allarme ozono. Delle 81 città monitorate da Legambiente e dal portale www.lamiaaria.it quasi la metà (39) ha superato almeno una volta la cosiddetta “soglia di informazione”, ovvero una media oraria di livelli di concentrazione di ozono superiori a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive, che obbliga le amministrazioni locali ad avvisare la popolazione sui possibili rischi per la salute. Tra queste metropoli come Roma e Milano, grandi e medie città come Padova, Venezia, Firenze e Pescara. E sono già 10 su 52 i capoluoghi che, ad oggi, hanno oltrepassato il limite annuale di 25 giorni di superamento giornaliero di ozono, stabilito per la protezione della salute umana dalla nuova normativa.

A tenere alta la guardia sull’inquinamento atmosferico anche in estate è la campagna “Ozono ti tengo d’occhio” che Legambiente realizza insieme al portale www.lamiaaria.it per informare e monitorare i livelli di questo gas nelle città italiane.

Il primato dell’aria malsana spetta ancora una volta a Novara con 59 giorni di ozono off-limits, seguita da Genova (42), Alessandria, Vercelli (40), Matera (36), Asti, Udine (33), Parma (27), Cuneo, La Spezia (25). La classifica, stilata a partire dal 1 gennaio 2010, si basa sul numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, calcolato su una media di otto ore, da non superare per più di 25 giorni l’anno, secondo il valore obiettivo che la normativa europea fissa per il 2010.

L’ozono è un inquinante secondario prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare, che può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare. Proprio per questo le amministrazioni locali sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i limiti della cosiddetta “soglia di informazione” un fenomeno che avviene per lo più in estate quando le temperature innescano una serie di reazioni chimiche responsabili della formazione del gas.

Poiché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree verdi urbane ed extraurbane e in alta montagna (il cosiddetto Paradosso del giardino).

“L’aumento repentino dei livelli di ozono che si registra in città non appena le temperature s’impennano, è diventato una costante di ogni estate che non può assolutamente lasciare indifferenti le amministrazioni locali – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente –. Il pericolo per la salute è reale e per questo la normativa è diventata più severa. Il problema dell’ozono – ha proseguito Ciafani – è strettamente connesso a quello dello smog, ormai cronico per moltissime delle nostre città, per questo servono politiche di contrasto serie da parte di chi governa e azioni strutturali sulla mobilità urbana che promuovano modalità di trasporto sostenibili e scoraggino l’uso del mezzo privato in favore di  quello pubblico”.

Per vincere la sfida dell’inquinamento atmosferico secondo Legambiente e LaMiaAria è necessario che l’attenzione su questo problema rimanga alta durante tutto l’anno e non solo nei periodi più critici.

“L’ozono è un inquinante che non ha l’attenzione che merita;” dice Chiara Metallo, direttore tecnico de LaMiaAria, “invece si tratta di una sostanza che può arrecare diversi disturbi alle persone con problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite cronica), ai bambini e agli anziani. Inoltre può formarsi anche in aree non inquinate direttamente dall’uomo, durante il trasporto delle masse d’aria che provengono dalle città o dalle aree industriali.”

www.lamiaaria.it è il portale che da più di un anno offre le previsioni della qualità dell’aria per tutti gli 8100 comuni italiani con i consigli su come comportarsi in presenza di inquinamento dell’aria. L’obiettivo de LaMiaAria è far sì che tutti i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile sulla qualità dell’aria che respiriamo. Lamiaaria.it è uno strumento al servizio delle famiglie, delle mamme dubbiose se portare a spasso i propri bimbi nei parchi e nelle strade delle città, dei cittadini delle grandi aree metropolitane come delle piccole comunità territoriali, delle quali troppo spesso non si parla ma che purtroppo non sempre sono esenti da problemi di inquinamento dell’aria.

L’ufficio stampa Legambiente (347.4166793-06.862683-53-99-76)

Segue classifica e scheda Ozono

(per la classifica completa e aggiornata consultare il sito www.lamiaaria.it)

Citta Superamenti del limite di 120 µg/m3 (calcolato come media su 8 ore – da non superare più di 25 volte in un anno) Superamenti del limite orario della soglia di informazione di 180 µg/m3 aggiornamento del dato classifica
Novara 59 2 11/07/2010 01
Genova 42 0 09/07/2010 02
Alessandria 40 8 11/07/2010 03
Vercelli 40 0 11/07/2010 03
Matera 36 0 09/07/2010 05
Asti 33 4 11/07/2010 06
Udine 33 3 08/07/2010 06
Parma 27 3 11/07/2010 08
Cuneo 25 1 11/07/2010 09
La Spezia 25 1 10/07/2010 09

Fonte: Legambiente e www.lamiaaria.it

La classifica tiene conto del numero di superamenti dei livelli di legge di ozono nei principali capoluoghi italiani, consultando i dati di Comuni, Province, Regioni o Arpa. Si è scelto come riferimento la centralina “peggiore” di ogni città, ovvero quella che registra i livelli più elevati di ozono.

I dati si riferiscono a due parametri:

– giorni superamento limite salute umana: numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, che entrerà in vigore, secondo la direttiva europea 2008/50/CE,  dal 2010, calcolato come media su otto ore, da non superare per più di 25 giorni in un anno, calcolato a partire dal 1 gennaio 2010;

– superamenti della soglia di informazione: numero di superamenti del valore di concentrazione di 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive, oltre il quale scatta l’obbligo di informazione alla cittadinanza per le categorie sensibili secondo la normativa vigente, dato raccolto a partire dal 1 aprile 2010;

Ozono, descrizione e consigli degli esperti

Questo gas è un inquinante secondario che si forma quando gli inquinanti prodotti dai motori dei veicoli e dalle industrie (i cosiddetti precursori-ossidi di azoto e idrocarburi) interagiscono con i raggi solari ultravioletti. Questa reazione è influenzata da variabili meteorologiche come l’intensità delle radiazioni solari, la temperatura, la direzione e la velocità del vento. Infatti i livelli di ozono tendono ad aumentare quando non c’è vento, il sole splende e la temperatura è elevata.

Quali sintomi provoca l’ozono

L’esposizione a elevati livelli di ozono può provocare irritazione agli occhi, gola e polmoni. Durante le ondate di calore inoltre, agli effetti dell’ozono si aggiungono anche quelli dovuti direttamente al disagio termico, soprattutto a carico degli anziani residenti nei centri urbani di maggiori dimensioni, ove è presente l’effetto “isola di calore”.

Chi è più sensibile all’ozono

Chi è affetto da malattie cardiovascolari o polmonari può essere molto sensibile all’esposizione all’ozono e manifestare sintomi prima degli altri. L’esercizio fisico inoltre, può aggravare i sintomi in quanto l’aumento del ritmo e della profondità della respirazione determina una maggiore inalazione di ozono. I bambini sono il gruppo a maggior rischio perché trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. Inoltre, a causa della maggior frequenza di atti respiratori, inalano quantità maggiori di ozono.

Che cosa posso fare per proteggermi

Per minimizzare i disagi bisogna ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata e cercare di svolgere i lavori pesanti e le attività sportive nelle stesse ore. I soggetti particolarmente a rischio (anziani, bambini e persone con malattie cardiache e respiratorie) dovrebbero trascorrere le ore più calde della giornata all’interno delle abitazioni e lontano dalle aree verdi.

E’ consigliata poi un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti quali: Vitamina C (pomodori, peperoni rossi e verdi, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglie verdi, agrumi, fragole, meloni), Vitamina E (fegato, uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, farina di grano tenero, olio di oliva, di arachidi, di germe di grano, di fegato di merluzzo) e Selenio (pollo, rognone, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, noci del Brasile, lievito di birra, germe di grano).

Pm10, ogni anno 6.000 morti

venerdì, giugno 25th, 2010

Pm10, ogni anno 6.000 morti
nelle 15 città più popolose

Legambiente contro lo smog a Roma
L’istituto bolognese di ricerca ha calcolato, solo nelle 15 maggiori città, 5.876 decessi all’anno prodotti da elevate concentrazioni di polveri sottili. A causa delle quali a Roma, Milano e Bologna nel 2007 si è speso oltre 6,4 milioni di euro per spese sanitarie

Link Il documento di Nomisma

Le elevate concentrazioni di Pm10 (le polveri sottili) in atmosfera sono responsabili di 5.876 decessi all’anno. Il dato quanto emerge da una ricerca di Nomisma, presentata in occasione del convegno Vert dedicato al trasporto sostenibile. Il rapporto riporta i dati sui valori medi di concentrazione di polveri sottili nel triennio 2006-2008 delle prime 15 città italiane per popolazione da cui si desume che, oltre a Roma (40,4 microgrammi per metro cubo), le performance peggiori sono concentrate nelle città del Nord e in particolare nell’area della Pianura Padana, come Milano (49,2), Torino (56,5), Bologna (41,3), Verona (47), Padova (46,7).

Questa situazione, sottolinea Nomisma, determina gravi patologie sanitarie che, nelle 15 città italiane più popolate fa stimare all’istituto bolognese di ricerca 5.876 decessi all’anno prodotti da elevate concentrazioni di Pm10. Di questi decessi, “534 sono riferibili ai tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni”, mentre “se si considerano gli effetti acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio” il numero sale a 953. La città dove le presunte morti da eccessivo inquinamento dell’aria sono maggiori è Roma (1.508), seguita da Milano (906) e Torino (813). In coda a questa ‘classifica’ delle vittime da polveri sottili ci sono Bari (130 morti), Messina (124), Catania (110).
Gli elevati valori di polveri sottili, causa principale dell’inquinamento dell’aria delle nostre città, non rappresentano solo un danno per la salute, ma anche per le casse dello Stato e di questo “bisogna tenere conto quando si adottano specifiche misure rivolte al contenimento delle emissioni in ambito urbano”. Dalla ricerca di Nomisma emerge, tra l’altro, che a Roma, Milano e Bologna si è speso un totale di oltre 6,4 milioni di euro l’anno per ricoveri relativi a patologie respiratorie e cardiocircolatorie attribuibili all’inquinamento da polveri sottili.
In particolare a Roma le spese ammontano a 3,8 milioni, a Milano 1,8, a Bologna 677 mila euro. Questa cifra, presa complessivamente, è comprensiva del “decremento delle retribuzioni contrattuali di competenza in base al numero dei ricoveri attribuibili al PM10″, dei costi relative a terapie adottate in contesti extra-ospedalieri (spese per farmaci, riabilitazioni). Calcolando solo i costi dei ricoveri ospedalieri, sottolinea Nomisma, la spesa scende a poco più di 5,3 milioni di euro. «Dovendo ipotizzare degli interventi mirati - afferma la società di studi economici – si dovrebbe agire prioritariamente su autobus e veicoli commerciali, valutando attentamente l’impatto sull’abbattimento del Pm10 dei filtri retrofit chiusi».(Ansa)

24 giugno 2010Polveri sottili Smog Pm10