Archive for the ‘biopirateria’ Category

Legambiente sul ddl bavaglio

domenica, giugno 13th, 2010

Legambiente sul ddl bavaglio
«Le ecomafie festeggiano»

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di legambiente
Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, chiede al governo di non limitare le indagini sui reati in campo ambientale. «Questi crimini causano gravi danni al territorio e alimentano il business delle ecomafie»

Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo aveva garantito il suo impegno personale per stralciare gli illeciti in campo ambientale dai reati per i quali è prevista la stretta sulle intercettazioni. Ma stando alle ultime versioni del ddl, con la blindatura di oggi da parte di Berlusconi le norme che riducono ai minimi termini il ruolo delle intercettazioni nelle indagini sono ancora tutte lì. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, spiega quali sono i timori legati alle indagini sul crimine albientale.

“Solo le intercettazioni hanno permesso di scoprire e bloccare alcuni pericolosi traffici di rifiuti industriali, soprattutto al Nord Italia, gestiti dalla criminalità organizzata insieme a imprenditori collusi e ‘colletti bianchi’ senza scrupoli, che ora queste norme impediscono di ascoltare. Se il testo della legge sulle intercettazioni non prevederà la possibilità di indagare in quella “fascia nebulosa” dei collusi non prettamente mafiosi, le ecomafie festeggeranno, in attesa di guadagnare cifre anche superiori ai 20,5 miliardi di euro intascati nel 2009”.

Per il presidente di Legambiente le intercettazioni ambientali e telefoniche sono uno strumento fondamentale per contrastare i crimini contro l’ambiente. “Crimini che non causano solo gravi danni al territorio ma che alimentano il business dell’illegalità gestito dalle cosche, devastano i settori legali del turismo e delle produzioni agroalimentari di qualità; aumentano l’incidenza di malattie gravi e spesso irreversibili, minano il futuro dell’intero Paese.

Le Forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario per contrastare l’ecomafia – ha concluso Cogliati Dezza -, ma hanno bisogno dell’impegno del Governo per poter consolidare i risultati, a partire dalla possibilità di usare le intercettazioni e dall’urgenza di introdurre i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale”.

Fuori la verità su biocarburanti

sabato, marzo 13th, 2010

Appello degli ambientalisti all’Ue
«Fuori la verità su biocarburanti»

La Corte di giustizia Ue

La Commissione Europea è accusata di nascondere documenti a conferma delle forti implicazioni negative dell’uso dei biocarburanti. Il ricorso di quattro organizzazioni ambientaliste alla Corte di giustizia di Lussemburgo

La Commissione Europea è accusata di nascondere documenti che dimostrerebbero l’esistenza di forti implicazioni negative, dal punto di vista ambientale ed economico, dell’uso dei biocarburanti. A puntare il dito accusatore sulla poca trasparenza e democrazia dell’esecutivo sono quattro organizzazioni ambientali (ClientEarth, Transport & Environment, the European Environmental Bureau e BirdLife International) che hanno depositato l’otto marzo un ricorso davanti alla Corte di Giustizia di Lussemburgo.

Secondo quanto riporta un articolo Euractiv-Reuters, le associazioni avevano chiesto nell’ottobre 2009 l’accesso ai documenti, senza però ricevere nei tempi legali previsti l’intero incartamento, ma solo una sua parte. Secondo il portavoce della Commissione Mark Gray, quei documenti assommavano a 8844 pagine e l’esecutivo stava ancora valutando se consegnare il resto.
L’azione alla Corte, secondo Gray è prematura anche perché in questo momento si è in una fase di progetto dei documenti.

Gli attivisti controbattono che la Commissione avrebbe creato un pericoloso precedente non mettendo a disposizione tutti gli studi. Potrebbe, in questo modo – sostengono – “ritardare la consegna dei documenti fino a quando non sarà già stata presa una decisione politica, colpendo al cuore la democrazia comunitaria”. Appellandosi al rispetto sulla legge della libertà di informazione, i gruppi ambientali riportano così alla ribalta il problema della sostenibilità dei biocarburanti, approfittando del fatto che la Commissione dovrà rendere noto un rapporto in cui si rivede l’impatto del cambiamento indiretto dell’uso dei terreno sulle emissioni di gas ad effetto serra.

Sul banco degli imputati c’è l’obiettivo comunitario di sostituire il 10% dei combustibili fossili con biocarburanti entro il 2020. Politica che, accusano gli ambientalisti, ha creato un mercato artificiale, con un’industria europea del valore di circa 5 miliardi di euro l’anno e massicce importazioni da Brasile, Indonesia e Malesia. (Ansa)

Farmaci Smaltiti in Nord-Est

mercoledì, febbraio 17th, 2010

Farmaci smaltiti nei terreni
Arresti e perquisizioni nel Nordest

Nucleo tutela ambiente dei Carabineri

Una organizzazione per delinquere disperdeva medicinali scaduti di ospedali in terreni. i carabinieri del Noe di Unine hanno eseguito provvedimenti restrittivi e perquisizioni tra Veneto e Friuli
Notizia Arresti in Toscana e in Abruzzo

Una organizzazione per delinquere che disperdeva medicinali scaduti di ospedali in terreni è stata sgominata dai carabinieri del comando tutela Nucleo Ecologico di Udine, che sta eseguendo dalle prime ore di oggi provvedimenti restrittivi e perquisizioni tra Veneto e Friuli. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Udine Alessio Verni su richiesta del Pm Viviana Del Tedesco nell’ambito di una inchiesta su un traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e truffa ai danni della pubblica amministrazione. Tra gli indagati figurano due funzionari dell’Arpa di Udine.

L’operazione vede impegnati i carabinieri del gruppo tutela dell’ambiente di Treviso (Noe di Udine, Treviso e Venezia), con il supporto dei militari dell’arma dei comandi provinciali di Udine, Venezia e Treviso, che stanno sequestrando varie società e una decine di mezzi per il trasporto dei rifiuti. L’indagine, denominata ‘Parking Waste’, è iniziata dal rinvenimento di una discarica abusiva di rifiuti speciali ospedalieri in un’area da adibire a parcheggio di pertinenza dell’ospedale civile di Latisana (Udine).

Gli accertamenti dei militari del Noe di Udine, che si sono serviti di intercettazioni telefoniche e strumentazione tecnica, hanno permesso di scoprire l’esistenza di un sodalizio criminoso che aveva smaltito circa 600 mila chili di rifiuti speciali costituiti da terreno frammisto a rifiuti ospedalieri, sotterrati in una discarica di inerti della provincia di Treviso.

Contemporaneamente i carabinieri hanno accertato anche una illecita gestione di rifiuti provenienti dalla bonifica di un deposito di carburante di Gorizia. Rifiuti di amianto frammisto a terreno sono stati scaricati illecitamente presso un centro di stoccaggio nella provincia di Trento, per essere poi inviati per il definitivo smaltimento presso impianti tedeschi. Gli indagati sono accusati di avere costituito una associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. (Ansa)

OGM-VIA LIBERA?

lunedì, febbraio 8th, 2010

Ogm, via libera del Consiglio di Stato
«Ma la battaglia non è ancora persa»

Mais Ogm

I giudici amministrativi hanno hanno ordinato al ministero dell’Agricoltura di concludere il procedimento autorizzazione alla coltivazione di mais transgenico già autorizzato a livello comunitario senza attendere la decisione delle Regioni sui piani di coesistenza. Le reazioni

“Mantenere il territorio libero dagli organismi geneticamente modificati è un diritto sacrosanto della stragrande maggioranza degli agricoltori e dei cittadini e pertanto, se si dovesse rendere necessario, lo difenderemo democraticamente con referendum degli agricoltori, come previsto dalla raccomandazione comunitaria in materia di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni”. È preoccupata la reazione di coldiretti alla pronuncia del Consiglio di Stato del 19 gennaio scorso che segna, almeno sulla carta, un punto a favore di coloro che vogliono coltivare e vendere Ogm.

Accogliendo il ricorso del vicepresidente di Futuragra, l’associazione degli imprenditori agricoli vogliono coltivare gli ogm in particolare il mais, i giudici amministrativi hanno hanno ordinato al ministero dell’Agricoltura di concludere il procedimento di istruzione e autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato che sia già stato autorizzato a livello comunitario senza attendere la decisione delle Regioni sui piani di coesistenza, come invece previsto dall’iter tracciato dal decreto legislativo 212/2001 dell’allora ministro Gianni Alemanno.

Secondo Futuragra la sentenza obbliga il ministero a “rilasciare l’autorizzazione alla semina di varietà iscritte al catalogo comune fissando un termine di 90 giorni per il rilascio dell’autorizzazione”. In sostanza fra tre mesi in Italia si potrebbe iniziare a coltivare il mais Mon 810, l’unico prodotto transgenico autorizzato per la coltivazione in Europa, “la cui pericolosità – affermano i Vas (Verdi ambiente e società) – per l’ambiente e per l’uomo non è più un mistero per nessuno e ben sei Paesi dell’UE, Francia, Austria, Ungheria, Germania, Grecia e Lussemburgo lo hanno bandito dal proprio territorio invocando la clausola di salvaguardia”.

Ma le cose, assicurano sia l’ex ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno sia l’attuale ministro Luca Zaia, non saranno così facili per i pro-ogm. “Non cantino vittoria coloro che sono favorevoli agli ogm perché il blocco della mia circolare creerà un po’ di confusione ma non aprirà la strada agli ogm” afferma a caldo Gianni Alemanno. “Continueremo a difendere cittadini e agricoltori” assicura il ministro Luca Zaia. “La sentenza – osserva il ministro, da tempo contrario agli ogm – contravviene in modo palese alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e delle Regioni italiane. Primi fra questi, quegli agricoltori, ancora una volta la stragrande maggioranza, che non vogliono Ogm nei loro campi, consapevoli, innanzitutto, che è il valore identitario delle loro produzioni ad essere messo a repentaglio, la fertilità del loro futuro”. E su questa linea il Ministero promette di dare battaglia.

Nell’annunciare il ricorso a un referendum “salva Made in Italy”, il presidente di Coldiretti Sergio Marini spiega: “Ci opponiamo alla diffusione delle coltivazioni Ogm in Italia e sosteniamo l’obbligo di indicare in etichetta la loro eventuale presenza nei prodotti importati da altri Paesi per dare l’opportunità di riconoscere i prodotti “Ogm free”. Un’ agricoltura moderna che vuole rispondere alle domande dei consumatori – ha sottolineato Marini – deve fare scelte coerenti con i bisogni di sicurezza alimentare e ambientale nel rispetto del principio della precauzione, per non iniziare a percorrere strade senza ritorno. “

ADRIA

sabato, maggio 16th, 2009

I carabinieri lanciano l’allarme”Attenzione all’hascisc con diserbanti”
Dopo l’arresto di uno spacciatore marocchino, le forze dell’ordine mettono in guardia sulla droga ottenuta con metodi di produzione intensiva e con additivi, quindi ancor più dannosa alla salute


Rovigo, 9 maggio 2009. Un marocchino di 27 anni è stato arrestato dai carabinieri di Adria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: il giovane è stato trovato in possesso di 10 grammi di hascisc. Poi, nella perquisizione della sua casa, sono stati scoperti altri 720 grammi della stessa sostanza stupefacente suddivisi in sette pani ed inoltre sette grammi di cocaina suddivisa in sette dosi.
Intanto, i carabinieri lanciano l’allarme sulle modalità di produzione dell’hascisc, in particolare quello proveniente dal Marocco, e sugli effetti che additivi come i diserbanti possono avere sulla salute di chi ne fa uso
Secondo quanto scoperto dai carabinieri, i produttori di hascisc in Marocco, per estrarne l’essenza, avrebbero adottato meccanismi di produzione intensiva. Per sciogliere i residui delle piante di marijuana, li si getta in grandi vasche e poi li si irrora con diserbanti ed acqua.
In pratica, è come una sofisticazione, simile a quella del vino al metanolo, che ha causato decine di decessi.
Articolo “il resto del carlino tg”

OGM

mercoledì, febbraio 18th, 2009

Etichette a carne e derivati di animali nutriti con Ogm

Imporre l’etichettatura sulle confezioni di latte, carne e uova di animali nutriti con mangimi a base di Ogm: la richiesta viene dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo che ieri a Bruxelles si è espressa in relazione al ‘Libro verde’ sulla qualità dei prodotti alimentari della Commissione La Corte Ue: «Comunicare i siti Ogm»
Imporre l’etichettatura sulle confezioni di latte, carne e uova di animali nutriti con mangimi a base di Ogm: la richiesta viene dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo che ieri a Bruxelles si è espressa in relazione al ‘Libro verde’ sulla qualità dei prodotti alimentari della Commissione europea. Il contributo servirà all’elaborazione della proposta ufficiale che la commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel ha in programma per maggio.
Alla commissaria Fischer Boel i parlamentari europei hanno proposto delle misure concrete per “promuovere la qualità dei prodotti alimentari europei”, preconizzando anche la creazione di un’Agenzia europea della qualità. I parlamentari chiedono anche “di semplificare le norme di commercializzazione, di meglio informare i consumatori, in particolare sull’etichetta d’origine, oltre a meglio proteggere i prodotti europei di qualità sul piano internazionale”.
Sul fronte delle denominazioni d’origine i deputati vogliono una semplificazione delle procedure di registrazione e la relativa riduzione dei tempi di attesa. Ritengono anche necessario un rafforzamento della protezione delle indicazioni geografiche sul piano nazionale e internazionale: a livello comunitario, armonizzando le regole tra gli stati membri con controlli e sanzioni severe; a livello mondiale, intensificando gli sforzi nel quadro dei negoziati multilaterali alla Wto.

la nuova ecologia 18/feb/2009

vandana shiva, pilastro dell’ecologia mondiale

mercoledì, novembre 26th, 2008

«Una campagna contro la biopirateria»

«Quest’inverno lanceremo una campagna contro l’assalto degli Ogm ai nostri semi». L’annuncio di Vandana Shiva, vicepresidente di Slow Food International, all’inaugurazione di Terra Madre, il meeting delle comunità del cibo che si è aperto a Torino in concomitanza con il Salone del Gusto
L’Ue tenta di superare lo stallo
“Quest’inverno lanceremo una campagna contro la biopirateria degli Ogm. Gli organismi geneticamente modificati, infatti, sono una pirateria biologica dei nostri semi”. Lo ha annunciato Vandana Shiva, vicepresidente di Slow Food International, intervenendo all’inaugurazione di Terra Madre, il meeting delle comunità del cibo che si è aperto ieri a Torino, in concomitanza con il Salone del Gusto.
PIRATERIA BIOLOGICA. L’ambientalista indiana ha ringraziato il governo italiano e la città di Torino perché “mentre altri governi cercano di salvare banche e banchieri corrotti qui si è investito per seminare il futuro, si è investito nella vera banca, la terra”. Per Vandana Shiva “ormai siamo governati dalla finanza, che è finzione, e dalla sete di ricchezza. Ma l’eccessivo attaccamento al denaro porta alla distruzione”. L’invito rivolto alla platea è senza mezzi termini: “Dobbiamo garantire che il governo delle multinazionali corrotte trovi la sua fine. Cerchiamo di combatterle perché tutti abbiano cibo e i produttori vengano ripagati con un guadagno equo. Dobbiamo porre fine a questa mercificazione della terra”. “Gli Ogm – ha concluso – non producono più cibo, producono solo un cambiamento climatico. Questa è vera e propria pirateria biologica e noi la combatteremo”.
RITORNO ALLA TERRA. “Questa crisi rivaluterà l’economia rurale, l’agricoltura. Torneremo a dare importanza alla sapienza dei lavori manuali, attenzione per chi lavora la terra”. Dalla stessa cornice di Terra Madre le fa eco Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. “L’economia di sussistenza salverà il pianeta dalla folle economia di mercato”, ha aggiunto. “La bolla speculativa ora è scoppiata e c’è un senso di liberazione generale: era ora che si mettesse fine alle speculazioni. Eppure la crisi economica in atto non sarà breve, ma storica e lunga. E i politici prenderanno sempre più coscienza degli errori che sono stati commessi”.
BIO PER TUTTI. Petrini ha disegnato ai delegati “un imponente processo virtuoso che premierà le vostre produzioni”. Ma li ha anche invitati a “produrre cibo biologico e di qualità per tutti, anche per la gente povera”. In conclusione il patron di Slow Food ha invitato i contadini ad “accogliere i giovani che stanno per lanciare un progetto: trascorrere alcuni mesi in un’azienda agricola. Sarà un arricchimento per voi e per loro”.

da: la nuova ecologia