Le ragioni razionali
Il polo energetico nel Parco del Delta del Po
Le ragioni razionali
Non è facile per un cittadino o per un movimento, anche per un politico o una associazione del Delta del Po farsi sentire e partecipare al dibattito sociale della centrale elettrica a carbone di Polesine Camerini se si è contrari.
I giornali locali, le radio e le televisioni, sembra che pubblicano quasi solo in favore del carbone e tutti i vantaggi economici dovuti nel fare questa grande cattedrale dell’inquinamento nel Parco del Delta del Po.
Sindaci, politici, enti, imprenditori dei Comuni interessati fanno a gara per farsi intervistare sulle opportunità che darà la centrale a carbone, specie, come impiegheranno il denaro ricevuto da ENEL per beneficiare i loro concittadini.
La popolazione del Delta non protesta, forse un po’ si disinteressa, “molto pochi sono i pareri contrari” per cui la centrale potrebbe essere il prezzo che bisogna pagare in nome del progresso pur di assicurarsi le comodità ed il lavoro di ognuno.
È chiaro che noi di Legambiente Delta del Po non crediamo a questi pareri favorevoli alla centrale, perché abbiamo decine di ragioni molto convincenti e forti per non volerla e per proteggere i cittadini e la popolazione da un fallimento sanitario, ambientale ed economico del nostro territorio, ma pochi sono i casi dove vengono pubblicate queste ragioni che pur essendo scientifiche: vengono quasi ignorate o fatte passare per esagerazioni di persone romantiche verso la natura.
I media del Delta non si curano di fare analisi inchieste a favore ne contro ciò che può essere la centrale a carbone, un rigassificatore, il progetto di nucleare, inceneritori e turbogas, si limitano a riportare i pareri delle autorità.
Non ci sarebbe la curiosità di immaginare il futuro del nostro Delta con tutte queste bombe? Non si potrebbe immaginare che fine faranno i soldi risparmiati dalle tasse dei Portotollesi? Forse, molto di più spesi dal dottore ed in farmacia.
E non si potrebbe immaginare quale sarà il futuro dei lavoratori che vivono di turismo, pesca ed agricoltura? Non si avrebbe l’impressione che i loro prodotti saranno venduti a sottocosto per ovvie ragioni di qualità e quindi la perdita di lavoro?
È possibile immaginare un Delta con dei cittadini benestanti e perfettamente integrati con dei mestieri sostenibili ed in equilibrio con le caratteristiche del nostro territorio?
Ma, chi vuole la centrale a Carbone? Solo chi desidera vendere energia a basso costo ad altri paesi, del resto a noi Italiani non serve, ne abbiamo anche troppa.
Chiediamo che tutte queste ragioni possano essere sviluppate e divulgate, almeno quanto le ragioni che sono a favore del Polo Energetico nel Delta del Po. Per questo lanciamo un grido di aiuto nei confronti di queste ragioni che sono a salvaguardia della nostra identità e del territorio.
Chiediamo inoltre che tutti quei politici che erano contrari alla centrale a carbone eletti nelle ultime amministrative aiutino i cittadini per un controllo serio dell’impatto ambientale per questo tipo di impianti e per tutto quello che mette a rischio la nostra identità, la salvaguardia del territorio, ma soprattutto la salute.
Circolo dl Delta del Po.




