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Operazione Po 2010

lunedì, novembre 1st, 2010

Operazione Po 2010

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29/10/2010
operazionepo.gifLa campagna nazionale per la valutazione ambientale del Po e la promozione della sostenibilità lungo le rive del fiume più importante d’Italia.

Il Po è il più importante e sfruttato fiume d’Italia ma su di esso non è mai stata realizzata una politica unitaria e convincente, a scala di bacino idrografico, sulla gestione dell’assetto idrogeologico: si è così assistito alla proliferazione di enti ed istituzioni anche locali che con scarsi risultati cercano di far fronte alle piene e ai momenti di scarsa portata.

L’opuscolo della campagna
Comunicato stampa Al via operazione Po
Comunicato stampa L’Ecosistema deltizio messo in pericolo dal fiume e dal mare
Il gruppo di protezione civile di Legambiente Veneto contro l’inquinamento delle coste

Con questa campagna Legambiente pone al centro della sua azione la tutela e la salvaguardia del fiume Po, attraverso un’iniziativa simbolica ma importante per richiamare l’attenzione verso il principale corso d’acqua italiano, ormai avvezzo alla cronaca purtroppo solo durante le piene o nei periodi di crisi idrica. Operazione Po ha come obiettivo l’avvio di misure concrete che affrontino decisamente i problemi del grande fiume a partire dall’avvio delle azioni necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualità delle sue acque, nonché la valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche.

Le proposte di Legambiente per il futuro del Po

La tutela del territorio
Occorre applicare nelle aree di pertinenza fluviale misure rigorose per l’uso corretto del suolo in modo da prevenire l’edificazione in aree a rischio e preservare le aree utilizzabili per la laminazione delle acque.

Vigilanza
Deve essere coordinata ed intensificata, contro ogni forma di abusivismo (furti di sabbia e ghiaia, scarichi civili, industriali e zootecnici) che comporti un deterioramento dell’ambiente Fluviale

Agricoltura
Occorre attuare subito interventi di miglioramento dell’uso agricolo dei suoli che tengano conto delle esigenze del fiume. Come la forestazione degli ambiti fluviali, la promozione di buone pratiche per il risparmio idrico in agricoltura o il riutilizzo irriguo delle acque di scarico depurate.

Natura
Parchi, riserve naturali, siti di interesse comunitario… La conservazione e il ripristino di ambienti naturali sono le azioni più adeguate per le aree di pertinenza fluviale soggette a rischio alluvionale. Un’azione complessiva a livello di bacino permetterebbe di costruire la ‘rete’ dei parchi del bacino del po!

Navigazione
Il po e alcuni suoi affluenti si prestano alla navigazione turistica, mentre per il trasporto delle merci è più pronto, economico, ecologico, semplice e veloce usare il treno. Per questo diciamo no ad interventi per la navigabilità commerciale e alla cementificazione del grande fiume.

Difesa dalle acque
Occorre coordinare la gestione del bacino idrografico, per evitare la realizzazione di opere idrauliche che compromettano la sicurezza a valle, escluda prelievi di inerti dall’alveo, assicuri la cura dei manufatti, tuteli le aree di esondazione, assicuri la gestione delle porzioni montane del bacino, rimuova le artificializzazioni inutili o dannose.

Inquinamento
La qualità delle acque del po continua ad essere critica, soprattutto nella parte bassa del suo corso. Occorre un maggiore sforzo per migliorare i sistemi di depurazione degli scarichi Industriali e civili, ed un particolare impegno per affrontare il problema dei reflui zootecnici.

Deflussi idrici
Va assicurata la necessaria divagazione dell’alveo, anche per invasare e conservare la risorsa idrica in modo naturale, assicurare la depurazione delle acque ed evitare prelievi idrici che sottraggano al fiume e ai suoi affluenti la quantità di acqua indispensabile ad assicurare la vitalità dei tratti idrici a valle.

Turismo
Il po e i suoi affluenti offrono straordinarie opportunità per un turismo attento ai valori del territorio, alla sua identità e tradizione. La navigazione fluviale e la mobilità su bici nel bacino padano vanno promosse anche con una migliore organizzazione dei percorsi e dei servizi per consentire un turismo leggero in armonia con la natura e la cultura del fiume.

Partecipazione
L’attenzione nei confronti del po è cresciuta. Per una maggiore efficacia e per conseguire una autentica attuazione della direttiva europea sulle acque occorre una maggior diffusione di dati, progetti, iniziative, una effettiva consultazione delle parti sociali, la previsione di forme di partenariato.

Per informazioni:

www.legambienteonline.it

operazionepo@legambienteonline.it

Segui il blog  http://operazionepo.splinder.com/

Po, allarme regimentazione

domenica, novembre 15th, 2009
TAGLIO DI PO È stato lanciato da Paolo Bordin (Camera di commercio)
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«Navigabilità e centrali idroelettriche metteranno a rischio il livello»

Domenica 15 Novembre 2009,
L’acqua del Po verrà regimentata.
      La clamorosa notizia è stata fornita nel corso del convegno «Delta del Po: quali opportunità per la nostra terra? aspetti economici e innovativi dell’agricoltura» da parte di Paolo Bordin, responsabile dell’area affari commeciali della Camera di Commercio. L’iniziativa è stata organizzata dall’assessore comunale all’agricoltura Lorena Tasso.
      Bordin ha riferito che «praticamente si vuole agire per la realizzazione di un equo livello di navigabilità del fiume e per dare acqua a ben quattro centrali per produrre energia elettrica. Per approfondire la questione ci siamo mossi come Camera di commercio e con l’Aipo, presenti anche diversi amministratori comunali, abbiamo già fatto un incontro a Rovigo dove abbiamo deciso di costituire due gruppi di lavoro: uno tra i comuni e uno di tecnici chiamando a far parte anche il direttore del Consorzio Delta Po, Lino Tosini».
      L’assessore Tasso ha sottolineato che lo scopo dell’incontro è di «raccogliere voci dal territorio per inviarle poi ai nostri rappresentanti regionali e nazionali. Siamo per uno sviluppo eco-compatibile del territorio che significa cibarsi con prodotti locali, valorizzare le nostre tipicità, promuovere il prodotto-territorio, avvicinare il mondo della ricerca e sperimentazione al mondo rurale ed effettuare giornate ecologiche insegnando ai bimbi a mangiar bene».
      Paolo Astolfi ha portato il saluto della Confagricoltura chiedendo, tra l’altro, la riduzioone dell’Ici sui terreni e il consumo dei prodotti locali sulle mense scolastiche. Paolo Greggio della Coldiretti si è soffermato sulle campagne promozionali dei prodotti agricoli locali. Giampaolo Oliviero dell’azienda «Buonumore», ha trattato il tema: «Come fare impresa nel mondo agricolo. Franco Tosini di Veneto Agricoltura, ha illustrato l’innovazione di processo e di prodotto nel settore ortofloricolo presso “Po di Tramontana”. Andrea Salvagnini di Studio terra ha parlato sul «sistema di mercato» soffermandosi sui due mercati ortofrutticoli di Lusia e Rosolina. Ha concluso Michele Colla parlando del progetto «Officinali Delta» presso Corte Guazzo di Adria con i due laboratori: cosmetico e alimentare-integratore, dotati di autorizzazione ministeriale.

il gazettino di rovigo      

Peggiora l’inqunamento del fiume Po

lunedì, giugno 29th, 2009

Dall’ articolo di Franco Pavan pubblicato sul Gazzettino di oggi.
«Il federalismo ambientale è un controsenso. Per salvare una risorsa come il bacino del Po serve una gestione a sistema, partecipata e collegiale». Questo è quanto afferma il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.
Ieri era a Rovigo al Museo dei grandi fiumi (originariamente la conferenza stampa doveva svolgersi ad Adria, poi per ragioni ancora inconprensibili, i vertici della associazione hanno optato per il capoluogo polesano) per il debutto dal Polesine dell’ Operazione Po 2009, la campagna nazionale di Legambiente per la valutazione ambientale del maggiore fiume italiano di cui vuole promuoverne la valorizzazione dentro i binari della reale sostenibilità ambientale.
Sono 2.423 i Comuni del bacino idrografico dell’Eridano, tutti o quasi a rischio idrogeologico anche alto. In più ci sono insidie vecchie e nuove che lo bersagliano, dall’andamento climatico che polarizza i fenomeni alla qualità delle sue acque, dalla cementificazione che gli sta intorno alle estrazioni eccessive se non abusive. Sono una decina le soluzioni che propone Legambiente sintetizzate attraverso la fotografia che ne hanno fatto lo stesso Cogliati Dezza e il presidente regionale Michele Bertucco. «Il Po è una grande risorsa fragile – ha esordito il primo – Ricco di elementi culturali da conservare ma anche di fattori produttivi e di sviluppo economico presenti nel suo bacino. Forse la vera sfida sarà cominciare a far entrare il Po in Europa. Ragionare in termini localistici è davvero fuoriluogo».
Legambiente ha messo l’accento sugli ormai rapidi cambiamenti climatici con fenomeni spesso imprevedibili che si trasformano in un costo per il Paese. E poi ci sono i rischi ambientali. Alcuni noti altri sottovalutati. «Nell’area di immissione della Dora baltea esiste il più grande sito di stoccaggio di scorie nucleari – ha spiegato Cogliati Dezza -. Ed è una zona allagabile da un’eventuale esondazione».
Insomma, dai casi singoli ai rischi idrogeologici diffusi, la spina dorsale liquida della Pianura padana potrebbe trasformarsi in bomba ambientale. Anche perché si fa molto poco per rispettarla. «Le grandi escavazioni continuano – hanno sottolineato i vertici di Legambiente – e la qualità delle sue acque non migliora. Delle 14 stazioni da noi attivate, solo tre hanno misurato risultati qualitativamente accettabili, tutte nel tratto iniziale del fiume. In dieci casi il risultato è stato decisamente scadente. Colpa dell’enorme quantità di rifiuti zoo e agrotecnici che vi finiscono dentro. È come se il Po – ha detto Cogliati Dezza – sopportasse una pressione antropica di 114 milioni di individui».
Nel mirino di Legambiente anche la cementificazione e il consumo del suolo. «Il Piano casa in arrivo – è stato detto – conferma che non esiste alcun freno a questa tendenza». Come intervenire allora? Legambiente boccia interventi puntiformi suggerendo una gestione a sistema dell’intero bacino, e propone lo sfruttamento delle risorse idriche derivanti dalle precipitazioni con bacini di raccolta e contenimento.