Archive for the ‘CACCIA’ Category

Sondaggi:La caccia non piace

domenica, marzo 7th, 2010
Agli italiani non piace la caccia Sette su dieci sono contrari

Sondaggio Ipsos per conto di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf
I tentativi di deregulation hanno radicalizzato il partito anti-doppiette

Agli italiani non piace la caccia
Sette su dieci sono contrari

di ANTONIO CIANCIULLO

Sette italiani su dieci sono fortemente contrari alla caccia, due non prendono una posizione decisa, uno è a favore. Non è una gran percentuale per il partito delle doppiette che sta cercando di allargare ulteriormente i confini della stagione venatoria. Ma le quotazioni dei cacciatori potrebbero ulteriormente peggiorare: basta seguire i consigli di chi spinge verso la caccia no limits.

GUARDA I RISULTATI DEL SONDAGGIO

Lo scenario degli umori legati alle proposte di deregulation venatoria è ben descritto dall’indagine condotta, nelle 13 regioni al voto, da Ipsos per conto di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. Il sondaggio, che ha coinvolto un campione di 980 persone, parte da una domanda riferita alla norma che fa saltare una data di inizio e di fine della stagione venatoria uguale per tutti aprendo le porte alle deroghe: “Il testo di legge approvato al Senato, dovrà ora essere discusso alla Camera dei deputati. Secondo lei cosa dovrebbe fare il Parlamento?” Due italiani su tre rispondono dicendo che a questo punto bisogna varare un testo più restrittivo rispetto a quello originario e vietare la caccia agli uccelli migratori (37 per cento), o almeno ridurre il periodo di caccia (30 per cento). Il 14 per cento chiede di tornare alla legge quadro che la controriforma vuole far saltare. Il 9 per cento si astiene dal giudizio. Solo il 10 per cento si dichiara a favore della legge così come è stata approvata dal Senato, cioè del testo che inizia il percorso di deregulation.

L’effetto dell’affondo del partito della caccia no limits è stato dunque radicalizzare la larga maggioranza anti-caccia e convincere la metà degli indecisi a schierarsi contro la liberalizzazione.

Passiamo al giudizio sulle altre innovazioni proposte da varie leggi approdate in Parlamento. L’87 per cento degli intervistati si dichiara contrario a ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette. Il 92 per cento ritiene sbagliato autorizzare la caccia nei parchi. Il 93 per cento non vuole che si possa sparare a specie attualmente protette. Al contrario l’86 per cento chiede di aumentare la distanza di sicurezza tra i cacciatori e le case e i sentieri battuti dagli escursionisti, l’80 per cento trova giusto che i cacciatori chiedano il permesso prima di entrare in un terreno privato (oggi non è così) e il 78 per cento invoca una tregua la domenica e i festivi, quando le campagne e i boschi sono più affollati del solito.

Interessante è anche il rapporto tra queste scelte e l’orientamento politico. Quasi tutte le proposte di deregulation in discussione sono partite dal centrodestra ma il 66 per cento degli elettori del Pdl e della Lega è contrario o fortemente contrario a nuove regole a favore della caccia e solo l’11 per cento si dichiara d’accordo o totalmente d’accordo.

“Questi numeri dimostrano che la linea oltranzista perseguita dal centrodestra è un boomerang”, osserva il senatore del Pd Roberto Della Seta. “Arrivare alla mortificazione della maggioranza anticaccia ed esasperare il contenzioso con Bruxelles sulle deroghe venatorie vuol dire far crescere le tensioni nel paese rischiando pesanti sanzioni comunitarie”.

Repubblica 7marzo2010

Italiani contro la caccia
Per il 79% è una crudeltà

Cacciatori

Il sondaggio Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia. Le associazioni chiedono a Camera e Senato la soppressione dell’articolo 43 della legge Comunitaria e lo stop alle norme anti-fauna. «Alle regionali gli italiani non votano chi è contro la natura»

Documento Leggi il sondaggio Notizia No alla riforma in 10 punti

La stragrande maggioranza degli italiani è contro la caccia e dice un forte no alla legge che estende la stagione venatoria». È il dato più generale che emerge dal nuovo sondaggio appena diffuso da Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia. «Il sondaggio su “Le opinioni degli italiani sulla caccia” – dichiarano le associazioni  – non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). Ancora, l’84% degli italiani darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre l’86% è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia dalle case e dai sentieri degli escursionisti. Il 71% degli italiani chiede poi di limitare la stagione venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre e il 77% chiede il divieto assoluto di caccia gli uccelli migratori».

Nettissimo anche il dato relativo all’articolo 43 della legge Comunitaria, approvato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l’estensione della stagione venatoria oltre gli attuali limiti 1 settembre – 31 gennaio. In questo caso la contrarietà è dell’81% degli italiani, che dunque si oppongono ad ogni ipotesi di allungamento della stagione di caccia, ad esempio ai mesi di agosto e febbraio.

«Si tratta di una maggioranza schiacciante e trasversale – è ancora il commento delle associazioni – di cui i partiti e i gruppi politici, a partire da quelli della Camera dei Deputati dovrebbero prendere atto, anzitutto sopprimendo l’articolo 43 della Legge Comunitaria, ora all’esame delle Commissioni della Camera. Una norma che ha prodotto dure proteste e contestazioni e che in effetti, secondo Ipsos, soddisferebbe solo il 3% degli elettori della maggioranza di Governo e il 2% dell’opposizione. Ma è in generale ogni tentativo di estensione dell’attività venatoria, a partire dal disegno di legge Orsi, che vede la netta contrarietà del Paese. È ormai chiaro che tra gli italiani vi è un sentire comune e sempre più diffuso verso la tutela degli animali e dell’ambiente, il quale non può non trovare una fedele rappresentazione in Parlamento e tradursi in provvedimenti a favore della natura».

Molto importante il responso anche nelle tredici Regioni al voto, tema al quale è dedicata una specifica sezione del sondaggio Ipsos. Il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’89% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura, con un 93% degli elettori Pdl-Lega e l’87% Pd-Idv. Per questo Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia hanno chiesto ai candidati a Presidente di Regione di conoscere e indirizzare o modificare in tal senso il proprio programma di governo regionale, favorendo politiche di tutela degli animali e della natura e di protezione e gestione del territorio in linea con la cultura ecologista ormai diffusa in ogni strato del Paese.

La Nuova ecologia -07 marzo 2010Caccia Animali Legambiente

Caccia:presi in giro milioni di Italiani

giovedì, gennaio 28th, 2010

“Decisione vergognosa. Presi in giro milioni di italiani.
Ora risposte da Ronchi e Berlusconi”.

Grande mobilitazione in vista del voto alla Camera.

Ciò che è accaduto oggi al Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto.

 

E’ la dichiarazione delle associazioni all’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.

 

Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il Ministro Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.

 

E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione in cui l’Italia già si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che recentemente aveva già bocciato un identico emendamento. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare 5 mesi all’anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati.

 

Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.

 

Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di caccia specie protette.

 

Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda dall’approvazione di un subemendamento presentato come “soluzione” ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata e sul quale, a leggere le ultime agenzie, persino il Ministro Prestigiacomo dichiara di essere stata raggirata.

 

Una cosa è certa: prosegue la mobilitazione delle associazioni in vista del voto alla Camera. Una battaglia che si annuncia epocale. 

Legambiene- la nuova ecologia

Caccia e pesca, contro il bracconaggio

venerdì, gennaio 8th, 2010

Caccia e pesca, 400 interventi contro il bracconaggio

Fermati alcuni pescatori che usavano la corrente. Preso di mira il Parco del Delta 

ROVIGO – Sono stati quasi quattrocento gli interventi antibracconaggio messi in atto dalla Polizia provinciale, con particolare attenzione al Delta del Po dove, all’interno del Parco, si concentrano il grosso delle attività di caccia e pesca. Non a caso, trentacinque dei settantuno verbali per irregolarità venatorie sono stati compilati in questo comprensorio. I bracconieri, in larga parte, arriverebbero da fuori Polesine, dato che sono stati trentuno i residenti in provincia colti a compiere violazioni, soprattutto nell’ambito di operazioni mirate che hanno portato al sequestro di trecentoquarantotto cartucce e quattrocentottantanove stampi fuori dalle norme. Nel complesso, sono sedici i cacciatori successivamente segnalati all’autorità giudiziaria per violazioni di natura penale e che, dunque, non possono pensare di cavarsela con una semplice sanzione amministrativa. Sul fronte del bracconaggio ittico, sono state accertate novantatre violazioni che vanno dalla semplice irregolarità della licenza all’impiego di imbarcazioni non in regola, fino all’utilizzo di strumentazioni e tecniche non rispettose delle leggi in materia ambientale.

Tra le infrazioni più gravi, l’impiego della corrente elettrica da parte di un gruppo organizzato di pescatori di frodo. In questo contesto sono state sequestrate tra cui due natanti a motore, due eco scandagli, ventidue canne da pesca, oltre a diverse reti e motopompe. Per quanto riguarda il pescato, il sequestro più grosso riguarda ancora la coltivazione di mitili: ben trecentoventi chili di vongole. Il lavoro della Polizia provinciale, che può contare su un organico di tredici agenti di cui nove distaccati nel Delta del Po, ha spesso cooperato con altri corpi di sicurezza. Nel corso di operazioni congiunte coi Carabinieri sono state rilevate e denunciate attività di discarica abusiva e difforme smaltimento di rifiuti speciali mentre su segnalazione di associazioni di protezione animali sono stati segnalate alcune persone per maltrattamenti. La collaborazione delle guardie volontarie, invece, è stata fondamentale per il censimento dell’avifauna e il recupero di esemplari feriti o in difficoltà. Un bilancio di cui si dice soddisfatto l’assessore provinciale Claudio Bellan che, però, si mostra decisamente meno entusiasta dell’ultimo decreto in materia, con cui la Regione dà semaforo verde alle aziende faunistico venatorie per aumentare i giorni di caccia nelle zone a protezione speciale (Zps). «Una cosa assurda – sottolinea Bellan – la volontà manifestata era di diminuire la pressione venatoria nelle Zps da tre a due giorni, così invece si potrà cacciare quattro giorni la settimana. In pratica in valle si potrà andare a caccia scegliendo oltre che tra il sabato e la domenica, fra il mercoledì e giovedì. Abbiamo già interessato la nostra avvocatura per verificare la possibilità di sospendere il decreto».

Nicola Chiarini
08 gennaio 2010- CORRIERE VENETO

il Delta del Danubio

domenica, novembre 15th, 2009

pellicano-riccioSi tratta di Pellicani ricci, una specie in via di estinzione, che nella zona ha una delle sue ultime roccaforti.
Mentre c’è chi cerca di tutelarli i cacciatori li usano come bersaglio, spalleggiati dai pescatori che li accusano di rubargli il pesce. Pubblichiamo una drammatica testimonianza.

Anche se sono venuto a vivere nella natura, in una riserva naturale della biosfera, non posso dormire più.
E’ come vivere in zona di guerra. Gli spari sono cominciati di nuovo questa mattina alle 4.
Si sentono centinaia di colpi, alcuni dei quali lontani, alcuni proprio accanto al nostro pontile, a meno di 100 metri dal villaggio di Uzlina (Delta del Danubio –Romania-).
Ora sono le 11 del mattino e le sparatorie si sentono anche attorno a noi. Mi chiedo se ci sia un numero sufficiente di uccelli nel Delta del Danubio per tutti i colpi di fucile che ho sentito …

 

Dopo l’arrivo del freddo intenso ogni mattina nei pressi del pontile si potevano osservare 30-40 pellicani ricci.
E stato uno spettacolo bellissimo.
Poi sono cominciate le sparatorie e lo stormo ha cominciato ad assottigliarsi ogni giorno di più. In un primo momento abbiamo pensato che avessero avuto paura e fossero volati lontano, ma subito dopo il primo dell’anno abbiamo scoperto che forse sono passati a miglior vita.

Abbiamo trovato due di loro, giovani, nel canale di Uzlina, vicino al villaggio.
Uno di loro era ancora vivo, lo abbiamo catturato e consegnato agli uffici del ARBDD (Amministrazione della Riserva della Biosfera del Delta del Danubio).
L’altro era più grave, aveva il becco spezzato e la pelle della mandibola inferiore a brandelli, ma era ancora in grado di volare e non siamo stati capaci di catturarlo per soccorrerlo.

I responsabili della riserva mi hanno detto che nella primavera 2008 non c’erano più di 200 esemplari di Pellicano riccio.
Mentre ci sono alcune persone che lottano per salvare il Pellicano ricco dall’estinzione (attraverso un Progetto LIFE Natura finanziato dalla Commissione Europea – Dalmatianpelican.ro), altri sono qui per fucilarli.

Da ora in poi tutti turisti potranno rilassarsi, non hanno più bisogno di stare a guardare in cielo o nelle acque questi maestosi uccelli, potranno ammirarli solo nei musei. I pescatori saranno felici dal momento che non ci sono concorrenti che si mangiano i pesci. Finalmente il nemico è stato annientato!

E non è finita qui.
Insieme al Pellicano riccio abbiamo consegnato al ARBDD un giovane di cigno ferito dai cacciatori, un’altra specie strettamente protetta.
Abbiamo trovato anche un Cormorano pigmeo abbattuto. Inoltre abbiamo rinvenuto folaghe ed altri cigni abbattuti ed abbandonati sul ghiaccio.
E’ il piacere che conta, dopo tutto, non è vero?Si tratta di uccidere, non la preda stessa. Oggi nel pontile non ho visto più pellicani ricci…

Le foto sono state scattate nel mese di gennaio 2009 sul canale e il lago Uzlina da Mircea Bezergheanu, Despinel Dragomir (Asociatia “Una e Natura”) e Costas Dumitrescu. Molte grazie per il loro aiuto.

CACCIA:COMUNICATO STAMPA

venerdì, novembre 6th, 2009

LAC – LEGAMBIENTE – LAV – ENPA

La Giunta regionale del Veneto in seduta straordinaria raggira il decreto del TAR del Veneto che bloccava la caccia agli uccelli insettivori protetti.
Calpestata la legalità per fare l’ennesimo regalo ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori: pronto un nuovo ricorso, in cantiere una denuncia alla Procura della Repubblica.

La Giunta Galan ieri notte 30 ottobre 2009, in orario di chiusura degli uffici pubblici, si è addirittura riunita in seduta straordinaria, niente meno che presso il Genio Civile di Padova, per approvare una delibera fotocopia della precedente sulla caccia ai piccoli uccelli migratori, protetti dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria 409/79/CEE, quali Pispole, Fringuelli, Peppole e Storni.
La Giunta regionale così facendo ha calpestato le decisioni del TAR del Veneto che, proprio il giorno prima con Decreto cautelare n.986/2009 del 29/10/2009, aveva stabilito che “sussiste il requisito dell’immediata gravità e irreparabilità del danno” bloccando la precedente delibera del 6 ottobre 2009 sulla “caccia in deroga”.

 

Le modifiche apportate rispetto alla precedente delibera sono praticamente inesistenti dal momento che è stato modificato il carniere totale regionale ma non il carniere giornaliero di ogni singolo cacciatore che potrà continuare a cacciare come il giorno prima.

Viene così approvato il “Lodo Galan – bis” che conferisce ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori protetti l’immunità dal reato di bracconaggio previsto dalla legge sulla caccia, la 157/92, per chi abbatte specie protette.

In 15 anni di governatorato Galan mai prima d’ora in Veneto si era assistito ad un così solerte intervento in emergenza della giunta regionale come quello sulla caccia in deroga  di venerdì notte.
La Giunta regionale invece di affrontare i problemi urgenti dei cittadini come quelli delle migliaia di veneti che hanno perso il posto di lavoro, delle altre migliaia che stanno terminando il periodo di cassa integrazione per poi ritrovarsi disoccupati, degli imprenditori che pur di non chiudere la propria azienda stanno vendendo l’automobile e prosciugando i risparmi in banca per pagare i propri operai, della gente che alla quarta settimana è costretta a rivolgersi alla Caritas per poter mangiare, dell’aria inquinata che ci avvelena tutti, del piano di risanamento dell’aria regionale bocciato dall’Unione Europea e delle sanzioni multimilionarie che dal 2011 dovranno pagare i cittadini veneti, dei piani cave e di risanamento delle acque che nessuno da anni approva a vantaggio di cavatori ed inquinatori, del il piano regionale sui rifiuti, è solertissima nel riunirsi in emergenza per ridare il via libera a quello che nel resto d’Italia è considerato bracconaggio e sanzionato penalmente dalla legge.
Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: “Quello utilizzato dalla Giunta Galan è un espediente di bassissimo profilo, sono ricorsi a mezzucci molto scorretti solo per conquistare qualche giorno in più di caccia agli uccelli protetti. Questo è un modo poco onorevole utilizzato per scavalcare le leggi, stupisce che un comportamento del genere venga attuato da una pubblica amministrazione che dovrebbe invece dare l’esempio nel rispetto rigoroso delle leggi. Speriamo che i cittadini veneti che dovranno pagare pesantissime sanzioni dell’Unione Europea per la violazione delle Direttive Comunitarie che tutelano la fauna selvatica, alle prossime elezioni regionali diano il loro contributo per mandare a casa il “soldato” Galan e tutti i suoi compari. Ora con i nostri legali stiamo valutando la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica per eventuali reati a carico della Giunta regionale per mancata ottemperanza alle decisioni del TAR.”
Michele Bertucco presidente di Legambiente Veneto ha dichiarato: “La nuova delibera della Giunta regionale sulla caccia in deroga è una decisione scandalosa che si fa beffa del TAR e dell’Unione Europea e soprattutto per le dichiarazioni fatte in precedenza dall’europarlamentare Berlato sembra una decisione presa sotto dettatura della lobby dei cacciatori.”
A breve verrà presentato un ricorso al TAR contro la nuova delibera.

 

Rovigo, 31 ottobre 2009 


LAC – LEGAMBIENTE – LAV – ENPA

Caccia: con il solo voto contrario della Regione Veneto

lunedì, ottobre 12th, 2009

Caccia, le Regioni non vogliono modifiche alla leggecaccia

Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria. Sottolineando la necessità di perseguire «l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio»

Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria esprimendo in un documento i motivi della sua contrarietà. In sostanza la Conferenza conferma “la necessità di mantenere inalterato il nucleo fondante dell’attuale legge sulla caccia (L.157/92), che persegue l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica ed il prelievo venatorio”. La Conferenza dichiara di “condividere fortemente quanto indicato dal tavolo degli stakeholders nel documento dell’11 novembre scorso ed esprime preoccupazione circa il fatto che le proposte di legge presentate abbiano accentuato polemiche che ritornano a dividere l’opinione pubblica con il forte riaccendersi della polarizzazione sul tema della caccia”, pur dichiarando la propria “disponibilità a esaminare proposte di modifica”.

La posizione espressa dai tavolo dei decisori che riunisce associazioni ambientaliste, venatorie e organizzazioni agricole, richiamata dalla Conferenza aveva infatti denunciato forti perplessità sul disegno di legge e sottolineato l’opportunità di facilitare il confronto ed il dialogo tra i diversi attori sociali richiamandosi agli interessi collettivi espressi in riferimento ai capisaldi delle istanze di conservazione della natura e della fauna, della valorizzazione del sistema rurale e di un’attività venatoria responsabile. E aveva ribadito la convinzione che rispetto ad una valutazione dell’attuale normativa e a sua possibili aggiornamenti le direttrici sulle quali lavorare fossero scienza e conoscenza.
La Conferenza delle regioni indicano la necessità che questo si limiti alle “materie di esclusiva competenza statale e che non prescinda dalla modifica del Titolo V della Costituzione, dal testo unico degli enti locali, dalle direttive europee Uccelli e Habitat (79/409/CEE, 92/43/CEE) e dalle normative nazionali intervenute”. E raccomanda che si tengano in debita considerazione “le risultanze dell’indagine promossa nei mesi scorsi dal Mipaf sullo stato di attuazione della legge 157/92 in modo da far discendere proposte di modifica coerenti con i punti di criticità emersi e da risolvere, e che sia in grado di garantire la certezza del ruolo primario dell’Ispra, in relazione al ruolo e alle competenze già esercitate dall’ex Infs (istituto nazionale per la fauna selvatica, adesso confluito in Ispra) in termini di sicurezza delle risorse economiche e della dotazione di personale e, al contempo, consenta un maggiore coinvolgimento tecnico-politico delle Regioni, riconoscendo agli Osservatori faunistico – venatori regionali il ruolo di referenti decentrati”.
(Ansa)

CACCIA SENZA LIMITI

martedì, maggio 19th, 2009

Caccia senza limiti, blitz della Lega riproposte in Aula le norme bocciate
I parlamentari del Carroccio ripropongono a sorpresa la possibilità di sparare ai migratori e il fucile ai sedicenni di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA – Proposta, ritirata dopo una rivolta all’interno della stessa maggioranza, oggi la caccia no limits torna in Aula, per un voto decisivo, grazie agli emendamenti della Lega. Uccidere animali protetti dalle direttive comunitarie sembra proprio una tentazione irresistibile per i parlamentari legati al partito di doppietta selvaggia. La ragione suggerirebbe di lasciar perdere: i sondaggi dicono che gli italiani sono in una buona parte contrari alla caccia e a maggioranza bulgara contro la caccia no limits; l’Unione europea ci tiene sotto tiro e sfoglia i fascicoli sui procedimenti già pendenti per le infrazioni alle direttive comunitarie sulla protezione degli uccelli migratori; all’interno della maggioranza l’ala contraria al massacro della fauna è consistente e la prospettiva di un calo di consensi preoccupa i vertici del Pdl. Eppure niente da fare. I talebani della doppietta sono inarrestabili. Inanellate una dietro l’altra, le proposte che negli ultimi mesi si sono accavallate nelle varie proposte di legge configurano un Paese in cui, grazie a un regime di deroghe spinto, si può fare praticamente di tutto. Sparare sui migratori in volo verso i luoghi di riproduzione, troncando così la catena della vita. Sparare in pieno agosto mentre le campagne sono popolate da chi cerca un po’ di tranquillità. Mettere un fucile in mano a un ragazzino di 16 anni a cui non si affida una macchina. Cacciare dopo il tramonto e sulla neve. Creare migrazioni di doppiette che attraversano l’Italia per concentrarsi nelle regioni in cui è disponibile la preda più interessante, facendo saltare il rapporto tra cacciatore e territorio. Liberalizzare l’uso delle civette da appendere a testa in giù (gli zimbelli) in modo che la loro disperazione attiri altri uccelli da abbattere. E se poi qualche cacciatore riesce a mettersi fuori regola violando le poche norme rimaste, niente paura: pene più leggere per tutti. Ora manca solo il timbro del Parlamento.
OAS_RICH(’Middle’);
(19 maggio 2009) Tutti gli articoli di Scienze e Ambiente
var SEZIONE=’ambiente’;

Licenza d’inbalsamare.

mercoledì, marzo 11th, 2009

- Scontro sulla proposta del Pdl
Nel progetto di legge doppiette ai sedicenni, accesso nei parchi e uso di animali-esca di ANTONIO CIANCIULLO
OAS_RICH(’Left’)

UN’AQUILA reale imbalsamata in salotto. Un fucile in mano a un ragazzo di 16 anni, lo stesso a cui non si affida né un volante né una scheda elettorale. Le porte dei parchi aperte alle doppiette. L’uso senza limiti degli zimbelli, civette lasciate appese per le zampe ad agitarsi per ore, in modo da attirare con la loro sofferenza altre prede. È l’Italia della libera caccia, così come dovrebbe uscire dalla controriforma che ieri è arrivata in commissione Ambiente del Senato. Un terremoto che spazza via l’equilibrio faticosamente raggiunto con la legge quadro del 1992 e rischia di inasprire il contenzioso con l’Europa. Per l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) è un ritorno al Medioevo. Per Jane Goodall, una delle più famose etologhe, il segno di una sconfitta culturale: “Per quanto possa sforzarmi, alla mia età non riesco ancora a capire come persone civilizzate possano provare piacere nell’uscire di casa, togliere la vita a creature bellissime e poi appenderne la testa in salotto, per decorazione”. “La notizia della liberalizzazione dell’imbalsamazione l’ha colpita profondamente”, racconta la scrittrice Margherita D’Amico – fondatrice della agenzia non governativa “La vita degli altri” che si occupa di trovare punti di incontro tra il mondo degli animali, quello degli uomini e quello dell’ambiente – che ha intervistato Jane Goodall nell’ambito del documentario sulla caccia “A ferro e fuoco” girato “per rompere il silenzio sulla trasformazione dei 700 mila cacciatori in imbalsamatori e sul rischio crescente per chiunque vada in campagna, visto che già l’ultima stagione venatoria è costata 42 morti e 85 feriti”.
OAS_RICH(’Middle’);
Il testo appena arrivato a Palazzo Madama è il frutto di una sintesi di varie proposte di legge presentate dalla forze di maggioranza. L’autore della stesura finale, Franco Orsi (Forza Italia), ritiene che le modifiche non restringano l’elenco delle specie tutelate, fatta eccezione per i danni prodotti all’agricoltura e per i rischi “all’incolumità pubblica”. Di fatto saranno i sindaci e i prefetti a stabilire di volta in volta se i lupi o gli orsi costituiscono una minaccia da arginare premendo il grilletto. La nuova legge trova l’opposizione degli ambientalisti, degli agricoltori e persino delle associazioni che raccolgono la maggioranza dei cacciatori (Arcicaccia e Federcaccia). Lipu, Lav e Enpa urlano allo scandalo parlando di “nuovo Medioevo”. “Tutte le categorie direttamente coinvolte sono contrarie perché la legge quadro aveva messo fine alla guerra ideologica sulla caccia, ora si rischia di riaprire una lunga stagione di conflitti”, nota il senatore del Pd Roberto della Seta. Bocciato dai diretti interessati, il nuovo disegno di legge sarà forse frutto di un sondaggio segreto? Per scoprirlo Legambiente, Lipu e Wwf hanno commissionato un sondaggio pubblico all’Ipsos. Ecco la sintesi. Il primo dato riguarda l’orientamento generale: il 69 per cento è fortemente contrario alle doppiette, il 21 per cento neutrale, il 10 per cento favorevole. Prolungare il periodo di caccia e aumentare i luoghi in cui si può sparare: 86 per cento contrari. Ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette: 86 per cento contrari. Aree private in cui è possibile sparare agli animali: 89 per cento contrari. Doppiette nei parchi: 91 per cento contrari. Autorizzare a sparare agli uccelli migratori: 93 per cento contrari. Rilasciare la licenza di caccia a chi ha 16 anni se accompagnato: 94 per cento contrari. Se la maggioranza anti caccia era prevedibile, la misura del dissenso rispetto alla controriforma risulta particolarmente alta. E un’altra sorpresa arriva quando si analizza l’orientamento politico di chi risponde. In una serie di casi gli elettori di centrodestra sono ancora più contrari alla controriforma di quelli di centrosinistra. Solo il 5 per cento di chi vota per la maggioranza è favorevole ad autorizzare la caccia a specie protette contro un 7 per cento di elettori del centrosinistra. Solo il 3 per cento di chi vota per il Pdl vuole che i cacciatori possano sparare ai migratori contro il 6 per cento di chi vota per l’opposizione. Solo il 5 per cento di chi è schierato con il governo vede con favore l’idea di dare una doppietta a un ragazzo di 16 anni contro il 6 per cento di chi è schierato con l’opposizione.
(11 marzo 2009) REPUBBLICA

Caccia la lista degli orrori

venerdì, marzo 6th, 2009

Appello contro il ddl Orsi

Dal Senato parte uno dei più gravi attacchi alla natura, agli animali selvatici, ai parchi e alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di deregolamentazione selvaggia della caccia a firma del senatore Franco Orsi Scrivi a Antonio D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato
Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
Scompare la definizione di specie superprotette.Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
Totale liberalizzazione dei richiami vivi!Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi.
Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi…
700 mila imbalsamatori fai da teI cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
Mortificata la ricerca scientificaNon ci sarà più un’autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA). Ed ogni regione farà “scienza” a sé.
Un istituto regionale potrà rilasciare pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.
Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!
Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!
Norma offensiva! Chi protegge “troppa” natura sarà punito con il blocco dei finanziamenti. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
Licenza di caccia a 16 anni.Da una parte i proclami sulla sicurezza, dall’altra i fucili in mano ai minorenni. E in caso d’incidente chi lo dice ai genitori?
Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!I sindaci possono autorizzare l’abbattimento e l’eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”.
Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione Europea né due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!Caccia con neve e ghiaccio.Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!Le civette saranno legate per zampe e ali e utilizzate come esca! Non c’è bisogno di commenti.Ridotta la vigilanza venatoria.Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
Cancellato l’Ente nazionale protezione animali dal Comitato tecnico nazionale.Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’Enpa, storica associazione animalista italiana, e il Club alpino italiano vengono del tutto estromessi.
la nuova ecologia