Archive for the ‘comunicazioni’ Category

La Protezione Civile di Legambiente

lunedì, marzo 8th, 2010

Rovigo, 7 marzo 2010                                                                Comunicato Stampa

Legambiente: tutela delle coste e prevenzione dei rischi

Esercitazione conclusiva del corso per la

tutela delle coste dalla marine pollution

La Protezione Civile di Legambiente istruisce volontari nella

bonifica delle coste interessate da un inquinamento da idrocarburi

La spiaggia del Moro di Rosolina Mare ha ospitato oggi l’esercitazione conclusiva del corso di Protezione Civile di Legambiente per la tutela delle coste dalla Marine Pollution. Decine di volontari in tuta bianca hanno dato vita ad una simulazione di intervento su un sito interessato da sversamento di idrocarburi. Dalle prime ore del mattino la spiaggia si è trasformata in un cantiere dove è stato allestito un modulo operativo estremamente efficiente che ha dato modo ai partecipanti di capire come si svolge l’attività di bonifica di siti costieri danneggiati.

“Da diverso tempo – commenta Luigi Lazzaro, responsabile regionale del  settore volontariato per Legambiente – sentivamo l’esigenza di proporre corsi di preparazione organizzativa, logistica ed operativa nella gestione della marine pollution. Coincidenza ha voluto che il corso gratuito da noi proposto prendesse avvio proprio in questi giorni, dopo la tragica vicenda di sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro, episodio che, ovviamente, ha danneggiato fortemente tutta l’asta del Po e avrà ripercussioni gravissime per gli ecosistemi fluviali e, conseguentemente, costieri.”

Ai partecipanti è stato proposto un programma approfondito che ha preso avvio da alcuni cenni storici e normativi sullo sviluppo della Protezione Civile. E’ stata poi analizzata la situazione della regione Veneto in merito ai fattori di rischio idrogeologico. Durante la seconda giornata sono stati presi in esame alcuni tragici eventi che hanno determinato sversamenti di prodotti petroliferi mentre nella seconda parte della giornata i volontari hanno studiato il modello di intervento sulla costa per la rimozione dei prodotti spiaggiati su coste sabbiose o rocciose, e le modalità di intervento in mare.

“Il corso di formazione offerto da Legambiente rappresenta una formazione d’eccellenza non compresa nei programmi formativi della Protezione Civile Nazionale – spiega Simone Nuglio, responsabile nazionale Legambiente Protezione Civile. Per questo da anni la nostra associazione collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e interviene tempestivamente in caso di emergenza.”

L’Italia è uno dei maggiori centri di trasformazione dei prodotti petroliferi. Con 17 grandi raffinerie e 14 porti petroliferi, la metà del greggio destinato al bacino del Mediterraneo viene scaricato in Italia per essere poi esportato in Europa. Ecco perché, sostiene l’associazione ambientalista, ogni regione costiera dovrebbe dotarsi di un gruppo di volontari specializzati.

“I volontari devono sapere come muoversi in sicurezza: basta mezz’ora di esposizione ad alcuni prodotti petroliferi per rovinare l’apparato respiratorio per sempre – prosegue Nuglio. Con questo corso di formazione vogliamo preparare al meglio i nostri volontari, ma soprattutto vogliamo continuare ed estendere la nostra proposta di formazione in questo settore, con l’obiettivo di creare dei nuovi gruppi specializzati ed ovviamente fornire adeguata preparazione ai gruppi provinciali e comunali già esistenti. Così facendo – conclude – metteremo a disposizione del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e Regionale, nuove e indispensabili competenze utili in questi casi di inquinamento da marine pollution

“La recente emergenza ambientale cui abbiamo assistito – afferma Giorgia Businaro, Responsabile settore acque per Legambiente Veneto – ha reso, se possibile, ancor più evidente e cogente la necessità di preparare volontari pronti per intervenire nella bonifica delle coste e degli argini fluviali dal greggio in caso di incidente ambientale. Interventi che se tempestivi ed efficaci si traducono nel miglioramento della risposta di protezione civile. Un ringraziamento doveroso – conclude Businaro – va al Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo senza il cui contributo questo corso non sarebbe stato realizzato”

Al termine dei corsi di formazione svolti i volontari entreranno di fatto a far parte di un gruppo regionale di Legambiente Protezione Civile specializzato in interventi di bonifica dalla marine pollution.

Realizzato da:                                                                                               Con il contributo di:

L’Ufficio Stampa

Legambiente Volontariato Veneto

Corso del Popolo, 276

Tel: 0425 27520 – Fax: 0425 28072

ufficiostampa@legambienteveneto.it

“Operazione SOS Po-Lambro”

giovedì, marzo 4th, 2010

Legambiente in viaggio per raccogliere criticità, problematiche e riflessioni sull’emergenza Po

Parte da Rovigo l’ “Operazione SOS Po-Lambro”

Nel fine settimana prende avvio il corso gratuito di Legambiente per la difesa delle coste dalla Marine Pollution

La Protezione Civile di Legambiente istruisce volontari nella

bonifica delle coste interessate da un inquinamento da idrocarburi

Legambiente, in viaggio a bordo di un camper per circa 400 chilometri dal Delta del Po fino a Monza, nei pressi del sito industriale della Lombarda Petroli, luogo dello sversamento che ha provocato il disastro dello scorso 23 febbraio.

In dieci giorni i tecnici di Legambiente, rispondendo all’allarme lanciato dai territori colpiti, incontreranno i diversi attori che operano sui due fiumi per scattare una fotografia della situazione in tempo reale, per verificare direttamente lo stato degli ecosistemi e delle rive, per raccogliere le testimonianze dirette di chi vive su questi fiumi.

Una cronaca quotidiana con reportage fotografico e audiovisivo, realizzata parlando con associazioni e semplici cittadini, con testimoni oculari del disastro e con quanti lavorano lungo il corso del Po, gli allevatori di cozze e molluschi, gli agricoltori, i pescatori, ma anche le istituzioni locali, il Parco Regionale del Delta del Po, l’Autorità di Bacino e gli enti preposti ai controlli.

Il viaggio, che coinvolgerà tutti i circoli locali di Legambiente e i tre comitati regionali di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, farà il punto della situazione dopo lo sversamento di prodotti petroliferi e il conseguente stop al depuratore di Monza. Sarà anche l’occasione per rilanciare l’adesione all’appello “Abbracciamo il Lambro” e chiedere una forte assunzione di responsabilità e impegni concreti al Governo e agli enti locali per il risanamento dei fiumi coinvolti.

Legambiente non si accontenta di resoconti rassicuranti e delle promesse pre-elettorali di fondi e interventi per la bonifica e la riqualificazione del bacino, ma vuole verificare di persona e monitorare direttamente lo stato dei fiumi colpiti. L’impegno è di tornare sugli stessi luoghi nei prossimi mesi e vedere se alle promesse avranno fatto seguito i fatti.

Si è reso evidente in questi ultimi giorni come la salute degli ecosistemi fluviali marini e costieri sia minacciata quotidianamente dagli idrocarburi. Le cause dei continui sversamenti di petrolio nei mari o nei fiumi non sono dovute solo agli incidenti, ma anche alle operazioni di routine eseguite dalle navi, o addirittura come sembra emergere nel caso del fiume Lambro, da eventi dolosi di vera e propria ecomafia. Continue e pesanti minacce per la salute del Mare Nostrum.

“È da diverso tempo – commenta Luigi Lazzaro, responsabile regionale del  settore volontariato per Legambiente – che sentiamo l’esigenza di proporre corsi di preparazione organizzativa, logistica ed operativa nella gestione della marine pollution, e, ironia della sorte, proprio in questi giorni prenderà avvio il primo corso di formazione di Legambiente per diventare volontari di protezione civile specializzati nella pulizia di coste e spiagge da sversamento di idrocarburi”.

I corsi gratuiti, che hanno preso avvio lo scorso fine settimana a Mestre, qualificano i partecipanti a far parte del gruppo di Protezione Civile di Legambiente e ad intervenire in caso di emergenza. Il prossimo appuntamento si svolgerà il 5, 6, 7 marzo a Rovigo e si concluderà con una esercitazione pratica sulla spiaggia di Rosolina Mare.

“È nostra intenzione – asserisce Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto – preparare al meglio i nostri volontari, ma soprattutto vogliamo continuare ed estendere la nostra proposta di formazione in questo settore, con l’obiettivo di creare dei nuovi gruppi specializzati ed ovviamente fornire adeguata preparazione ai gruppi provinciali e comunali già esistenti. Così facendo metteremo a disposizione del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e Regionale, nuove e indispensabili competenze utili in questi casi di inquinamento da marine pollution”.

Chiunque fosse interessato a ricevere maggiori informazioni e per iscrizioni è possibile inviare una e-mail a volontariato@legambienteveneto.it o telefonare ai numeri 333 8268258 – 0425 27520

L’Ufficio Stampa

Legambiente Volontariato Veneto

Corso del Popolo, 276

Tel: 0425 27520 – Fax: 0425 28072

ufficiostampa@legambienteveneto.it

Abbracciamo il Lambro ed il PO

sabato, febbraio 27th, 2010

Abbracciamo il Lambro

Appuntamento sabato 27 alle ore 11.30 nel Parco Lambro di Milano:

indignati per la selvaggia aggressione al fiume e al suo prezioso ecosistema stringiamo in un abbraccio simbolico il Lambro con una lunga catena umana.

Partecipate!

Firmate l’appello per chiedere che ci sia restituito il nostro fiume curato e pulito!

Una lunga catena umana che stringe in un abbraccio simbolico il fiume Lambro. E’ l’iniziativa che stiamo organizzando per sabato 27 febbraio dopo la catastrofe ecologica che ha investito questo corso d’acqua e che ora sta drammaticamente colpendo il Po.

L’onda nera di idrocarburi, partita martedì dalla ex raffineria di Villasanta, in provincia di Monza, ha già percorso 150 chilometri, lasciandosi alle spalle una terribile devastazione ecologica. Nelle prossime settimane il Lambro sarà pieno di macchie oleose e inquinato dagli scarichi del depuratore fuori uso di Monza.

Vogliamo, insieme ai cittadini e alle altre associazioni, denunciare la gravissima sottovalutazione della catastrofe ambientale, le omissioni della politica, l’incredibile ritardo degli interventi ma soprattutto vogliamo dire che per il Lambro è arrivato il momento del cambiamento: le responsabilità della catastrofe devono essere riconosciute e punite, ma subito dopo la rinascita del fiume deve diventare una sfida per l’intera comunità della Lombardia.

Invita cittadini, associazioni e comitati che hanno a cuore la salute di questo fiume ad unirsi in un abbraccio, una catena umana che si snoderà nel Parco Lambro di Milano sabato 27 febbraio ore 11.30

per informazioni 02 87386480

Appello abbracciamo il Lambro

Noi cittadini vogliamo esprimere il nostro dolore e la nostra rabbia per la selvaggia aggressione al fiume Lambro, alle sue sponde, al fragile ecosistema che faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento.
La catastrofe ecologica di questi giorni rischia di vanificare l’opera di risanamento necessaria a riportare la vita nel fiume più inquinato d’Italia.
Noi non ci rassegnamo e chiediamo una risposta rapida e determinata alle istituzioni.
Per questo lanciamo un appello a tutte le forze sane del Paese, agli imprenditori, alle associazioni, agli amministratori locali e regionali, al Governo, al mondo della politica, della cultura, dello spettacolo e ai semplici cittadini, perché ciascuno si impegni in una straordinaria opera di attenzione e risanamento del fiume e del suo territorio.
C’è bisogno dello sforzo congiunto di tutta la comunità, di un grande abbraccio che stringa forte il nostro fiume, lo liberi dai veleni, gli restituisca la vita e gli faccia sentire l’affetto di chi lo ama.

clicca qui per firmare l’appello

Le associazioni che hanno aderito

Legambiente, ACLI Anni Verdi Ambiente, ACLI Milano, ACRA, AIAB Lombardia, Altreconomia, Amici del Parco Trotter, ARCI Milano, Monza e Brianza, ARCI Lombardia, Centro Ambrosiano di Solidarietà, CGIL Lombardia, CIA Milano Lodi Monza e Brianza, CISL Milano, Coldiretti Lombardia, Fa’ la cosa giusta, FAI Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Casa della Carità, ISDE-Medici per l’Ambiente, ISTVAP Istituto per la tutela e la valorizzazione dell’Agricoltura Periurbana, Italia Nostra Milano, LIPU, Orchestra di Via Padova, Slow Food Milano, Slow Food Italia, Terre di Mezzo, WWF Lombardia

e inoltre

Ermanno Olmi, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giulio Cavalli, Ermete Realacci, Maria Berrini, Maurizio Baruffi, Enrico Fedrighini, Francesco Laforgia, Carlo Montalbetti, Stefano Maullu

Fai parte della Protezione Civile

mercoledì, febbraio 10th, 2010

Fai parte della Protezione Civile

12/01/2010

la_prociv.gifCorso di preparazione per gruppi di Protezione Civile specializzati in Beni Culturali


  • Sabato 30 gennaio 14.00-19.00
    Il gruppo locale e il territorio: obbiettivi del gruppo di protezione civile, studio del territorio e del patrimonio culturale di Verona.
  • Domenica 31 gennaio
    9.00-13.00 introduzione ai meccanismi e legislazione della protezione civile.
    14.00-19.00 I Beni culturiali(I parte): definizione, descrizione e tecniche esecutive. I materiali che compongono l’opera. Il degrado e la vulnerabilità, tecniche di primo intervento, accortezze nel trasporto.
  • Sabato 13 febbraio 14.00-19.00
    I Beni culturiali(II parte): definizione, descrizione e tecniche esecutive. I materiali che compongono l’opera. Il degrado e la vulnerabilità, tecniche di primo intervento, accortezze nel trasporto.
  • Domenica 14 febbraio
    9.00-13.00 La catalogazione come primo intervento per la messa in sicurezza dei Beni Culturali in emergenza.
    ESERCITAZIONE: IMBALLAGGIO DELLE OPERE D’ARTE
    14.00-19.00 Incontro con le realtà del territorio: protezione civile e vigili del fuoco. Conclusioni e riflessioni finali.

Il corso qualifica i partecipanti a far parte del gruppo di Protezione Civile di Legambiente e ad intervenire in caso di emergenza. Per ottenere la qualifica è necessario partecipare a TUTTE le sessioni.
Il corso si svolgerà presso il CSV di Verona (ex caserma di Santa Marta), in via cantarane 24 vicino alla nuova sede della facoltà di economia.

Per informazioni contattare: volontariato@legambienteverona.it tel. 346 3162890

(continua…)

LEGAMBIENTE SU NUOVA LEGGE REGIONALE

giovedì, gennaio 21st, 2010

Rovigo, 21 Gennaio 2010                                                                                                          COMUNICATO STAMPA

 

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LEGAMBIENTE SU NUOVA LEGGE REGIONALE ENERGIE RINNOVABILI: OTTIMO SEGNALE , ORA SERVE IL PIANO ENERGETICO REGIONALE

 

Sebbene anche questa legislatura regionale non sia riuscita a dotare il Veneto di un piano energetico regionale, il Consiglio ha varato la settimana scorsa dopo un iter travagliatissimo, una norma di semplificazione (primi firmatari Atalmi e Pettenò) che agevola l’iter istruttorio per installare piccoli impianti solari termici e fotovoltaici, creando inoltre un fondo di rotazione.

“Nonostante la normativa nazionale, nelle more della discussione del provvedimento veneziano, abbia già introdotto elementi di grande semplificazione si tratta comunque di un segnale forte ed opportuno, che ribadisce il ruolo di primo piano delle istituzioni locali nelle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici” commenta Michele Bertucco presidente di Legambiente Veneto “Questa norma fa onore al consiglio, ma non possiamo non notare come in tema di energia la giunta abbia remato spesso controcorrente rispetto alle istituzioni nazionali e internazionali: l’assenza del piano energetico regionale e le boutades sul nucleare ne sono un chiaro esempio”.

Nel frattempo il Veneto è cresciuto nel settore delle rinnovabili e in particolar modo dei pannelli solari domestici, diventando la terza regione per installazioni dopo la Lombardia e a breve distanza dall’Emilia-Romagna (vedi allegato): segno che le famiglie venete hanno capito l’importanza e la convenienza dell’energia solare, “votando” con le proprie tasche un sistema energetico diverso e dimostrando con le proprie azioni che è possibile. Il Veneto è anche la regione italiana che ha sviluppato il maggior numero di Gruppi d Acquisto Solari, che sono ormai decine grazie soprattutto all’azione di Legambiente e che hanno installato complessimamente più di un MW di potenza solare Fotovoltaica e continuano a crescere.

” È fondamentale”, conclude Bertucco “che ora al più presto si determinino le modalità di accesso  al fondo di rotazione di 2 milioni di euro previsto dal provvedimento da parte delle famiglie, che potrebbero vedersi togliere dal governo nel 2011 gli sgravi fiscali del 55% sul solare termico; è importante che si dia priorità agli impianti di taglia familiare destinati all’acqua calda sanitaria: il costo delle bollette del gas è destinato a salire molto nei prossimi anni e questo provvedimento potrà assumere anche un significato sociale se applicato in quest’ottica.”

 

L’Ufficio Stampa

Legambiente Volontariato Veneto

Corso del Popolo, 276

Tel: 0425 27520 – Fax: 0425 28072

ufficiostampa@legambienteveneto.it

SPORTELLO ENERGIA LEGAMBIENTE

venerdì, novembre 6th, 2009

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Sportello Energia Rovigo – Legambiente Rovigo

C.so del Popolo 276 – 45100 Rovigo (RO)

Tel. 0425.27520 (dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle ore 17.00)– Fax. 0425.28072

E-mail: energia.rovigo@legambienteveneto.it

Sito internet: http://sportelloenergia.legambienterovigo.eu/

COMUNICATO STAMPA legambiente nazionale

venerdì, settembre 25th, 2009

24/09/2009 15:17 Il Governo cancella gli eco incentivi per il solare e l’efficienza energetica.
Legambiente “Decisione inaccettabile. Daremo battaglia insieme ai cittadini”
“Un anno dopo il Governo ci riprova. E come allora daremo dura battaglia per contrastare questa scelta insensata”.
Così Legambiente commenta la notizia della decisione del Governo di cancellare il bonus fiscale del 55% per il solare termico e l’efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti per l’energia solare termica e l’efficienza energetica con sostanziosi vantaggi per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti.

“Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di Co2 – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – si colpisce concretamente tutto quel settore dell’industria più innovativa condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di più di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Tutto questo è inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinché, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata”.

SOSTIENI LEGAMBIENTE: INSCRIVITI ORA!

venerdì, settembre 25th, 2009

la foto riguarda il nostroPo

Dalle Alpi a Lampedusa Legambiente è sostenuta da volontari liberi cittadini che si occupano del proprio territorio portando avanti vertenze ed attività di informazione e sensibilizzazione.
Iscriversi a Legambiente significa contribuire in modo concreto a queste iniziative, entrare a far parte di una grande organizzazione nazionale che è in grado di cambiare le cose.
Abbiamo un sogno per il futuro: fare di Legambiente uno spazio aperto dove tutti, persone, comunità, organizzazioni, imprese ed istituzioni, siano protagonisti del cambiamento, per realizzare insieme un mondo diverso, un mondo migliore.
Per trasformare questo sogno in realtà abbiamo bisogno di essere molti. Moltissimi. Se saremo in tanti, le “cose buone” che vogliamo portare avanti potranno davvero realizzarsi.
La strada è lunga e c’è molto lavoro da fare, però se saremo in tanti potremo davvero realizzare questo sogno.
Scegli di condividere questi ideali, trasformiamoli in realtà. Scegli di essere dei nostri, iscriviti ora!

Contatti:
tel. 3288729114 leoeleo@libero.it

basta che dai i tuoi dati in sede Legambiente Delta del Po- Adria- via marinomarin 28, tutti i giovedì dalle 21. Oppure rivolgiti ad un socio di Legambiente che ti darà la tessera.
Scegli la tua tessera Legambiente! Iscriviti ora!
Socio junior (€ 10.00). Nati dal 1996 in poi – riceve “Jey”
Socio Giovane (€ 15.00). Nati dal 1982 al 1995 – riceve “La Nuova Ecologia”
Socio Ordinario (€ 30.00). Riceve “La Nuova Ecologia”
Socio Scuola e Formazione (€ 35.00). Riceve “La Nuova Ecologia” e “Formazione Ambiente”
Socio Sostenitore (€ 80.00). Riceve “La Nuova Ecologia” e il volume “Ambiente Italia” (con uscita aprile/maggio 2009)
Tessera Collettiva (€ 50.00). Riceve “La Nuova Ecologia”

tesseramento 2010

venerdì, settembre 4th, 2009

La Campagna Tesseramento 2010 di Legambiente

Legambiente, l’organizzazione ambientalista italiana che dal 1980 si occupa di salvaguardia, corretta gestione e promozione di stili di vita, sistemi di produzione e uso di risorse sostenibili, ha lanciato la Campagna tesseramento 2010.

Ricordo che la tessera costa 30 euri.
13 vanno per assicurazione e giornale, 17 restano per le attività del circolo.

Da il diritto a 12 numeri di Nuova Ecologia, all’assicurazione per tutte le attività del circolo.
Le tessere si possono prenotare in sede tutti i giovedì sera o dagli amici del circolo.

PESSIMA LEGGE REGIONALE PER LA CASA

giovedì, luglio 2nd, 2009

ROVIGO, 2 luglio 2009
Piano casa regionale: è stata approvata una pessima legge

Il piano casa, approvato in via definitiva ieri 1 luglio 2009 dal Consiglio Regionale del Veneto, corregge alcuni punti oggetto di contrasto, ma mantiene l’impianto negativo più volte denunciato e apre la strada ad un nuova massiccia densificazione del territorio, che avrà gravi conseguenze sulla forma e sull’immagine delle città e benefici assai modesti sotto il profilo ambientale.
Gli aspetti migliorativi sono:
l’esclusione dei centri storici dai benefici della legge;
la condizione della compatibilità urbanistica dell’area per accedere alla demolizione e ricostruzione, con ampliamento, degli edifici non residenziali;
la soppressione del “silenzio assenso” nel caso in cui i comuni non decidessero entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la nuova legge regionale in deroga agli strumenti urbanistici vigenti.

Questi invece i punti contestati del provvedimento che rimangono nel testo definitivo:
Disattende l’accordo Stato-Regioni sottoscritto il 31 marzo 2009.
Questo accordo, pur lasciando spazio a diverse determinazioni regionali, aveva stabilito che l’ampliamento del 20% del volume esistente dovesse riguardare gli edifici residenziali uni-bifamiliari, di volumetria comunque non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo non superiore a 200 mc.
La regione Veneto, invece, ha voluto eccellere nella “deregolazione”, consentendo l’ampliamento a tutte le tipologie di edifici, residenziali e no, indipendentemente dal volume esistente e senza alcun limite massimo di volumetria. In sostanza, abbandonata l’ipocrisia di voler rispondere alle esigenze abitative, la legge prevede che chi più ha più potrà costruire. Potrà, inoltre, in deroga alle norme ed ai regolamenti edilizi, essere ampliata ogni singola unità immobiliare facente parte di un condominio, purché sia unicamente rispettato il regolamento interno. Tutto ciò comporterà una disordinata attività edilizia nelle periferie, che produrrà un più che probabile decadimento ambientale in considerazione del fatto che, se si eccettuano le case a schiera, la legge non pone nessuna prescrizione tesa a salvaguardare la qualità architettonica dell’ambiente urbano.
Vanifica i Piani di Assetto del Territorio comunali (PAT) ed intercomunali (PATI)
Tutti i documenti di analisi, allegati ai piani urbanistici comunali e sovracomunali, hanno denunciato la dispersione insediativa che ha caratterizzato lo sviluppo del territorio, sia per quanto riguarda il sistema residenziale che quello produttivo. A questa dispersione i comuni stanno cercando di porre rimedio indicando nei loro piani strategici, soprattutto per il sistema produttivo, gli ambiti soggetti a riconversione e a razionalizzazione. La possibilità, concessa dalla legge testé approvata, di ampliare gli edifici non residenziali o di poterli ricostruire, all’interno dell’area di proprietà, con un incremento volumetrico che va dal 30 al 50%, di fatto cristallizza le situazioni incongrue e vanifica l’intento di riordino del territorio che i comuni stanno tentando di programmare con l’elaborazione dei loro nuovi piani strategici.
Perde l’occasione di fare un salto culturale di qualità verso lo sviluppo sostenibile
La preoccupazione di incentivare soprattutto la ripresa dell’attività edilizia, peraltro mai ferma, ha reso tiepide e residuali le iniziative per promuovere l’uso delle buone tecniche edilizie in materia di risparmio energetico e di materiali ecocompatibili. Per queste buone tecniche sono previsti un incentivo volumetrico del 10%, rispetto a quello del 30 concesso a tutti, e l’esenzione dal pagamento del costo di costruzione. Una legge che avesse voluto contemperare l’interesse privato ad ampliare la propria abitazione o il proprio capannone, in deroga ai regolamenti urbanistici, con l’interesse pubblico legato al contenimento dell’inquinamento derivante dalle emissioni climalteranti per la produzione di energia e per lo smaltimento dei rifiuti, avrebbe dovuto porre il ricorso alla bioedilizia ed alle fonti rinnovabili di energia come condizione necessaria per accedere a qualsiasi ampliamento. Si sarebbe così potuto limitare al 30% l’aumento volumetrico e ridurre di conseguenza la cementificazione del territorio, premiando eventualmente con la riduzione degli oneri di costruzione gli interventi che assicurano le prestazioni ecologiche migliori.
Si presta a facili furbizie per spacciare l’intervento come ecosostenibile
L’assenza di qualsiasi requisito prestazionale sia per quanto riguarda il ricorso alle tecniche della bioedilizia, fatto salvo un generico richiamo alla L. R. n. 4/2007 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile”, sia per quanto riguarda il ricorso alle fonti di energia rinnovabile, rende vacuo il dettato normativo. Basterà un’autocertificazione che attesti di aver inserito qualche riduttore di flusso nei rubinetti o una vernice di origine naturale o un pannello solare per avere diritto a un consistente aumento di cubatura ed alla cancellazione del costo di costruzione. In sostanza pochi euro di spesa ed un beneficio ambientale pressoché nullo per avere diritto a consumare altro territorio, in deroga alle norme urbanistiche, e sottrarre oneri al bilancio comunale. Gli obiettivi ecologici della legge dovrebbero essere invece tutelati, nell’interesse della collettività oltre che degli stessi interessati, da precise prescrizioni, soggette al controllo del comune, in ordine alla percentuale di materiali biocompatibili usati e del risparmio energetico ricavato dall’uso di fonti rinnovabili di energia.
Elude la Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
La direttiva comunitaria 2001/42/CEE impone la VAS per i piani e programmi elaborati nel settore della pianificazione territoriale e della destinazione dei suoli (art. 3, par. 2) escludendo solo i piani che determinano l’uso di piccole aree a livello locale e modifiche minori dei piani e programmi, salvo che abbiano effetti significativi sull’ambiente (art. 3, par. 3). Non v’è dubbio che la legge regionale approvata ha un impatto assai rilevante sul territorio e produrrà, di conseguenza, effetti significativi sull’ambiente. La VAS pertanto era obbligatoria. Avere approvato la legge in sua assenza ipotizza un vizio di legittimità, che potrà essere impugnato presso il tribunale amministrativo, e costituisce in ogni caso un’infrazione alle leggi comunitarie passibile di sanzioni da parte della comunità europea.

L’ufficio stampa
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