Archive for the ‘ALBERI’ Category

Risolvere i problemi con l’accetta

martedì, dicembre 13th, 2011

Da un po’ di anni, ad Adria si è imparato a risolvere i problemi tra uomo e albero con la sega e con l’accetta, mentre, il confine stabilito, doveva essere quello di tagliare un albero se metteva in pericolo le cose o le persone. Se gli alberi di una città dovessero essere tagliati solo quando danno fastidio a certe persone, è chiaro, sarebbero tagliati tutti. Però se guardiamo le città migliori: non fanno altro che valorizzare i loro alberi rendendo più bella la città ed i quartieri.

Ancora una volta,il Comunerisponde alla fastidiosa protesta dei cittadini e li accontenta: in Via Bortolina,“tagliateci questi alberi che ci danno fastidio e ci rendono la vita invivibile”, l’amministrazione interviene e taglia.

Con un blitz di 2 ore, tutto in fretta, che non ci sia ricordo e che non si vedano tracce. Alberi spariti, problema risolto, cittadini liberi dal problema, “che bello ora possiamo mettere l’auto di fronte casa”.

Quando le radici marciranno, il pavimento stradale sprofonderà, povere auto? Bisogna chiamareil Comuneche faccia un bel marciapiede, con i lampioni, ma senza pista ciclabile altrimenti non si può più parcheggiare. Cosa costerà al Comune?

Ma se guardiamo solo cento metri più in là, troviamo gli stessi alberi (pini marittimi di 40/50 anni) valorizzati e messi in bella mostra, per dare più valore anche all’abitazione in fronte.

Sarà la logica del cittadino stressato e “bordelain”; sarà per un pugno di voti, ma quei alberi sono stati tagliati senza motivo. Doveva essere l’amministrazione a mettere le regole e dare la giusta direzione per tutti,valorizzando gli alberi, invece è meglio risolvere il problema con l’accetta.

Da tempo, Legambiente Delta del Po, chiede, e ci hanno sempre risposto positivamente: si, al regolamento Comunale del Verde Pubblico, “ma, è così difficile, che la legge sia uguale per tutti?”

Stanno abbattendo gran parte degli alberi della città, solo perché danno fastidio le foglie o per la resina che cade, dando noia alle carrozzerie delle auto. Siamo sicuri che gli alberi non contino nulla in città, noi siamo sicuri del contrario. Anzi, pensiamo che il patrimonio del verde pubblico sia un valore, un vero tesoro della città in cui si vive, porti salute e valorizzi turisticamente.

 

Inaudito taglio di alberi-Adria-

venerdì, marzo 11th, 2011

Circolo Legambiente Delta del Po- Adria-

Nel giardino della casa del poeta Marino Marin che è di proprietà Comunale, da lascito del poeta, sono stati tagliati gli unici due alberi. Erano Rubinie ( famiglia Acacia) giovani di 30 anni non costituivano pericolo per le cose o per le persone, rispettavano le distanze dai confini e dalla casa, non avevano radici che danneggiavano qualcosa. Notoriamente sono alberi forti e nella fioritura spicca il loro profumo (le api ne vanno ghiotte) e la loro bellezza era a disposizione degli sposi che quando escono dalla casa del poeta facevano le prime fotografie proprio sotto ai loro rami.

Gli uffici del comune erano stati chiamati per sistemare due arbusti da siepe che con il vento degli ultimi giorni si erano parzialmente sradicati, ma questo non centrava nulla con il resto del giardino che ora appare desertico, privo di essenze arboree.

Il dot. Gennari dirigente dei lavori pubblici del Comune di Adria ci ha assicurati che le essenze saranno rimpiazzate al più presto e noi lo speriamo. Motivi validi per tagliare i due alberi non li abbiamo capiti o saputi.

Per noi cittadini di Legambiente è amaro e sorprendente ribadire sempre isoliti concetti del bene comune ma senza ottenere risultati sostanziali, gli alberi nel nostro Comune non sono considerati un patrimonio della comunità che contribuiscono alla salute di tutti, ma solo una spesa per la manutenzione. Da anni chiediamo il regolamento Comunale del Verde Pubblico piuttosto dell’anarchia, e ribadiamo il principio che un albero deve essere tagliato solo se costituisce pericolo per le persone o le cose.

In questo momento che i candidati sindaci dovranno dare i loro pareri sulle questioni ambientali in sede Legambiente proprio nella casa del poeta Marino Marin: mostreremo e chiederemo se intenderanno occuparsi del patrimonio del verde pubblico di Adria.

Gli alberi del Comune per quanto pochi: sono vitali per una città, agiscono come gli unici depuratori dell’aria e offrono serenità per la loro bellezza. Tutte le città venete più belle curano e amano i loro alberi come soggetti principali nei centri e nei parchi, invece nella nostra città il parco di Corte Guazzo è dimenticato senza essere a disposizione della comunità per mancanza di volontà delle autorità che ritengono il parco di pianura solo una spesa e non un diritto per i cittadini.

Il circolo Legambiente Delta del Po rivendica la salvaguardia del verde pubblico nel Comune di Adria e chiede che sia data la giusta importanza e valore a questo bene comune.

Alberi malati per smog

martedì, dicembre 21st, 2010

Alberi malati per smog e caldo
Studio Cnr e Corpo forestale

di Tommaso Tetro – Ansa

Abete delle Madonie
Nei boschi italiani sbiadiscono i colori e diventano più rade le chiome per colpa dei cambiamenti climatici. L’allarme in uno studio finanziato dal progetto europeo Life+ Futmon

Sbiadiscono i colori e diventano più rade le chiome degli alberi delle foreste italiane, soprattutto per colpa di smog e caldo. Ma, più in generale, a far ammalare le piante ci pensano i cambiamenti climatici. L’allarme per la “situazione preoccupante” dei nostri boschi viene dai risultati del progetto di respiro europeo Life+ ‘Futmon’ (Further development and implementation of an Eu-level forest monitoring system), presentato a Roma, co-finanziato dalla commissione Ue con 35 milioni per il biennio 2009-2010 (24 Paesi membri e 38 partner) a cui l’Italia partecipa con il Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con il Cnr e il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura), e un investimento di 3,5 milioni.

Secondo lo studio – che ha l’obiettivo di creare una rete di monitoraggio a lungo termine sullo stato di salute delle foreste europee – vanno perse “oltre il 30% delle foglie”, mentre i colori si sbiadiscono di “quasi il 10%”. I segnali di allarme riguardano “il 35% degli ecosistemi forestali” colpiti da “agenti biotici”, riconducibili a parassiti, funghi, insetti e batteri. Una fetta di responsabilità chiama in causa anche gli “agenti abiotici”, e cioè minacce principalmente riconducibili “ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico”.

Fattori del “degrado degli ecosistemi forestali” europei sono soprattutto smog, ozono, pulviscolo dell’aria e caldo. E anche se “negli ultimi due anni non c’é stato un peggioramento”, anzi le conifere mostrano “un sostanziale miglioramento” rispetto alle latifoglie (querce e castagni gli alberi più danneggiati), i polmoni verdi sono colpiti da ossidi di azoto e ozono: i primi, derivanti dalla combustione dei motori a scoppio e dalle attività industriali, ricadono al suolo con le precipitazioni modificando le caratteristiche del terreno; l’ozono invece diventa “nocivo, insieme al pulviscolo atmosferico”, durante le calde giornate estive, provocando “notevoli danni” e colpendo “le specie più sensibili”.

Nel nostro Paese – in base ai recenti dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio – ci sono circa 12 miliardi di alberi (pari a 200 piante e quasi 1.500 metri quadrati di bosco per ogni italiano) distribuiti su 10,5 milioni di ettari di superficie, per un volume di 1,2 miliardi di metri cubi di legno e una biomassa di oltre 870 milioni di tonnellate. Numeri ‘verdi’ che consentono di ‘stoccare’ in questi serbatoi naturali circa 435 milioni di tonnellate di carbonio, per un risparmio economico di emissioni di gas serra pari a un miliardo di euro, rispetto agli impegni del protocollo di Kyoto.

Il titolo dell’albero più diffuso lo vince il faggio con oltre un miliardo di esemplari che puntellano gli Appennini; Liguria e Trentino sono le regioni con il tasso di boscosità più elevato (60% del territorio), Toscana e Sardegna quelle con più superficie. La maggior parte dei boschi (68%) è di latifoglie, mentre il 64% delle superfici sono di proprietà privata, e il 28,5% dei boschi ricade all’interno di aree naturali protette. (Ansa).

21 dicembre 2010Boschi Alberi Clima

Società Cooperativa Polesana Fotovoltaico

mercoledì, ottobre 20th, 2010

L’energia fotovoltaica sempre più diffusa nel Delta del Po,

ma con questa Cooperativa Polesana Fotovoltaico potranno avere la bolletta pagata anche chi non possiede un tetto, perché potrà affittarlo da altri. Questa è l’essenza più importante di questa cooperativa sociale.

Il circolo di Legambiente Delta del Po approva l’intento di questa cooperativa, che in definitiva favorisce anche chi non ha un tetto per poter posizionare i pannelli fotovoltaici, in più troviamo molto interessante la forma sociale con qui si esprime e all’utenza che si rivolge la cooperativa.

Tratto dal sito della Società Cooperativa Polesana Fotovoltaico:

La Società Cooperativa Polesana Fotovoltaico ha come target la produzione di energia elettrica, ricavata da fonti rinnovabili nel rispetto dell’ ambiente, realizzando strutture di proprietà dei soci aderenti all’ iniziativa, che vedranno così azzerarsi i costi della bolletta.

Chiunque può aderire e con la sola quota associativa potrà godere di tutti i vantaggi dell’ operazione. Per un futuro pulito, al riparo da crisi energetiche e aumenti indiscriminati del costo delle bollette.

www.polesanafotovoltaico.it e contatti.

presidente Gerardio Biasioli.

Distruttori del verde pubblico?

mercoledì, settembre 1st, 2010

Distruttori del verde pubblico?

Da questa Amministrazione Adria si aspettava più sensibilità per il verde pubblico e se mai un miglioramento dello stato complessivo del patrimonio, questo era almeno il proposito che il Sindaco Barbuiani che aveva delineato in campagna elettorale, anche per dare un volto prestigioso e accogliente alla città.

Di recente, le sue promesse erano di piantare centinaia di alberi in città, dopo la protesta di Legambiente per il taglio di platani nel viale della stazione, solo perchè davano fastidio a un frontista, ma senza causare pericolo per cose o persone.

Ora sono in pericolo una settantina di alberi di varie età per la messa all’asta di diversi terreni pubblici per fabbricare case o ville. L’amministrazione afferma di dover vendere questi terreni solo per racimolare il denaro che manca alle casse Comunali. Ma sicuramente si potrebbero trovare  altre alternative con meno impatto nel territorio. Ad esempio  esistono fabbricati del Comune fatiscenti che se venduti e ristrutturati potrebbero abbellire il centro storico ed il Comune risparmierebbe i soldi dei restauri.

Non sono solo queste ragioni a farci dire un deciso no all’operazione Comunale di vendita delle aree verdi:

- queste aree, solitamente sono usate per il relax e i giochi dei bambini ed  erano nate per dare spazio verde a zone già altamente urbanizzate.

-  le zone verdi aiutano nello smaltimento delle acque e nel  disinquinare l’aria che respiriamo;

- la città è priva di un piano del verde pubblico,  di un piano relativo all’assetto idraulico

Ma tutte queste case vuote, tutti gli appartamenti vuoti a chi serviranno?

In tutto il Veneto ci ritroviamo  intere zone residenziali vuote ed invendute. Ma  a chi serve consumare il territorio senza motivo? Forse per investire denaro ci roviniamo la sicurezza idraulica e la salute?

Per noi di Legambiente queste aree sono un valore aggiunto alla città, anzi senza queste zone verdi la città non avrebbe valore. Che senso ha costruire in queste zone ove i piani urbanistici hanno già esaurito tutti gli spazi? E se anche queste zone devono  essere sacrificate al mattone non è più importante fare qualcosa al  servizio dei  cittadini che vi abitano?

Legambiente Delta del Po chiede all’Amministrazione Comunale di fermare la vendita di queste preziose aree verdi e di trovare il denaro in altri ambiti della città, e raccomanda all’amministrazione di investire a tutela della  già grave situazione idraulica del territorio che è la più grave di tutto il Veneto. (vedi allagamenti frequenti)

Quanto costano due alberi che sono di tutti?

venerdì, aprile 2nd, 2010

Due magnifici alberi (platani) sono stati tagliati perché davano fastidio a un cittadino. (Viale stazione, vicino stazione treni)

Quanto questo fastidio potesse essere vero? questo sarà chiarito.

La cosa certa è che i due platani che avevano parecchie decine di anni (presumibilmente 80) ed erano in buono stato di salute, erano la come tutti gli altri a fare quello che hanno sempre fatto, anche gli altri, per 80 anni. (piantati in epoca fascista)

Questi due platani, piantati in suolo pubblico avevano l’età di molti anziani della città, per noi di Legambiente e per i cittadini che ci hanno segnalato l’oltraggio a questi esseri viventi non doveva finire miseramente così.

Dagli abitanti vicini ci è stato riferito che il muretto di recensione  a cui dava fastidio: era inclinato da almeno 40 anni ed è rimasto stabile così fino ad oggi, per noi quindi, la colpa non è da imputare alle radici dei platani. Anche tutti gli altri cittadini, allora potrebbero richiedere la stessa cosa e allora saluteremo il viale della stazione come un bel ricordo del passato.

La nostra associazione chiede delle regole certe in materia. Già da alcuni mesi  parliamo con l’amministrazione per promuovere e far approvare un Piano del Verde Pubblico ad Adria, così da dare certezze e per valorizzare la città con il verde, per noi considerato come un patrimonio pubblico di grande valore. Prendiamo per certe ed inequivocabili le parole del Vicesindaco D’Angelo che ha detto  “ora di alberi ne pianterò almeno 4 nello stesso viale” (magari di origine autoctona, aggiungiamo noi).

platano stazione

platano stazione 2

Adria:taglio di un tiglio di 50 anni senza motivo

martedì, dicembre 1st, 2009
P.D. «Immotivato
taglio di un albero
per fare un favore»

Venerdì 27 Novembre 2009,
(g.f.) Il taglio di un tiglio in via Gramsci a Ca’ Emo diventa motivo di contesa politica. Il Pd, con il capogruppo Gino Spinello, chiede lumi sulle responsabilità. «Abbiamo ricevuto segnalazione da vari residenti che dipendenti del magazzino comunale hanno tagliato uno dei tigli in Via Gramsci e si chiede urgentemente di avere risposta scritta sui motivi che hanno portato alla decisione e chi se ne assume la responsabilità». Una scelta che secondo Spinello è incomprensibile ed ingiustificata: «In passato i competenti uffici alla medesima richiesta hanno sempre dato parere contrario in quanto l’albero non era malato e il suo spiantamento avrebbe interrotto il doppio filare che rappresenta una delle peculiarità dell’area centrale del paese essendo stati piantati da oltre cinquant’anni». Per il capogruppo sembra che all’origine dell’intervento ci sia la richiesta di un cittadino che per uscire con l’auto dal proprio cancello era costretto a diverse manovre. «Se tali voci risultassero veritiere si tratterebbe di un ingiustificato favore ad personam che sta già alimentando proteste tra gli stessi residenti della via che hanno l’identico problema. Si tratta comunque di una grave danno ambientale e un insulto alle caratteristiche paesaggistiche della zona. Abbiamo segnalato l’accaduto al Corpo Forestale dello Stato».

Gazzettino di Rovigo , 27 novembre  2009

clima le foreste italiane assorbono 11%dei gas serra

mercoledì, gennaio 28th, 2009

Le foreste italiane assorbono l’11% dei gas serra sul totale delle emissioni che l’Italia deve tagliare, consentendo il risparmio di 750 milioni di euro all’ anno. E i boschi delle aree protette contribuiscono per un quinto.
Venerdì i parchi Italiani a congresso: i parchi italiani custodiscono, infatti, quasi 1,3 milioni di ettari di superficie di bosco, pari al 37% del territorio protetto e al 18% dell’intera superficie forestale.
Ma, i parchi preservano anche risorse idriche e suolo. E i parchi saranno protagonisti del VI Congresso della Federparchi (la Federazione dei parchi e delle riserve naturali), a 20 anni dalla fondazione, a Roma il 30 e 31 gennaio. Di fondamentale importanza per i parchi italiani è l’ ecoturismo (15 milioni di visitatori di parchi nazionali in un anno) diventato negli ultimi anni un fenomeno per un giro d’ affari pari a 9 miliardi di euro, quasi il 10% del fatturato del settore turistico.
A livello di strutture, i soli parchi nazionali ospitano 1.700 centri storici, 150 musei, 300 castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, 200 siti archeologici e quasi 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali. L’Italia è poi prima in Europa per biodiversità: una specie animale su tre, tra quelle che popolano il vecchio continente dall’Atlantico agli Urali, si trova nel nostro Paese. Sul nostro territorio è presente la metà delle specie vegetali europee: si calcolano oltre 57.000 specie faunistiche e 6.711 specie vegetali.
da La nuova ecologia

biodiversità alberi

sabato, gennaio 17th, 2009

Per quanto riguarda la biodiversità specifica, cioè la sopravvivenza delle specie presenti
si cerca di ovviare anche all’erosione del patrimonio genetico all’interno di ogni singola specie, di salvaguardare cioè la biodiversità infraspecifica o genetica. Infatti la biodiversità è minacciata anche dall’introduzione nell’ambiente di piante inadatte. Ciò accade quando per rimboschire si utilizzano piantine, magari autoctone (indigene) come specie, ma provenienti da ambienti lontani e molto diversi da quello in cui vengono inserite. Le piante estranee non sono adattate all’ambiente perciò sono più soggette alle malattie e alle avversità climatiche. Nondimeno possono mantenersi per periodi abbastanza lunghi da produrre polline o semi che alterano il profilo genetico delle popolazioni nostrane di quella data specie. Viene alterata cioè la biodiversità infraspecifica. Invece, per rimboschire in modo corretto, occorre utilizzare piante autoctone di provenienza locale.Piante autoctone e nella realizzazione di interventi di rinaturazione.
Interventi di reimmissione nelle aree protette di piante appartenenti a specie significative della flora regionale.
Secondo alcuni studi della Fao nell”ultimo secolo i tre quarti della diversità genetica delle colture agricole sono andati perduti. In un secolo si sono estinte oltre trecentomila varietà vegetali e continuano ad estinguersi al ritmo di una ogni sei ore. In Italia, per esempio, sono a rischio di estinzione ben 1.500 varietà di frutta. La stessa sorte è riservata agli animali: negli ultimi 50 anni abbiamo perso almeno cinque razze di bovini, tre di caprini, oltre dieci tra ovini e suini, sette di equini e quattro di asini.Molte vecchie razze e varietà sono a rischio di estinzione perché soppiantate dalle varietà più produttive e più adatte ai sistemi di allevamento e di coltivazione intensivi e alle regole del mercato globale.

Nel nostro territorio sarebbe utile ricuperare e mettere in zone protette le piante e alberi in pericolo di scomparsa e di infoltire e salvaguardare le essenze esistenti.

Proteggere il patrimonio genetico delle piante autoctone significa impedire la desertificazione del territorio, la scomparsa di queste piante può significare una grave disfunzione, con la coltivazione di piante nate in laboratorio con specifiche produttive ed estetiche provenienti da tutto il mondo contribuiamo a una sostanziale perdita delle piante che si adattano senza particolari interventi umani.

Salviamo gli alberi da frutto autoctoni.

giovedì, gennaio 15th, 2009

Salviamo gli alberi da frutto del nostro territorio. Questo appello a tutti coloro che possiedono quegli alberi da frutto che venivano coltivati un tempo, senza bisogno di particolari trattamenti, e che ora stanno scomparendo anche perché la frutta prodotta non ha sbocchi commerciali.
La consapevolezza che la loro scomparsa rappresenterebbe comunque una perdita irreparabile di una parte del patrimonio genetico che ha contrassegnato per secoli il nostro territorio.
Far conoscere una nuova cultura civica più attenta e rispettosa delle risorse naturali territoriali e ambientali ancora disponibili, per promuovere uno sviluppo ecosostenibile.
Per coloro che sono interessati a coltivare essenze da frutta o alberi autoctoni di nascita originaria siamo disponibili a dare qualche consiglio. Troveremo aiuto e disponibilità anche dalle Guardie Forestali, aiuteremo per informare sugli innesti e talee di nuove essenze a dimora.
Il percorso verso un’agricoltura sempre più iperproduttiva non ha risolto il problema di sfamare le popolazioni del mondo, ma ha prodotto altri numerosi problemi (come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo) e ha inciso negativamente sulla salute pubblica, sulla qualità nutritiva degli alimenti, sulla cultura dell’agricoltura, sull’esistenza di numerose piante e animali che per millenni hanno alimentato gran parte del mondo.In meno di un secolo trecentomila varietà di piante si sono estinte e oggi il 95% della popolazione del mondo si alimenta con meno di trenta piante.