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Legambiente:LETTERA APERTA

mercoledì, gennaio 18th, 2012

LETTERA APERTA AI SIGG. ASSESSORI REGIONALI

 

MASSIMO GIORGETTI, ASSESSORE ALL’EDILIZIA SCOLASTICA,

MARIALUISA COPPOLA, ASSESSORE A RICERCA E INNOVAZIONE E ALLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA,

MAURIZIO CONTE, ASSESSORE ALLA SALVAGUARDIA AMBIENTALE

 

Gent.mi Assessori,

                            sempre più negli ultimi tempi le questioni ambientali si sono identificate con le questioni dell’economia. Sempre più quello che veniva chiamato “vincolo ambientale” si è trasformato in opportunità di innovazione economica.

In campo energetico questo mutamento è apparso evidente e già nel 2008 l’Assessorato all’Ambiente della Regione Veneto era convinto che il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici sarebbe stato un veicolo di rivitalizzazione della piccola e media impresa del Veneto nei settori edilizio e manifatturiero. A tal punto convinto che l’Assessorato finanziò una indagine su 50 scuole nelle sette province venete, affidata a Legambiente Veneto con partner Ance Veneto (progetto “Accendi il Risparmio”, DGR n. 4187/2005 e DGR 4262/2006).

I risultati, estremamente dettagliati, edificio per edificio, testimoniarono le condizioni mediocri degli edifici esistenti, ma anche le potenzialità di interventi, ma soprattutto di risparmi economici per le casse pubbliche che il miglioramento delle prestazioni energetiche avrebbe portato.

E’ notizia di oggi che in un’audizione presso la commissione Cultura della Camera, il Ministro dell’Istruzione ha rivelato che vuole perseguire l’obiettivo di risparmiare risorse per 9,5 miliardi di euro attraverso l’efficientamento energetico degli edifici scolastici, in modo da ridurre a circa 3 miliardi di euro il costo energetico delle scuole che attualmente si attesta intorno ai 12,5 miliardi. È previsto inoltre per venerdì 20 gennaio il primo Cipe del 2012. All’ordine del giorno dovrebbe esserci lo sblocco di 2,4-2,8 miliardi di “spese indifferibili”, intese come fondi Fas destinati anche all’edilizia scolastica.

Notizie che confermano l’intuizione avuta dalla Regione Veneto e Legambiente quando avviarono l’analisi di quelle scuole.

Oggi possiamo contribuire alla ripresa dell’economia regionale indirizzando i finanziamenti pubblici verso questo orizzonte di efficienza. Un orizzonte che va modificato rispetto alle intenzioni del governo: non nuove scuole, che sarebbero sempre in numero limitato rispetto al totale e porterebbero risultati fra 2-3 anni.

Siamo convinti, sulla base delle esperienze avviate, che gli interventi sugli edifici esistenti possono avviarsi a breve, svolgersi in pochi mesi e dare risultati migliori di quelli previsti dal Ministero.

Il caso più recente e meglio riuscito è quello di una scuola della Valtellina, comune di Valdisotto, sottoposta a un intervento di ristrutturazione energetica e miglioramento sismico effettuato la scorsa estate (due mesi!) e che ha ridotto i consumi del 92%, da 100.000 € a meno di 8.000€ (e siamo a 1130 metri di altitudine!).

Qui abbiamo 50 studi già predisposti e un tessuto di piccole e medie imprese che non aspetta altro che ripartire su progetti di lungo termine. Ecco il percorso da intraprendere.

Per quanti anni si potrebbe lavorare sull’efficienza di edifici pubblici e privati? Quanti materiali innovativi di provenienza locale – già alcuni di essi sperimentati da Legambiente Veneto – potrebbero essere utilizzati, attivando filiere corte (e virtuose)? Quanto risparmio di energia, denaro, importazioni di combustibili, CO2 risparmiata in atmosfera potremmo ottenere?

 

 

L’attenzione che Legambiente Veneto chiede a Voi, Assessori regionali, è quella verso una chiave ambientalmente compatibile di risoluzione della crisi che attanaglia la società veneta e italiana.

Contiamo sulla capacità di scelta del decisore pubblico, sulla capacità di reazione del mondo dell’impresa, sulla percezione delle opportunità da parte delle organizzazioni dei lavoratori per avviare, nei fatti, un processo di collaborazione verso risultati condivisibili. Un obiettivo troppe volte affermato e raramente perseguito nei fatti.

Il nostro augurio è che le SS. LL. possano farsene promotori nell’immediato. La travagliata fase che l’Italia e l’Europa stanno attraversando non ammette tempi lunghi.

Nel ringraziare per la cortese attenzione, porgo distinti saluti

 

                                                                                                Luigi Lazzaro

                                                                                 Coordinatore Legambiente Veneto

Dario Griso, dall’Australia

sabato, gennaio 14th, 2012

Dario Griso23 novembre 11.04.36

 

Giovani in giro per il mondo: sono distante fisicamente ma pur sempre vicino al mio territorio alle mie radici ed ai miei compaesani. Penso, che cambiare sia possibile, basta volerlo. Premettendo che e` una attività, quella di recuperare in compagnia rifiuti qua e la, che consiglio a chiunque voglia rendersi conto dello stato critico del territorio polesano in termini di inquinamento e del profondo senso di inciviltà che caratterizza l`Italia in generale visto che non esiste Citta`, luogo pubblico ove non giaccia carta cartone plastica rifiuto in generale, dove talvolta si assiste ad un ritorno al passato vediil Comunedi Ferrara che ha da poco inserito i cosi detti `Spazzini` a ripulire per quanto possibile la Citta`. Arrivato da poco in una citta` con piu` di 1.500.000 abitanti mi rendo conto che le cose possono funzionare bene se alla base c`e` un ragionamento che si traduce in una duplice utilita` per il singolo e per l`intera collettivita`. Forse non si riesce ancora a comprendere il senso del discorso ma spieghero` meglio di seguito. Riflessione: Perche` in Italia mi ritrovavo a tirar su monnezza ovunque, e quando dico monnezza dico barattoli; plastica; vetro; sportine; bottiglie; wc; gomme di camion; eternit…. e chi piu` ne ha piu` ne metta? Certo lo facevo perche` mi piaceva e perche` volevo che la gente se ne rendesse conto, sensibilizzazione. Ora mi ritrovo con gli amici ad accomulare rifiuti reciclabili (la maggiorparte dei quali in Italia vengono dispersi nelle piazze, nei parchi, lungo le strade e nei corsi d`acqua… ecc) perche`poi potremo venderli e con i soldini recuperati potremo rallegrare il nostro caldo Natale. proprio cosi` stiamo collezzionando bottiglie di ogni genere e ce le pagheranno 10 centesimi all`una!!! siamo quasi arrivati a quota 1 bidone e mezzo in 3 settimane… se girate per la Citta` trovate persone che non trovando piu` alcun rifiuto da raccimolare ripuliscono, quasi, i bidoni ed i cestini cittadini. Fantastico!!! 1 aumento occupazzionale (anche se in nero) 2 citta` pulite e splendenti 3 ritorno economico 4 Legambiente non dovrebbe piu fare puliamo il mondo…. no no forse e` meglio se il problema non si risolve altrimenti non ci sarebbe piu` questa iniziativa a me molto cara

Adria-Le 10 cose da fare e non fare.

venerdì, dicembre 30th, 2011

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Adria, per il 2012.

Come circolo di cittadini di Legambiente Delta del Po ci auguriamo che questi temi del nostro territorio possano essere almeno discussi nel 2012, dall’amministrazione del Comune, dai Partiti, e dalle forze sociali. Questi temi di carattere ambientale hanno particolari conseguenze sulla qualità di vita, sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini. Sono importanti problematiche che aspettano una soluzione.

 

1)     Il Comune dovrebbe impegnarsi per mettere in sicurezza il territorio sul piano del pericolo idrogeologico. Adottare un  piano per far rispettare le regole sui deflussi delle acque.

2)     La città di Adria non ha un Piano del verde pubblico. Rispettare e valorizzare il patrimonio del verde è una opportunità di ricchezza e di salute per Adria.

3)     Adria dovrebbe accogliere e donarsi al Parco del Delta del Po, ampliando il più possibile il territorio da annettere. Simbolo concreto del futuro della nostre radici e cultura.

4)     Sviluppare concretamente Adria come città dell’archeologia, investire nel presentare al mondo i nostri tesori della storia.

5)     Adria non deve vendere il verde pubblico, soprattutto non deve rinunciare alla civiltà, al benessere, alla ricchezza di qualità di vita, al diritto dei cittadini di un parco pubblico: Corte Guazzo, bosco di pianura.

6)     Più controlli in edilizia, salvaguardare il consumo del territorio, promuovere il risparmio energetico di tutti gli edifici a partire da quelli Comunali. I restauri e le manutenzioni del patrimonio immobiliare devono essere fatte rispettando dei criteri storici e di modernità, anche con l’aiuto del privato. Ci sono edifici importanti in gravi condizioni.

7)     Attenzione particolare alle speculazioni sull’energia che provoca la desertificazione del territorio a spese del lavoro e dell’ambiente. Agricoltura da valorizzare con produzioni di qualità e salvaguardia del territorio.

8)     Le piste ciclabili che ad Adria non esistono, nemmeno segnate con una riga sull’asfalto. Esempio e specchio di qualità di vita di una città veneta, la pista ciclabile che non c’è. Per congiungere le frazioni al capoluogo,mettendo in sicurezza le persone.

9)     La lotta contro gli abbandoni dei rifiuti in natura e nella città, deve passare ad azioni concrete sanzionatorie. Dopo 30 anni di raccolta rifiuti e di continua cultura della civiltà, le persone che gettano al vento i rifiuti: con la ragione non hanno particolare affinità. Anche questa è una lotta contro lo spreco e la sicurezza dei cittadini.

10) Le manutenzioni del verde pubblico o di altri beni, devono essere promosse anche dai cittadini che ne fanno uso, o che ne hanno beneficio in maniera volontaria.

Il VERTICE della TERRA

martedì, dicembre 27th, 2011

Vertice della Terra, vent’anni dopo.
I movimenti annunciano una mobilitazione mondiale

DOC-2403. RIO DE JANEIRO-ADISTA. Se alla Conferenza sul clima di Durban (v. Adista n. 95/11) i Paesi responsabili del riscaldamento globale hanno deciso di sacrificare il pianeta sull’altare degli interessi del mercato, lasciando che l’umanità si avvii verso l’inimmaginabile catastrofe di un innalzamento della temperatura di oltre – anche parecchio oltre – due gradi, i movimenti popolari non si arrendono, rifiutandosi di restarsene a braccia conserte mentre la terra brucia. Così, dopo i tre fallimenti consecutivi di Copenhagen, Cancun e Durban, i movimenti si preparano per un nuovo evento – quello della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile nota come Rio+20, cioè venti anni dopo il Vertice della Terra del 1992 – puntando a una mobilitazione popolare in grado di fare la differenza. Fu del resto proprio la Conferenza di Rio del ’92, il primo storico vertice mondiale dei capi di Stato sull’ambiente, sottolineano in un manifesto diverse reti e organizzazioni mondiali (come Amici della Terra dell’America Latina e dei Caraibi, Coordinamento Andino di Organizzazioni Indigene, Grido Continentale degli Esclusi/e, Giubileo Sud/Americhe, Marcia Mondiale delle Donne, Oilwatch, Via Campesina),  a imporre seriamente all’attenzione del mondo il tema dell’emergenza ambientale, producendo, tra l’altro, quell’accordo sulla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che a sua volta condusse, cinque anni dopo, al Protocollo di Kyoto. Vent’anni dopo quell’evento, mentre Kyoto di fatto non esiste più e la stessa Convenzione appare agonizzante, i movimenti puntano a fare di Rio+20 un processo di mobilitazione mondiale, «che si opponga alla realtà di un sistema di morte teso a perpetuarsi a qualunque costo e miri a rafforzare le lotte e la resistenza per la nostra sopravvivenza attraverso la costruzione di alternative non-capitaliste». Di seguito l’appello delle organizzazioni, in una nostra traduzione dallo spagnolo. (c. f.)

Auguri

venerdì, dicembre 23rd, 2011

 Tanti auguri di Natale e grazie,

a tutti coloro che in quest’ anno ci hanno dato una mano in mille forme e maniere,

per la nascita del circolo e per un nuovo Delta del Po.

 

“La conferenza di Durban”Appello di p. Zanotelli

“Questa crisi climatica globale pone una grande sfida spirituale a tutti i cristiani, alle altre fedi e a tutti gli uomini e donne di buona volontà, dato che è la conseguenza della distruzione della creazione di Dio a cui tutti in vari modi abbiamo contribuito. Siamo tutti convocati a cambiare mentalità e ad assumere nuovi stili di vita per ridurre la nostra dipendenza dall’energia fossile come il carbone e il petrolio.” (…)Oggi lo sappiamo: o si cambia o si muore. A noi tocca lavorare dal basso in Rete per portare il nostro paese e il governo Monti (nel suo discorso al Senato ha menzionato trenta volte la parola crescita !) a mettere al centro dell’impegno politico il salvarci tutti insieme con il Pianeta Terra.

 

Il presente testo è tradotto dall’inglese da Domenico Buffarini. È la
traduzione del testo originario raccolto, con il titolo «A long speech of
Chief Seattle or Sealth of the Dwamisch tribe», in Oregon historical review,
Portland 1885, XXII, pagg. 1033-1035.

Quando ci avete incontrato la prima volta ci avete detto che dovevamo
pregare il vostro Dio. Noi non riuscivamo a comprendere la vostra richiesta.
Il vostro Dio non potrà mai essere il nostro. Vi è troppa differenza tra
noi. Noi uccidiamo gli animali che ci servono e li mangiamo tutti. Voi
uccidete senza motivo e abbandonate i corpi degli animali che avete
abbattuto. Voi tagliate intere foreste e noi usiamo solo i rami caduti e gli
alberi morti e abbiamo rispetto per ogni ago di pino. Voi spaccate le
pietre, forate le montagne e non riuscite ad ascoltare lo spirito della
terra che vi dice: “non fatelo. Non fatemi male” . Noi sentiamo lo spirito e
il mistero della vita anche nelle ali delle libellule.
Voi siete ciechi e sordi di fronte alle cose che esistono e quando vi
rivolgete a Dio, chiedete ricchezza, denaro e potere. Noi chiediamo al
Grande Spirito di mostrarci la bellezza, la stranezza e la bontà della terra
verdeggiante, l’ unica Madre, e di svelarci le cose nella loro essenza e
perfezione, così come solo in un unico Essere, che resta Uno anche se è
Molti. Voi dimenticate i vostri morti, li seppellite e non vi curate di
conservare le loro tombe e non vi sentite legati alla terra che custodisce
le ossa dei vostri padri. Per noi un uomo che dimentica queste cose è peggio
di una belva inferocita.
Per tutto questo voi riuscite a vendere la terra: mentre per noi la terra è
come 1′ aria che si respira, è il corpo di nostra madre e non possiamo
neppure concepire che essa possa essere venduta, divisa e recintata.
Ora la mia gente è poca: noi sembriamo le foglie rimaste su un albero scosso
dai venti invernali e non possiamo più difenderci. Ora voi ci assegnate una
riserva in cui dobbiamo ritirarci. So bene che questa soluzione ci è imposta
da una forza ineluttabile. Abbiamo cercato di sfuggirvi come la nebbia
mattutina fugge ,avanti alla luce del sole nascente… Ora siamo pochi e non
ci importa di sapere dove trascorreremo il resto dei nostri giorni. Il
nostro popolo era un tempo forte e potente e ora poco a poco muore. Le
nostre notti si fanno sempre più lunghe, buie e solitarie. Ovunque tentiamo
di rifugiarci siamo inseguiti dal vostro passo sterminatore e non ci resta
che sopportare il destino come un animale ferito e braccato dal cacciatore
che vuole finirlo.
E tuttavia non mi lamento. Abbiamo per tanto tempo trascorso un’esistenza
felice della quale siamo stati consapevoli e dalla quale abbiamo tratto
gioia e ricchezza dell’animo. Ad una tribù segue un’altra e le nazioni
seguono alle nazioni come una generazione succede ad un’altra. E un continuo
nascere e morire e lamentarsi non serve a nulla. Forse anche il giorno del
vostro tramonto non è lontano, ma e comunque certo che verrà. Allora, forse,
potremo anche essere fratelli.
Ora è la vostra stagione tuttavia, e poiché ciò appare evidente, tagliate
gli alberi, uccidete gli animali, domate i cavalli selvaggi, sterminate gli
indiani. Io vedo bene, dai vostri occhi e dai vostri comportamenti, che la
vostra città produce immondizie ed esse, un giorno, vi annegheranno.
Ma intanto consentitemi di ribadire che la terra che ci ordinate di
abbandonare è sacra alla mia gente. Ogni collina, monte, bosco, lago, fiume
o valle o pianura sono pieni di eventi tristi e lieti e di ricordi. I fili
d’erba, i piccoli gigli lungo i fiumi d’argento, le fragole che crescono ai
margini dei prati coperti di rugiada, persino le pietre che giacciono sorde
e immobili nella quiete fresca della notte e nel calore diurno, hanno bevuto
la vita del mio popolo e gliela hanno restituita. Anche la polvere è legata
alle orme della nostra gente e i nostri piedi trovano in essa una
familiarità che i vostri piedi non proveranno mai. Essa ha bevuto il sangue
dei nostri padri, custodisce il sale delle loro lacrime, il grasso e la
cenere dei fuochi da campo, il sudore del piacere e della paura. I nostri
guerrieri scomparsi, le ragazze dal cuore gentile e dalle amabili forme, i
bimbi che qui vissero e trovarono nutrimento, le nostre madri affettuose
sono parte viva di questi luoghi ancora solitari che placano il cuore.
Ed essi ritornano sempre come marce dello spirito quando la Luna Nuova,
piccola canoa d’argento, naviga fra le stelle circondata da una nebbia di
volpi argentate. Essi continuano la vita senza il peso del corpo perché gli
impulsi di un popolo seguitano ad esistere anche dopo la morte dei singoli e
si concentrano sulla sua terra e la colmano di vita umana. E cosi, anche
quando l’ultimo indiano sarà morto e il ricordo della mia gente sarà
diventato per i bianchi una leggenda, questa terra ospiterà ancora le forme
invisibili dei nostri morti. I figli dei vostri figli si crederanno soli nei
campi, nelle case, sulle vie delle vostre città o nel silenzio dei boschi
senza sentieri. Ma anche quando, di notte, le strade e le piazze saranno
silenziose e deserte, ovunque si aggireranno gli spiriti di coloro che un
tempo popolarono ed amarono questo meraviglioso paese. (…)
Voi non vi accorgete di tutto questo. Ma un giorno il nostro spirito
riempirà di sé i vostri discendenti. Un giorno, ho detto , perché. vai ora
apparite incapaci di un sentimento che non sia l’odio: Iodio e la paura, che
vi spingono ad azioni che non hanno per fine solo la distruzione degli
altri, ma anche la vostra. L’odio e la paura, che vi impediscono di capire
che la stirpe umana è come il sole e che i popoli ne sono i raggi e che
quando un popolo muore il sole comincia a morire e la terra diventa più
fredda. L’odio e la paura che non vi danno coscienza del fatto che le specie
animali sono le radici che uniscono il cielo alla terra e che l’uomo non può
recidere se non vuole morire.
Noi speriamo che nel futuro lo spirito dell’uomo rosso, che con amore e
venerazione rispetta tutto ciò che vive, si impossessi lentamente dei vostri
figli e penetri lentamente in coloro che nulla sanno di lui. Cercate perciò
di guardare alla nostra fine con rispetto e tolleranza. I nostri padri, noi
stessi staremo sempre intorno a voi e attenderemo con pazienza fino a che
non riusciamo a piantare nella vostra indole distruttiva un seme di amore
per la vita. Se ciò accadrà. il vostro mondo sparirà e il nostro tornerà a
vivere.
Ma forse non riusciremo a far ciò. E allora, quando una ragnatela di fili
che sussurrano avrà circondato l’azzurro del cielo, quando il rondone sarà
scomparso e la vita sarà diventata sopravvivenza, quando i fiumi saranno
morti con i laghi e le montagne, quando il vostro folle modo di vivere avrà
sommerso la terra, un grande fuoco simile ad un sole, che voi stessi avrete
costruito nella vostra ansia di distruzione e di dominio, cadrà dal cielo e
distruggerà ogni cosa. e la terra e gli uomini saranno pietra per sempre.

Diretta: Congresso Legambiente Bari

mercoledì, novembre 30th, 2011

Gentili amici,

    come sapete venerdì avrà inizio il IX Congresso Nazionale di Legambiente. Un appuntamento importantissimo per la nostra associazione, per fare il punto sui risultati raggiunti e stabilire le linee guida del prossimo quadriennio. Un appuntamento che deve coinvolgere tutti i nostri soci e simpatizzanti ed essere pubblicizzata il più possibile.

Ovviamente, solo poche persone potranno partecipare direttamente all’appuntamento di Bari. Per questo a livello nazionale si sta promuovendo una trasmissione “a reti unificate” su tutti i siti dei coordinamenti regionali nonché sui siti dei circoli locali.

La procedura per attivare la diretta sul sito del vostro circolo è semplice e la potrete attuare seguendo le seguenti istruzioni:

 

- entrare come “admin” nel proprio sito legambiente;
- creare un nuovo articolo;
- inserire il codice sottostante
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- salvare

“Nemmeno con i tumori si riesce a mangiare”

lunedì, ottobre 31st, 2011

“Con le idee non si mangia” hanno detto dei filosofi del cinismo (enel). Noi rispondiamo “nemmeno con i tumori si riesce a mangiare”.

Si sa, il lavoro è la situazione più importante della vita, appunto per questo vogliamo creare del lavoro duraturo e che non provochi malattie, specie agli innocenti. Mettere in accordo le esigenze del lavoro con quelle della salute e dell’ambiente oggi si può. Il passaggio epocale è in atto e si sta realizzando con l’energia rinnovabile e sostenibile.  È ora di mettere l’uomo e l’ambiente prima delle esigenze economiche nocive, che fanno aricchire stupidamente gli avidi.


La diretta da Adria-nuova ecologia

sabato, ottobre 29th, 2011

La diretta da Adria in collaborazione con Global Project
Oggi ad Adria, nel Polesine, 35 associazioni manifestano contro la riconversione al carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Mobilitazioni no-coke anche a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure e Brindisi. Gli organizzatori: «Serve un nuovo patto fra ambiente e lavoro per un futuro sostenibile». Nuova Ecologia

Documento SFOGLIA LA NOSTRA INCHIESTA - GUARDA LA COPERTINA
Video I video di LIBERA.TV

Mobilitazione Nazionale contro il Carbone

giovedì, ottobre 27th, 2011

Rovigo, 27 ottobre 2011

Comunicato Stampa 29 Ottobre 2011

Giornata di Mobilitazione Nazionale contro il Carbone

Associazioni, comitati, movimenti e partiti uniti in tutta Italia contro il carbone Artisti e big in arrivo ad Adria per dire NO ad un modello energetico basato sulle fonti fossili Presentata ufficialmente oggi a Rovigo, presso la sede di Legambiente Veneto, la giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone, che vedrà svolgersi ad Adria il suo evento clou con un corteo che coinvolgerà il centro cittadino e un concerto conclusivo che vanterà la partecipazione di personalità di spicco del panorama ambientalista nazionale e regionale e artistico locale. Una manifestazione pacifica e colorata, animata da centinaia di famiglie polesane e venete e da una grande quantità di sigle aderenti: “l’enorme successo riscontrato dall’appello alla mobilitazione lanciato solo un paio di mesi fa, ci fa ben sperare per la partecipazione all’evento – spiegano gli organizzatori. Da quando è partita questa avventura – continuano – i compagni di viaggio si sono moltiplicati ed ora il Coordinamento Contro il Carbone è decisamente numeroso e variegato. Basti pensare che la manifestazione di Adria può vantare circa 90 sigle aderenti e un gran numero di adesioni individuali”. Colpisce, in particolare, l’ adesione ufficiale della Regione Emilia Romagna, che presenzierà all’evento con una delegazione di consiglieri, schierandosi apertamente contro la conversione a carbone della centrale di Polesine Camerini, valutandone l’impatto negativo sul proprio territorio. Da segnalare anche l’adesione di Medici per l’Ambiente, che offrirà il proprio contributo al dibattito con un collegamento in diretta dal presidio di Saline Joniche. La Giornata di Mobilitazione Nazionale Contro il Carbone, infatti, oltre alla manifestazione nazionale di Adria, prevede presidi di solidarietà e denuncia nelle varie città sedi delle inquinanti centrali elettriche a carbone (Civitavecchia, Brindisi, Vado Ligure, Gualdo Cattaneo, Saline Ioniche, La Spezia). In ogni città i comitati denunceranno, anche realizzando dei collegamenti con la manifestazione nazionale, l’impatto sul proprio territorio di centrali a carbone: le fumate che oscurano i cieli, l’aumento della patologie respiratorie, tumorali e cardiovascolari, i danni alle economie agricole, ittiche e turistiche, la violazione di decine di norme negli iter autorizzativi, la mancanza totale di controlli. La Manifestazione Nazionale di Adria prenderà avvio alle 14.00, con il raduno dei partecipanti nel piazzale adiacente la stazione FS e la stazione degli autobus. Alle 15.00 il corteo sfilerà lungo le vie principali della città etrusca fino a raggiungere la piazza antistante il Palazzo di Giustizia. Qui verrà allestito un palco da cui prenderanno la parola rappresentanti nazionali, regionali e nazionali del coordinamento contro il carbone oltre a personalità di spicco quali i Consiglieri Regionali Giuseppe Bertolussi e Pietrangelo Pettenò, l’Europarlamentare Andrea Zanoni, gli Assessori della Regione Emilia Romagna, l’Onorevole Grazia Francescato e, in collegamento streaming dal presidio di Saline Joniche, Beppe Grillo. Oltre a ciò saranno predisposti collegamenti in diretta dai presidi di Vado Ligure, Civitavecchia (centrale gemella alla nostra), Brindisi, La Spezia e Saline Joniche, ove saranno presenti rappresentanti svizzeri della Rete No Coke. Ad allietare la giornata contribuiranno il noto comico e sassofonista Andrea Poltronieri e i famosi gruppi musicali Ulitima Fase, Hate the Nation e Marmaja. Particolare attenzione verrà posta dagli organizzatori al tranquillo svolgimento della manifestazione: “l’eterogeneità del comitato promotore e delle sigle aderenti, con gruppi provenienti dalle più diverse estrazioni politiche e sociali, è, di per sé, una garanzia – affermano gli organizzatori. Il nostro “gruppo sicurezza”, formato da oltre quaranta volontari, sta lavorando in stretta collaborazione con le forze dell’ordine che garantiscono il sereno svolgimento dell’evento”.

Elenco promotori: ADL, A Sud, Aser, Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, Cepes, Circolo culturale AmbienteScienze, Cobas Scuola, Comitato No nucleare Legnago e Basso Veronese, Comitato No Coke Basso Ferrarese, Comitato contro il rigassificatore OffShore di Livorno, Coordinamento Ass.ni ambientaliste colli euganei, Energia Felice, Comitato SI’ alle Rinnovabili, NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, Ecologisti Democratici, Fare Verde, Federazione Nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE – Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lega Pesca, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), Rete Comitati Salute Ambiente della Bassa Padovana, Rete comitati Polesine, RIGAS, Slow Food Italia, SOS Rinnovabili, USB, VAS, WWF, Tavola delle Donne sulla violenza e sicurezza Bologna, Ya Basta. Elenco Adesioni: Alternativa, AltraMente Scuola per Tutti, AltroVe-Rete dei comitati per un altro Veneto, Arci, Arci Ridada, Assemblea Legislativa Regione Emilia Romagna, Assemblea Permanente contro il rischio chimico, Associazione Difesa Lavoratori, Associazione culturale “Il Fiume”, Associazione Studenti Universitari, ASud, Auser, Beati Costruttori di Pace, Bocciodromo, C.A.T. Coordinamento dei Comitati/Associazioni per la difesa della Riviera del Brenta e del Miranese, Casa delle Culture, Centro Documentazione Polesano, Cepes, Circolo Acli Carbonara, Circolo Culturale, AmbienteScienze, Circolo Legambiente “Delta del Po”, CNNC (Coordinamento Nazionale No Coke), Cobas scuola, Comitati Riuniti per il Riciclo Totale di Treviso e Venezia – Rifiuti Zero, Comitato “Ambiente e Sviluppo”, Comitato “Offshore No Grazie” Livorno-Pisa, Comitato Energia Felice, Comitato No-coke Basso Ferrarese, Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese, Comitato “No Nuke” di Chioggia, Comitato SI’ alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento, Associazioni Ambientaliste Parco dei Colli Euganei (Italia Nostra Padova e Este – Wwf Padova, Este, terme Euganee – Legambiente Padova e Este – La Vesta Battaglia Terme – Comitato difesa Colli Euganei – Lipu Padova – Comitato Lasciateci Respirare Monselice – Comitato la Colombara Bastia – Gruppo Speleologico C.A.I. Padova – Associazione S. Lucia del Rusta Cinto E. -Amici della Bicicletta Padova), Coordinamento Veneto contro il carbone, Coordinamento Veneto movimenti per l’acqua bene comune, Coordinamento Veneto Rifiuti Zero, CSO Arcadia, CSO Bruno, CSO Pedro, CSO Rivolta, Ecologisti Democratici, Fare Verde, Federazione della Sinistra, Federazione nazionale dei Verdi, Federazione regionale di Verdi, Federazione Nazionale Pro Natura, Federconsumatori, FIOM, Focsiv – Volontari nel mondo, Forum Ambientalista, Forum Polesano dei Movimenti per l’Acqua, Greenpeace, Gruppo civico Impegno Comune, Gruppo Libertario Remo Tartari, IdV, ISDE-Medici per l’Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Laboratorio Morion, Lega Pesca, Legambiente, Libera, LIPU, Lista civia “Uniti per cambiare”, Movimento 5 Stelle, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Ecologista, No Dal Molin, OtherEarth, Rigas (rete italiana per la giustizia ambientale e sociale), PDNuovoPercorso, Radicali Italiani, Rete Comitati ‘Salute Ambiente’ della Bassa Padovana, Rete Comitati del Polesine, Rete della Conoscenza (Uds-Link), P.R.C. – FdS, S.A.L.E. Docks, Sinistra Ecologia Libertà, Slow Food, SOS Rinnovabili, Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza nella città di Bologna “Un’altra Provincia”, Ya Basta, Unione Sindacale Italiana, Verdi Ambiente e Società onlus, WWF, Unione Sindacati di Base.

Andrea Zanzotto, poeta veneto.

lunedì, ottobre 24th, 2011
Per onorare la memoria di Andrea Zanzotto
«La mia non è una battaglia antimoderna ma un fatto di identità e civiltà.

La marcia di autodistruzione del nostro favoloso mondo veneto ricco di arte e di memorie è arrivata ad alterare la consistenza stessa della terra che ci sta sotto i piedi.
I boschi, i cieli, la campagna sono stati la mia ispirazione poetica fin dall’infanzia. Ne ho sempre ricevuto una forza di bellezza e tranquillità. Ecco perché la distruzione del paesaggio è per me un lutto terribile.
Bisogna indignarsi e fermare lo scempio che vede ogni area verde rimasta come un’area da edificare».

Andrea Zanzotto da una intervista a La Stampa del 10 ottobre 2011