BIO-MERCATINO di Adria
MERCATINO BIO ADRIA:
Legambiente Delta del Po-Adria-
ci troviamo tutti i giovedì sera dalle ore 21 alle 23, in via Marino Marin 28-
se qualche venditore bio vuol partecipare: telefoni a Dario 3496338608
Legambiente, Consulta del Volontariato di Adria, COOP Adriatica con il Patrocinio del Comune di Adria e della Provincia di Rovigo, in collaborazione con AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) A.Ve.Pro.Bi (Associazione Veneta Produttori Biologici), , hanno il piacere di comunicare che Sabato 4 settembre 2010 presso piazza Ceco Groto ad Adria si terrà il primo mercatino Biologico del Polesine al quale parteciperanno diversi produttori Bio certificati che hanno quindi da tempo fatto una scelta etica e morale nei confronti della loro salute e della vita umana più in generale. Il mercatino sarà preceduto da un incontro pubblico che si terrà presso il ridotto del teatro comunale di Adria il giorno 2 settembre alle ore 21,00 sul tema “AGRICOLTURA BIOLOGICA e SVILUPPO SOSTENIBILE” che vedrà come relatore Roberto Pinton esperto del settore.
Ecco una breve presentazione
Esperto tecnico-economico per la distribuzione di prodotti biologici, è segretario di Assobio, associazione che raggruppa le imprese di trasformazione e distribuzione del comparto del biologico. È stato Direttore del Consorzio Biologico per il Consumo sostenibile, ha fondato e diretto per sei anni il primo bollettino d’informazione sul biologico collegato al sito www.greenplanet.it. Pubblicista nel settore agroalimentare, collabora attualmente con numerose testate giornalistiche italiane ed estere e ha pubblicato una mezza dozzina di volumi.E’ stato vice-presidente del Coordinamento Veneto Terranuova (socio fondatore di Aiab) e ha partecipato alla stesura del primo disciplinare italiano di agricoltura biologica (“Cos’è biologico”, ben prima del regolamento comunitario). Per l’Aiab ha assunto l’incarico, dal 1995 al 2000, della direzione della rivista “Bioagricoltura”. Ha partecipato alla ricerca europea OMIaRD (Organic Marketing Initiatives and Rural Development) per la sezione relativa al mercato italiano; per Pragma/Ismea ha curato i report sul mercato biologico di Canada, Stati Uniti, Giappone, Danimarca e Svezia.
Coautore dell’indagine FAO/WTO sul mercato italiano dei prodotti biologici (con Raffaele Zanoli). E’ socio IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movements), è discussant del gruppo “mercato” degli Stati generalide ll’agricoltura biologica promossi dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.
Sarà una vetrina importante volta a privilegiare l’operato di questi produttori che sono tornati ad affrontare la coltivazione agricola come l’affrontavano una volta i loro nonni, senza utilizzare quindi prodotti chimici quali pesticidi, fitofarmaci, fungicidi, antiparassitari, avendo rispetto del terreno sopra il quale coltivano i loro prodotti. L’obbiettivo di questo mercatino oltre alla promozione delle produzioni locali ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli Biologici va ad incrementare il concetto di filiera corta biologica e del prodotto a chilometro zero (km 0), un ritorno al passato in un momento di crisi volto ad abbattere i costi di commercializzazione ,che costituiscono solamente un rincaro, offrendo al consumatore un prodotto definito “superiore in termini nutritivi” rispetto al convenzionale. Questo evento vuole mettere in luce questa possibilità per gli agricoltori polesani favorendo lo scambio di informazioni legate al non semplicissimo passaggio al Bio. Nella nostra provincia purtroppo oserei dire il Bio è considerato una chimera mentre in altre province limitrofe è già da anni una realtà che riesce a far girare l’economia agricola valorizzando questo settore che altrimenti sopravivrebbe solamente grazie ai contributi statali a discapito della soddisfazione personale del produttore.
In provincia di Rovigo le Aziende Bio sono circa 30 contro le quasi 150 della provincia di Verona e le altrettante della Provincia di Venezia. Vista la disponibilità in termini di superficie agricola utilizzabile il Polesine ed in particolar modo la provincia di Rovigo potrebbe assumere una valenza importante in termini di produzione Bio.
Valorizzare un territorio significa dare la possibilità a chi produce di guadagnare giustamente quanto prodotto ed a chi acquista di pagare moderatamente lo stesso, un modo per poter soddisfare queste giuste esigenze consiste nell’incentivazione della Filiera Corta (quando riesco ad unire la produzione alla vendita diretta) e di conseguenza del chilometro zero.
Ma più in generale, secondo voi cosa vuol dire “Mangiare Biologico”?
Tutti i prodotti biologici provengono da coltivazioni agricole controllate ed analizzate da laboratori accreditati. Biologico vuol dire rintracciabilità del processo, fertilizzazione organica e non chimica, non si usano anticriptogamici ed antiparassitari ma si privilegia la lotta biologica; viene favorita la biodiversità a discapito dei prodotti geneticamente modificati. L’istituto Nazionale per la ricerca degli alimenti etichetta il biologico come un prodotto Superiore in termini nutritivi.
Il Biologico nel nostro territorio provinciale non è sviluppato e, viceversa, in altre province venete ha preso piede da diversi anni ed oltre ad offrire una sana immagine qualitativa in termini alimentari, potrebbe sostenere economicamente un settore che sopravvive solamente grazie ad incentivi statali; privilegia colture intensive; consuma il suolo in termini nutritivi, lo impoverisce e lo innonda di prodotti di sintesi chimica che vengono assorbiti dalle coltivazioni ed, inevitabilmente, si presentano quotidianamente nei nostri piatti. (vedere pesticidi nel piatto 2010 nel sito www.legambiente.it) Sono stati resi noti i risultati delle analisi fatte da Legambiente in merito alla presenza di pesticidi nell’ortofrutta coltivata nel convenzionale. Ebbene, la sorpresa, rispetto al dossier presentato lo scorso anno è stata decisamente negativa: non solo sono aumentati i campioni contaminati passati dal 27,5% a 32,7%, ma è ricomparso il micidiale DDT ritrovato su un campione di lattuga prelevato in Friuli Venezia Giulia.
Per Legambiente, invece, diminuiscono considerevolmente i campioni regolari analizzati che passano dagli 8764 dello scorso anno, agli 8560 facendo registrare una perdita di regolarità per 204 prodotti.
Scrive Legambiente:
Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, anche quest’anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati risulta eccessivamente elevata. Rispetto allo scorso anno, il rapporto di Legambiente elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, ha evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.




