Archive for febbraio, 2012

Vendita del Bosco di Pianura di Corte Guazzo

sabato, febbraio 25th, 2012

Vendita del Bosco di Pianura

 

Ci chiediamo che senso ha vendere il futuro parco della città. Sembra che quasi nessun Comune della provincia di Rovigo si interessi al Parco della città. E’ una mancanza di sensibilità nei confronti dei cittadini? Sono i cittadini che non sentono l’esigenza?

Per noi di Legambiente è impensabile che le nostre città, specie quelle che dovrebbero rappresentare il futuro della provincia non siano interessate ad assolvere un bisogno, il diritto che è richiesto in tutte le altre città evolute del mondo, quello del verde al cittadino.

Ci stiamo inventando centinaia di esigenze nuove, ma i cittadini della nostra provincia non sentono il bisogno di avere un parco in città, che sia vero?

A noi sembra strano, è strano che gli anziani e i bambini non amino il parco, sembra strano che i ragazzi non amino giocare fra gli alberi del verde pubblico, ci sembra strano che nessuno di Adria voglia arrivare in bicicletta nel parco e godersi una passeggiata con gli uccelli che cantano e magari leggersi un libro.

In passato abbiamo intervistato tutti i candidati sindaci e da tutti i fronti era netta l’intenzione di trasformare il Bosco di Pianura di Corte Guazzo nel Parco della città. Come associazione è stata fatta la proposta di aprire un chiosco che in cambio dell’affitto avrebbe mantenuto il controllo e la manutenzione, assieme all’amministrazione e alle altre associazioni.

È impensabile che adAdria tutto iltempo libero dei cittadini si riversi nei negozi e bar, siamo convinti che per molte persone sia importante avere uno spazio verde della città.

Se l’amministrazione ha l’esigenza di permutare terreni dell’ULSS con quelli del Comune lo facciano pure, ma non sarà il bosco di pianura a rovinare le casse del Comune, anzi, sarà un fattore di risparmio e di salute per tutta la città.

Legambiente e tutte le forze della città civili cercheranno di fermare lo scempio di questa azione contro il futuro e la valorizzazione della città, ma chiediamo ai cittadini stessi di partecipare in tutti i modi alla legittima protesta della vendita del verde pubblico. Faremo raccolta di firme e manifestazioni di vario genere.

 

Circolo LegambienteDelta del Po

 

La miglior casa per vivere?

sabato, febbraio 25th, 2012
LEGAMBIENTE
Il meglio dei regolamenti edilizi dei Comuni italiani per un’azione concreta contro i cambiamenti climatici

La casa ideale per vivere? Quella progettata e costruita in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, che sfrutta comunque le fonti rinnovabili, che garantisce un concreto risparmio economico e energetico, favorendo una migliore qualità della vita per i suoi abitanti e riducendo l’emissione di gas climalteranti.

E com’è possibile realizzare questa casa? Attraverso l’assunzione delle migliori norme dei Regolamenti edilizi adottati in Italia.

Alla vigilia del settimo anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, Legambiente lancia il “regolamento edilizio d’Italia”, e invita le amministrazioni comunali a dotarsi del “regolamento per eccellenza”, realizzato, appunto, selezionando le migliori norme di tutti i regolamenti edilizi comunali, perché il settore delle abitazioni è proprio uno dei principali responsabili dei consumi energetici italiani e dell’aumento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

La casa ideale quindi, seguirà la norma per l’isolamento termico di Collegno (To) e Oristano, monterà i serramenti come richiesto da Bassano del Grappa (Vi), integrerà le fonti rinnovabili come indicato dalle amministrazioni dell’Emilia-Romagna, Lignano Sabbiadoro (UD), Brembate di Sopra (BG), Rovello Porro (CO), Falconara Marittima (AN) e Monopoli (BA); l’efficienza energetica e la contabilizzazione del calore sarà come richiesto da Novi di Modena (MO), Divignano (NO), Guidonia Montecelio (RM) e Castel Maggiore (BO); l’orientamento e la schermatura degli edifici si rifarà alla norma di Bergamo e dei Comuni dell’Empolese-Val d’Elsa (PI-FI); i materiali da costruzione saranno quelli indicati dal regolamento di Lignano Sabbiadoro (UD) e dai Comuni della Bassa Romagna (RA); il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche si baserà sul modello dei Comuni del Meratese (LC) e di Caneva (PN); per l’isolamento acustico andremo a copiare la norma di Bareggio (MI); per la permeabilità dei suoli citeremo Bolzano, mentre per la certificazione energetica sarà Udine a dettare legge.

“La proposta che vogliamo rivolgere alle amministrazioni comunali – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – è di guardare a queste realtà e di copiare bene. Abbiamo messo assieme, infatti, il meglio di quello che si può trovare nei regolamenti edilizi italiani perché edifici ristrutturati o costruiti in questo modo possono arrivare concretamente ad azzerare i consumi energetici, a ridurre sensibilmente i consumi idrici migliorando il comfort degli spazi pubblici e nelle abitazioni. E nei Comuni dove questa strada è già oggi stata intrapresa è cresciuta non solo la consapevolezza di come queste innovazioni migliorino la qualità del costruire, ma anche quanto queste nuove tecniche permettano di accrescere competenze, di creare lavoro, oltre a realizzare edifici sostenibili con un costo che incide pochissimo sul prezzo di vendita finale”.

Per Legambiente le città italiane possono diventare un grande laboratorio di manutenzione e riqualificazione con obiettivi energetico-ambientali. In una prospettiva capace di creare nuovi posti di lavoro, in termini di qualità e vivibilità, nella direzione di una città che consuma meno energia, ed è più pulita e bella, quindi più sostenibile.

Al centro del ragionamento abbiamo posto gli obiettivi di alcuni campi di intervento fondamentali:

-la riduzione dei consumi energetici, attraverso interventi che riducano il fabbisogno nelle abitazioni, aumentando l’isolamento termico degli edifici e valorizzando gli apporti solari passivi e l’efficienza negli usi.

-le fonti energetiche rinnovabili, da utilizzare e integrare negli edifici per i fabbisogni di riscaldamento dell’acqua igienico-sanitaria e la produzione di energia elettrica.

-il ciclo dell’acqua, riducendo fabbisogni e consumi di acqua nelle abitazioni attraverso il recupero, la depurazione, il riutilizzo per gli usi compatibili; nella direzione di aumentare la permeabilità dei suoli; sviluppando l’utilizzo di tecnologie e sistemi di risparmio.

Proprio per la grande varietà di situazioni climatiche e territoriali presenti nel territorio italiano vengono così individuate proposte riferite ai diversi temi di intervento, inserendo le migliori norme ed esperienze già applicate in ambito regionale e comunale, che possono essere facilmente adattate ai contesti locali. L’obiettivo è di contribuire ad innovare il settore edilizio, di avviare un processo di ricerca e di sperimentazione sulle tecnologie e sulle migliori scelte architettoniche e tecnologiche.

 

Tema Comuni
Isolamento termico Collegno (TO), Oristano.
Prestazione dei serramenti Bassano del Grappa (VI).
Fonti rinnovabili Regione Emilia-Romagna, Lignano Sabbiadoro (UD), Brembate di Sopra (BG), Rovello Porro (CO), Falconara Marittima (AN) e Monopoli (BA).
Contabilizzazione individuale del calore e utilizzo di tecnologie per l’efficienza energetica Novi di Modena (MO), Divignano (NO), Guidonia Montecelio (RM) e Castel Maggiore (BO).
Orientamento e schermatura degli edifici Bergamo, Comuni dell’Empolese-Val d’Elsa (PI-FI).
Materiali da costruzione Lignano Sabbiadoro (UD) e Comuni della Bassa Romagna (RA).
Risparmio idrico e recupero delle acque meteoriche Comuni del Meratese (LC) e Caneva (PN).
Isolamento acustico Bareggio (MI).
Permeabilità dei suoli Bolzano.
Certificazione energetica degli edifici e minimo classe B Udine.

 

TERRITORIO

sabato, febbraio 25th, 2012

Legambiente

Il territorio - termine di origine latina composto dal sostantivo terra e dal suffisso locativo–torium – è uno spazio fisico e geografico delimitato. Per estensione, indica anche le organizzazioni sociali che in quello spazio si instaurano e lo modificano, le comunità che lo abitano, con le loro identità e i loro saperi, le attività economiche, le unità amministrative. E’ un fitto tessuto nel quale si intrecciano l’ambiente, l’agricoltura, le attività industriali e terziarie, dinamiche urbane e fattori culturali e identitari.

Un sistema complesso la cui matrice resta lo spazio naturale, frutto di lunghi processi evolutivi e delicati equilibri. Per il bene di tutte le sue componenti – naturalistiche, sociali, produttive – tutelare questi equilibri è una condizione imprescindibile: la loro alterazione produce conseguenze sempre negative, spesso disastrose. L’urbanizzazione selvaggia, e soprattutto quella abusiva, creano centri abitati invivibili e impoveriscono paesaggi la cui bellezza è anche un valore economico. La cementificazione senza criterio altera i normali flussi idrici, fino a stravolgerli con conseguenze drammatiche: frane, inondazioni. Il disboscamento compromette gli ecosistemi e intacca gli equilibri idrici e micro-climatici. Infrastrutture stradali mal pianificate che producono traffico, inquinano e compromettono la qualità della vita.

Tutti problemi che riguardano anche il nostro Paese. Il territorio italiano, infatti, ha sofferto e soffre di un approccio eccessivamente speculativo, in cui il consumo di suolo non risponde ai reali bisogni della popolazione e allo sviluppo delle sue attività, ma solo a logiche di profitto. E subisce scelte che contrastano non solo con la sostenibilità ambientale, ma anche con la prospettiva di uno sviluppo durevole.

Taglia le ali alle armi

sabato, febbraio 25th, 2012

Taglia le ali alle armi

Firma subito la petizione per chiedere al Governo di rinunciare all’acquisto di 131 caccia bombardieri  F-35.

Insieme a Rete italiana per disarmo, Tavola della Pace e Sbilanciamoci dedichiamo il mese di febbraio alla raccolta firme con cui vogliamo fermare l’aquisto assurdo caccia F-35.Stampate il modulo in fondo alla pagina e fatelo firmare a parenti e amici.

Ci voliono almeno 15 miliardi per l’acquisto dei caccia bomardieri e circa il triplo per  il successivo mantenimento. In una fase di crisi economica che impone grossi sacrifici a tutti gli italiani  ci chiediamo se tutto questo denaro pubblico non potrebbero essere impiegato meglio.

Con 15 miliardi di euro si potrebbero costruire 45mila asili nido pubblici o mettere in sicurezza le oltre 13mila scuole italiane che non rispettano le norme antisismiche e quelle antincendio. Ci sarebbero nuove opportunità per le imprese e  nuovi posti di lavoro. E questo è solo un esempio.

Il primo obiettivo di questa nuova fase di mobilitazione che è attiva del 2009 e già ha raccolto oltre 45.000 adesioni, è spingere il Parlamento  a discutere in modo aperto  e trasparente sugli F-35 valutando con onestà le opportunità, se ce ne sono, e gli aspetti negativi.

Le iniziative di sostegno alla campagna, che si annunciano numerose e creative, culmineranno il 25 febbraio, con una grande mobilitazione generale “100 piazze d’Italia contro i caccia F-35″.

Firmate se ancora non lo avete fatto: online su  www.perlapace.it Tavola della Pace, www.sbilanciamoci.org  Campagna Sbilanciamoci!, www.disarmo.org Rete Italiana per il Disarmo; oppure scaricando il file di seguito.

Apri un circolo

domenica, febbraio 19th, 2012

Se vuoi fare qualcosa di concreto per difendere l’ambiente nel tuo territorio forma un circolo di Legambiente.

Siamo l’associazione ambientalista più diffusa in Italia, oltre 1000 circoli lungo la Penisola!

Il radicamento territoriale è la forza che ci consente di portare all’attenzione nazionale i problemi ambientali locali.

Se vuoi fare qualcosa di concreto per difendere l’ambiente nel tuo territorio forma un circolo di Legambiente. E’ un ruolo strategico fondamentale su cui si basa la nostra filosofia d’azione:  pensare globalmente e agire localmente! Potrai organizzare tante iniziative di informazione e azioni concrete nei luoghi che ami e che vuoi tutelare.

Le sedi regionali di Legambiente ti daranno tutte le informazioni necessarie per costituire un nuovo circolo.

Mettiti subito in contatto con quello della tua regione, oppure scrivi a  tesseramento@legambiente.it

Comitati regionali Legambiente

Oli vegetali,consumo di territorio?

venerdì, febbraio 17th, 2012

In questi tempi, anche pochi posti di lavoro possono interessare, ma con questa scusa si cerca di far passare di tutto, anche imprese che degradano il territorio e lo inquinano. Le amministrazioni Comunali sono sollecitate ad incentivare il lavoro in tutti i modi e, dall’altra devono difendere il territorio e la salute dei cittadini. La società civile si trova ad affrontare la problematica del degrado del territorio e della crisi economica che miete sempre più vittime, però tutto questo deve essere affrontato in una maniera sostenibile, ossia, che non comprometta il futuro del territorio, mantenendo e valorizzando le necessità lavorative dei cittadini. A noi, ci pareva che il mondo della tecnologia doveva aiutare l’uomo, invece sembra il contrario, che sia l’uomo a servire sempre più le macchine. Nel caso della possibile futura, piccola centrale( 1megawat) di Cavanella Po, ci accorgiamo dai presupposti con cui dovrebbe nascere, che il servizio, di usare le bio-masse di scarto del posto, agricole o industriali per utilizzare materiali che altrimenti andavano sprecati, per produrre energia: non sia sostenuto, se per far funzionare la stessa facciamo pervenire scarti della lavorazione di palma che vengono dall’Indonesia. Non avrebbe senso fare una operazione del genere se i materiali di combustione non fossero del circondario della centrale e, non pagherebbe lo scotto del sacrificio dei cittadini che devono sopportare anche questo tipo di inquinamento per qualche posto di lavoro, mentre il danno è molto più alto in termini di degrado ambientale e va a danneggiare molti altri lavori sul territorio che hanno bisogno di un territorio sano. Gli unici posti di lavoro in aumento potrebbero essere solo quelli degli operatori sanitari e di nuovi ospedali. Questa piccola centrale è solo la punta dell’aisberg, moltissime altre richieste di centrali elettriche da 20/30/40/50 MegaWat sono presentate negli uffici comunali di tutti i Comuni del Delta e del Veneto. Si presenterebbe un scenario apocalittico in cui l’agricoltura si trasformerebbe profondamente e sarebbe a servizio dell’energia al posto di servire a produrre alimenti. Pensiamo che per produrre 1 Megawat di potenza, in una di queste centrali si userebbe olio combustibile vegetale per alimentare motori diesel, da coltivazioni di mais, colza e altri cereali idonei alla produzione di oli, ma servirebbero almeno da 400 a 1000 ettari di terreni fertili come la nostra terra. Mentre per produrre 1 megawat da fotovoltaico servono 14 ettari. Possiamo immaginare l’impatto sul territorio, ma se pensiamo che queste coltivazioni non si userebbero più per alimenti, allora riteniamo che le procedure dei prodotti chimici aumenterebbero a dismisura, provocando in pochi anni la desertificazione del territorio, che è già in atto. Danni enormi si possono ipotizzare da questo tipo di pratiche, non solo per l’economia e per la terra, ma anche per la salute dell’uomo e degli animali. Allora, se per soddisfare le esigenze di alcuni investitori e per dare pochi posti di lavoro ne togliamo ad altri settori centinaia e migliaia, cosa abbiamo concluso? Che si conclude rovinando la terra fertile? Quanto dobbiamo pagare per la nostra salute? Certo, è che non si deve dire no a tutto, il progresso è sempre impattante anche nelle pratiche più soft, ma oramai ci sono nuove tecnologie che aiutano l’uomo e sono dei compromessi per il lavoro e la salute del territorio, quello che si fa oggi era impensabile o avveniristico solo 20 anni addietro, ma siamo 20 anni in ritardo rispetto alle soluzioni più verdi ed ecologiche più redditizie. Bisogna che le nostre amministrazioni si informino delle nuove tecnologie e propongano a sostegno anche del lavoro soluzioni condivise con i bisogni delle persone comuni.

M’illumino di meno 2012

sabato, febbraio 11th, 2012

IL Presidio del Libro e Legambiente Circolo Delta del Po, partecipano all’iniziativa di Katerpilar M’illumino di meno 2012.

Venerdì 17 febbraio è la serata giusta per dimostrarvi che i racconti dell’orrore, la poesia, la letteratura, e il risparmio energetico vanno d’accordo.

Non potete più comprendere le orribili emozioni di una serata alla luce di una candela?

Naturalmente è anche un’occasione per salutarci, con dei buoni dolcetti fatti in casa e del vino biologico, adatto.

Anche se è freddo e verrete imbacuccati, l’asciate a casa le preoccupazioni.

Ore 20,30 sede Legambiente-adria- via Marino Marin 28, (detta anche Casa della Cultura)

 

 

Più di 1000 circoli in tutta l’Italia, Aiutatci.

www.legambientedeltapo.it

Se vuoi conttattarci: legambiente_po_adria@libero.it

“A scuola di ECOlogia domestica – Educare ad abitare”

venerdì, febbraio 10th, 2012

“A scuola di ECOlogia domestica – Educare ad abitare”

Accoglienza integrata e ambientalismo Si è concluso il corso di formazione “EDUCARE AD ABITARE” di Legambiente Veneto rivolto agli immigrati del progetto SPRAR, gestito dal Comune di Rovigo, in collaborazione con la Coop. Sociale Porto Alegre Si è concluso con successo il corso di formazione EDUCARE AD ABITARE, inserito nel più ampio progetto denominato “A scuola di ECOlogia domestica – Educare ad abitare”. Il progetto di Legambiente Volontariato Veneto, che quest’anno è alla sua seconda edizione, è un’iniziativa di educazione ambientale finanziata dal Centro di Servizio per il Volontariato e patrocinata dal Comune di Rovigo. L’intero progetto si rivolge alle famiglie e ai gruppi di immigrati, residenti nel comune o nella provincia di Rovigo, ed ha l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere i “nuovi” cittadini in azioni di risparmio energetico e di ECOcondotta, da attuare all’interno della propria quotidianità. Oggi presso la Sala Giunta del Comune di Rovigo, in presenza del Sindaco Bruno Piva, dell’Assessore alle Politiche Sociali e della Famiglia Antonio Saccardin, del Presidente della Coop. Sociale Porto Alegre e del Presidente del Centro di Servizi per il Volontariato Remo Agnoletto vengono presentati i risultati di questa prima parte dell’esperienza che ha visto protagonisti il gruppo di rifugiati politici del progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), gestito dal Comune di Rovigo in convenzione con l’ente gestore cooperativa sociale Porto Alegre. Gli ospiti, con il progetto di Legambiente Veneto, sono stati coinvolti in un percorso di educazione ambientale, di ecologia ed economia domestica, iniziato ad Ottobre e conclusosi nel mese di Dicembre 2011 con la consegna degli attestati di partecipazione. “Il valore aggiunto di questo progetto – dichiara Giorgia Businaro, dell’ Ufficio di Coordinamento Regionale di Legambiente Veneto – sta nella creazione di sinergia tra settore ambientale e settore sociale: grazie alla divulgazione di semplici pratiche quotidiane ambientalmente sostenibili, i nostri volontari sono stati in grado di agevolare forme di socializzazione e integrazione tra persone provenienti da Paesi ed esperienze molto diverse tra loro e, allo stesso tempo, di fornire nozioni di risparmio e corretto uso delle risorse che influiranno positivamente sui bilanci economici delle persone coinvolte, una volta uscite dall’ambiente “protetto” garantito dal programma SPRAR”. Esperienza senza dubbio positiva per Ilaria Boldrin, coordinatrice del progetto: questa seconda edizione va ad integrare un percorso avviato lo scorso anno con un progetto pilota rivolto alle sole donne immigrate, che verrà riproposto a marzo in collaborazione con Caritas. Non nascondo le difficoltà che abbiamo inizialmente incontrato – aggiunge – in particolare la lingua perché i corsisti parlano molto poco l’italiano. In questo senso ci siamo affidati sia all’aiuto degli operatori della Cooperativa che dai volontari di Legambiente Rovigo”. “Siamo convinti – continua Boldrin – che sensibilizzare la comunità straniera della città ad un’ecologia domestica e ad un risparmio delle risorse, sia un’opportunità di dialogo e un aiuto in più per chi ancora non conosce le regole condivise dalla comunità ospitante”. Il percorso formativo si è concretizzato in sette incontri presso la sede della Coop. Porto Alegre, Via della Tecnica – Rovigo, durante i quali i partecipanti hanno potuto confrontarsi su diverse tematiche: ACQUA, RIFIUTI, ENERGIA, e le rispettive imposte, PULIZIA E IGIENE DELLA CASA, ALIMENTAZIONE e acquisto di prodotti di stagione. Le lezioni sono state affrontate con un approccio semplice, concreto e con una parte esperienziale. Gli incontri si sono focalizzati sull’insegnamento di buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua, con la consegna di un kit di riduttori di flusso, come primo passo al risparmio concreto, spiegazione della gestione dei rifiuti solidi urbani, pericolosi ed ingombranti nel Comune di Rovigo; dimostrazione pratica di una corretta raccolta differenziata con la presentazione dei diversi bidoni stradali. Per incentivare la riduzione dei consumi energetici sono state donate, inoltre, lampade a basso consumo, di cui già la Coop. dispone, che, affiancate a semplici regole di risparmio energetico nelle faccende domestiche, aiutano a ridurre i costi dell’energia elettrica in bolletta. Complessivamente l’idea è stata accolta positivamente dai partecipanti che si sono impegnati a seguire gli appuntamenti con attenzione e dedizione. “La formazione offerta da Legambiente – chiarisce Carlo Zagato, presidente della cooperativa sociale Porto Alegre – si è inserita perfettamente nel percorso formativo predisposto per i rifugiati e i richiedenti asilo del progetto rodigino. Un percorso che prevede l’apprendimento della lingua italiana ma anche l’acquisizione di altre competenze utili all’inclusione sociale nel nostro Pease. Tra queste ultime vi sono tutte quelle conoscenze che consentono di comprendere e fare propri gli stili di vita locale, affrontando il tema della sostenibilità delle pratiche quotidiane e promuovendo la responsabilità nei confronti dei beni comuni e del loro consumo. Temi che generano curiosità e interesse e che ci aiutano a ridurre l’impatto dell’immagine consumistica offerta, di norma, dalla nostra società”.

I partner del progetto sono: Cooperativa Sociale Porto Alegre, Caritas, Assessorato alle Politiche sociali e della Famiglia del Comune di Rovigo, FIAB – Amici della bicicletta di Rovigo e il Laboratorio Territoriale Ambientale LA.TERR.A. della Provincia di Rovigo.

Con il patrocinio di: CSV, Con il contributo di: Comune di Rovigo