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Le Regioni non vogliono gli Ogm

venerdì, ottobre 8th, 2010

Le Regioni non vogliono gli Ogm

La patata Ogm Amflora
Dop oil no degli assessori all’agricoltura, anche le Regioni – con la sola astensione della Lombardia - hanno votato l’ordine del giorno che chiede al ministro dell’Agricoltura di esercitare la clausola di salvaguardia riguardo alla produzione della patata Amflora e del mais Mon 810

Le Regioni dicono no agli Ogm e chiedono al ministro Galan di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare sul territorio nazionale la semina e la produzione della patata Amflora e del mais Mon810.

Il coordinatore degli assessori all’Agricoltura Dario Stefano ha presentato ieri alla Conferenza Stato Regioni l’ordine del giorno anti-ogm e dopo il voto unanime degli assessori all’Agricoltura del 30 settembre scorso anche le Regioni (con la sola astensione della Lombardia) hanno votato l’ordine del giorno che chiede al ministro dell’Agricoltura di esercitare la clausola di salvaguardia riguardo alla produzione della patata Amflora e del mais Mon 810, vietandone la coltivazione sul territorio nazionale.

Nello stesso ordine del giorno si impegna il governo a tener conto dell’assoluta contrarietà delle Regioni alla produzione degli ogm sul territorio nazionale e quindi sui territori regionali. Le Regioni, come già gli assessori regionali, hanno poi deciso di non esprimersi sull’adozione delle linee guida di coesistenza sugli ogm. (Ansa)

08 ottobre 2010Regioni Ogm Agricoltura

Il Delta va amato

venerdì, settembre 17th, 2010

Il Delta va amato

Il bene comune ci dovrebbe guidare a delle scelte per il futuro nel Parco del Delta del Po, ma di certo una economia agricola basata sul sfruttamento intensivo dei terreni porta alla desertificazione del Delta, nonché priva di ritorno economico.

L’importanza che Adria entri nel Parco del Delta del Po è indispensabile, non solo per ragioni naturalistiche o di prestigio, anche per l’archeologia e cultura per la città, ma soprattutto per un futuro progresso economico.

Per la popolazione del Delta è indispensabile vivere e lavorare conservando il più possibile a lungo il territorio, perché è proprio questo tipo di terra e acqua naturale che ci farà vivere anche economicamente in maniera responsabile, rispettosa ed economica nel futuro.

Non bisogna cedere ai “bracconieri” o predatori dell’ambiente che come scopo hanno solo il guadagno spropositato e la vendita della terra o dell’acqua, non amano il loro territorio lo sfruttano in maniera intensiva senza preoccuparsi della desertificazione, di fatto rendendo impossibile tramandare le tradizioni che sono sempre state sostenibili.

Oggi ci chiediamo come mai il Parco del Delta del Po del Veneto è di circa 12000 ettari, mentre quello dell’Emilia Romagna è di 40000 mila, ci sarà un motivo?

Come si può parlare di identità e cultura del Delta se qualcuno preferisce fare del Delta un polo energetico dove tutto viene messo a repentaglio compresa l’economia in generale.

Adria deve scegliere, deve entrare a pieno titolo nel Parco con una vasta zona di verde che per noi di Legambiente e dalla Regione Veneto è individuata come una zona ad alto rischio idrogeologico, di fatto la più bassa e vasta del Delta e dove potrebbero nascere delle zone umide anche per depurare l’acqua con la fitodepurazione. Questa zona è Bellombra, Bottrighe,Cavanella Po, Mazzorno Sinistro.

Per queste località si configurerebbero opportunità molto forti come finanziamenti dell’assetto idraulico e incentivi per nuove attività rispettose del territorio. (vedi incentivi Regionali Parco)

Per alcuni bisognerebbe rinunciare al parco, di fatto, rinunciare al bene comune?

Vogliamo ricordare Angelo Vassallo un Sindaco che ha realizzato concretamente i sogni di Legambiente. Vassallo ha fatto del suo paese un esempio di vivibilità e responsabilità verso il territorio in cui si vive. Pollica paese di 2500 abitanti inserito nel parco del Cilento è diventato un luogo dove vivere bene, in armonia, dove tutti vorrebbero abitarvi, ed ora questi “bracconieri” e mafiosi vorrebbero uccidere anche queste realtà.

Non solo si preleva dalla natura, ma bisogna anche dare, è sempre stato un principio basilare delle vecchie generazioni che di natura ne sapevano più di noi.

Circolo Legambiente Delta del Po.

LIBERI DA OGM

sabato, aprile 11th, 2009

Legambiente chiede che sia sancito il diritto degli Stati ad individuare zone libere da Ogm. Ma sarà molto dura…
“In materia di Ogm è necessario che il primo passo sia l’emanazione di una direttiva Ue sulla coesistenza, che riconosca il diritto degli Stati membri d’istituire zone ‘ogm free’ che diano la certezza di non avere sul proprio territorio coltivazioni che possano compromettere la qualità della propria agricoltura sia convenzionale che soprattutto biologica, che necessita di tutele ancora maggiori”. Lo afferma Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, commentando l’annuncio di Bruxelles di una prossima proposta di testo legislativo sui limiti da porre in etichetta sulla presenza di Ogm autorizzati nelle sementi. “Per prevenire la contaminazione genetica delle colture di qualità sia convenzionali che biologiche- aggiunge Ferrante- è indispensabile poi garantire che le sementi non siano contaminate e dunque che la contaminazione rimanga al di sotto della soglia di rilevabilità dello 0,1%”. Per l’ambientalista “è evidente che in assenza di queste regole si favorirebbe la contaminazione transgenica delle nostre produzioni tipiche e biologiche, rischiando di compromettere definitivamente il futuro dell’agricoltura italiana fondato sulla qualità”. Con gli ogm, conclude Ferrante, “non garantiremmo più alcun valore aggiunto, economico ma anche sociale, al comparto agricolo italiano”.

MORIA DELLE API

mercoledì, marzo 18th, 2009

Moria della api, dal 20 settembre
stop alla sospensione dei pesticidi
Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato il ministero del Lavoro ha fissato il termine della sospensione cautelativa dell’uso di concianti neurotossici, ritenuti responsabili dello spopolamento degli alveari

È stata fissato al 20 settembre 2009 il termine della sospensione cautelativa dell’uso di concianti neurotossici, i pesticidi ritenuti responsabili della moria delle api e dello spopolamento degli alveari. Lo prevede un decreto del ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali pubblicato sulla gazzetta ufficiale numero 31.

Il decreto, nell’apporre il termine della sospensione cautelativa decisa dal decreto dirigenziale dello stesso dicastero del 17 settembre 2008, dà esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato nelle ordinanze del 19 dicembre 2008 seguite al ricorso delle multinazionali Bayer, Syngenta e Basf produttrici dei pesticidi.

Nello specifico la sospensione riguarda “l’autorizzazione di impiego per la concia di sementi dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam, imidacloprid e fipronil”.

11 febbraio 2009 – la nuova ecologia

In italia meno fitofarmaci ma più nocivi

mercoledì, marzo 18th, 2009

Nel decennio 1997-2007 i prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo diminuiscono complessivamente di 13,7 mila tonnellate (-8,2%), passando da 167,1 a 153,4 mila tonnellate. I formulati nocivi risultano in aumento di 6.300 tonnellate, pari a +28,9%
Nel decennio 1997-2007 i prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo diminuiscono complessivamente di 13,7 mila tonnellate (-8,2%), passando da 167,1 a 153,4 mila tonnellate. Lo rileva l’Istat sottolineando che, in particolare, calano i fungicidi (-7,7%), gli insetticidi e acaricidi (-30,3%) e gli erbicidi (-4,8%), mentre i vari aumentano del 39,3%. I prodotti molto tossici e tossici si riducono a meno della metà (-9,7 mila tonnellate, pari a -54,1%), mentre quelli non classificabili subiscono un calo di 10,3 mila tonnellate (-8,0%) ma i formulati nocivi risultano in aumento (+6,3 mila tonnellate, pari a +28,9%).
Riguardo al 2007 – prosegue l’Istat – la quantità dei prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo, pari a 153,4 mila tonnellate, è aumentata del 3,0% rispetto al 2006. I principi attivi contenuti nei preparati immessi al consumo registrano invece una diminuzione, seppure lieve, scendendo dalle 81,5 mila tonnellate del 2006 alle 81,0 mila del 2007 (-0,6%). L’aumento delle quantità distribuite riguarda solo i prodotti nocivi che nel 2007 registrano un incremento del 20,6% rispetto al 2006. Risultano invece in calo (-2,9%) i prodotti tossici e molto tossici e sostanzialmente stazionari (-0,1%) quelli non classificabili.
Nel periodo 1999-2007 i prodotti di origine biologica registrano una notevole crescita passando da 68,9 a 335,5 tonnellate, mentre le trappole salgono da 601 a 920 mila unità. I prodotti fitosanitari – conclude l’Istat – si confermano comunque come il principale mezzo tecnico utilizzato nella difesa delle coltivazioni. Il calo della quantità dei fitosanitari, specialmente di quelli molto tossici e tossici, e dei principi attivi in essi contenuti, è determinato principalmente dall’utilizzo di pratiche agronomiche, incentivate dalle politiche agro-ambientali comunitarie e nazionali, tendenti alla riduzione dei mezzi tecnici chimici impiegati nelle coltivazioni agricole.
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13 febbraio 2009 – Pesticidi Agricoltura La nuova ecologia.