Archive for the ‘curiosità’ Category

CACCIA AL MINORENNE

martedì, agosto 11th, 2009

Mentre il ddl Orsi propone di concedere la licenza di caccia ai sedicenni, scoppia il caso del calendario 2009 di Federcaccia. Un bambino in mimetica seduto accanto ad un fucile che attende la sua preda munito di un richiamo per uccelli. L’immagine scelta per il nuovo tesseramento 2009 di Federcaccia, ha suscitato l’immediata reazione di politici ed associazioni animaliste, tutti uniti nel chiedere l’ immediato ritiro della campagna pubblicitaria.

la nuova ecologia

L’AMBIENTE SIMO NOI

lunedì, giugno 15th, 2009

L’ambiente siamo noi
di ANTONIO TURI

La curiosità dei ragazzi e i misteri della natura. Un volume illustrato racconta ai più giovani come e perché l’ambiente va salvaguardato. Uno strumento utile anche in classe
Titolo
L’ecologia siamo noi
Autore
Marco Paci – illustrato da Andrea Mineo e Lavinia Casaletto
Editore
Dedalo
Pagine
104
Prezzo
10 euro

La curiosità dei ragazzi incontra il fascino degli ecosistemi. E grazie a un volume illustrato il racconto diventa agile e divertente. Merito dell’intuizione di Marco Paci, autore di “L’ecologia siamo noi”, che ha messo le sue competenze a disposizione degli adolescenti, dando vita a uno strumento didattico di eccezionale utilità.
“La cosa più difficile, nello scrivere questo libro, è stata riuscire ad adattare il mio linguaggio di docente universitario a ragazzi di scuola media – ci spiega Paci – In questo mi è stata di grande aiuto la consulenza della casa editrice, che mi ha segnalato le parti dove il docente prendeva il sopravvento sul divulgatore”.

ADRIA

sabato, maggio 16th, 2009

I carabinieri lanciano l’allarme”Attenzione all’hascisc con diserbanti”
Dopo l’arresto di uno spacciatore marocchino, le forze dell’ordine mettono in guardia sulla droga ottenuta con metodi di produzione intensiva e con additivi, quindi ancor più dannosa alla salute


Rovigo, 9 maggio 2009. Un marocchino di 27 anni è stato arrestato dai carabinieri di Adria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: il giovane è stato trovato in possesso di 10 grammi di hascisc. Poi, nella perquisizione della sua casa, sono stati scoperti altri 720 grammi della stessa sostanza stupefacente suddivisi in sette pani ed inoltre sette grammi di cocaina suddivisa in sette dosi.
Intanto, i carabinieri lanciano l’allarme sulle modalità di produzione dell’hascisc, in particolare quello proveniente dal Marocco, e sugli effetti che additivi come i diserbanti possono avere sulla salute di chi ne fa uso
Secondo quanto scoperto dai carabinieri, i produttori di hascisc in Marocco, per estrarne l’essenza, avrebbero adottato meccanismi di produzione intensiva. Per sciogliere i residui delle piante di marijuana, li si getta in grandi vasche e poi li si irrora con diserbanti ed acqua.
In pratica, è come una sofisticazione, simile a quella del vino al metanolo, che ha causato decine di decessi.
Articolo “il resto del carlino tg”

NANO TECNOLOGIE

sabato, maggio 9th, 2009

Fonte articolo: La Stampa

BOSTON
L’ultima trovata dei ricercatori del Mit di Boston, diretti da Angela Belcher, ha dell’incredibile: si tratta della prima virus-batteria al litio che, al posto dei tradizionali poli di metallo, ha particelle virali e nanotubi di carbonio.Secondo quanto riferito sulla rivista Science, costa poco, è amica dell’ambiente e potrà essere usata su ogni dispositivo elettronico, dal Blackberry all’iPod o telefonino, adattandosi a congegni anche di dimensioni ridottissime. La batteria può considerarsi un vero successo perchè produrrà energia pulita mantendo capacità pari alle normali batterie al litio, sfruttando il virus “M13″, che uccide batteri, clonato e geneticamente modificato.Le particelle di rivestimento del virus crescono su un substrato polimerico e formano i poli della batteria che è ecologica e low cost. Una batteria è fatta di quattro componenti fondamentali: i due poli, anodo e catodo, elettroliti (sostanze che, in acqua o in altro solvente, forma atomi elettricamente carichi – ioni) per il passaggio di corrente da un polo all’altro, il separatore dei due poli.Gli scienziati sono riusciti a costruire i poli della batteria, invece che con i tradizionali materiali (ossido di cobalto o litio per il polo positivo, grafite per il negativo), con particelle virali del virus M13, un virus killer dei batteri oo batteriofago, innocuo per l’uomo. I poli virali sono stati inseriti in un substrato di nanotubi. Il processo di produzione è fatto quasi a temperatura ambiente, è un processo a basso costo che non richiede utilizzo di sostanze tossiche.La batteria ha la stessa potenza di quelle al litio oggi in uso, inoltre potrà essere miniaturizzata a piacimento. Unico problema, ma i ricercatori asicurano che sarà presto risolto, è che la batteria inizia a perdere capacità di ricarica dopo 100 ricariche.

INCENTIVI DUE RUOTE

giovedì, aprile 30th, 2009

INCENTIVI BICICLETTE

Dal ministero dell’Ambiente un fondo di 8.750.000 euro per il business delle due ruote ecologiche. Chi acquisterà una bicicletta entro il 2009 avrà uno sconto del 30% per un massimo di 700 euro. Cresce in Italia il mercato del cicloturismo
GLI INCENTIVI. Il 30% di sconto fino ad un massimo di 700 euro. Questo è l’incentivo concesso dal ministero dell’Ambiente a chi acquisterà una bicicletta nel corso dell’anno. La misura, compresa nel pacchetto di interventi statali a sostegno del mercato delle due ruote, prevede un fondo di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009. Per usufruire dell’incentivo non sarà obbligatoria la rottamazione e, per la prima volta, oltre alle biciclette a pedalata assistita, l’iniziativa del Ministero riguarda anche le due ruote tradizionali a “propulsione muscolare”.
LA FIAB. «Per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali – ha commentato Antonio Dalla Venezia, presidente della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) – quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente ecocompatibile».

CICLOTURISMO. L’Italia è infatti un paese di ciclisti e di amanti della vacanza a due ruote. Si stanno moltiplicando, infatti, le iniziative per chi ama viaggiare in bicicletta. Si tratta di un turismo che non sembra accusare segni di crisi e che anzi proprio per la difficile situazione economica attira sempre di più giovani e meno giovani. L’aumento di appassionati della bicicletta è testimoniato infine dalla nascita di catene alberghiere per biker, che offrono servizi personalizzati per ciclisti, come per esempio informazioni dettagliate sui percorsi e sugli itinerari turistici in zona, guide cicloturistiche, convenzioni con negozi specializzati, menu per ciclisti, centri benessere e palestre. Un mercato, quello del cicloturismo, che secondo le stime di Italy Bike Hotels, sarebbe aumentato nel nostro paese del 10% negli ultimi cinque anni, ponendo l’Italia al terzo posto, dopo Austria e Francia, come meta di riferimento per i cicloturisti europei.

TRENITALIA. Inoltre, grazie ad un contratto di servizio sottoscritto tra Regione e Trenitalia, già da due settimane, in Campania, il trasporto delle biciclette sui treni regionali è gratuito ogni sabato e domenica.

IL TRENTINO. Per quanto riguarda l’area settentrionale del Paese, invece, l’ufficio piste ciclopedonali ha provveduto di recente a rinnovare il sito internet che raccoglie tutte le informazioni utili a chi voglia percorrere il Trentino in bicicletta: itinerari, guide, punti di ristoro e di assistenza, come gli ormai famosi “bicigrill”, per incentivare il turismo a due ruote.

28 aprile 2009 – TAG: Cicloturismo

GEL FOTOVOLTAICO

lunedì, aprile 20th, 2009

Presentato a Potenza un gel che cattura l’energia solare e la trasforma in elettricità. Costa la metà di un normale pannello fotovoltaico. Inserito nello spazio tra i doppi vetri, consente una normale visibilità e l’isolamento termico dell’abitazione
+ Ecco come funziona (Pdf)
In un prossimo futuro i pannelli fotovoltaici potrebbero essere sostituiti da un gel che, iniettato nei doppi vetri delle finestre, cattura l’energia solare trasformandola in elettrica e riversandola in un normale accumulatore: in un’abitazione di medie dimensioni, l’ installazione di 25 metri quadri di questo impianto permetterebbe, in un anno, di abbattere i consumi.
Il brevetto del “Gel fotovoltaico”, realizzato dalla “Esco Energy” dopo quattro anni di studi, è stato presentato stamani, a Potenza. Secondo quanto spiegato dal responsabile della ricerca della Esco, Alessandro Cariani, “il costo è pari alla metà di un normale pannello fotovoltaico”: lo spazio tra i doppi vetri delle finestre viene riempito dal gel, consentendo una normale visibilità e, come effetto secondario, l’isolamento termico dell’abitazione.
L’energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di cento watt/ora per ogni metro quadro di superficie “e può essere montato – ha detto Cariani – su strutture già esistenti”.

La nuova Ecologia

La STORIA

sabato, marzo 28th, 2009

Appennino, i torrenti inghiottiti dagli scavi dell’Alta velocità
Viaggio nel Mugello dove il sistema idrico è stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon dall’inviato PAOLO RUMIZ
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SAN PIERO A SIEVE – Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la “grande opera” esiste una scia di “grandi disastri” che la segnala fedelmente. L’abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane. Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua. Ma le cifre non sono niente. Per farsi un’idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico. Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l’inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C’erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia
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Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie. Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere. Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze. E del Mugello a secco chi se ne frega. Paolo Chiarini, 30 anni, ingegnere ambientale, è cresciuto sui fiumi e, quando il Carza sparì di colpo un giorno di febbraio di 11 anni fa, fu il primo ad accorgersene. Corse in Comune ad avvertire, ma gli risposero giulivi: “Per forza, non è nevicato”. Capì subito che l’unica acqua che interessava gli italiani era quella del rubinetto, e fece l’unica scelta possibile: combattere da solo. Da allora Paolo ha battuto ogni rigagnolo e raccolto dati. Oggi ci fa da guida su questa strada partigiana. A Campomigliaio c’era la piscina naturale dei fiorentini. Poi è arrivata la talpa maledetta che ha “impattato” la falda e oggi sul greto resta solo un ridicolo cartello “Divieto pesca” e, a monte, uno scolo fognario a secco. Il Carlone era il paradiso dei pescatori. Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta “Ciao, è stato bello”. Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente. Una finzione. Sopra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro. Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s’è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte. Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto. A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s’infila sotto l’autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l’Appennino perde asprezza, l’orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso. Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l’avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. “Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano”. A Sergio Pietracito hanno fatto di tutto. Gli hanno tolto l’acqua per gli animali, fatto franare il bosco, aperto crepe in casa, semidistrutto i frutteti con le polveri, terremotato il sonno con esplosioni, ventole al massimo, bip di cicalini, fischio di allarmi, rombo di tir in retromarcia. Poi, a cantiere chiuso, gli hanno ripristinato i terreni con zolle miste a cemento, plastica e ferri arrugginiti. Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali. L’italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare. La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria. Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un “trek” nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto “i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini”. Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua “finta” in quota. Dopo il crinale, il versante del Santerno ci sbatte davanti l’ultimo sacrilegio. Sul lato della Sieve avevamo censito pozzi defunti col nome di santi e beati. Qui, nell’abbazia di Moscheta, succede di peggio. Hanno rubato l’acqua santa. La pieve, per riempire il suo secolare abbeveratoio rimasto a secco, deve farsi sparare acqua da Fiorenzuola. Sempre per quei maledetti ventidue minuti. Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi. Sopra, il sentiero dove un tempo Dino Campana andava a Firenze incontrando bande di musicanti e pescatori di fiume. Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall’uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto? Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s’apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. Ed è solo il preludio dell’ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi. Ora si procede solo a piedi, tra ghiaie terribili, guadi algerini, qui nell’Italia di mezzo a fine inverno. Tre anni fa Chiarini vide e fotografò vasche piene di pesci putrefatti. Da allora è morte biologica. Querce cadute, polvere, vento, lucertole. Sotto, la galleria spara la sua traiettoria in un fondale umido carico di bitumi. Qui sopra, il biancore abbacinante di un greto. La frazione di Castelvecchio – sopra l’ultima finestra della Tav in terra toscana – ha perso il suo acquedotto nel ’98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo. Ma per metterci quale acqua? Con quale canalizzazione? Cementificando gli impluvi? Ricoprendoli di resine? Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore? La parola catastrofe non basta. Il viaggio è finito. “Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa” brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. “Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo”.
(22 marzo 2009) Tutti gli articoli di Scienze e Ambiente
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DONNA IN FESTA

venerdì, marzo 6th, 2009

Un modo originale per trascorrere l’8 marzo all’insegna dell’arte e della cultura. A offrirlo a tutte le donne di Adria e non, sarà i museo di Archeologia di Adria, che per l’intera giornata consentiranno l’ingresso gratuito alle loro visitatrici.

La carovana delle Alpi

martedì, febbraio 24th, 2009

28 febbraio – 1 marzo: un week-end per vivere la neve dalla parte della montagna.
E’ tutta questione di stili di vita. Siamo consumatori esigenti e difficili, a noi la vita piace leggera e ricca. Il turismo che ci piace è quello che non danneggia la sua materia prima, la qualità dell’ambiente montano. Un turismo dolce sulle Alpi italiane organizzato dai circoli Legambiente che con Nevediversa, ripropongono ogni anno l’opportunità non solo per stare insieme, ma anche per affermare che si può sviluppare un’idea di turismo invernale meno invadente e più rispettosa degli spazi naturali e dei delicati equilibri del paesaggio culturale della montagna italiana. Un fine settimana che non prende in considerazione gli impianti di sci da discesa, ma passeggiate con le ciaspole, oppure con scarponi, ma anche sci da fondo. Un modo tranquillo per visitare centri e borghi storici, per realizzare percorsi d’interesse naturalistico e culturale nelle aree protette per farci, alla fine accogliere dal caldo di un rifugio alpino per chiacchierare fino a notte fonda. Tutto questo lo faremo senza prendere l’automobile, ci faremo trasportare dai mezzi pubblici per guardare il paesaggio dai finestrini senza timore di sbandare.

Le erbe aiutano a vivere

sabato, febbraio 7th, 2009

Primavera Adriese:Le erbe aiutano a vivere.

Le erbe selvatiche spontanee, commestibili nella campagna del Delta sono tantissime, ho individuato le 15 più buone o facili da trovare. Con queste 15 erbe si possono fare tutti i piatti che sono necessari in un normale pranzo o cena, dalle bevande ai dolci e liquori.
La spesa nei campi è gratis, basta avere un po’ di tempo per andare a raccogliere, imparando a riconoscerle. Naturalmente la raccolta deve essere fatta rispettando le condizioni di riproduzione delle piantine, per poi dare la possibilità ad altri o nuovamente di raccoglierle l’anno successivo, estirparle in malo modo significa non trovarle più ed estinguere la colonia di erbette.
Pensiamo che nel passato le erbe selvatiche sono sempre state alla base della dieta dei nostri avi, si conoscevano tutte e oltre a rispettarle per necessità le usavano anche per curare le varie malattie del corpo, una specie di farmacia naturale fai da te.
Cercarle e raccoglierle è un vero divertimento, ma non solo, cucinarle e mangiarle lo è ancor più, inoltre, penso sia un modo per conoscere la necessità di rispettare il patrimonio naturale del territorio. È importante non dimenticare le potenzialità di questa cultura di raccolta sostenibile delle erbe selvatiche, infatti le campagne sono già cambiate moltissimo in pochi anni, alberi da frutto autoctoni sono quasi scomparsi, la vegetazione arborea naturale autoctona è quasi sparita, sostituita da essenze esotiche che non riescono ad ambientarsi se non sono continuamente curate dall’uomo. Anche il patrimonio di erbe selvatiche sta scomparendo a causa di semina di erbe da giardino che nulla hanno a che fare con le nostre autoctone. Il paesaggio è completamente cambiato anche per questo, alberi, frutteti, cespugli, erbe stanno modificando il nostro territorio originario, questo tipo di sostituzione non guarda la naturale biodiversità, nemmeno è graduale da permettere l’adattamento delle nuove piante che restano sempre deboli ed attaccabili dai parassiti e bisognose di cure artificiali.
Per questo Legambiente Delta del Po, propone un corso di riconoscimento e raccolta delle erbe selvatiche a fine gastronomico nutrizionale. Se troveremo interesse e adesioni potremo partire già questa primavera.
Per le adesioni rivolgetevi al nostro sito con una mail di partecipazione con recapito, per potervi rintracciare, www.legambientedeltapo.it, oppure tutti i Giovedì dalle 21 alle 23 in via Marino Marin n28, Adria. cel 3288729114