Archive for the ‘curiosità’ Category

m’illumino di meno, legamiente aderisce

venerdì, febbraio 6th, 2009

M’ILLUMINO DI MENO 2009Giornata del Risparmio Energetico>> IL DECALOGO DI CATERPILLAR
Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2008 dalle ore 18. Nelle precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania. Molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all’estero: un passaparola virtuoso che, anche tramite il coinvolgimento delle ambasciate, ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell’edizione 2008, per il 2009 vorremmo dar spazio non solo alle istituzioni ma soprattutto ai cittadini d’Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine. La campagna di M’illumino di meno 2009 inizierà il 7 gennaio e si protrarrà fino al 13 febbraio, dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi. Sul sito internet del programma http://www.caterueb.rai.it/, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte.
La redazione di Caterpillar

Magneto-turbo

giovedì, gennaio 15th, 2009

L’eolico galleggia sul magneteSi chiama MagLev Wind Turbine, e promette di rivoluzionare il settore dell’energia eolica.17-12-2008 – Fonte: Punto Informatico.it
L’eolico galleggia sul magnete

Si chiama MagLev Wind Turbine, e promette di rivoluzionare il settore dell’energia eolica.
Una megaturbina che per funzionare sfrutta la levitazione magnetica, proprio come i treni superveloci giapponesi, ed è in grado di produrre fino ad 1 gigawatt di potenza: per fare lo stesso con i dispositivi tradizionali ci vorrebbero oltre 60 eliche. Una rivoluzione.
Ma i vantaggi dell’eolico magnetico non si esauriscono qui: la turbina è in grado di funzionare già con brezze leggere di soli 1,5 metri al secondo, ed è in grado di resistere anche a regimi più sostenuti da 40 metri al secondo (oltre 140 chilometri all’ora). Inoltre, l’assenza di parti meccaniche in movimento elimina l’attrito: solo l’1 per cento della forza del vento viene dispersa per muovere le pale, mentre il restante 99 per cento può essere convertito in energia pulita.
Le pale magnetiche sono anche economiche: costruirne una può costare fino al 75% in meno rispetto all’equivalente tradizionale, senza contare che mancando i complessi meccanismi che consentono al rotore di allinearsi con la direzione del vento viene anche considerevolmente ridotta la difficoltà di progettarle e realizzarle. E la manutenzione, che ha un costo, è di gran lunga inferiore: un apparato eolico-magnetico secondo i suoi progettisti potrebbe funzionare per 500 anni con un minimo di controlli periodici.
La nuova turbina è ancora un concept, è stata presentata all’inizio dell’estate in Cina al Wind Power Asia 2007, ma è destinata a diventare presto realtà: costruttori cinesi e statunitensi sono al lavoro per realizzare quanto prima esemplari funzionanti, con potenze comprese tra 400 e 5.000 watt cadauna, tanto per cominciare. A regime, produrre un kilowatt di elettricità potrebbe costare appena 0,7 centesimi di euro.
Luca Annunziata
http://punto-informatico.it/

"segnale positivo per recuperare la fiducia dei cittadini"

lunedì, gennaio 12th, 2009

Legambiente:
“E’ positivo che il Ministro dell’Ambiente si schieri in favore degli incentivi per gli interventi di risparmio energetico in edilizia. L’abolizione della misura che prevede detrazioni fiscali del 55% sugli interventi di efficienza energetica ha già causato troppi danni: il solo annuncio, ha stimato l’Unione nazionale dei costruttori di serramenti e leghe, avrebbe già prodotto un danno potenziale di 600 milioni di euro per l’intero comparto edilizio e di 216 milioni per quello dei serramenti. Ci auguriamo dunque che l’atteggiamento assunto dal Ministro possa pesare favorevolmente per una rapida reintroduzione del provvedimento”.
Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, in una nota commenta le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in favore del ripristino della norma che prevede detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica, rilasciate nel corso della trasmissione radiofonica “Faccia a faccia”di RadioTre.
“Su questa partita – continua il presidente di Legambiente – è in gioco la fiducia dei cittadini e da questa dipende fortemente la capacità del Paese di affrontare la sfida energetica e anche quella climatica. E’ noto da tempo – conclude Cogliati Dezza – che il settore edilizio è uno tra i più energivori e convincere gli italiani a fare interventi per abitazioni dove si consuma meno energia e si vive meglio, è senza dubbio la strada da percorrere”.

L’ufficio stampa Legambiente

10 buone notizie nel Comune di Adria per l’ambiente

martedì, dicembre 23rd, 2008

Per dare un senso di ottimismo nel futuro, non solo le brutte notizie sono importanti, forse ancora di più sono i segnali di cambiamento che lasciano speranze.
Tutto questo è frutto di una nuova cultura ecologica che mette in primo piano le persone e il territorio, un nuovo stile di vita basato sul rispetto.
Molte altre buone notizie si potevano elencare, ma ne abbiamo prese solo 10 per dimostrare che il processo di riqualificazione del territorio è possibile.

2008, Ambiente,10 buone notizie.

1)Restauro della torre dell’orologio in Piazza Castello.
2)Cà Emo, nuova alberatura.
3)3 impianti fotovoltaici in edifici pubblici, finanziamento provinciale.
4)Siamo partiti con il porta a porta, siamo ai record.
5)Riparte il progetto del Parco del Po.
6)Vietati i prodotti chimici che stavano sterminando le api e molti altri insetti.
7)Nasce l’associazione Banca del Tempo.
8)Ampliamento del Corso, della zona pedonale.
9)Consorzio di Bonifica, progetto di nuova piantumazione arborea, zona Amolara.
10)Consorzio di Bonifica: nuovo progetto pista ciclabile sull’argine del Collettore Padano.

UN ESEMBIO DI BIOEDILIZIA

martedì, dicembre 2nd, 2008

Il vecchio casone, ne sono rimasti solo 4 esempi in Saccisica.

Da, Magico Veneto:
Dalle dimensioni ‘lillipuziane’ (per le nostre moderne e sprecone esigenze), alle pietre crude (argilla seccata al sole), alle malte di terra e sterco impastati con paglia e calce viva, a quel capolavoro del tetto fatto di paglia o di canne palustri. Per la sua costruzione si chiamava una persona specializzata: il casonaro. Un tetto così costruito poteva durare dagli 80 ai 100 anni… salvo i non rari incidenti col fuoco.Le aperture permettevano un ricambio d’aria nella teza o tieda (sottotetto) dove si conservava il fieno per la vacca (o al massimo alcune vacche) in stalla, magazzino indispensabile alla sopravvivenza. In molti casi vi era un portico rivolto a sud, non solo luogo di servizio per la stalla, ma soprattutto area di lavoro al riparo dal sole cocente d’estate e al riparo dal freddo d’inverno. La stalla una ‘centrale termica’ dove ci si radunava nei lunghi e freddi filò invernali. Sotto il portico si tenevano anche i pulcini in gabbia, il maiale si teneva in una piccola capanna separata, così come el punaro (pollaio) spesso un’impalcatura su di un albero.Le poche aperture a finestra della parte in muratura sempre piccolissime (per non disperdere il calore). Il pavimento in terra battuta e, nei casi più ricchi, in pietre.La cucina è invenzione più moderna, si diffuse nel sei/settecento, prima non vi era un vero e proprio ambiente dove cucinare e quasi sempre si mangiava in stalla. Anche fino alla metà dell’ottocento nelle cucine non esisteva un camino ed il fumo usciva per una apposita apertura sopra la porta o una finestra. Il fogolare (caminetto) era cosa da ricchi, si diffuse perciò la cucina economica una stufa con la grande piastra in ghisa per cucinare, parsimoniosa nel consumo di legna.Gli arredi, gli attrezzi da lavoro, il vestiario, tutto fatto artigianalmente in famiglia, a cominciare dallo stramaso (materasso) del pajon imbottito a scartozi (foglie secche delle pannocchie di mais).D’inverno a letto ci si riscaldava con la munega col scaldin de bronse, uno scaldino con le braci protetto da una struttura per sostenere le coperte che veniva tolto nel momento di coricarsi. E …chi non ha provato una simile esperienza non può immaginare quell’incredibile sensazione…

martedì, novembre 25th, 2008

Il canneto nei corsi d’acqua.

Vediamo sempre più spesso gli argini dei fiumi e dei fossati spogliati delle naturali piante e canneti per l’intervento dell’uomo.
La tendenza a eliminare ogni pianta è un fenomeno sempre più frequente e costoso che crea un serio problema di desertificazione e di mancanza di depurazione delle acque.
Infatti negli ultimi anni le acque sono sempre più torbide, scure e prive di vita, talmente sono alti i livelli di nitrati, fosforo e altri inquinanti.
Per una parziale depurazione delle acque è necessario il canneto, una sola pianticella depura molte decine di litri di acqua al giorno, fino al 70% dalle materie inquinanti.
Con le varie bonifiche condotte in diverse epoche (Romani, Benedettini, Repubblica Veneziana e l’epoca del Fascismo) i fiumi del delta si sono ridotti a dei condotti d’acqua senza più una regolare depurazione naturale delle acque.
Questa mancanza comporta gravi danni a tutti i livelli, specie per il turismo di qualità e l’agricoltura, ma l’allarme più evidente è nella desertificazione delle specie animali e vegetali.
Non bisogna identificare un argine di fiume, consolidato dal canneto, un posto malsano e pieno di bestie nocive: ciò non è vero perché tutto in natura ha una funzione molto importante e utile anche all’uomo, oltre che alle altre specie.
Naturalmente il concetto non è valido per le specie che non sono autoctone.
Per questo molti consorzi del Veneto fra cui quelli di Rovigo stanno sperimentando la fitodepurazione, cioè la naturale depurazione delle acque attraverso il canneto palustre che ha sempre svolto ottimamente questa funzione.
Molto spesso le persone che abitano nelle vicinanze dei fiumi si lamentano e invocano tagli più frequenti dei canneti da parte dei consorzi di bonifica, ma questo è un grosso danno per tutti. Ricordiamo che nei primi anni ‘70 le acque dei fiumi della pianura Padana erano ancora limpide e si poteva fare il bagno ovunque.
Poi, già nel 1976, era impossibile vedere il fondo del fiume e questo si è verificato per la falciatura degli argini e per le sostanze inquinanti usate in agricoltura e nell’industria.
Anche per le poche oasi verdi esistenti e per alcuni fossati vicini ad insediamenti umani si invocano tagli degli arbusti e dell’erba, per paura di qualche biscia, rospo o piccoli roditori di campagna.
Con questo uso indiscriminato dei tagli si desertifica il territorio, rendendo impossibile la vita di tutti quegli animaletti autoctoni che ci hanno permesso la biodiversità fino ad oggi.
Invece chi ha la fortuna di abitare vicino ad aree verdi dovrebbe compiacersi che la zona non è ancora inquinata e i rivelatori sono proprio gli animaletti.

Il rilascio in natura di una specie non autoctona

giovedì, novembre 20th, 2008

Un nuovo fenomeno tra virgolette naturale, appassiona decine di persone che si mettono nelle vicinanze del ponte Castello di Adria.

Passando 4 volte al giorno per il ponte trovo spesso gruppi di curiosi in osservazione attenta di ciò che si svolge sulle sponde del Canal Bianco, infatti, poiché
la nutrita schiera di colombi della città va ad abbeverarsi sulle sponde del canale, ogni tanto qualche Siluro ( specie di Pesce Gatto gigante dell’ est europeo) esce velocemente dalle acque e provoca l’agguato ai colombini più inesperti, ingerendoli in un solo boccone e trascinandoli nel
profondo delle acque, il tutto in pochi secondi.

Lo spettacolo appassiona e in un certo senso le persone parteggiano per il Siluro che offre gratis il suo contributo a sfoltire la grande popolazione di colombi della città che a dire il vero non sono molto amati. Il fatto a noi serve per renderci conto quanto è reale il danno che i siluri provocano in ambiente naturale nei confronti delle specie autoctone.

Il rilascio di questa specie di pesce non autoctono ha provocato in quasi tutta la nostra zona la quasi totale scomparsa delle specie autoctone di pesci e l’impossibilità di riproduzione di varie specie selvatiche di uccelli. In fatti quando il siluro entra in ambienti originari provoca una trappola mortale che nel giro di poco tempo lascia il deserto nell’ambiente.

Un grande impoverimento per i nostri corsi d’acqua e per il territorio.

Un altro fenomeno in correlazione al Siluro è quello della pesca da parte di numerosi gruppi di pescatori stranieri che si accampano in tutta la provincia e Delta del Po con tende e camper, soggiornandovi per molti giorni, attratti dai pesci giganti. Con questo non ci sarebbe nulla di male che qualcuno facesse diminuire il numero dei Siluri, ma contemporaneamente, molti di questi pescatori dell’est Europa usano metodi non molto legali di pesca contribuendo al prelievo di grandi quantità di pescato anche autoctono, contribuendo notevolmente all’impoverimento dei fiumi.

Inoltre si è costatato un grosso problema di abbandono di vari tipi di rifiuti, causato dal fatto che i pescatori non sanno dove mettere i loro sacchetti di immondizia dovuti al soggiorno prolungato, con le nuove regole della raccolta differenziata non ci sono più i cassonetti per cui abbandonano i rifiuti spesso nascondendoli fra la vegetazione.

Questi sono solo alcuni fra i molti problemi che ha provocato il rilascio di un animale non autoctono nella nostra pianura, speriamo che almeno il problema dei rifiuti venga discusso e risolto.
Legambiente Delta del Po di Adria chiede maggiori controlli e regole chiare per lo smaltimento dei rifiuti da parte dei pescatori in trasferta, nonché uno studio per limitare o eliminare la diffusione del Siluro.