Archive for the ‘COMPORTAMENTI ECOLOGICI’ Category

“A scuola di ECOlogia domestica”

giovedì, dicembre 2nd, 2010

Rovigo, 29 novembre 2010                                                         Comunicato Stampa

Nuove emarginazioni ed ambientalismo

Legambiente invita le donne “A scuola di ECOlogia domestica”

Al via il corso di formazione sui consumi sostenibili rivolto alle

donne immigrate della provincia di Rovigo

“Come può l’ambientalismo diventare un nuovo terreno di valorizzazione e protagonismo delle donne?”: Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto, parte da un quesito semplice e chiaro per delineare il ragionamento da cui muove “A scuola di ECOlogia domestica”, progetto di educazione ambientale presentato oggi presso la sede del Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo, che co-finanzia l’ attività.

“Legambiente – prosegue Bertucco – pone, tra i suoi obblighi statutari, la formazione riguardo stili di vita, di produzione e di consumo improntati all’ecosviluppo. Per questo promuove la partecipazione dei cittadini alla difesa dell’ambiente e alla definizione della propria qualità della vita, favorendo una migliore organizzazione sociale e un miglioramento di comportamenti individuali e collettivi. Da qui la decisione di applicare la nostra esperienza nell’educazione ambientale ad una nuova fascia di soggetti: donne immigrate che potranno sfruttare il corso di formazione proposto come fonte di consigli per il risparmio, anche economico, e come occasione di socializzazione ed integrazione”.

La proposta di Legambiente si concretizza in un corso di educazione ambientale che si rivolge alle donne immigrate, con lo scopo di insegnare loro a praticare l’ambientalismo all’interno delle proprie mura domestiche e di rivalutare il ruolo della donna. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, la valorizzazione della figura femminile, in casa, avviene grazie alle sue scelte quotidiane sostenibili attuate all’interno della famiglia. La donna inoltre, in quanto madre, sorella, figlia, moglie, si pone come “strumento” di divulgazione di un pensiero ecologico che ha origine dai fondamenti della società: il nucleo famigliare.

“Ciò che Legambiente propone – puntualizza Bertucco – è un protagonismo che parte ‘dal basso’, passa per gli stili di vita e innesca milioni di cambiamenti con la potenzialità e l’aspirazione a diventare rinnovamento strategico del vivere quotidiano”.

Il corso di formazione per donne straniere scaturisce dall’esigenza di attivare e coinvolgere la società multietnica rodigina verso uno stile di vita più ecosostenibile, del risparmio energetico e delle risorse naturali.

La popolazione straniera residente nella provincia di Rovigo è in costante aumento e colpisce la notevole superiorità numerica femminile.

“Per questo – afferma Ilaria Boldrin, coordinatrice del progetto – risulta importante sensibilizzare le donne straniere della città ad un’ecologia domestica e ad una migliore gestione della casa, in linea con le abitudini della società d’appartenenza. In questo modo il corso può diventare un ‘aggancio’ per entrare in contatto con la comunità straniera ed intervenire nell’ educazione civile promuovendo il tema dell’ecologia domestica come un’opportunità di dialogo e un aiuto in più per chi ancora non conosce le regole condivise dalla comunità ospitante”.

Il corso sarà suddiviso in quattro tematiche (RIFIUTI, ACQUA, ENERGIA, MOBILITÁ) affrontate con un approccio semplice e concreto: corretta gestione dei rifiuti solidi urbani, pericolosi ed ingombranti; dimostrazione pratica di svolgimento di una corretta raccolta differenziata con la presentazione dei diversi bidoni stradali; insegnamento di buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua, con la consegna alle partecipanti di un kit di riduttori di flusso, come primo passo al risparmio concreto. Per incentivare la riduzione dei consumi energetici verranno consegnate lampade a basso consumo che,  affiancate a semplici regole di risparmio energetico nelle faccende domestiche, aiuteranno la famiglia a ridurre i costi dell’energia elettrica in bolletta. Infine verranno forniti consigli sull’ utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, come bicicletta e autobus, che, oltre a contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, potranno garantire maggiore indipendenza della donna.

Gli incontri teorici saranno concretizzati attraverso azioni pratiche svolte in aule attrezzate messe a disposizione dalla CARITAS di Rovigo.

Numerose saranno le associazioni che parteciperanno all’iniziativa: CARITAS, ARCI Solidarietà, Centro Interculturale Donna, Associazione Nigerian Women Cultural Promotion, Associazione Noi Altre, Associazione Nadiya. Il progetto gode inoltre del patrocinio della Provincia e del Comune di Rovigo e dell’appoggio dei relativi Sportelli Informaimmigrati.

Con il contributo di

Con il patrocinio di:

Provincia di

Rovigo

Comune di

Rovigo

Era una discarica ora è un bosco pulito

domenica, novembre 28th, 2010

Guido Fracon,  il Gazzettino di Rovigo, 28/11/2010

È stata coronata da successo nei giorni scorsi, a cura del Corpo Forestale dello Stato, l’operazione di restyling e di pulizia del bosco di Ca’ Emo in località Liparo, area destinata a trasformarsi nel più grande bosco di pianura della municipalità adriese. In progetto la piantumazione, a primavera, di altri duemila metri di terreno in base agli accordi sottoscritti dagli ex assessori Daniele Ceccarello e Giorgio D’Angelo. Prosegue dunque l’iter della complessa operazione di recupero ambientale della zona, passata attraverso numerosi interventi. L’area, inaugurata negli anni scorsi, su cui già sono stati collocati tavoli con sedili incorporati, cestini e portabiclette, oltre al capitello della madonnina di Ramalto, ha alle spalle una lunga storia. Il progetto di recupero di questa striscia di terreno di proprietà del consorzio Adige – Canal Bianco, ebbe inizio oltre cinque anni fa.
La storia del bosco invece risale al 1988 quando il consorzio lanciò un progetto per la bonifica ed il recupero della golena ubicata tra strada Ramalto e l’argine del Valdentro. Quell’area era soggetta allora allo scarico abusivo di rifiuti inerti e solidi urbani. Si decise pertanto di recuperarla mediante il conferimento controllato di circa 20mila metri cubi di materiale inerte. Fece seguito un progetto redatto dalla Provincia di recupero ambientale del sito ed un accordo comune – consorzio con cui il secondo ente autorizza la municipalità adriese ad eseguire il recupero ambientale. Fu stipulata una convenzione che prevedeva che gli inerti potessero essere conferiti oltre che dal comune, anche da privati. La discarica doveva essere custodita e recintata, in modo da impedire depositi incontrollati. Fu così solo all’inizio; il sito non funzionò mai a regime. La pubblica amministrazione decise poi di sospendere dopo pochi mesi la presenza del custode e, nel 1994, informò il consorzio che considerava concluso il recupero ambientale. Da allora iniziarono i problemi veri. Ignoti iniziarono a scaricare in loco, abusivamente, rifiuti di vario genere tanto che nel maggio del 1999 la Forestale segnalò la cosa alla pubblica amministrazione ed il comune fece bonificare, a sue spese, l’area. Ciò accadde più volte e nel 2003 si arrivò anche al sequestro.

Bar dovevano adeguarsi alla differenziata?

giovedì, settembre 30th, 2010

Anche i bar dovevano adeguarsi alla differenziata?

Allora gli stranieri ci insegnano.

In tutto il Delta del Po da anni si pratica la raccolta differenziata dei rifiuti, ma i bar e i locali pubblici non la fanno, solo poche eccezioni la praticano, ma sono troppo pochi.

Ad Adria un Kebab fra l’altro con prodotti molto buoni la pratica, poi un solo locale, club, dove si gioca a carte, per il resto non c’è sensibilità.

Se anche i locali pubblici si adeguassero a mettere vari cesti differenziando i rifiuti: scenderebbero i costi della raccolta per tutti. Anche le scuole praticano parzialmente la differenziata e dovrebbero essere il primo esempio per l’educazione dei cittadini del futuro.

Non si capisce perché nelle case private si deve essere civili, mentre quando si esce fuori casa nei locali pubblici questo principio non deve più valere.

Legambiente –circolo del Delta del Po-

Puliamo Artesura con Arteinstrada

lunedì, settembre 6th, 2010

Adria-Artesura 4/settembre/2010

I ragazzi di Arteintrada si sono offerti volontari per ripulire dai rifiuti il percorso di Artesura.

Il volontariato che collabora col le altre associazioni e partecipa a rendere più bella la città con un esempio semplice ma anche efficace.

Magari avessero tutti un po di consapevolezza della condivisione e solidarietà fra i cittadini come questi ragazzi, che dire: grazie a loro.

Grazie a Gigin e Gabriele

lunedì, settembre 6th, 2010

C’è un valore che Legambiente ha sempre cercato di promuovere in tutte le forme, la solidarietà con tutte le persone ed il rispetto fra gli uomini.

Vogliamo ringraziare, credo a nome di tutte le associazioni di Adria due persone che al mondo del volontariato del nostro territorio hanno dato e stanno per dare ancora tanto. Il ringraziamento è in particolare per due grandi valori che vengono testimoniati nelle manifestazioni o alle feste del Volontariato che sono l’accoglienza di tutti e l’aiuto a tutti. Questi principi non molto praticati e un po’ fuori moda: vivono ancora attraverso la sensibilità di questi personaggi che si spendono nella vita pubblica solo per condividere e far crescere le associazioni nello spirito di solidarietà.

Non si tratta di un semplice elogio o tributo a delle persone che ci aiutano a migliorare la città in cui viviamo, ma sono l’esempio di comportamenti civili virtuosi che essi, forse senza sapere, regalano  alle prossime generazioni.

Oggi fare volontariato non è semplice, molti vogliono usare le associazioni per altri scopi, snaturandone lo spirito, ma loro sono fermi nel promuovere le giuste pratiche per non esserne coinvolti.

Vogliamo dire, finchè in una città queste persone esistono possiamo avere delle speranze che tutto ciò che è aiuto, sacrificio per gli altri in maniera gratuita: può ancora accadere. Grazie a Gigin e a Gabriele.

Gabriele Andriotto                                    Passadore Luigi -Gigin-

Voler Bene All’Italia. Al via la VII edizione.

sabato, maggio 8th, 2010

Primo Piano

Voler Bene All’Italia. Al via la VII edizione.

Inizia oggi il week-end di festa di Voler Bene all’Italia 2010. Ringraziando tutti gli aderenti cogliamo l’occasione per augurare una buona festa a tutti, una giornata di partecipazione e celebrazione per i piccoli comuni italiani.

Questo fine settimana torna Voler Bene all’Italia per celebrare i Piccoli Comuni, vere roccaforti d’identità e saperi, nonché custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, ma anche luoghi di sperimentazione delle buone pratiche più innovative in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti, laboratori di futuro.

Grazie al sostegno e all’impegno che tantissime Amministrazioni, ma anche molte associazioni, CEA e Circoli di Legambiente, hanno voluto dare alla settima edizione di Voler Bene all’Italia, anche quest’anno la Festa Nazionale dei Piccoli Comuni sarà un grande successo e vedrà la partecipazione di oltre 2.000 borghi. Sarà un’occasione per celebrare i tesori dei nostri centri cosiddetti minori, le coltivazioni agricole tradizionali, i mestieri e i saperi tramandati alle nuove generazioni e le economie più solide del made in Italy.

Ringraziamo tutta la Legambiente, le Amministrazioni e le realtà del Comitato Promotore per aver contributo alla ricchezza dell’iniziativa e vi auguriamo una felice giornata festa.

Campionato solare

sabato, maggio 8th, 2010

Pannelli solari

Le città italiane in gara per vincere la competizione delle rinnovabili. L’iniziativa promossa da Legambiente in collaborazione con Klimaenergy per “misurare” la diffusione del solare termico e del fotovoltaico

Presentato oggi a Milano il “Campionato Solare”, l’iniziativa promossa da Legambiente in collaborazione con Klimaenergy per raccogliere e pubblicare tutti i dati relativi alla diffusione del solare termico e del fotovoltaico nelle città italiane per poter ricostruire e aggiornare sistematicamente la classifica sulle migliori performance urbane. Obiettivo di questa originale classifica è quello di stimolare una sana competizione fra i centri urbani, perché nelle realtà più innovative, grazie al solare, l’aria è più pulita e i cittadini risparmiano in bolletta, mentre la diffusione delle nuove tecnologie determina anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

I risultati saranno presentati il 23 Settembre a Bolzano durante la Fiera Klimaenergy. Il campionato avrà anche un sito dedicato dove poter consultare tutti i dati, a disposizione anche dei Comuni che potranno aggiornarlo periodicamente:www.campionatosolare.it.

Il monitoraggio completo e aggiornato dei dati sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico si otterrà attraverso i dati ottenuti tramite un questionario inviato ai Comuni italiani, incrociati con dati provenienti dal GSE e dalle Aziende e associazioni del settore.

La Classifica verrà calcolata considerando il rapporto tra la popolazione residente nei territori comunali e le installazioni di pannelli solari, sia termici che fotovoltaici. Lo scopo, è quello di premiare le realtà comunali dove le tecnologie rinnovabili, e in particolare solari, rispondono meglio al fabbisogno elettrico e termico delle famiglie.

La classifica del campionato verrà stilata attribuendo un punteggio numerico sulla base dei dati censiti: 1 punto ogni 10 mq per abitante di solare termico, 1 punto ogni 3 Watt per abitante di solare fotovoltaico. La somma dei punti genererà una classifica delle Amministrazioni che avranno la maggior potenza installata in relazione al numero degli abitanti.

Le classifiche saranno divise in 4 categorie in base alla grandezza dei Comuni: piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti), Comuni medi (da 5.000 a 20.000 abitanti), Comuni medio-grandi (20.001  a 100.000), grandi Comuni (maggiori di 101.000 abitanti).  I dati verranno aggiornati con cadenza trimestrale e pubblicati attraverso il sito dedicato all’iniziativa.

Verde senza barriere

lunedì, dicembre 7th, 2009

Legambiente Saccisica Piove di Sacco

 

DSC_0192[00]L’area umida di Ca’ di Mezzo è stata realizzata 9 anni fa dal Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione; un’area di fitodepurazione delle acque di scolo, in un territorio di 30 ettari, con 3 bacini lacustri e 10 ettari di superfice golenale. La depurazione delle acque destinate a defluire nella laguna di Venezia viene effettuata grazie a piante che captano sostanze chimiche inquinanti per modificarle in sostanze non nocive per l’ambiente. Un ruolo fondamentale è svolto dalla canna di palude, una specie vegetale appositamente piantata nelle golene delle aree umide per la sua capacità di favorire i processi di rimozione degli inquinanti delle acque: dei solidi sospesi, dei composti azotati e dai fosfati.

Fin dai primi anni Legambiente della Saccisica ha in affidamento la gestione didattico-naturalistica dell’area umida: durante l’anno scolastico vengono effettualte visite e laboratori per studenti ma anche per gruppi di adulti. In questo contesto è stato realizzato il progetto VERDE SENZA BARRIERE: attrezzare un sentiero senza bariere architettoniche per persone con disabilità motoria.

Il paesaggio è attraente e vario a seconda delle stagioni: in primavera ed in estate si possono ammirare fioriture che ricoprono i sentieri. La varietà dell’habitat e la ricchezza dell’acqua permettono la presenza di varie specie di uccelli, anfibi, mammiferi e rettili che popolano il canneto.

Ora anche anziani, persone che deambulano con difficoltà o che utilizzano carrozzine potranno percorrere con facilità un lungo tratto dell’intero sentiero, arrivando dal centro di accoglienza visitatori sino al primo punto di osservazione, situato fra i primi due dei tre laghetti della zona. Da qui sarà possibile osservare, in tranquillità, aironi, garzette, svassi…. a seconda delle giornate e delle stagioni.

Infatti Cà di Mezzo è un ecosistema molto complesso per la molteplicità dei microambienti che racchiude. La grande disponibilità di nicchie ecologiche costituisce un forte richiamo per molte specie di uccelli che possono nidificare e trovare rifugio, riposo e nutrimento nell’acqua, nei canneti, nelle dolci pendenze delle golene emerse e nelle isole.
In prossimità delle golene, dove l’acqua è più bassa, è possibile osservare grandi uccelli appartenenti alla famiglia degli ardeidi, come l’airone cenerino, l’airone bianco maggiore e la garzetta. Tra le specie limicole di trampolieri a Cà di Mezzo si può vedere anche il cavaliere d’Italia, un uccello molto elegante che predilige le zone fangose delle golene emerse. Le zone d’acqua libera sono popolate da specie come lo svasso maggiore, il germano reale e la gallinella d’acqua. Fra i predatori a Cà di Mezzo è possibile riconoscere il falco di palude, un rapace diurno che si nutre di piccoli uccelli, mammiferi e pesci. Tra gli uccelli di più piccole dimensioni è possibile segnalare il martin pescatore, l’usignolo di fiume e lo scricciolo.

Il percorso realizzato a Cà di Mezzo dà l’avvio ad una serie di soluzioni che i volontari di Legambiente intendono realizzare per rendere accessibili e fruibili questi spazi; le prossime azioni saranno rivolte ad ipovedenti con la predisposizione di adeguati pannelli, audioguide e materiali informativi cartacei.

VERDE SENZA BARRIERE è un progetto regionale che ha visto coinvolti in ambito regionale 6 circoli di Legambiente: oltre a quello della Saccisica di Piove di Sacco, anche Verona, Sernaglia della Battaglia (TV), di Vicenza, Venezia e Ceggia (Ve). In ognuna di queste realtà i volontari di Legambiente hanno provveduto, in modalità diverse, alla sistemazione di aree verdi, per rendere agevole l’accesso anche a persone diversamente abili. Tutti i lavori nelle sei realtà sono stati realizzati coi fondi di un bando del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato, che ha coperto il 70% delle spese (50.000,00 euro), il restante della cifra a carico dei circoli.

All’inaugurazione del 28 novembre sono invitate autorità locali, dei Consorzi, componenti delle associazioni per il superamento dell’handicap e cooperative sociali, rappresentanti regionali e nazionali di Legambiente. Per maggiori informazioni: Circolo della Saccisica  049.58.30.018 – Maurizio Savioli: 340.48.81.745, www.legambientepiove.it

Maurizio Savioli, Presidente Legambiente della Saccisica

GLI SPOSI RECICLONI

sabato, dicembre 5th, 2009
_YEI3134Gli sposi “biodegradabili” della campagna ‘Ridurre si può’ di Legambiente presentano il decalogo della prevenzione di rifiuti: 

1.  Utilizzare le borse di tela o quelle di plastica biodegradabile al posto degli shopper in plastica tradizionale, per poi utilizzarli più e più volte. 
2.  Acquistare verdura e frutta sfusa e non quella confezionata nelle vaschette di plastica. Fare lo stesso con gli affettati, le carni e i formaggi. 
3.  Bere l’acqua di rubinetto, invece di quella in bottiglia 
4.  Scegliere i prodotti confezionati in imballaggi riciclati o facilmente riciclabili, come quelli mono-materiale, evitando le confezioni multi materiale (come quelle composte da carta e plastica insieme).
5.  Evitare i piatti e bicchieri di plastica o, se proprio occorrono, utilizzare quelli in materiale biodegradabile.
6.   Laddove possibile, scegliere detersivi, detergenti, pasta e legumi distribuiti alla spina per riutilizzare lo stesso contenitore.
7.   Scegliere prodotti con la margherita europea (Ecolabel), il marchio di certificazione concesso ai prodotti che nel loro ciclo di vita hanno prodotto il minor impatto ambientale.
8.   Evitare il superimballaggio delle porzioni mono dose, scegliendo il formato famiglia.
9.   Acquistare il latte dai distributori alla spina, riutilizzando le bottiglie in vetro.
10. Usare sempre le pile ricaricabili anziché quelle usa e getta.

 

In condominio basta la maggioranza dei millesimi.

martedì, ottobre 20th, 2009

caseRisparmio energetico
Per deliberare interventi diretti al risparmio energetico, purché individuati con una certificazione energetica o una diagnosi energetica, basta la maggioranza dei millesimi degli intervenuti in assemblea (articolo 26, comma 2, legge 10/1991). Il Dpr 59/2009 scoraggia la trasformazione dell’impianto negli edifici residenziali con più di quattro appartamenti (e in quelli più piccoli se la potenza nominale è maggiore o uguale di 100 kW) a meno che sia inevitabile per cause tecniche o di forza maggiore.