Archive for the ‘curiosità’ Category

Sfondo per Samsung GT-S 5230

martedì, giugno 1st, 2010

SamsungGTS5230Cosa non si farebbe per avere un telefonino sempre più personalizzato? Personalmente ritengo di avere avuto una idea interessante per tutti i tesserati a Legambiente e possessori di un Samsung GT-S 5230, uno smartphone in vendita attualmente a meno di 100 euro.

Per l’ occasione mi sono creato una serie di sfondi con vari temi e uno di questi lo dedico a Legambiente, si tratta di una immagine di 720 x 400 pixel divisa in tre parti (il telefonino in questione dà la possibilità di scegliere lo sfondo preferito con un leggero tocco di dita).

Se vi piace lo potete scaricare liberamente cliccando dapprima sull’ immagine qui sotto e poi salvandolo sul vostro computer e successivamente sul telefonino e impostandolo come sfondo (attenti ad impostare l’ area visibile sull’ intera immagine).

Legambiente

“L’uomo è ciò che mangia” Valeria Necchio

mercoledì, aprile 7th, 2010

Cibo e nuovi sapori inseriti nel panorama alimentare: una polesana nella sua tesi analizza il caso Slow Food

adria – Ed è arrivata anche una tesi di laurea sul fenomeno Slow Food. Ne è autrice Valeria Necchio, una ragazza della bassa veneziana, Cantarana precisamente, che ha frequentato Liceo Bocchi da cui è uscita con il massimo dei voti così come la votazione massima ha ottenuto la sua tesi. Il premio al faticoso piacere dello studio e alla brillante carriera scolastica è stato l’ammissione ad un master internazionale di soli 25 studenti, provenienti da tutto il mondo, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che, oltre ai voti positivi, richiede come indispensabile requisito la perfetta conoscenza dell’inglese, dal momento che gli insegnamenti vengono impartiti in quella lingua.

“Il cibo – dice la giovane dottoressa – è un elemento che ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo e delle comunità. La sua posizione di ovvia centralità ha fatto sì che nel tempo assumesse tutta una serie di significati “altri” e oltre il mero atto del nutrirsi. Questi significati riguardano la scansione del tempo, sia in termini naturali che simbolico – ritualistici; la definizione e divisione dello spazio fisico e culturale; la dimensione stessa della cultura, dove i gesti sviluppati attorno al cibo (produzione, trasformazione, consumo) sono diversi da luogo a luogo, da gruppo a gruppo. Il cibo, al di là di tutto, definisce un gusto unico e un’identità unica, concetto ben riassumibile nel famoso detto “L’uomo è ciò che mangia” [Feuerbach].
Tutto questo, nella contemporanea era postmoderna, sta via, via perdendo di valore: il gusto va sempre più semplificandosi e omologandosi; le culture e le identità si stanno appiattendo e stanno perdendo la loro positiva differenza; il tempo e lo spazio appaiono sempre più compressi, veloci, insignificanti. Un caso emblematico per dimostrare la perdita di significati legati al cibo è il fenomeno della “mcdonaldizzazione”: cibo sempre uguale, ovunque e in tutte le stagioni, con varianti solo apparenti, privo di cultura, identità, gusto critico. Una situazione piuttosto preoccupante, che tuttavia ha messo in moto importanti meccanismi di difesa: uno tra tutti, il movimento Slow Food. Partendo dal desiderio di ridare al cibo la sua giusta importanza e di recuperare il piacere dell’atto di consumo, Slow Food è poi finito per occuparsi di molti dei problemi che affliggono la nostra contemporaneità: questioni ambientali (biodiversità, inquinamento), economiche (sovranità alimentare, sviluppo dell’agricoltura locale, filiera corta), culturali (difesa delle tradizioni alimentari, educazione al gusto come senso critico). Slow Food è visto oggi come una possibile soluzione ai problemi legati alla produzione e al consumo del cibo a livello internazionale, e anche una via per ridare al cibo quei significati simbolici che sembrava aver inesorabilmente perso”.
Nell’attesa di partire per Pollenzo, la simpatica e volitiva Valeria non ha perso tempo. Attivista di Slow Food Rovigo, ha tenuto incontri con studenti delle scuole superiori per comunicare la sua esperienza; encomiabile, tra l’altro, la sua partecipazione a Terra Madre day che l’ha vista protagonista al liceo Bocchi di Adria e al Paleocapa di Rovigo nel presentare i suoi studi insieme al film Terra Madre di Ermanno Olmi.

La voce di Rovigo- 7aprile 2010

“L’uomo non sarebbe tale senza gli animali”

giovedì, gennaio 21st, 2010


 

di Fabiola Zanella - La Voce di Rovigo

I bambini di oggi passano molte ore del giorno davanti alla televisione o a giocare con il nintendo. Il loro mondo è virtuale, fatto di immagini, suoni e scarsa comunicazione. Manca sempre di più la frequentazione concreta degli animali. Essi spesso non sono presenti nelle case o, se lo sono, vengono trattati alla stregua di giocattoli di peluche. I bambini di oggi sono i nostri figli, sono nati da adulti che non conoscono gli animali. Come si comunica con un soggetto che parla un’altra lingua? Se l’altro soggetto è un uomo si impara la sua lingua, se invece è un animale non umano si comunica con lui come se ci si rivolgesse ad un umano. Questo è il paradosso che alimenta le incomprensioni tra l’uomo e gli animali domestici. L’uomo pensa di non aver bisogno degli animali e di essere autosufficiente. In realtà non è così perché gli animali hanno segnato profondamente il cammino dell’uomo. Konrand Lorenz, nel suo libro “E l’uomo incontrò il cane”, ipotizzò che l’incontro tra il lupo e l’uomo fosse avvenuto ad opera di un bambino. Nel lontano paleolitico il cucciolo di uomo, che certo non possedeva i giocattoli di oggi, si appropriò di un cucciolo del progenitore selvatico del cane. Portò alla caverna il cucciolo di lupo e gli adulti gli permisero di tenerlo con sé. I bambini dei nostri antenati giocavano con i cani, ne comprendevano il linguaggio gestuale e imparavano molte cose da loro. Ci fu una coevoluzione uomo-cane e le due specie si plasmarono vicendevolmente. L’uomo di oggi non sarebbe tale senza il contributo del cane e degli altri animali domestici. Il neuropsichiatria statunitense Boris Levinson scoprì casualmente gli effetti beneficiali della relazione uomo-animale in bambini con problemi. Il medico stava curando un bambino autistico con scarsi risultati. Il bambino non si relazionava col mondo e non rispondeva positivamente alla psicoterapia. Un giorno lo psichiatra arrivò all’appuntamento in ritardo e non riuscì a far uscire in tempo dallo studio il suo cane. Il piccolo paziente si trovò inaspettatamente di fronte al cagnolino. Con enorme sorpresa dello psichiatra cominciò a interagire con lui, ad accarezzarlo e a parlargli. Il medico notò che quell’apertura al mondo non era mai stata ottenuta nelle precedenti sedute. Nelle sedute successive coinvolse sempre il suo cane ottenendo buoni risultati con il bambino. Erano gli anni sessanta e Boris Levinson, oltre a raccogliere con rigore scientifico i dati relativi ai suoi studi, coniò il termine “Pet Therapy” diventando il padre di questa coterapia. Se un bambino di circa un anno vede un cane, un gatto o qualsiasi altro animale, abbandona tutti i suoi giocattoli per corrergli incontro senza manifestare nessuna repulsione o paura. Il bambino, non ancora influenzato dalle reazioni sbagliate dei genitori, spontaneamente cerca l’animale. Sono gli adulti poi a cambiare l’epilogo di questo naturale e antico bisogno del rapporto col diverso che per il bambino ha dei contorni rassicuranti. I bambini che sono cresciuti con gli animali sono capaci di comprendere il diverso, hanno una maggiore empatia, che è la capacità di mettersi nei panni di un altro, sono più estroversi e hanno più fantasia. Sono inoltre più rispettosi della natura in generale e degli uomini. Il rapporto con l’animale allena il bambino nella comprensione degli altri, dei loro bisogni e delle loro emozioni. I bambini imparano ad essere meno egoisti e a comprendere che la realtà presenta molte facce a seconda di chi la osserva. Il cane “vede col naso” e scova oggetti che a nostro avviso non emanano nessun odore, una mosca vede in tutte le direzioni perché possiede degli occhi composti da centinaia di ocelli, il gatto sente suoni per noi impercettibili. Altro aspetto, non meno importante, è che il rapporto con gli animali sovverte la scala sociale umana, in cui al vertice ci sono i più ricchi, i più famosi, i più belli e alla base i più deboli, animali compresi. Essere diversi non significa essere inferiori. Gli animali insegnano all’uomo a vivere il momento presente, non pensando al passato o al futuro e alla morte. Non si flagellano se succede qualcosa di spiacevole ma vivono il qui e ora. L’uomo invece pensa al passato, al futuro e non si gode i momenti attuali. I cani poi ci danno anche un’altra lezione importante: come noi vivono in gruppo con delle regole e delle gerarchie basate però sulla meritocrazia. Il lupo alfa, il capobranco, si accolla oneri e onori. Da lui dipende la sopravvivenza del gruppo. Per noi uomini valgono altre regole, la meritocrazia va spesso a farsi friggere e ai “capi” interessano solo gli onori. Impariamo ad osservare gli animali per coglierne le qualità ed imparare da loro. Osserviamoli però nella vita reale, non per tv o al circo!

 

Qualità della vita: svetta Rovigo

martedì, dicembre 22nd, 2009
 
Nella graduatoria di Italia Oggi la provincia si piazza al quarto posto

Lunedì 21 Dicembre 2009,   il Gazzettino di Rovigo
Migliora la qualità della vita in Polesine. E lo fa a tal punto che nella classifica annuale di Italia Oggi su base provinciale diramata ieri, Rovigo si piazza al quarto posto, a un soffio dal podio.
      La graduatoria, stilata secondo i parametri del quotidiano economico, porta il Polesine con 861,17 punti subito dietro alle province di Mantova, prima con il punteggio massimo, 1000, Belluno, seconda con 984,81, Trento 892,76, e davanti a Ferrara 859,28.
      La provincia di Rovigo in un anno ha migliorato sensibilmente la sua posizione perchè da 12. è diventata quarta.
      La classifica del quotidiano economico prende in esame otto parametri: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi, tempo libero, tenore di vita.
      In generale è il Nordest a dare segnali positivi di cui Rovigo coglie i frutti. Singolare il fatto che nelle prime quattro posizioni della graduatoria compaiano le due province meno abitate della regione Veneto, testimoniando che ancora le realtà più piccole consentono una qualità della vita davvero migliore rispetto ai grandi centri e agglomerati urbani.

BUON CLIMA A TUTTI

lunedì, dicembre 14th, 2009

 

 

FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA

buon clima

LA SALUTE NEL PIATTO: Conferenza

mercoledì, novembre 18th, 2009

CONFERENZA

LA SALUTE NEL PIATTO:

una sana alimentazione per un sano pensare

Prossima domenica 

22 Novembre – ore 18:00 

Sala Nassiriya di vicolo Mezzaluna

Piazza Maggiore – Este (PD) 

INGRESSO LIBERO 

Relatore: Prof. Filippo Zaccaria, presidente e fondatore dell’ass. culturale “La Biolca”, esperto di alimentazione, agricoltura biologica, fitonutrizione, studioso di Antroposofia tiene corsi, conferenze, seminari, individualmente o con altri esperti da diversi anni.

Per informazioni:

Simone Rolandi  tel. 347 4126505

info@ilgiardinodell’anima.org

NON SIAMO PIU’ DEGNI DELLE STAGIONI VIVALDIANE

giovedì, settembre 24th, 2009

INFEA Regione Veneto

Il musicista Bepi De Marzi: tutto cambia, colpa dell’uomo, si avvicinano i giorni autunnali dei colori, a lui cari. Quelli che magari gli ispirano nuove composizioni.

Bepi De Marzi, compositore e musicista, è una voce importante in Veneto nella difesa dei valori e della natura.Arzignanese, fondatore del celebre coro dei Crodaioli, in passato si è battuto su temi ambientali, su equilibri urbanistici, sul rispetto del territorio: non manca festival in cui non racconti di contrade perdute e tempi in cui erano albe e tramonti a scandire la vita della gente. L’autore di “Signore delle cime”, di salmi musicati con padre Turoldo, compagno di avventure musicali di Claudio Scimone e dei cori alla Fenice, ha un rapporto speciale con le stagioni.Maestro, come sono le stagioni di oggi?Diverse. E quando diciamo che le stagioni non sono più quelle di una volta, dimentichiamo che è per colpa nostra, per il taglio delle foreste, per l’inquinamento, in una parola perchè abbiamo distrutto l’armonia. Quest’anno la vendemmia è cominciata in agosto! Così continuando non ha più alcun senso festeggiare il Natale e la Pasqua: la gente crede solo nel Capodanno e nel Ferragosto.Come sono le stagioni nella musica?Quelle di Vivaldi sono stagioni venetissime. Ma il Veneto di oggi non merita più le Stagioni del Prete Rosso. La Primavera musicale è una tenerezza – lo dice il maestro Scimone – ma qualcuno la fa esplodere istericamente. L’estate è felicità di sole, anche di temporali spettacolari; noi invece viviamo la furia vacanziera. Stiamo finalmente con questa prima pioggia entrando nell’autunno: oh la vendemmia, oh l’ebrezza del buon vino… E poi l’inverno: ha perduto la neve e l’intimità della famiglia cantate da Vivaldi, ha perduto la fraternità l’amicizia e la solidarietà.Perchè lei ama tanto l’autunno?È per me il tempo dei colori sempre nuovi, mi viene uno struggimento di armonie contenute e dilatate insieme. L’autunno è proprio il tempo della passione e del canto.È sempre stato così sensibile ai mutamenti della natura?Mi ricordo che da ragazzino i miei compagni mi prendevano in giro perchè ai cambi si stagione avevo qualche giorno di stordimento, anche poetico: mi succedeva sempre, mi lasciavo un po’ andare, lo sentivo fisicamente. Fino ai vent’anni, poi mi sono adeguato… Sono metereopatico in senso positivo, la stagione mi passa sempre sulla pelle.Nicoletta Martelletto

CACCIA AL MINORENNE

martedì, agosto 11th, 2009

Mentre il ddl Orsi propone di concedere la licenza di caccia ai sedicenni, scoppia il caso del calendario 2009 di Federcaccia. Un bambino in mimetica seduto accanto ad un fucile che attende la sua preda munito di un richiamo per uccelli. L’immagine scelta per il nuovo tesseramento 2009 di Federcaccia, ha suscitato l’immediata reazione di politici ed associazioni animaliste, tutti uniti nel chiedere l’ immediato ritiro della campagna pubblicitaria.

la nuova ecologia

L’AMBIENTE SIMO NOI

lunedì, giugno 15th, 2009

L’ambiente siamo noi
di ANTONIO TURI

La curiosità dei ragazzi e i misteri della natura. Un volume illustrato racconta ai più giovani come e perché l’ambiente va salvaguardato. Uno strumento utile anche in classe
Titolo
L’ecologia siamo noi
Autore
Marco Paci – illustrato da Andrea Mineo e Lavinia Casaletto
Editore
Dedalo
Pagine
104
Prezzo
10 euro

La curiosità dei ragazzi incontra il fascino degli ecosistemi. E grazie a un volume illustrato il racconto diventa agile e divertente. Merito dell’intuizione di Marco Paci, autore di “L’ecologia siamo noi”, che ha messo le sue competenze a disposizione degli adolescenti, dando vita a uno strumento didattico di eccezionale utilità.
“La cosa più difficile, nello scrivere questo libro, è stata riuscire ad adattare il mio linguaggio di docente universitario a ragazzi di scuola media – ci spiega Paci – In questo mi è stata di grande aiuto la consulenza della casa editrice, che mi ha segnalato le parti dove il docente prendeva il sopravvento sul divulgatore”.

ADRIA

sabato, maggio 16th, 2009

I carabinieri lanciano l’allarme”Attenzione all’hascisc con diserbanti”
Dopo l’arresto di uno spacciatore marocchino, le forze dell’ordine mettono in guardia sulla droga ottenuta con metodi di produzione intensiva e con additivi, quindi ancor più dannosa alla salute


Rovigo, 9 maggio 2009. Un marocchino di 27 anni è stato arrestato dai carabinieri di Adria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: il giovane è stato trovato in possesso di 10 grammi di hascisc. Poi, nella perquisizione della sua casa, sono stati scoperti altri 720 grammi della stessa sostanza stupefacente suddivisi in sette pani ed inoltre sette grammi di cocaina suddivisa in sette dosi.
Intanto, i carabinieri lanciano l’allarme sulle modalità di produzione dell’hascisc, in particolare quello proveniente dal Marocco, e sugli effetti che additivi come i diserbanti possono avere sulla salute di chi ne fa uso
Secondo quanto scoperto dai carabinieri, i produttori di hascisc in Marocco, per estrarne l’essenza, avrebbero adottato meccanismi di produzione intensiva. Per sciogliere i residui delle piante di marijuana, li si getta in grandi vasche e poi li si irrora con diserbanti ed acqua.
In pratica, è come una sofisticazione, simile a quella del vino al metanolo, che ha causato decine di decessi.
Articolo “il resto del carlino tg”