Parchi, fondi dimezzati
Parchi, fondi dimezzati
«Li reintegri Prestigiacomo»
Legambiente propone alla ministra dell’Ambiente di coprire i minori finanziamenti con un fondo del suo dicastero. E ammonisce: «Non passi alla storia come il ministro che non ha fermato la chiusura delle aree protette»
La manovra economica approvata al Senato con la blindatura della fiducia dimezza i fondi e condanna a chiusura certa buona parte dei parchi nazionali. La cifra già esigua a disposizione dei 23 parchi terrestri e delle aree marine protette, 52 milioni di euro complessivi, è finita nel tritacarne dei tagli “orizzontali” decisi da Tremonti, ancora una volta senza che la sua collega di governo Stefania Prestigiacomo abbia potuto dire la sua. I presidenti dei parchi con Federparchi hanno sottoscritto una lettera-appello al presidente della Repubblica. Domani davanti al dicastero della ministra dell’Ambiente, in via Cristoforo Colombo a Roma, alcune sigle ambientaliste, partiti e operatori delle aree protette terranno un sit-in di protesta. Probabilmente avrebbero fatto meglio a protestare in via XX settembre, davanti al ministero dell’Economia.
D’altro canto l’annuncio della titolare dell’Ambiente – “Se non si reintegrano le risorse davvero sarò costretta a chiuderne la metà” – suona più come una presa d’atto che come una minaccia. In genere, ed è capitato in passati ad altri membri di questo governo, davanti a tagli di questa portata il ministro competente fa il diavolo a quattro e minaccia le dimissioni. Stefania Prestigiacomo invece si è limitata a lanciare un appello dalle pagine del Corriere della sera: “Lo so che la manovra è stata licenziata dal Senato ed arriverà blindata alla Camera – ha detto la ministra –. Per questo il mio appello è per un nuovo provvedimento che possa reintegrare le risorse per i parchi”.
Legambiente prende comunque spunto dalle sue parole per avanzare una proposta: “Chiediamo al ministro Prestigiacomo un concreto

segno di disponibilità politica in favore dei parchi – dichiara oggi Antonio Nicoletti, responsabile aree protette dell’associazione del cigno verde – Ripristini, quindi, un fondo ministeriale da mettere a disposizione delle aree protette per integrare le risorse tagliate dalla manovra finanziaria”.
Dall’associazione ambientalista arriva anche un monito alla titolare dell’Ambiente. “Non basta appellarsi al buon cuore del ministro Tremonti o alla sensibilità del capo del governo – aggiunge Nicoletti – Per salvare gli enti parco dall’estinzione servono risorse e un’attenzione politica che il ministro Prestigiacomo dovrebbe dimostrare maggiormente, passando dagli appelli ai fatti concreti. A meno che non voglia passare alla storia come il ministro che ha fatto poco per salvare un’esperienza straordinaria di conservazione della biodiversità per il futuro sostenibile del nostro Paese”.
This entry was posted
on martedì, luglio 27th, 2010 at 17:58 and is filed under Parco Regionale Delta del PO.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.