Archive for the ‘APPELLI’ Category

AMICI DI BEPPE GRILLO A Rovigo

giovedì, dicembre 10th, 2009

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FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA

mercoledì, dicembre 9th, 2009

Bliz dei volontari di Legambiente del Veneto a Venezia in Piazza San Marco, sabato 6 Dicembre.IMG_3250

Aspettiamo una senzibilizzazione del problema al vertice di COPENAGHEN

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PULIAMO IL MONDO 2009

giovedì, settembre 17th, 2009

Banchetto (gazebo) di Legambiente, sostegno per PULIAMO IL MONDO, sabato 19 settembre ad Adria, tutta la mattina in zona mercato.
I sostenitori di Legambiente Delta del Po – Adria: spiegheranno le motivazioni per cui è indispensabile recuperare i rifiuti abbandonati, sperando sia un esempio contagioso, ma soprattutto per far cambiare il rapporto di certe persone incivili con la natura.

Puliamo il Mondo 2009

La situazione della dispersione dei rifiuti in natura purtroppo non è migliorata,il Delta del Po continua ad essere una discarica di rifiuti, ma non è solo il Po a soffre di questa situazione,infatti anche gli altri corsi d’acqua in provincia hanno lo stesso problema. Ne fanno le spese gli argini, le spiagge e l’inquinamento in generale ed il pericolo idrogeologico quando i rifiuti bloccano il deflusso delle acque. Una contraddizione forte per un territorio che vorrebbe decollare nel turismo, anche di tipo naturalistico, tutto questo viene impedito da una brutta forma di inciviltà che è quella di gettare i rifiuti dalle auto nelle stradine che vanno in golena, non solo da privati, ma anche da aziende che risparmiano sul smaltimento di rifiuti.
Un fenomeno nuovo è quello della pesca con campeggio, i pescatori per giorni accumulano rifiuti che poi invece di portarli negli ecocentri o a casa propria li nascondono fra i cespugli oppure li gettano direttamente nell’acqua.
Di fronte a questo scempio nessuna amministrazione dei 9 Comuni del Delta ha preso in considerazione qualche misura di contenimento del fenomeno, come se il problema non esistesse, come se le amministrazioni fossero state sconfitte dal persistere delle persone incivili. Una resa sostanziale che può costare moltissimo in economia per i danni al turismo e all’ambiente.
Sicuramente, molti provvedimenti potrebbero in poco tempo cambiare la situazione, come la chiusura delle stradine che accedono alle golene, lasciando il diritto di passaggio a pedoni, ciclisti e addetti ai lavori. Anche piazzare telecamere per la video sorveglianza potrebbe fare la differenza, più vigilanza con le forze dell’ordine e più insegnamento nelle scuole.
Anche Baricetta è sotto assedio, dai pescatori campeggiatori e dall’accumulo di rifiuti. In maniera spontanea crescono le discariche su tutte le stradine sterrate e fuori mano, come quelle che costeggiano il Canal Bianco.
Anche nel resto del Comune di Adria, dove non si è visti, si getta qualsiasi cosa come se il problema dei rifiuti non esistesse e dovesse sparire tutto magicamente.
La manifestazione PULIAMO IL MONDO vuol dare il buon esempio, è un messaggio che va da cittadino a cittadino per responsabilizzare sulla buona educazione e sul pericolo che comporta la dispersione del rifiuto.
Si spera che il tempo ed il buon esempio sia in grado di responsabilizzare ed educare in maniera civile, molto più delle multe e delle denuncie.

In collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Adria e con Ecogest che ci daranno i supporti necessari con i mezzi e attrezzature.
Ritrovo: la Domenica 27 settembre sul Piazzale di Cavanella Po alle 8,30 per formare le squadre che opereranno nei punti più critici, da Cavanella a Mazzorno Sinistro. Saranno consegnati i sacchetti di plastica i guanti e altri attrezzi per la raccolta.

Contiamo sull’aiuto di tutti, cittadini che amano la natura e la buona educazione, crediamo in un futuro senza rifiuti in natura dove i nostri figli e nipoti possano trovare il territorio almeno come lo abbiamo trovato noi.

Veneto: condannato per la caccia. Paghiamo la multa.

domenica, agosto 2nd, 2009

Rovigo, 28 luglio 2009 Comunicato Stampa
Caccia in deroga: Galan e Donazzan perdono il “pelo” ma non il vizio!!!
La Commissione Europea chiede che l’Italia paghi una pesante sanzione per la caccia agli uccelli protetti autorizzata in Veneto grazie a diverse leggine illegittime del Consiglio regionale.
Il Consiglio Regionale del Veneto imperterrito si appresta ad approvare l’ennesima legge sulla caccia agli uccelli protetti

La Commissione Europea ha chiesto la condanna dell’Italia al pagamento delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”) commesse dalla Regione del Veneto riguardo la concessione di deroghe per la caccia nei confronti di specie di uccelli protetti (Cf. atto in allegato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 4 luglio 2009).
Questa richiesta arriva mentre il Consiglio Regionale del Veneto si accinge ad approvare un nuovo progetto di legge sulla caccia in deroga per la stagione venatoria 2009/2010 (all’ordine del giorno del Consiglio regionale di oggi 28/07/2009) che, se approvato, aggraverà ulteriormente la posizione dell’Italia e del Veneto rispetto alle procedure di infrazione riguardanti la caccia in deroga, perché prevede addirittura 11 specie protette (Storno, Fringuello, Prispolone, Pispola, Piviere dorato, Frosone, Gabbiano reale, Cormorano, Tortora dal collare, Verdone e Peppola) da cacciare anziché le 5 dello scorso anno, fra cui diverse specie di piccoli uccelli canori (verdone – fringuello – peppola) o altri uccelletti utili all’agricoltura (prispolone, pispola).
“A causa di queste leggi fatte per i cacciatori più estremisti – commentano Francesco Di Grazia – Delegato della LIPU del Veneto e Michele Bertucco Presidente di Legambiente Veneto – che autorizzano l’uccisione di milioni di piccoli uccelli migratori protetti e che consentono in tal modo a certi politicanti di far campagna elettorale e carriera, ora saranno i cittadini a dover pagare le spese in giudizio.
Il Consiglio regionale del Veneto cosa fa per riparare a questo danno nei confronti dei cittadini? Forse si appresta ad abolire la caccia in deroga in Veneto? No, nulla di tutto ciò, anzi rincara la dose andando a votare una legge che prevede di cacciare addirittura 11 specie di uccelli protetti tra i quali anche il Verdone considerato da molti il canarino italiano.
E’ assurdo che per accontentare pochi estremisti che vogliono sparare a tutto ciò che vola, tutti i cittadini siano costretti, oltre a dover sopportare le protervie e gli abusi dei cacciatori che si considerano i ”padroni” della fauna selvatica, a pagare fior di quattrini in mancati contributi europei, per farli divertire nel loro sport sanguinario”
Il duro lavoro di questi anni delle associazioni ambientaliste del Veneto, fatto di denunce ed esposti, finalmente comincia a raccogliere i primi frutti, non mancheremo di denunciare alla Commissione Europea anche la nuova legge nel caso dovesse essere approvata.”

ALLEGATO
Ricorso presentato l’8 maggio 2009 – Commissione delle Comunità europee / Repubblica italiana
(Causa C-164/09)
Lingua processuale: l’italiano
Parti
Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: C. Zadra e D. Recchia, agenti)
Convenuta: Repubblica italiana
Conclusioni
Constatare che, poiché la regione Veneto ha adottato ed applica una normativa relativa alla autorizzazione delle deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici che non rispetta le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva 79/409/CEE 1, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi derivanti dall’art. 9 della direttiva 79/409;
Condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese di giudizio.
Motivi e principali argomenti
La Commissione ritiene che la legislazione adottata dalla regione Veneto non sia in conformità con le prescrizioni dell’art. 9 della direttiva 79/409.
La legge n. 13 del 2005, in vigore al momento dello spirare del parere motivato, non rispetta i requisiti dell’art. 9 della direttiva in quanto
identifica in maniera generale ed astratta e senza limiti temporali le specie e le quantità oggetto della deroga;
la deroga per specifiche specie di uccelli è indifferentemente prevista in base a un generico riferimento a tutti i casi elencati nelle lettere a) e c) dell’art. 9 e senza motivazione adeguata circa le ragioni concrete;
non prevede né la condizione relativa alla verifica della mancanza di altre soluzioni soddisfacenti né che i singoli provvedimenti di deroga debbano obbligatoriamente menzionare le condizioni di rischio, le circostanze di luogo e i soggetti autorizzati ad applicare le deroghe;
permette la determinazione delle piccole quantità in assenza di supporto scientifico adeguato.
La Commissione ritiene che gli atti adottati dopo lo spirare del termine impartito nel parere motivato non solo non sanano i vizi già identificati, ma addirittura li riproducono nella sostanza. Si tratta in particolare del Decreto del Presidente della giunta regionale n. 140 del 20 giugno 2006, del Decreto del Presidente della giunta regionale n. 230 del 18 ottobre 2006, della legge regionale n. 24 del 16 agosto 2007, del Decreto del Presidente della giunta regionale n. 167 del 4 settembre 2007, nonché della legge regionale n. 13 del 14 agosto 2008.
____________
1 – Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, GU L 103, p. 1

Per info:
LIPU Veneto 3387059438 – Legambiente Veneto 3481506455

FESTA AMBIENTE DELLA SACCISICA

venerdì, giugno 5th, 2009

Festambiente della Saccisica
29/05/2009
NATURALMENTE…INSIEME!!!!dal 25 al 28 giugno 2009
Presso l’area del Patronato di S. Anna di Piove di Sacco (Pd)
La Saccisica. terra di acque, è la denominazione di un’area territoriale storica, che si estende a sud-est della città di Padova fino a lambire la laguna di Venezia.FestAmbiente viene organizzata dal locale Circolo della Legambiente con lo scopo di mettere insieme momenti di svago (sarà presente un grande stand gastronomico) con momenti culturali (venerdì 26 spettacolo teatrale della Compagnia Artedesio di Trento – con il cielo e le selve: sulle orme di Mario Rigoni Stern) e incontri su importanti questioni ambientali (come quella dell’acqua come bene comune, saranno presenti, tra gli altri, Anne Le Strat, Presidente Generale di Eau de Paris, Cesare Pilon, Amministratore Delegato dell’ACEGAS-APS, Franco Moretti direttore del mensile “pigrizia, Maurizio Gubbiotti, della Segreteria Nazionale Legambiente, ) e sul lavoro (saranno presenti, tra gli altri, il Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dozza, e la Responsabile Nazionale CGIL per le Politiche dell’Ambiente e del Territorio, Paola Agnello Modica).L’abbiamo definita “NaturalMente…Insieme!!!!”, perché vogliamo che sia una Festa di aggregazione, di socialità, dove possano emergere i valori dello “stare bene insieme” applicando nuovi stili di vita.

Argomenti dei prossimi mesi 2009

giovedì, giugno 4th, 2009

Dopo la lunga campagna d’informazione sulle energie e il risparmio energetico su tutte le strutture, pur non tralasciando gli argomenti già analizzati e proposti, nei prossimi mesi affronteremo altri argomenti, in base agli interessi dei soci.
Posso ipotizzare due argomenti che potranno innescare degli studi e delle iniziative da parte del circolo Delta del Po, il primo sono le piste ciclabili e il secondo i prodotti tipici di alta qualità e in particolare quelli biologici.
Sono due argomenti che sono in stretto rapporto con la gente e con il nostro territorio, poiché in questi anni l’importanza di questi fattori sono stati sottovalutati.
Guardando le cittadine della popolazione di Adria nel raggio di 30 chilometri, scopriamo che nei ultimi 5 anni le piste ciclabili sono sorte come funghi per centinaia di chilometri. Solo Adria non si è mossa in questo senso e riteniamo che la più importante sarebbe quella che unisce Adria con il Po (Bottrighe).
In Italia siamo 60 milioni di abitanti e macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini. Ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Con il resto s’intende quella carne che serve ad arrivare al centinaio di chili che ognuno di noi mangia. Stessi quantitativi si consumano in Europa e Stati uniti. Ma sul pianeta Terra vivono 6 miliardi e mezzo di persone, molti muoiono difame, altri che la carne non possono permettersela la vorrebbero. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, potremmo produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Ancora: un chilo di carne di bovino ha consumato dieci volte il suo peso in cereali per essere prodotta – cereali che potrebbero sfamare molte più persone – e ha consumato 15.000 litri di acqua. Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, così come i ceppi dibatteri resistenti agli antibiotici, ma aumentano anche le malattie umane da benessere come patologie coronariche, diabete, obesità chedirettamente derivano da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano acque e terreni e non sappiamo più dove mettere. Anzi no, pur di non chiudere allevamenti, adesso in Veneto, Lombardia e EmiliaRomagna la parola d’ordine è: pirogassificazione, ovvero fare energia elettrica con pollina e simili. Potere calorico ridicolo, efficienza economica nulla, inquinamento da fumi intollerabile, ma l’escamotage èstato equiparare la pollina all’energia solare ed eolica e quindi usufruire degli incentivi che pagano quattro volte il valore di mercato dell’elettricità ricavata da fonti rinnovabili! La cosa paradossale è che meno costa produrre il cibo carne, con questo modello di allevamento industrializzato, più aumenta l’impatto sull’ambiente, così che l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Che fare? Alcune soluzioni sono possibili. Vanno attuate subito, ma qualcosa già si muove.

Come Legambiente, insieme al mondo agricolo più avveduto, da anni proponiamo “un’agricoltura di qualità” (meglio se biologica) al fine di rendere reale il binomio: Alimentazione/Salute.
Come consumatori abbiamo la possibilità di determinare molte scelte della produzione agricola.
Da alcuni anni sono sorte diverse proposte “alternative” al mercato consumistico, quali:
- I Gruppi di Acquisto Solidale
- Gli acquisti fatti direttamente nelle fattorie applicando il cosidetto Km0
- prodotti di qualità acquistati direttamente da cooperative agricole (penso, ad esempio, quelle della rete Libera).

In un recente convegno a Piove di Sacco un docente dell’Università Agraria di Padova ha detto che mai, come oggi, nel nostro Paese c’è un numero esorbitante di animali da allevamento, però NON SI VEDONO!! – sono chiusi nei capannoni!!! Siamo riusciti a fare la “catena di montaggio” degli animali (luci e cibo 24 ore su 24!!).
Portiamo gli animali nel loro habitat, facciamo in modo che i nostri figli vedano le mucche pascolare e non solo il latte in scatola al supermercato!!

INCENTIVI DUE RUOTE

giovedì, aprile 30th, 2009

INCENTIVI BICICLETTE

Dal ministero dell’Ambiente un fondo di 8.750.000 euro per il business delle due ruote ecologiche. Chi acquisterà una bicicletta entro il 2009 avrà uno sconto del 30% per un massimo di 700 euro. Cresce in Italia il mercato del cicloturismo
GLI INCENTIVI. Il 30% di sconto fino ad un massimo di 700 euro. Questo è l’incentivo concesso dal ministero dell’Ambiente a chi acquisterà una bicicletta nel corso dell’anno. La misura, compresa nel pacchetto di interventi statali a sostegno del mercato delle due ruote, prevede un fondo di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009. Per usufruire dell’incentivo non sarà obbligatoria la rottamazione e, per la prima volta, oltre alle biciclette a pedalata assistita, l’iniziativa del Ministero riguarda anche le due ruote tradizionali a “propulsione muscolare”.
LA FIAB. «Per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali – ha commentato Antonio Dalla Venezia, presidente della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) – quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente ecocompatibile».

CICLOTURISMO. L’Italia è infatti un paese di ciclisti e di amanti della vacanza a due ruote. Si stanno moltiplicando, infatti, le iniziative per chi ama viaggiare in bicicletta. Si tratta di un turismo che non sembra accusare segni di crisi e che anzi proprio per la difficile situazione economica attira sempre di più giovani e meno giovani. L’aumento di appassionati della bicicletta è testimoniato infine dalla nascita di catene alberghiere per biker, che offrono servizi personalizzati per ciclisti, come per esempio informazioni dettagliate sui percorsi e sugli itinerari turistici in zona, guide cicloturistiche, convenzioni con negozi specializzati, menu per ciclisti, centri benessere e palestre. Un mercato, quello del cicloturismo, che secondo le stime di Italy Bike Hotels, sarebbe aumentato nel nostro paese del 10% negli ultimi cinque anni, ponendo l’Italia al terzo posto, dopo Austria e Francia, come meta di riferimento per i cicloturisti europei.

TRENITALIA. Inoltre, grazie ad un contratto di servizio sottoscritto tra Regione e Trenitalia, già da due settimane, in Campania, il trasporto delle biciclette sui treni regionali è gratuito ogni sabato e domenica.

IL TRENTINO. Per quanto riguarda l’area settentrionale del Paese, invece, l’ufficio piste ciclopedonali ha provveduto di recente a rinnovare il sito internet che raccoglie tutte le informazioni utili a chi voglia percorrere il Trentino in bicicletta: itinerari, guide, punti di ristoro e di assistenza, come gli ormai famosi “bicigrill”, per incentivare il turismo a due ruote.

28 aprile 2009 – TAG: Cicloturismo

OMAGGIO ALLA VERITA’ nella Pasqua

sabato, aprile 11th, 2009

Chiediamo perdono per i morti di serie B
2 aprile 2009 – Don Renato Saccofonte- Mosaico di Pace-
La mia opinione, ma forse non solo la mia, è che i 300 dispersi (quindi… morti) in mare mentre dalla Libia cercavano di raggiungere l’Italia non hanno fatto molta notizia e non hanno scosso molto le coscienze. Non ci sono state dichiarazioni, riflessioni.. approfondimenti, ecc. quasi in nessun ambiente… Come a dire “c’è vita e vita.. e morte e morte”. Non siamo proprio tutti uguali. Che duro constatare che è proprio così! Mi sembra doveroso allora ricordare quanto scrive p. Alez Zanotelli, direttore di Mosaico di pace, nell’editoriale dello scorso marzo: “Dal 2002 al 2008 sono periti o scomparsi in mare 42 mila persone, secondo le stime e la ricerca condotta a Lampedusa da Visetti, il giornalista di “La Repubblica”… Trecento persone al giorno, il più grande genocidio europeo dopo la prima Guerra Mondiale”. E questi sono dati, non è una mia opinione. E non era ancora successa la tragedia di questi giorni. E anche il responsabile della Caritas per l’immigrazione, Oliviero Forti, si è chiesto “cosa accadrà alle persone, e tra questi donne e bambini, che verranno rimandati indietro dalla Libia semmai verso il deserto. Forse ci si placherà la coscienza un po’ di più ma la loro sorte sarà peggiore della traversata nel Mediterraneo”. Siamo vicini alla settimana Santa. Bisognerà riflettere, meditare e chiedere perdono! Mi chiedo – anche questa è una mia opinione – perché l’Osservatore Romano, giornale così importante e prestigioso, va a scrivere il 31 marzo che “il Pdl appare, alla prova dei fatti, maggiormente in grado di esprimere i valori comuni della popolazione italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria”. Ma ce n’era proprio bisogno? Io sono un piccolo redattore di una piccola rivista come Mosaico di pace, ma posso dissentire dall’Osservatore Romano (visto che non sono in ballo dogmi di fede ecc.)? Un giornale così autorevole non è chiamato – sia perché dovrebbe ispirarsi evangelicamente al progetto del Regno di Dio, di un cielo nuovo e terra nuova in cui trionfi la Giustizia, sia per un ragionevole calcolo diplomatico – a sollecitare, stimolare, non a sposare un governo, sottolineando più il cammino da fare che non gli apparenti risultati o successi ottenuti, anche se a gran maggioranza. La logica del mondo non dovrebbe essere diversa da quella di chi si ispira a… qualcun altro, totalmente Altro? Penso alle scelte di questo governo sull’immigrazione, per non dire del pacchetto sicurezza, lavoro, scuola, giustizia, legalità, (quanti condannati siedono in parlamento?), diritti umani, aiuti e solidarietà con i Paesi poveri ecc.. Guerra e spese militari: non dimentichiamo che l’Italia nel 2008 ha esportato armi per oltre 3 miliardi di euro. Un record, siamo al settimo posto mondiale! Per non dire che il governo spinge perché si approvi entro la metà di aprile un impegno economico di oltre 13 miliardi per gli aerei da guerra F 35. Valori cattolici anche questi? Direi di no, ma è una mia opinione… discutibile. Forse qualche appunto si potrebbe fare, come abbiamo sempre cercato di fare noi di Mosaico, nei confronti di ogni governo. Perché è troppo facile usare i “valori cattolici” per ingraziarsi i favori del mondo ecclesiastico. Ne fa ampio uso Berlusconi, la Lega contro l’immigrazione e l’islam. Ed è scandaloso quanto affermato dall’on.le Borghezio qualche giorno fa in Francia in un incontro di neofascisti… in norme dei valori cattolici. La grandezza dell’Osservatore Romano che ricordo ha titolato a tutta pagina qualche anno fa: “PONTI NON MURI parlando della Palestina, e “MAI PIÙ” riferendo le parole di Giovanni Paolo II sulla guerra, non può perdersi in applausi o benedizioni, come qualcuno ha scritto, nei confronti di questo, o altro, governo. Ben altro ha da dire! Certo è solo una mia opinione… ma confortata anche da opinioni di altri che qualche anno fa ebbero a scrivere queste parole che faccio mie anche oggi: “A leggere quello che proponeva molti anni fa il Gran Maestro della Loggia massonica P2, si dovrebbe concludere che la politica dell’attuale governo si è modellata su quel programma più che sulla dottrina sociale della Chiesa”.

ARANCIATA SENZA ARANCE

giovedì, aprile 2nd, 2009

30/03/2009 17:24 Consumi. Il Senato approva aranciata senza arance
Legambiente si appella ai deputati: “ Bloccate l’emendamento truffa consumatori”

“I deputati blocchino alla Camera la truffa autorizzata dal Senato”. Legambiente si appella agli Onorevoli affinché impediscano la legalizzazione della truffa delle finte bevande naturali ai danni dei consumatori. “E’ ridicolo – afferma Legambiente – che in un momento difficile come questo, in cui l’Italia può e deve giocare la carta della valorizzazione della genuinità e della sicurezza alimentare che da sempre la caratterizzano e la distinguono dagli altri paesi, si arrivi ad approvare un emendamento che invece la omologherebbe ai peggiori esempi internazionali per indifferenza e incuria nel settore alimentare”.

“Quale concreta utilità – continua Legambiente – può avere questo infelice emendamento se non quella di confondere colpevolmente i consumatori, spalancando le porte alla commercializzazione di prodotti di scarsa qualità? Francamente non si comprende quali vantaggi potrebbe ricavarne il nostro paese, mentre sono chiari ed evidenti tutti i motivi per dire no a questo tentativo dell’Unione Europea di svilire l’eccellenza italiana”.

L’Ufficio stampa 06.86268353-79-99-76

un altro Delta è possibile

lunedì, febbraio 2nd, 2009

In particolare, la domanda di ambientalismo dei ultimi anni è una riflessione su dei valori condivisi per rispettare l’uomo, la terra, l’aria e l’acqua. Si potrebbe parlare di molti presupposti, ma per restare nei problemi locali del territorio del Delta ci soffermiamo solo in alcuni aspetti. La continua domanda di sviluppo deve essere compatibile con i valori della vita? Direi di si. Un modo errato di intendere la tecnica che la porta ad intervenire sulla natura meccanicamente, senza valutare le conseguenze è contro l’uomo, non a favore come si vuol far credere in certi ambienti legati ad un pensiero di economia liberista che non guarda in faccia nessuno. Una eccessiva fiducia nel progresso, come qualcosa che possa risolvere tutti i problemi (senza vedere il conflitto fondamentale che regna tra progresso e tecnologia e l’attenzione per la natura), e senza usare i necessari riguardi per i danni ecologici provocati dal sistema economico e dal progresso industriale in una visione di insicurezza etica diffusa che impedisce una azione graduale a favore della soluzione dei problemi: non è progresso.
È inutile girare il discorso come una frittata, questo è il rischio che si corre, la non soluzione dei problemi. La poca sensibilità delle strutture politiche e amministrative ai problemi dell’ambiente è un aspetto che con il tempo risulterà dispendioso, più che allontaniamo dai bilanci la manutenzione del territorio più il conto sarà salato.
Le cause: difendere la competitività del prodotto e l’irriducibile necessità di difendere l’ambiente. La disoccupazione, le strade, le zone industriali o il rispetto del territorio. In questi anni lo studio è proseguito e si sono dimostrate delle alternative valide che mettono in armonia questi problemi, molto più che nel passato. Esistono e sono in funzione tecnologie nuove che producono energia senza inquinare, maniere di coltivare senza desertificare, costruire case con un modesto dispendio di energia, riciclare quasi tutti i rifiuti, lavorare essendo garantita la salute.
Questi problemi non vanno risolti con l’ideologia, ma con lo studio e la razionalità ed è legittimo preoccuparsene, anzi doveroso e vitale. Spesso le soluzioni che rispettano l’ecologia sono anche le più vantaggiose in economia, ma questo non è ancora una visione senza pregiudizi.