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Matteo Ceruti: candidato ambientalista dell’anno.

sabato, ottobre 22nd, 2011

Vota l’ambientalista dell’anno

ambientalista dell'anno 2011

Otto candidati per il riconoscimento di Legambiente e La Nuova Ecologia. Una maniera per raccontare l’Italia che vorremmo fra amministratori efficenti, imprenditori lungimiranti e cittadini che s’impegnano in prima persona per il bene comune
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Rappresentano l’Italia che vorremmo.Un’Italia di amministratori efficienti, imprenditori lungimiranti, cittadini che s’impegnano per il bene comune. Sono gli otto candidati al premio Ambientalista dell’anno che Legambiente e La Nuova Ecologia organizzano per il quinto anno consecutivo. Le schede che trovate qui accanto sintetizzano esperienze, passioni e personalità assai diverse: c’è l’avvocato che difende le cause degli ambientalisti, l’attivista che si è spesa in lungo e in largo durante la campagna referendaria di primavera, una giornalista che spiega le ragioni
dell’ecologia. Poi un industriale delle rinnovabili, un appassionato difensore delle cime alpine, un sindaco che si gioca la scommessa della qualità in un territorio assai difficile. E per finire, l’animatore di un ecovillaggio a impatto zero e le mamme in prima linea contro l’emergenza rifiuti sotto il Vesuvio. Tutti però sono uniti da una stessa caratteristica: il desiderio d’impegnarsi verso obiettivi che tengono insieme l’etica, i bisogni generali del paese, la prospettiva della sostenibilità.

Ma come si assegna questo riconoscimento? Il metodo è quello degli anni precedenti. Al link in questa pagina ci sono le otto nomination espresse da una giuria d’esperti presieduta da Alberto Fiorillo, portavoce nazionale
di Legambiente, Tessa Gelisio (conduttrice tv di programmi sull’ambiente), Toni Mira (giornalista del quotidiano Avvenire), Giuseppe Onufrio (direttore esecutivo di Greenpeace), Filippo Solibello (conduttore di Caterpillar, Radiodue), Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente), Marco  Fratoddi (direttore di Nuova Ecologia). Si può votare inviando in redazione per posta ordinaria o via fax la scheda in allegato entro e non oltre sabato 12 novembre (fa fede il timbro postale). Oppure potete semplicemente inviare un’email, entro la stessa data,  all’indirizzo ambientalista2011@lanuovaecologia.it. indicando la vostra preferenza (Voto per…) e inserendo i vostri dati anagrafici (nome e cognome, indirizzo e  telefono).

Sarete voi a designare il vincitore di un riconoscimento dal valore esclusivamente simbolico (in palio c’è una targa e un abbonamento a Nuova Ecologia). Potrete inoltre segnalare un candidato da aggiungere alla rosa degli otto
espressi dalla giuria: ne terremo conto per la prossima edizione. Con l’obiettivo di sempre: spiegare a chi non ci crede che il cambiamento è possibile e che la nostra forza di volontà rappresenta la risorsa più importante per cambiare in meglio il nostro paese.

Link ambientalista2011@lanuovaecologia.it

Il premio è dedicato a Luisa Minazzi, l’attivista di Casale Monferrato scomparsa nel 2010 e lungamente impegnata nella difesa dei diritti delle persone esposte all’amianto.

 

 

Matteo Ceriti

Rovigo 1967.

Ad aprile era
riuscito ad ottenere
dalla Cassazione
il riconoscimento della responsabilità
penale dei vertici Enel per le emissioni
della centrale termoelettrica di
Porto Tolle. A maggio era riuscito a
fermare, grazie a una sentenza del
Consiglio di Stato, la riconversione
a carbone della stessa centrale, nel
Parco del Delta del Po, dimostrando
l’inadeguatezza del decreto d’impatto
ambientale emesso dal ministero
dell’Ambiente. Il governo però con un
colpo basso ha inserito a luglio, nella
manovra economica, un articolo che
annulla gli effetti della decisione dei
giudici e permette di fatto l’apertura
dei cantieri. Per le associazioni e per il
comitato dei cittadini però la battaglia
continua. Insieme a questo coraggioso
avvocato, già legale di parte civile nel
processo del Petrolchimico di Porto
Marghera e in altre note vicende
ambientali.

 

Adria-Manifestazione, perché esserci?

giovedì, ottobre 20th, 2011

Manifestazione Nazionale contro il pericolo del carbone. Perché esserci. Adria 29 ottobre 2011.

Organizzata da tutte le associazioni Nazionali e locali.

 

Circolo Legambiente Delta del Po

 

Da molti anni i problemi dell’ambiente sono compresi dai cittadini, ma l’ambiente non è un problema: è il problema. Tutto oramai ruota in questo senso, specie la crisi dell’economia, è praticamente legata al futuro energetico; anche se dovessimo risolvere la crisi economica, sarebbe solo nascondere il problema sotto il tappeto per qualche tempo: nel futuro rimarrà sempre la mancanza di materie prime che presto finiranno, la questione sarebbe rimandata di alcuni anni.

Risolvere il problema del futuro energetico dovrà costare molto, è chiaro, ma nella storia dell’umanità non ci sono mai stati tempi meno duri di altri, bisogna rimboccarsi le maniche, tutti, per un futuro migliore, per il bene comune, e questo è obbligo morale e vitale verso coloro che verranno. Noi ambientalisti siamo persone di grandi speranze e crediamo nell’intelligenza dell’uomo per questo lottiamo per questioni pratiche e logiche come il futuro dell’energia e della salute dell’uomo e di dove vive. Dolenti o nolenti questo è il problema, il mondo intero sta cambiando, le politiche sono lente, ma si spera che i tempi siano compatibili ai bisogni del l’uomo e del pianeta. Molte forme di nuova economia e di nuova energia sostenibile sono state trovate e inventate, stanno dando buoni frutti e speranze; e vero che il sistema vecchi non va gettato nel fiume con il bambino sporco, ma il cambiamento dovrà essere graduale, anche se bisogna fare presto. Per questo nuovo futuro tutti saremo chiamati a collaborare, materialmente e moralmente; dovremmo chiedere a coloro che non capiscono la storia o i segni dei tempi di guardare al futuro e al bene del pianeta tutto, rinunciando non ai loro guadagni, ma soltanto alla stupidità dell’avidità.

Il rispetto in senso lato è un sogno di noi che amiamo la natura e tutto ciò che vive, sarà una utopia? Non credo.

Per questo vi esortiamo di venire alla manifestazione in maniera pacifica, andiamo per chiedere non per imporre.

Prima o poi le questioni di buon senso saranno adottate da tutti, è argomento di tempo, il futuro del nostro territorio e nelle nostre mani. Grideremo forte che non esiste il carbone pulito e che le alternative ci sono, esistono già, sorgerebbero molti più affari economici e lavoro delle vecchie tecnologie, dando corso a un nuovo sistema virtuoso.

Per questo bisogna esserci.

Adria, viale della Stazione, ore 14,00.

Manifestazione Nazionale ad Adria contro la centrale a carbone.

mercoledì, ottobre 5th, 2011

Il 29 di Ottobre ci sarà una manifestazione nazionale ad Adria di tutte le associazioni italiane contro l’uso del carbone, in collaborazione ai comitati locali.

vi daremo altre informazioni

1)    Manifestazione Nazionale contro la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini. Il 29 ottobre 2011 ad Adria.

Il Corteo si da appuntamento sul viale della stazione dei treni, dalle ore 14.  Ci saranno dibattiti, quattro gruppi musicali e spettacoli.

I 2 circoli di Legambiente ( Adria e Rovigo) contribuiranno con i volontari disponibili in supporto a tutte le mansioni disponibili e con due gazebo atti all’informazione sulla manifestazione e alle 5000 persone previste in arrivo. Dateci adesione quanto prima per poter organizzare. cel 3288729114

Oltre il carbone: conferenza nazionale.

mercoledì, ottobre 5th, 2011

Oltre il carbone: una risposta alla crisi, energia, lavoro, ambiente e salute.

Rovigo- Sabato 8 ottobre 2011

Centro Diocesano Don Bosco, ore 9,30. Conclusione del Convegno ore 17.

daremo altri particolari

Carovana delle Alpi 2011

venerdì, luglio 29th, 2011

 

COMUNICATO STAMPA

Carovana delle Alpi 2011

Parte la campagna di Legambiente sullo stato di salute delle Alpi

NEL VENETO BANDIERA NERA AL PRESIDENTE ZAIA PER IL PROGETTO DI PROLUNGAMENTO DELLA A27 (ALEMAGNA) – BANDIERA VERDE AD ATTILIO BENETTI PER L’ATTIVITA’ DI STUDIO E RICERCA NEL CAMPO DEI FOSSILI

Il consumo di suolo rischia di diventare protagonista dell’estinzione dell’agricoltura nei fondovalle alpini”

 

Legambiente consegna la pagella alle Alpi italiane e piovono promozioni ma anche pesanti bocciature. Parte oggi, infatti, la decima edizione della Carovana delle Alpi che per tre mesi si muoverà lungo tutto l’arco alpino per assegnare le bandiere verdi e nere: i vessilli con cui ogni anno l’associazione premia le buone pratiche nelle località montane e denuncia le situazioni più significative di degrado e cementificazione. La campagna di Legambiente effettuerà il suo annuale “check up” dell’ambiente alpino sollecitando i cittadini, le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagoniste della sfida della qualità ambientale sulle nostre montagne.

“Come testimoniano le segnalazioni che abbiamo raccolto – dichiara Legambiente -, le Alpi e le aree montane in genere continuano a essere prive di appropriate politiche, su cui governo e regioni sono latitanti, ma molti dei fatti che denunciamo ci parlano anche della mancanza di una visione alpina che superi i confini nazionali. Dalla gestione faunistica, alle grandi vie di comunicazione e alle reti energetiche, le grandi sfide di sostenibilità non conoscono frontiere nazionali, è sempre più urgente e necessario che ogni Paese faccia la sua parte nel tavolo di lavoro della Convenzione Internazionale perla Protezione delle Alpi. A partire dall’Italia, che ha sottoscrittola Convenzione nel 1999, ma non ne ha ancora ratificato i protocolli d’attuazione”.

Sono in totale 18 le bandiere, tra verdi e nere, che verranno consegnate dagli ambientalisti nel corso delle iniziative che promuovono le buone pratiche in montagna. Ben 9 vessilli quest’anno andranno ai “pirati” delle Alpi. Di questi, 3 sono stati assegnati a località montane in Lombardia, 2 al Piemonte, 2 al Trentino Alto Adige e le ultime2 a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al primo posto tra le minacce c’è l’aggressione urbanistica ai fondovalle.

“Abbiamo voluto puntare l’attenzione sul pessimo stato in cui versano i grandi territori dei fondovalle alpini – dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto – spesso si associa il consumo di suolo alle grandi aree metropolitane, ma la situazione sta diventando sempre più allarmante anche negli stretti corridoi vallivi in cui vive la grande maggioranza della popolazione delle Alpi. Le regioni che hanno sviluppato analisi sull’uso del suolo nelle aree montane, comela Lombardia, il Veneto e l’Alto Adige forniscono dati gravissimi: il territorio di fondovalle è una risorsa in esaurimento, a essere intaccati sono i suoli più fertili, di importanza strategica per l’agricoltura e la zootecnia montana. Fermare il consumo di suolo è una vera e propria emergenza nazionale, perfino all’interno dei territori montani dell’arco alpino”.

 

Il fondovalle osservato speciale, dunque, come nel caso delle bandiere nere assegnate ai comuni della Valchiavenna, in provincia di Sondrio per avere previsto nei loro piani urbanistici nuove aree residenziali e industriali destinate a compromettere zone preziose di una delle piane agricole meglio conservate delle Alpi centrali. Il cemento di fondovalle è anche quello delle grandi infrastrutture, come l’autostrada Alemagna di cui si vagheggia da decenni in Veneto per collegare Belluno a Monaco di Baviera, sebbene i vicini austriaci già da tempo abbiano opposto un chiaro veto alla realizzazione di nuove autostrade di attraversamento alpino. Un’ipotesi insostenibile anche economicamente, che ha come sostenitore l’attuale Presidente della Regione Luca Zaia. Ma c’è spazio anche per la denuncia di progetti che spargono cemento in alta quota. Come a Selvino, in Provincia di Bergamo, dove un accordo di programma prevede la realizzazione di un gigantesco impianto sciistico coperto (sky dome), o in Valmalenco (SO), una valle montana già violentata dalle troppe cave e da tempo nel mirino della speculazione immobiliare.

Dalle Alpi non arrivano solo brutte notizie. Nove bandiere verdi sono state selezionate per premiare progetti che mettono in campo politiche virtuose. In molti di questi casi, amministratori e cittadini si sono fatti carico dei bisogni della propria comunità e hanno saputo interpretarli in modo creativo riuscendo a incrociare il desiderio di sviluppo sociale e civile con la conservazione degli ambienti naturali più preziosi, quelli che se preservati sostengono l’identità e la coesione di una comunità. Emblematica la bandiera consegnata, fuori dai confini nazionali, al Dipartimento del Territorio del Canton Ticino e al municipio di Arogno (CH) per aver deciso di risolvere il problema dell’ecomostro della Sighignola in Val Intelvi (CO), struttura che ricade in gran parte in territorio italiano, recuperando il “balcone d’Italia” compromesso dal cemento. Un riconoscimento è andato anche al Comune di Cevo (BS), che grazie all’utilizzo delle energie rinnovabili l’intero paese è diventato autosufficiente per il fabbisogno di elettricità. Bandiera verde ad Attilio Benetti di Camposilvano di Velo Veronese (VR) per l’attività scientifica di studio, ricerca e catalogazione di reperti fossili, e per la passione dimostrata nei confronti della sua terra, e alla fondazione Nuto Revelli per il notevole intervento di recupero e animazione culturale del borgo di Paralup (CN)

 

Le bandiere di Carovana delle Alpi 2011

 

BANDIERE NERE

 

AL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

Per la cancellazione del Corso di Laurea in Scienze e Cultura delle Alpi dell’Università di Torino.

 

AL PREFETTO DI TORINO

Per non aver dato adeguate disposizioni di tutela a protezione del Museo Archeologico di Chiomonte dai danneggiamenti causati dai lavori per la linea Alta Velocità Torino – Lione.

 

AL COMUNE DI CHIAVENNA E AL COMUNE DI GORDONA (SO)

Per avere previsto nel proprio piano urbanistico nuove aree residenziali e industriali di dimensioni ingiustificate, destinate a compromettere aree finora preservate dalla cementificazione.

 

AL COMUNE DI SELVINO CON PROVINCIA DI BERGAMO E REGIONE LOMBARDIA

Per aver promosso un accordo di programma per la realizzazione di un gigantesco impianto sciistico coperto (sky dome), sito in un territorio montano già provato da anni di speculazione edilizia.

 

ALL’UNIONE DEI COMUNI DELLA VALMALENCO

Per il protocollo d’intesa predisposto e indirizzato alla Provincia di Sondrio che ripropone una valorizzazione turistica a colpi di seconde case, piste da sci e campi da golf in alta quota.

 

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO

Per aver riproposto, in continuità con la precedente Giunta Regionale, il prolungamento di un’opera inutile e dannosa al territorio bellunese come l’Autostrada A27 (Alemagna).

 

ALLA LEGA NORD DEL TRENTINO

Per la insulsa provocazione di inserire carne di orso bruno nel menu di una festa di partito.

 

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Al presidente della Provincia di Bolzano, è primariamente ascrivibile la causa dell’attuale stato di stallo del Parco Nazionale dello Stelvio, che da gennaio 2011 è privo di un ente di gestione, in attesa dello smembramento in tre distinti parchi regionali.

 

ALLA GIUNTA REGIONALE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA

Per aver espresso parere favorevole di compatibilità ambientale sul progetto privato relativo all’elettrodotto a 220 kV tra Somplago (UD) e Würmlach (Austria).

 

BANDIERE VERDI

 

AL COMUNE DI PIGNA (IM)

Motivazioni: per avere avviato una politica fortemente proiettata alla valorizzazione del territorio e della storia della propria comunità integrandola con una politica di rispetto ambientale.

 

ALLA FONDAZIONE NUTO REVELLI

Motivazioni: per la rivitalizzazione della borgata Paralup attraverso il recupero della memoria storica, insieme a quella architettonica, e per le importanti iniziative culturali ivi organizzate.

 

AL COMUNE DI USSEAUX (TO)

Motivazioni: per le molteplici attività e i progetti realizzati per la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione sostenibile del territorio.

 

ALLA LATTERIA SOCIALE MONTANA DI SCALVE (BG) E ALLA COOPERATIVA “IL TESORO DELLA LUNA” DI CORNA IMAGNA (BG)

Per l’intraprendenza di attività cooperative che promuovono le produzioni agroalimentari di qualità, supportando imprese economiche che recuperano la partecipazione e il legame con il territorio in aree montane periferiche.

 

AL DIPARTIMENTO DEL TERRITORIO CANTON TICINO E AL MUNICIPIO DI AROGNO (CH)

Per aver saputo risolvere con impegno e determinazione la annosa vicenda dell’ecomostro della Sighignola, recuperando il ‘balcone d’Italia’ compromesso dall’errore umano e dal cemento.

 

AL COMUNE DI CEVO (BS)

Per l’impegno, assunto con metodico piglio imprenditoriale, a rendere l’intero comune totalmente autonomo per il proprio fabbisogno di elettricità derivandola da fonti energetiche rinnovabili.

 

AD ATTILIO BENETTI

Per l’attività scientifica di studio, ricerca e catalogazione di reperti fossili, e per la passione dimostrata nei confronti della sua terra.

 

ALLA COMUNITÀ DI S. ANTONIO/OLTREACQUA (TARVISIO)

Per essersi opposta ad una Variante Urbanistica che, rendendo edificabili alcuni terreni di proprietà comunale, avrebbe comportato la riduzione delle superfici agricole di una delle ultime zone di Tarvisio non ancora invase dal cemento.

 

ALLA COMUNITA’ DI CERCIVENTO (UD)

Per la battaglia in difesa del mantenimento della gestione diretta dell’acqua che si è clamorosamente espressa nel risultato di alta partecipazione al voto nei recenti referendum di giugno.

 

LE BANDIERE DEL VENETO

BANDIERA NERA

a: PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO

Motivazione: per aver riproposto, in continuità con la precedente Giunta Regionale, ilprolungamento di un’opera inutile e dannosa al territorio bellunese come l’Autostrada A27 (Alemagna)

Descrizione:

Nonostante il NO di Austria e Alto Adige al prolungamento della A27 (Alemagna),concepita come rilevante, nuovo corridoio autostradale transalpino, la Regione Venetocon tre imprese private (Grandi Lavori Fincosit, Adria Infrastrutture e Ing. E. Mantovani)vorrebbe realizzare 21 chilometridi nuova autostrada da Pian di Vedoia a Caralte, per un costo di 1200 milioni di euro da racimolare attraverso il sistema del project financing.

Si tratta di un’opera inutile e dannosa che va a vantaggio solo dei costruttori, perché, venuto meno lo sbocco verso nord in direzione Monaco per l’opposizione delle regioni confinanti, il prolungamento autostradale non provocherebbe altro che la creazione di un imbuto di traffico nel Cadore, solo una ventina di chilometri a nord dell’attuale termine autostradale, con costi ambientali enormi. Gallerie e viadotti, infatti, attraverserebbero una vallata ai piedi delle Dolomiti, le stesse montagne riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Inoltre, il progetto contrasta con le direttive europee che prevedono un progressivo spostamento del traffico merci dalla strada alla rotaia, nonché prefigura un conclamato conflitto conla Convenzione Internazionaleperla Protezionedelle Alpi, che impone alle Parti contraenti, tra cui l’Italia, di astenersi dal realizzare nuove grandi vie di attraversamento stradale transalpino.

A queste ragioni, si aggiunge un problema di insostenibilità economico-finanziaria che risulta evidente analizzando i parametri che emergono dagli studi presentati agli enti locali. I flussi di traffico stimati, infatti, sono stati calcolati dando per scontato che il prolungamento giungesse a Monaco, ed è per questo motivo che nella bozza di Convenzione tra Regione e privati questi ultimi sostengano la necessità che nel caso in cui il traffico reale non corrispondesse a quello previsto,la Regioneeroghi un contributo pubblico per garantire “l’equilibrio finanziario”. In parole povere si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. Ma il Piano Economico dell’opera si spinge ben oltre. Infatti, per i21 kmdel nuovo tratto sono previste tariffe esorbitanti: 6,5 euro per i veicoli leggeri e 23,8 per i veicoli commerciali, con l’obbligatorietà da parte degli automobilisti non residenti e di tutti i mezzi pesanti di viaggiare in autostrada, mentre per l’attuale SS 51 sono previsti

abbassamenti dei limiti di velocità, per “sollecitare” gli stessi automobilisti bellunesi a utilizzare il prolungamento autostradale.

Infine, ciò che rende il progetto, oltre che insostenibile dal punto di vista economico e ambientale, anche un vero affronto alla dignità del territorio bellunese, è la richiesta, presente nella Bozza di Convenzione, di vietare qualsiasi attività in concorrenza con l’autostrada o che potrebbe determinare una diminuzione del suo bacino d’utenza. Tradotto significa vietare qualsiasi miglioria sulla viabilità ordinaria, ma anche lo stop a qualunque ipotesi di rilancio della linea ferroviaria. Tre imprese private avranno perciò la possibilità di condizionare le scelte strategiche sulla mobilità del territorio bellunese, a discapito di Enti e Comunità Locali che verranno ulteriormente espropriate del proprio potere decisionale. Di fronte a ciò, molti cittadini e comitati si sono già schierati nettamente contro il progetto, proponendo come alternativa il potenziamento della linea ferroviaria e la realizzazione delle circonvallazioni (molto meno costose e impattanti) nelle zone dove attualmente vi sono reali problemi di congestione del traffico.

 

 

BANDIERA VERDE

a: ATTILIO BENETTI

Motivazione: per l’attività scientifica di studio, ricerca e catalogazione di reperti fossili, che gli ha permesso di individuare differenti nuovi generi e centinaia di specie e per la passione dimostrata nei confronti della sua terra.

Descrizione:

Attilio Benetti vive in una contrada di Camposilvano di Velo Veronese ed è un affermato studioso di paleontologia riconosciuto da premi internazionali che dell’attività di ricerca, studio e conservazione di reperti, ha fatto la propria ragione di vita. La sua passione nasce quand’era bambino. Infatti, in alcune interviste rilasciate, si legge che all’età di cinque anni se ne andava nel bosco dove raccoglieva fossili di animali, classificandoli poi in base alle loro dimensioni.

Un interesse che è cresciuto negli anni. Certamente non è stato semplice, soprattutto se si considerano i tempi, ma il suo trasporto unito alla tenacia: «Al mondo devi sempre essere curioso, altrimenti non scoprirai mai niente», gli ha permesso da autodidatta di andare alla ricerca di nuovi reperti fossili da catalogare, di partecipare a congressi internazionali esponendo le proprie relazioni, di pubblicare articoli su riviste specializzate e di scrivere volumi d’interesse scientifico e culturale.

Ha individuato diversi nuovi generi e centinaia di specie fossili, tra le principali il brachiopode più grande fino a ora scoperto che è stato battezzato a suo nome e le ammoniti, fossili guida del Mesozoico.

Nel 1975 gli viene proposto di rendere accessibile al pubblico la sua collezione di reperti fossili, così, accanto alla sua abitazione, viene costruito il Museo geopaleontologico diCamposilvano. Inaugurato nel 1999, la nascita del Museo è legata sia alla storia geologica che caratterizza i Monti Lessini veronesi che all’attività di ricerca praticata negli anni da Attilio Benetti. Qui si possono osservare minerali, calcari, ammoniti, insetti, vegetali pietrificati e l’impronta del dinosauro.

 

 

Rovigo, 29 luglio 2011

 

 

 

LEGAMBIENTE VENETO

 

 

Per informazioni: Legambiente Veneto Corso del Popolo, 276 – 45100 Rovigo tel. 042527520 fax 042528072 e-mail ufficiostampa@legambienteveneto.it

La casa di Marino Marin va sistemata.

giovedì, luglio 7th, 2011

Circolo Legambiente Delta del Po-Adria

Vista la situazione non era più possibile rimandare, ci siamo sentiti cittadini responsabili dei beni pubblici della città e ci siamo dati appuntamento alle 8 del mattino di sabato 2 luglio, prima che alcuni di noi andassero a lavorare. In poche ore i volontari di Legambiente hanno eseguito la manutenzione del giardino con il permesso del Sindaco che ci ha ringraziati.

Però la situazione della casa del Poeta Marino Marin è giunta al degrado, in particolare per una stanza, ma anche nell’atrio di entrata e nel bagno al piano terra. I lavori di restauro di 12/13 anni orsono non hanno ripristinato a regola d’arte l’antico edificio e le infiltrazioni di umidità sono così imponenti e malsane che già alcune associazioni hanno dovuto abbandonare la sede per motivi di salubrità. Gli intonaci si stanno staccando e l’umidità sta rodendo il legno delle porte e finestre dell’epoca. Un intervento rapido per arginare almeno in parte il processo di corrosione sarebbe necessario, se l’Amministrazione Comunale non provvederà alla manutenzione doverosa ed emergenziale, magari con l’aiuto di sponsor, la casa della cultura di Marino Marin dovrà essere chiusa e abbandonata, dando così l’ennesima mazzata alla cultura della nostra città.

 

 

 

3°FESTA AMBIENTE

venerdì, luglio 1st, 2011

Oggi è un buon giorno per l’Italia

lunedì, giugno 13th, 2011

Legambiente: “Si chiude l’era del nucleare. Si apre la nuova stagione delle rinnovabili e dei beni comuni”

W l’Italia che reagisce e che partecipa e che senza possibilità di equivoci dice No al nucleare e all’obbligo di privatizzare l’acqua. Si chiude oggi – definitivamente – l’era del nucleare e si apre una nuova stagione per lo sviluppo del Paese. A 25 anni di distanza dalla prima consultazione sull’atomo, i cittadini hanno ribadito la loro contrarietà ad un modello energetico pericoloso, costoso e obsoleto, e permesso all’Italia di mantenere il primato No Nuke.

“Oggi è una bellissima giornata per il Paese e per tutti gli italiani – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Dopo aver perso due anni dietro ad una infatuazione del tutto anacronistica del governo verso un tecnologia vecchia e pericolosa, chiediamo oggi alla maggioranza di non fare altri danni e di legittimare il risultato elettorale dando il giusto spazio e gli strumenti adeguati allo sviluppo delle tecnologie moderne, sicure e pulite, che gli italiani hanno evidentemente scelto, consci fino in fondo dei vantaggi derivanti dall’essere un Paese privo di centrali sul proprio territorio”.

 

 

Votare è un dovere di civiltà

sabato, giugno 11th, 2011

Andare a votare è un dovere civile disponibile nelle società democratiche, non lasciamoci sfuggire questa opportunità.

Il circolo di Legambiente Delta del Po -Adria- consiglia di votare SI contro il nucleare e sulla privatizzazione dell’Acqua.

Attenti a non sovrapporre le schede di voto( la croce si ricalca in quella sotto) potrebbero essere annullato il voto.

Iniziano le contraddizioni di Barbuiani.

venerdì, giugno 10th, 2011

Circolo Legambiente Delta del Po-Adria-

Iniziano le contraddizioni di Barbuiani.

Con sorpresa e con rammarico abbiamo appreso dalla stampa che il nuovo Sindaco Massimo Barbujani ha firmato l’appello per la ripresa dei lavori per la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini.

Il circolo Legambiente di Adria ha intervistato tutti i candidati sindaci che si sono proposti alle elezioni amministrative appena concluse. E registrando le interviste per non poter essere smentiti in seguito. (risposte sul sito www.legambientedeltapo.it)

I temi dell’ambiente e della salute delle persone non hanno carattere partitico, ma dovrebbero appartenere ad una politica condivisa per il bene dei cittadini.

Il nostro scopo è quello di sensibilizzare i cittadini verso pratiche ambientali che rispettino il mondo in cui viviamo e di conseguenza la nostra salute. Lo scopo delle interviste è far conoscere la sensibilità dei candidati verso questi temi.

L’attuale sindaco, Massimo Barbujani, alla sua seconda intervista con il circolo Legambiente di Adria, si è sempre espresso assolutamente contrario alla conversione a carbone della centrale di Polesine Camerini.

Citiamo le testuali parole dell’intervista 6° Rispostadobbiamo valorizzare i prodotti locali pensando più in grande e facendo rete. No OGM. No nucleare, per me possiamo dichiarare il territorio di Adria denuclearizzato. Scettico sulla conversione a carbone. Polo energetico nel Delta: il territorio ha già dato”…….: nella registrazione poi;“ la centrale a carbone è anacronistica……un mostro che si vede dalle spiagge” come parere personale.

Abbiamo visto tutti cosa è successo a Civitavecchia dove si costruita una centrale a carbone con la promessa di molti posti di lavoro e sviluppo del territorio: dopo pochissimi anni i posti di lavoro non ci sono più, territorio distrutto, salute compromessa. Le nuove proposte sono una discarica e un cementificio nel Delta!!!

Forse i 7.500 posti di lavoro (turismo e pesca) e quasi 200 milioni di fatturato l’anno a rischio non sono da difendere?? Perché i sindacati non si mobilitano??

Noi ci auguriamo che il suo cambio di opinione non sia definitivo, e ritorni sui passi delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale.

E ci auguriamo inoltre che non ci siano altri ripensamenti, come la contrarietà alla vendita di aree verdi comunali, piste ciclabili, sviluppo sostenibile del territorio, ecc