3°FESTA AMBIENTE
venerdì, luglio 1st, 2011
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Legambiente: “Si chiude l’era del nucleare. Si apre la nuova stagione delle rinnovabili e dei beni comuni”
W l’Italia che reagisce e che partecipa e che senza possibilità di equivoci dice No al nucleare e all’obbligo di privatizzare l’acqua. Si chiude oggi – definitivamente – l’era del nucleare e si apre una nuova stagione per lo sviluppo del Paese. A 25 anni di distanza dalla prima consultazione sull’atomo, i cittadini hanno ribadito la loro contrarietà ad un modello energetico pericoloso, costoso e obsoleto, e permesso all’Italia di mantenere il primato No Nuke.
“Oggi è una bellissima giornata per il Paese e per tutti gli italiani – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Dopo aver perso due anni dietro ad una infatuazione del tutto anacronistica del governo verso un tecnologia vecchia e pericolosa, chiediamo oggi alla maggioranza di non fare altri danni e di legittimare il risultato elettorale dando il giusto spazio e gli strumenti adeguati allo sviluppo delle tecnologie moderne, sicure e pulite, che gli italiani hanno evidentemente scelto, consci fino in fondo dei vantaggi derivanti dall’essere un Paese privo di centrali sul proprio territorio”.
Andare a votare è un dovere civile disponibile nelle società democratiche, non lasciamoci sfuggire questa opportunità.
Attenti a non sovrapporre le schede di voto( la croce si ricalca in quella sotto) potrebbero essere annullato il voto.
Circolo Legambiente Delta del Po-Adria-
Iniziano le contraddizioni di Barbuiani.
Con sorpresa e con rammarico abbiamo appreso dalla stampa che il nuovo Sindaco Massimo Barbujani ha firmato l’appello per la ripresa dei lavori per la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini.
Il circolo Legambiente di Adria ha intervistato tutti i candidati sindaci che si sono proposti alle elezioni amministrative appena concluse. E registrando le interviste per non poter essere smentiti in seguito. (risposte sul sito www.legambientedeltapo.it)
I temi dell’ambiente e della salute delle persone non hanno carattere partitico, ma dovrebbero appartenere ad una politica condivisa per il bene dei cittadini.
Il nostro scopo è quello di sensibilizzare i cittadini verso pratiche ambientali che rispettino il mondo in cui viviamo e di conseguenza la nostra salute. Lo scopo delle interviste è far conoscere la sensibilità dei candidati verso questi temi.
L’attuale sindaco, Massimo Barbujani, alla sua seconda intervista con il circolo Legambiente di Adria, si è sempre espresso assolutamente contrario alla conversione a carbone della centrale di Polesine Camerini.
Citiamo le testuali parole dell’intervista 6° Risposta “dobbiamo valorizzare i prodotti locali pensando più in grande e facendo rete. No OGM. No nucleare, per me possiamo dichiarare il territorio di Adria denuclearizzato. Scettico sulla conversione a carbone. Polo energetico nel Delta: il territorio ha già dato”…….: nella registrazione poi;“ la centrale a carbone è anacronistica……un mostro che si vede dalle spiagge” come parere personale.
Abbiamo visto tutti cosa è successo a Civitavecchia dove si costruita una centrale a carbone con la promessa di molti posti di lavoro e sviluppo del territorio: dopo pochissimi anni i posti di lavoro non ci sono più, territorio distrutto, salute compromessa. Le nuove proposte sono una discarica e un cementificio nel Delta!!!
Forse i 7.500 posti di lavoro (turismo e pesca) e quasi 200 milioni di fatturato l’anno a rischio non sono da difendere?? Perché i sindacati non si mobilitano??
Noi ci auguriamo che il suo cambio di opinione non sia definitivo, e ritorni sui passi delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale.
E ci auguriamo inoltre che non ci siano altri ripensamenti, come la contrarietà alla vendita di aree verdi comunali, piste ciclabili, sviluppo sostenibile del territorio, ecc

Carissime/i,cosa sta succedendo intorno al referendum sul nucleare?Martedì, improvvisamente, il Governo ha deciso di presentare un emendamento, nel decreto legislativo in discussione al Senato, per trasformare la moratoria proposta circa un mese fa in abrogazione di tutti i punti previsti dal quesito referendario. L’emendamento è sostanzialmente una fotocopia del quesito con due varianti. C’è una premessa nella quale si sostiene che in attesa di acquisire “ulteriori evidenze scientifiche” sulla sicurezza nucleare, tenendo anche conto delle decisioni assunte dall’Unione Europea, “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio” di impianti nucleari. C’è una conclusione in cui si lascia aperta la porta al rientro nel nucleare, che comunque non viene mai citato, in previsione dell’adozione di una “strategia energetica nazionale” da attuare entro dodici mesi. Il nucleare comunque è rinviato sine die.Perché questa accelerazione?Le ragioni possono essere varie e tutte concatenate. Si vuole diffondere un messaggio rassicurante (cosa che evidentemente la moratoria non era riuscita a fare) che il nucleare non è più un problema. La maggioranza ha bisogno che si diffonda questa idea perché la contrarietà al nucleare non pesi nelle prossime amministrative e per depotenziare la partecipazione al voto del 12 e 13 giugno, per evitare che il nucleare venga bocciato esplicitamente dai cittadini e per evitare che il referendum sul nucleare trascini il quorum anche per gli altri referendum, soprattutto per quello sul legittimo impedimento.Da questa situazione dobbiamo trarre una prima conclusione politica: il Governo ha avuto paura della forza del movimento antinucleare. Una forza storica, che si è venuta rivitalizzando negli ultimi mesi (paradossalmente questo è stato l’effetto anche del discusso spot dei nuclearisti, quello della partita a scacchi), da quando si è ricominciato a parlare del nucleare con più insistenza. Il disastro di Fukushima ha accentuato il processo e consolidato la trasbordante maggioranza antinucleare. Il Governo ha evidentemente valutato che il nucleare avrebbe pesato negativamente sulle amministrative e che il superamento del quorum al referendum sarebbe stato molto probabile.Noi, come Legambiente e come movimento ambientalista, dobbiamo riconoscere ed incassare la marcia indietro del Governo come una prima nostra vittoria. Ma dobbiamo anche sapere che non è la vittoria definitiva. Perché, rispetto all’esito positivo del referendum, la differenza messa in campo da questa procedura abrogativa da parte del Governo consiste nel fatto che in linea teorica nei prossimi anni si potrebbe tornare a legiferare sul nucleare (come dichiarato in premessa e nel comma conclusivo), mentre il referendum sospende questa possibilità per 5 anni.Inoltre non possiamo dare per acquisita la cancellazione del referendum. Su questa strada ci sono almeno tre scalini che il Governo (e la sua intenzione di cancellare il referendum sul nucleare) dovrà superare. L’approvazione alla Camera dell’emendamento, facilmente approvato al Senato. Alla Camera l’opposizione continuerà a votare contro (è presumibile) e la fragile maggioranza potrebbe sfaldarsi (basterebbero una decina di deputati della maggioranza assenti) per motivi inerenti o meno al nucleare. Lo stesso vale per la votazione su tutto il decreto. Un terzo scalino sarà rappresentato dalla Corte di Cassazione che sarà chiamata a decidere se le abrogazioni approvate dal Parlamento sono sufficienti a cancellare il referendum. Non vogliamo inoltrarci in congetture troppo tecniche, però non è irrilevante che la possibilità dichiarata in premessa e nell’ultimo comma di rientrare nel nucleare, sono in aperta contraddizione con lo spirito del referendum che impone che per i cinque anni successivi al pronunciamento popolare non si possa tornare a legiferare sullo stesso argomento.Stante tutto ciò non possiamo dare per scontato che il Referendum sia già stato cancellato. Anche e soprattutto perché, per quanto sia altamente improbabile, nel caso in cui il referendum si dovesse fare, l’annuncio del governo avrebbe creato un danno preoccupante nel diffondere l’idea che il referendum è inutile perché tanto il nucleare non si fa più! E noi ci troveremmo con un referendum senza quorum.Allora cosa facciamo?Noi dobbiamo e possiamo fare una sola cosa: continuare a fare la campagna referendaria per evitare che all’effetto annuncio, provocato oggi dall’emendamento approvato, non segua poi un’effettiva e completa abrogazione del nucleare.La valutazione condivisa con le altre associazioni del Comitato nazionale “Vota sì per fermare il nucleare” è che noi dobbiamo continuare la campagna referendaria e, se possibile, centuplicare gli sforzi per far sapere che c’è un referendum e che questo è l’unico vero strumento per togliere di mezzo il nucleare senza ambiguità.Nelle prossime settimane avremo modo di valutare meglio come comportarci. Per ora dobbiamo continuare a costruire sul territorio i comitati “vota sì” e mantenere tutte le iniziative che abbiamo messo in cantiere, a partire da quelle per l’anniversario di Chernobyl nella prossima settimana. Il Comitato nazionale, per suo conto, sta proseguendo nella produzione delle bandiere, dei volantini e dei manifesti, per fare concretamente sul territorio la campagna referendaria.Inoltre non dobbiamo dimenticarci che c’è sul tavolo anche il referendum sull’acqua e che ancora il lavoro di informazione sui referendum (acqua e nucleare) deve comunque lottare per raggiungere il quorum. Un obiettivo oggi ancora più necessario.Non ci rimane che rimboccarci led maniche e darci da fare più di prima.Un caro saluto
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Rossella Muroni, direttore generale


GAZZETTINO di ROVIGO
| Lunedì 21 Marzo 2011, |
| Il circolo di Legambiente Delta del Po Adria è pronto a tastare il polso ai candidati sindaci per scoprire la loro anima ecologista. Proprio nella settimana in cui sia sul fronte del centrosinistra che del centrodestra si attendono conferme o novità. Una voce delle ultime ore darebbe i socialisti scettici sul nome di Paolo Ruzza e pronti a guardare altrove, si segnalano ulteriori fibrillazioni all’interno del Pd, mentre nel Nuovo Polo ci sarebbe grande fermento. Intanto saranno sei gli appuntamenti serali durante i quali i pretendenti alla poltrona di palazzo Tassoni saranno chiamati a raccontare le loro idee in campo ambientale se venissero eletti. «Le nostre domande, uguali per tutti, saranno una decina – premette il presidente di circolo Dario Griso. Saranno poi pubblicate a servizio dei cittadini». Le serate si svolgeranno nella sede dell’associazione, la casa della cultura Marino Marin, dalle 21 alle 23, a partire da giovedì prossimo. Gli altri appuntamenti si terranno il 31 marzo e il 7,14, 21 e 28 aprile. Tutti gli incontri saranno aperti al pubblico ma le domande potranno essere rivolte ai candidati solo dagli associati. A condurre i lavori lo stesso Griso. «Partecipazione oggi è una parola che forse si è persa nel mare dell’indifferenza – prosegue il presidente – ma non sarà questo a far sminuire il valori per cui lottiamo». Si partirà dalla concezione di ambiente per la futura amministrazione comunale, toccando poi i temi del piano del verde pubblico, un vecchio cavallo di battaglia del circolo, e dell’assetto idraulico. Particolare rilevanza avrà poi il piano urbanistico ed industriale e gli aspetti del regolamento edilizio e dei controllo. Altro tema caldo quello delle piste ciclabili per unire Adria alle frazioni a tutela della circolazione ciclistica, l’ambiente e i rifiuti. Il referente per le prenotazioni sarà il vicepresidente Leonardo Conte. Info al 328 8729114. |
YOUTH PRIDE
Dal 13 al 18 maggio a Toulouse, in Francia, si terrà un incontro tra giovani e responsabili delle politiche giovanili.
Per i soci di Legambiente con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni sono riservati 5 posti. In questo modo i giovani associati potranno partecipare ad un incontro di estremo interesse e riportare poi la propria esperienza all’interno dei circoli.
Durante l’incontro si discuterà di temi quali l’ambiente, l’arte, la discriminazione e le iniziative promosse dai giovani. Parteciperanno al progetto giovani da 10 paesi diversi e, intersecando esperienze e conoscenze, verrà realizzato un forum generale sullo sviluppo sostenibile.
Le condizioni di viaggio sono: vitto e alloggio coperti al 100% direttamente dall’associazione di accoglienza, le spese di viaggio rimborsate al 70%.
Le adesioni dovranno necessariamente pervenire entro e non oltre il 10 aprile 2011.
L’associazione che ospita si chiama “Les Eco-Liés” e propone azioni e strumenti di appropriazione delle conoscenze e delle iniziative tecniche, scientifiche e culturali in connessione con lo sviluppo sostenibile.
Per maggiori informazioni
iniziative@rootsveneto.it