Il Delta va amato
venerdì, settembre 17th, 2010Il Delta va amato
Il bene comune ci dovrebbe guidare a delle scelte per il futuro nel Parco del Delta del Po, ma di certo una economia agricola basata sul sfruttamento intensivo dei terreni porta alla desertificazione del Delta, nonché priva di ritorno economico.
L’importanza che Adria entri nel Parco del Delta del Po è indispensabile, non solo per ragioni naturalistiche o di prestigio, anche per l’archeologia e cultura per la città, ma soprattutto per un futuro progresso economico.
Per la popolazione del Delta è indispensabile vivere e lavorare conservando il più possibile a lungo il territorio, perché è proprio questo tipo di terra e acqua naturale che ci farà vivere anche economicamente in maniera responsabile, rispettosa ed economica nel futuro.
Non bisogna cedere ai “bracconieri” o predatori dell’ambiente che come scopo hanno solo il guadagno spropositato e la vendita della terra o dell’acqua, non amano il loro territorio lo sfruttano in maniera intensiva senza preoccuparsi della desertificazione, di fatto rendendo impossibile tramandare le tradizioni che sono sempre state sostenibili.
Oggi ci chiediamo come mai il Parco del Delta del Po del Veneto è di circa 12000 ettari, mentre quello dell’Emilia Romagna è di 40000 mila, ci sarà un motivo?
Come si può parlare di identità e cultura del Delta se qualcuno preferisce fare del Delta un polo energetico dove tutto viene messo a repentaglio compresa l’economia in generale.
Adria deve scegliere, deve entrare a pieno titolo nel Parco con una vasta zona di verde che per noi di Legambiente e dalla Regione Veneto è individuata come una zona ad alto rischio idrogeologico, di fatto la più bassa e vasta del Delta e dove potrebbero nascere delle zone umide anche per depurare l’acqua con la fitodepurazione. Questa zona è Bellombra, Bottrighe,Cavanella Po, Mazzorno Sinistro.
Per queste località si configurerebbero opportunità molto forti come finanziamenti dell’assetto idraulico e incentivi per nuove attività rispettose del territorio. (vedi incentivi Regionali Parco)
Per alcuni bisognerebbe rinunciare al parco, di fatto, rinunciare al bene comune?
Vogliamo ricordare Angelo Vassallo un Sindaco che ha realizzato concretamente i sogni di Legambiente. Vassallo ha fatto del suo paese un esempio di vivibilità e responsabilità verso il territorio in cui si vive. Pollica paese di 2500 abitanti inserito nel parco del Cilento è diventato un luogo dove vivere bene, in armonia, dove tutti vorrebbero abitarvi, ed ora questi “bracconieri” e mafiosi vorrebbero uccidere anche queste realtà.
Non solo si preleva dalla natura, ma bisogna anche dare, è sempre stato un principio basilare delle vecchie generazioni che di natura ne sapevano più di noi.
Circolo Legambiente Delta del Po.







