Archive for the ‘CACCIA’ Category

CACCIA:COMUNICATO STAMPA

venerdì, novembre 6th, 2009

LAC – LEGAMBIENTE – LAV – ENPA

La Giunta regionale del Veneto in seduta straordinaria raggira il decreto del TAR del Veneto che bloccava la caccia agli uccelli insettivori protetti.
Calpestata la legalità per fare l’ennesimo regalo ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori: pronto un nuovo ricorso, in cantiere una denuncia alla Procura della Repubblica.

La Giunta Galan ieri notte 30 ottobre 2009, in orario di chiusura degli uffici pubblici, si è addirittura riunita in seduta straordinaria, niente meno che presso il Genio Civile di Padova, per approvare una delibera fotocopia della precedente sulla caccia ai piccoli uccelli migratori, protetti dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria 409/79/CEE, quali Pispole, Fringuelli, Peppole e Storni.
La Giunta regionale così facendo ha calpestato le decisioni del TAR del Veneto che, proprio il giorno prima con Decreto cautelare n.986/2009 del 29/10/2009, aveva stabilito che “sussiste il requisito dell’immediata gravità e irreparabilità del danno” bloccando la precedente delibera del 6 ottobre 2009 sulla “caccia in deroga”.

 

Le modifiche apportate rispetto alla precedente delibera sono praticamente inesistenti dal momento che è stato modificato il carniere totale regionale ma non il carniere giornaliero di ogni singolo cacciatore che potrà continuare a cacciare come il giorno prima.

Viene così approvato il “Lodo Galan – bis” che conferisce ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori protetti l’immunità dal reato di bracconaggio previsto dalla legge sulla caccia, la 157/92, per chi abbatte specie protette.

In 15 anni di governatorato Galan mai prima d’ora in Veneto si era assistito ad un così solerte intervento in emergenza della giunta regionale come quello sulla caccia in deroga  di venerdì notte.
La Giunta regionale invece di affrontare i problemi urgenti dei cittadini come quelli delle migliaia di veneti che hanno perso il posto di lavoro, delle altre migliaia che stanno terminando il periodo di cassa integrazione per poi ritrovarsi disoccupati, degli imprenditori che pur di non chiudere la propria azienda stanno vendendo l’automobile e prosciugando i risparmi in banca per pagare i propri operai, della gente che alla quarta settimana è costretta a rivolgersi alla Caritas per poter mangiare, dell’aria inquinata che ci avvelena tutti, del piano di risanamento dell’aria regionale bocciato dall’Unione Europea e delle sanzioni multimilionarie che dal 2011 dovranno pagare i cittadini veneti, dei piani cave e di risanamento delle acque che nessuno da anni approva a vantaggio di cavatori ed inquinatori, del il piano regionale sui rifiuti, è solertissima nel riunirsi in emergenza per ridare il via libera a quello che nel resto d’Italia è considerato bracconaggio e sanzionato penalmente dalla legge.
Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: “Quello utilizzato dalla Giunta Galan è un espediente di bassissimo profilo, sono ricorsi a mezzucci molto scorretti solo per conquistare qualche giorno in più di caccia agli uccelli protetti. Questo è un modo poco onorevole utilizzato per scavalcare le leggi, stupisce che un comportamento del genere venga attuato da una pubblica amministrazione che dovrebbe invece dare l’esempio nel rispetto rigoroso delle leggi. Speriamo che i cittadini veneti che dovranno pagare pesantissime sanzioni dell’Unione Europea per la violazione delle Direttive Comunitarie che tutelano la fauna selvatica, alle prossime elezioni regionali diano il loro contributo per mandare a casa il “soldato” Galan e tutti i suoi compari. Ora con i nostri legali stiamo valutando la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica per eventuali reati a carico della Giunta regionale per mancata ottemperanza alle decisioni del TAR.”
Michele Bertucco presidente di Legambiente Veneto ha dichiarato: “La nuova delibera della Giunta regionale sulla caccia in deroga è una decisione scandalosa che si fa beffa del TAR e dell’Unione Europea e soprattutto per le dichiarazioni fatte in precedenza dall’europarlamentare Berlato sembra una decisione presa sotto dettatura della lobby dei cacciatori.”
A breve verrà presentato un ricorso al TAR contro la nuova delibera.

 

Rovigo, 31 ottobre 2009 


LAC – LEGAMBIENTE – LAV – ENPA

Caccia: con il solo voto contrario della Regione Veneto

lunedì, ottobre 12th, 2009

Caccia, le Regioni non vogliono modifiche alla leggecaccia

Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria. Sottolineando la necessità di perseguire «l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio»

Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria esprimendo in un documento i motivi della sua contrarietà. In sostanza la Conferenza conferma “la necessità di mantenere inalterato il nucleo fondante dell’attuale legge sulla caccia (L.157/92), che persegue l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica ed il prelievo venatorio”. La Conferenza dichiara di “condividere fortemente quanto indicato dal tavolo degli stakeholders nel documento dell’11 novembre scorso ed esprime preoccupazione circa il fatto che le proposte di legge presentate abbiano accentuato polemiche che ritornano a dividere l’opinione pubblica con il forte riaccendersi della polarizzazione sul tema della caccia”, pur dichiarando la propria “disponibilità a esaminare proposte di modifica”.

La posizione espressa dai tavolo dei decisori che riunisce associazioni ambientaliste, venatorie e organizzazioni agricole, richiamata dalla Conferenza aveva infatti denunciato forti perplessità sul disegno di legge e sottolineato l’opportunità di facilitare il confronto ed il dialogo tra i diversi attori sociali richiamandosi agli interessi collettivi espressi in riferimento ai capisaldi delle istanze di conservazione della natura e della fauna, della valorizzazione del sistema rurale e di un’attività venatoria responsabile. E aveva ribadito la convinzione che rispetto ad una valutazione dell’attuale normativa e a sua possibili aggiornamenti le direttrici sulle quali lavorare fossero scienza e conoscenza.
La Conferenza delle regioni indicano la necessità che questo si limiti alle “materie di esclusiva competenza statale e che non prescinda dalla modifica del Titolo V della Costituzione, dal testo unico degli enti locali, dalle direttive europee Uccelli e Habitat (79/409/CEE, 92/43/CEE) e dalle normative nazionali intervenute”. E raccomanda che si tengano in debita considerazione “le risultanze dell’indagine promossa nei mesi scorsi dal Mipaf sullo stato di attuazione della legge 157/92 in modo da far discendere proposte di modifica coerenti con i punti di criticità emersi e da risolvere, e che sia in grado di garantire la certezza del ruolo primario dell’Ispra, in relazione al ruolo e alle competenze già esercitate dall’ex Infs (istituto nazionale per la fauna selvatica, adesso confluito in Ispra) in termini di sicurezza delle risorse economiche e della dotazione di personale e, al contempo, consenta un maggiore coinvolgimento tecnico-politico delle Regioni, riconoscendo agli Osservatori faunistico – venatori regionali il ruolo di referenti decentrati”.
(Ansa)

CACCIA SENZA LIMITI

martedì, maggio 19th, 2009

Caccia senza limiti, blitz della Lega riproposte in Aula le norme bocciate
I parlamentari del Carroccio ripropongono a sorpresa la possibilità di sparare ai migratori e il fucile ai sedicenni di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA – Proposta, ritirata dopo una rivolta all’interno della stessa maggioranza, oggi la caccia no limits torna in Aula, per un voto decisivo, grazie agli emendamenti della Lega. Uccidere animali protetti dalle direttive comunitarie sembra proprio una tentazione irresistibile per i parlamentari legati al partito di doppietta selvaggia. La ragione suggerirebbe di lasciar perdere: i sondaggi dicono che gli italiani sono in una buona parte contrari alla caccia e a maggioranza bulgara contro la caccia no limits; l’Unione europea ci tiene sotto tiro e sfoglia i fascicoli sui procedimenti già pendenti per le infrazioni alle direttive comunitarie sulla protezione degli uccelli migratori; all’interno della maggioranza l’ala contraria al massacro della fauna è consistente e la prospettiva di un calo di consensi preoccupa i vertici del Pdl. Eppure niente da fare. I talebani della doppietta sono inarrestabili. Inanellate una dietro l’altra, le proposte che negli ultimi mesi si sono accavallate nelle varie proposte di legge configurano un Paese in cui, grazie a un regime di deroghe spinto, si può fare praticamente di tutto. Sparare sui migratori in volo verso i luoghi di riproduzione, troncando così la catena della vita. Sparare in pieno agosto mentre le campagne sono popolate da chi cerca un po’ di tranquillità. Mettere un fucile in mano a un ragazzino di 16 anni a cui non si affida una macchina. Cacciare dopo il tramonto e sulla neve. Creare migrazioni di doppiette che attraversano l’Italia per concentrarsi nelle regioni in cui è disponibile la preda più interessante, facendo saltare il rapporto tra cacciatore e territorio. Liberalizzare l’uso delle civette da appendere a testa in giù (gli zimbelli) in modo che la loro disperazione attiri altri uccelli da abbattere. E se poi qualche cacciatore riesce a mettersi fuori regola violando le poche norme rimaste, niente paura: pene più leggere per tutti. Ora manca solo il timbro del Parlamento.
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(19 maggio 2009) Tutti gli articoli di Scienze e Ambiente
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Licenza d’inbalsamare.

mercoledì, marzo 11th, 2009

- Scontro sulla proposta del Pdl
Nel progetto di legge doppiette ai sedicenni, accesso nei parchi e uso di animali-esca di ANTONIO CIANCIULLO
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UN’AQUILA reale imbalsamata in salotto. Un fucile in mano a un ragazzo di 16 anni, lo stesso a cui non si affida né un volante né una scheda elettorale. Le porte dei parchi aperte alle doppiette. L’uso senza limiti degli zimbelli, civette lasciate appese per le zampe ad agitarsi per ore, in modo da attirare con la loro sofferenza altre prede. È l’Italia della libera caccia, così come dovrebbe uscire dalla controriforma che ieri è arrivata in commissione Ambiente del Senato. Un terremoto che spazza via l’equilibrio faticosamente raggiunto con la legge quadro del 1992 e rischia di inasprire il contenzioso con l’Europa. Per l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) è un ritorno al Medioevo. Per Jane Goodall, una delle più famose etologhe, il segno di una sconfitta culturale: “Per quanto possa sforzarmi, alla mia età non riesco ancora a capire come persone civilizzate possano provare piacere nell’uscire di casa, togliere la vita a creature bellissime e poi appenderne la testa in salotto, per decorazione”. “La notizia della liberalizzazione dell’imbalsamazione l’ha colpita profondamente”, racconta la scrittrice Margherita D’Amico – fondatrice della agenzia non governativa “La vita degli altri” che si occupa di trovare punti di incontro tra il mondo degli animali, quello degli uomini e quello dell’ambiente – che ha intervistato Jane Goodall nell’ambito del documentario sulla caccia “A ferro e fuoco” girato “per rompere il silenzio sulla trasformazione dei 700 mila cacciatori in imbalsamatori e sul rischio crescente per chiunque vada in campagna, visto che già l’ultima stagione venatoria è costata 42 morti e 85 feriti”.
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Il testo appena arrivato a Palazzo Madama è il frutto di una sintesi di varie proposte di legge presentate dalla forze di maggioranza. L’autore della stesura finale, Franco Orsi (Forza Italia), ritiene che le modifiche non restringano l’elenco delle specie tutelate, fatta eccezione per i danni prodotti all’agricoltura e per i rischi “all’incolumità pubblica”. Di fatto saranno i sindaci e i prefetti a stabilire di volta in volta se i lupi o gli orsi costituiscono una minaccia da arginare premendo il grilletto. La nuova legge trova l’opposizione degli ambientalisti, degli agricoltori e persino delle associazioni che raccolgono la maggioranza dei cacciatori (Arcicaccia e Federcaccia). Lipu, Lav e Enpa urlano allo scandalo parlando di “nuovo Medioevo”. “Tutte le categorie direttamente coinvolte sono contrarie perché la legge quadro aveva messo fine alla guerra ideologica sulla caccia, ora si rischia di riaprire una lunga stagione di conflitti”, nota il senatore del Pd Roberto della Seta. Bocciato dai diretti interessati, il nuovo disegno di legge sarà forse frutto di un sondaggio segreto? Per scoprirlo Legambiente, Lipu e Wwf hanno commissionato un sondaggio pubblico all’Ipsos. Ecco la sintesi. Il primo dato riguarda l’orientamento generale: il 69 per cento è fortemente contrario alle doppiette, il 21 per cento neutrale, il 10 per cento favorevole. Prolungare il periodo di caccia e aumentare i luoghi in cui si può sparare: 86 per cento contrari. Ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette: 86 per cento contrari. Aree private in cui è possibile sparare agli animali: 89 per cento contrari. Doppiette nei parchi: 91 per cento contrari. Autorizzare a sparare agli uccelli migratori: 93 per cento contrari. Rilasciare la licenza di caccia a chi ha 16 anni se accompagnato: 94 per cento contrari. Se la maggioranza anti caccia era prevedibile, la misura del dissenso rispetto alla controriforma risulta particolarmente alta. E un’altra sorpresa arriva quando si analizza l’orientamento politico di chi risponde. In una serie di casi gli elettori di centrodestra sono ancora più contrari alla controriforma di quelli di centrosinistra. Solo il 5 per cento di chi vota per la maggioranza è favorevole ad autorizzare la caccia a specie protette contro un 7 per cento di elettori del centrosinistra. Solo il 3 per cento di chi vota per il Pdl vuole che i cacciatori possano sparare ai migratori contro il 6 per cento di chi vota per l’opposizione. Solo il 5 per cento di chi è schierato con il governo vede con favore l’idea di dare una doppietta a un ragazzo di 16 anni contro il 6 per cento di chi è schierato con l’opposizione.
(11 marzo 2009) REPUBBLICA

Caccia la lista degli orrori

venerdì, marzo 6th, 2009

Appello contro il ddl Orsi

Dal Senato parte uno dei più gravi attacchi alla natura, agli animali selvatici, ai parchi e alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di deregolamentazione selvaggia della caccia a firma del senatore Franco Orsi Scrivi a Antonio D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato
Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
Scompare la definizione di specie superprotette.Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
Totale liberalizzazione dei richiami vivi!Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi.
Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi…
700 mila imbalsamatori fai da teI cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
Mortificata la ricerca scientificaNon ci sarà più un’autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA). Ed ogni regione farà “scienza” a sé.
Un istituto regionale potrà rilasciare pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.
Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!
Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!
Norma offensiva! Chi protegge “troppa” natura sarà punito con il blocco dei finanziamenti. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
Licenza di caccia a 16 anni.Da una parte i proclami sulla sicurezza, dall’altra i fucili in mano ai minorenni. E in caso d’incidente chi lo dice ai genitori?
Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!I sindaci possono autorizzare l’abbattimento e l’eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”.
Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione Europea né due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!Caccia con neve e ghiaccio.Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!Le civette saranno legate per zampe e ali e utilizzate come esca! Non c’è bisogno di commenti.Ridotta la vigilanza venatoria.Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
Cancellato l’Ente nazionale protezione animali dal Comitato tecnico nazionale.Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’Enpa, storica associazione animalista italiana, e il Club alpino italiano vengono del tutto estromessi.
la nuova ecologia