Archive for luglio, 2010

Le ragioni razionali

sabato, luglio 31st, 2010

Il polo energetico nel Parco del Delta del Po

Le ragioni razionali

Non è facile per un cittadino o per un movimento, anche per un politico o una associazione del Delta del Po farsi sentire e partecipare al dibattito sociale della centrale elettrica a carbone di Polesine Camerini se si è contrari.

I giornali locali, le radio e le televisioni, sembra che pubblicano quasi solo in favore del carbone e tutti i vantaggi economici dovuti nel fare questa grande cattedrale dell’inquinamento nel Parco del Delta del Po.

Sindaci, politici, enti, imprenditori dei Comuni interessati fanno a gara per farsi intervistare sulle opportunità che darà la centrale a carbone, specie, come impiegheranno il denaro ricevuto da ENEL per beneficiare i loro concittadini.

La popolazione del Delta non protesta, forse un po’ si disinteressa, “molto pochi sono i pareri contrari” per cui la centrale potrebbe essere il prezzo che bisogna pagare in nome del progresso pur di assicurarsi le comodità ed il lavoro di ognuno.

È chiaro che noi di Legambiente Delta del Po non crediamo a questi pareri favorevoli alla centrale, perché abbiamo decine di ragioni molto convincenti e forti per non volerla e per proteggere i cittadini e la popolazione da un fallimento sanitario, ambientale ed economico del nostro territorio, ma pochi sono i casi dove vengono pubblicate queste ragioni che pur essendo scientifiche: vengono quasi ignorate o fatte passare per esagerazioni di persone romantiche verso la natura.

I media del Delta non si curano di fare analisi inchieste a favore ne contro ciò che può essere la centrale a carbone, un rigassificatore, il progetto di nucleare, inceneritori e turbogas, si limitano a riportare i pareri delle autorità.

Non ci sarebbe la curiosità di immaginare il futuro del nostro Delta con tutte queste bombe? Non si potrebbe immaginare che fine faranno i soldi risparmiati dalle tasse dei Portotollesi? Forse, molto di più spesi dal dottore ed in farmacia.

E non si potrebbe immaginare quale sarà il futuro dei lavoratori che vivono di turismo, pesca ed agricoltura? Non si avrebbe l’impressione che i loro prodotti saranno venduti a sottocosto per ovvie ragioni di qualità e quindi la perdita di lavoro?

È possibile immaginare un Delta con dei cittadini benestanti e perfettamente integrati con dei mestieri sostenibili ed in equilibrio con le caratteristiche del nostro territorio?

Ma, chi vuole la centrale a Carbone? Solo chi desidera vendere energia a basso costo ad altri paesi, del resto a noi Italiani non serve, ne abbiamo anche troppa.

Chiediamo che tutte queste ragioni possano essere sviluppate e divulgate, almeno quanto le ragioni che sono a favore del Polo Energetico nel Delta del Po. Per questo lanciamo un grido di aiuto nei confronti di queste ragioni che sono a salvaguardia della nostra identità e del territorio.

Chiediamo inoltre che tutti quei politici che erano contrari alla centrale a carbone eletti nelle ultime amministrative aiutino i cittadini per un controllo serio dell’impatto ambientale per questo tipo di impianti e per tutto quello che mette a rischio la nostra identità, la salvaguardia del territorio, ma soprattutto la salute.

Circolo dl Delta del Po.

Parchi, fondi dimezzati

martedì, luglio 27th, 2010

Parchi, fondi dimezzati
«Li reintegri Prestigiacomo»

Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo
Legambiente propone alla ministra dell’Ambiente di coprire i minori finanziamenti con un fondo del suo dicastero. E ammonisce: «Non passi alla storia come il ministro che non ha fermato la chiusura delle aree protette»

La manovra economica approvata al Senato con la blindatura della fiducia dimezza i fondi e condanna a chiusura certa buona parte dei parchi nazionali. La cifra già esigua a disposizione dei 23 parchi terrestri e delle aree marine protette, 52 milioni di euro complessivi, è finita nel tritacarne dei tagli “orizzontali” decisi da Tremonti, ancora una volta senza che la sua collega di governo Stefania Prestigiacomo abbia potuto dire la sua. I presidenti dei parchi con Federparchi hanno sottoscritto una lettera-appello al presidente della Repubblica. Domani davanti al dicastero della ministra dell’Ambiente, in via Cristoforo Colombo a Roma, alcune sigle ambientaliste, partiti e operatori delle aree protette terranno un sit-in di protesta. Probabilmente avrebbero fatto meglio a protestare in via XX settembre, davanti al ministero dell’Economia.

D’altro canto l’annuncio della titolare dell’Ambiente – “Se non si reintegrano le risorse davvero sarò costretta a chiuderne la metà” – suona più come una presa d’atto che come una minaccia. In genere, ed è capitato in passati ad altri membri di questo governo, davanti a tagli di questa portata il ministro competente fa il diavolo a quattro e minaccia le dimissioni. Stefania Prestigiacomo invece si è limitata a lanciare un appello dalle pagine del Corriere della sera: “Lo so che la manovra è stata licenziata dal Senato ed arriverà blindata alla Camera – ha detto la ministra –. Per questo il mio appello è per un nuovo provvedimento che possa reintegrare le risorse per i parchi”.
Legambiente prende comunque spunto dalle sue parole per avanzare una proposta: “Chiediamo al ministro Prestigiacomo un concreto Ragazzi in escursionesegno di disponibilità politica in favore dei parchi – dichiara oggi Antonio Nicoletti, responsabile aree protette dell’associazione del cigno verde – Ripristini, quindi, un fondo ministeriale da mettere a disposizione delle aree protette per integrare le risorse tagliate dalla manovra finanziaria”.
Dall’associazione ambientalista arriva anche un monito alla titolare dell’Ambiente. “Non basta appellarsi al buon cuore del ministro Tremonti o alla sensibilità del capo del governo – aggiunge Nicoletti – Per salvare gli enti parco dall’estinzione servono risorse e un’attenzione politica che il ministro Prestigiacomo dovrebbe dimostrare maggiormente, passando dagli appelli ai fatti concreti. A meno che non voglia passare alla storia come il ministro che ha fatto poco per salvare un’esperienza straordinaria di conservazione della biodiversità per il futuro sostenibile del nostro Paese”.

Salotto sul Delta

lunedì, luglio 26th, 2010

Difronte all’Oasi di Panarea  e al Po (Papozze), qualcuno non ha rispetto ne dei propri figli ne di tutti gli altri.

Cosa imparerà il bambino di questa innocente “famigliuola” ?   Forse il bambino farà le stesse cose del padre, ma se per caso la vita lo portasse ad essere e  avere un pò di consapevolezza e responsabilità cosa direbbe a suo padre?

Forse siamo nell’epoca che i figli insegnano ai padri e non viceversa?

La domanda che tutti noi ci poniamo: ma come può un “uomo” comportarsi così in disaccordo con il resto della comunità, senza che ci sia motivo o senso.

Comunque, chi riconoscesse queste poltrone e rifiuti ci aiuti ad identificare l’autore sconsiderato di questo atto, così da informare le forze dell’ordine.


Legambiente:2 vele a Rosolina

martedì, luglio 20th, 2010

Il mare del lido di Rosolina è rinomato per la sua qualità, tanto da attirare ogni anno un numero sempre maggiore di turisti, sia Italiani che dai Paesi Europei. I valori ambientali vengono costantemente monitorati dalle competenti Autorità Pubbliche, mentre l’ecosistema di Rosolina Mare è stato più volte premiato dagli Enti ed Associazioni ambientaliste, conseguendo infatti il premio del “Delfino Blu” (ARPAV), delle “Due Vele” (Legambiente) e della citazione sulla “Guida Blu” (Touring Club Italiano).
Anche nel 2010 i risultati di Goletta Verde di Legambiente che analizza l’acqua delle spiagge Italiane ha dato 2 vele (premio max 5 vele) a Rosolina, ma non solo per questo, anche altri parametri di qualità del territorio concorrono a questo ricercato premio ambientale.

Goletta Verde di Legambiente a Venezia presenta le criticità del mare e delle coste del Veneto

28/06/2010
Allerta sulle foci di fiumi veneti:
Livenza, Lemene e Adige fortemente inquinati

Bandiera Nera per la lottizzazione sul Lido veneziano
firmata dalla Est Capital SGR

Legambiente: “Gli scarichi non depurati di 1 milione di veneti
e il cemento selvaggio sono i nemici dichiarati di mare e coste”

Guida Blu di Legambiente e Touring Club: vele per nove località venete

Le cattive notizie per il mare veneto viaggiano lungo i corsi dei fiumi e arrivano dalle foci dei corsi d’acqua, che rappresentano tre dei cinque punti critici rilevati dall’imbarcazione ambientalista. Fortemente inquinate le foce dell’Adige, del Livenza e del Lemene, dove arriva il canale in cui scarica il depuratore. Gravemente contaminati anche i punti campionati nei comuni di San Michele al Tagliamento e Venezia, nelle località Palangon e Campalto, a valle dei rispettivi depuratori. È questo l’SOS lanciato da Goletta Verde – la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont – a conclusione della tappa veneta.

Le criticità del mare e delle coste del Veneto sono state presentate a Venezia questa mattina in conferenza stampa da Stefano Ciafani, Responsabile scientifico Legambiente, e Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Venezia.

Focalizzate sui punti critici, le analisi dei biologici di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione di allarmante sofferenza per le acque marine del Veneto, causata soprattutto dalle foci dei fiumi, ma anche dalle acque prelevate nei pressi degli scarichi dei depuratori risultate con una concentrazione di inquinamento microbiologico ben oltre i limiti di legge.

“Il principale colpevole della forte contaminazione microbiologica rilevata nella acque marine venete – ha commentato Stefano Ciafani, Responsabile scientifico Legambiente – è l’insufficiente o l’inesistente sistema di depurazione. Questa situazione è emersa nonostante nell’estate 2010 sia entrata in vigore la nuova normativa sulle acque di balneazione, con criteri molto più permissivi rispetto al precedente Dpr 470/1982. Nel Veneto purtroppo c’è ancora un milione di cittadini, pari al 21% del totale, che non usufruisce ancora di un servizio di depurazione, mentre il 22% non è allacciato alla rete fognaria. Si tratta di numeri davvero imbarazzanti per una delle regioni più industrializzate del ricco Nord Est. È ora di sanare questa ferita per un bacino sensibile come l’Alto Adriatico”.

Se la media regionale per il servizio di depurazione è del 79%, a livello dei singoli capoluoghi di provincia si registrano casi di città virtuose, come Belluno e Rovigo, la cui efficienza depurativa copre rispettivamente il 98 e il 93% della popolazione, e casi di città rimaste molto indietro, come Treviso e Padova, il cui servizio di depurazione arriva solo alle soglie del 28% e del 68%, lasciando scoperte per Treviso circa 59 mila persone e per Padova oltre 67 mila residenti. Ancora, Venezia contribuisce alla mancata depurazione con 40 mila abitanti non serviti, Verona con oltre 21 mila cittadini e Vicenza con oltre 13 mila.

E purtroppo le brutte notizie per questa Regione non si limitano alle acque e alla insufficiente depurazione, ma arrivano anche dalle coste. In questo caso, però, il pericolo non arriva dai batteri, bensì dal cemento, dalle speculazioni edilizie e dal continuo consumo di suolo. Proprio un pesante investimento immobiliare sul litorale del Lido di Venezia ha fatto conquistare a Gianfranco Mossetto, presidente della Est Capital SGR (Società Gestione Risparmio), la Bandiera Nera di pirata del mare: il poco ambito trofeo assegnato da Goletta Verde a quanti fanno scempio del nostro sistema marino e costiero. Con Mossetto si sono guadagnati una menzione d’onore anche l’ex Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che non ha posto alcun limite urbanistico, né ambientale all’intervento in questione, e la Soprintendente Renata Codello, che ha approvato il progetto preliminare e definitivo senza nulla obiettare, anziché svolgere quel ruolo di garanzia che le è affidato per legge.

“Nell’Isola del Lido di Venezia, l’ex Ospedale al Mare e il Parco della Favorita – ha spiegato Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Venezia – si stanno trasformando in una ghiotta occasione per il ‘partito del cemento’. L’area, già venduta dal Comune di Venezia per 81 milioni di euro, somma destinata a finanziare il nuovo Palazzo del Cinema, è stata acquistata da Est Capital Sgr, finanziaria padovana presieduta da Gianfranco Mossetto, per realizzare un grande centro residenziale con case di lusso, albergo, centri commerciali, negozi, piscina e parcheggi sotterranei. Peccato che la delibera del consiglio comunale prevedeva “un’edificazione massima di due edifici di altezza di 9,50 e 12,50 metri, su una porzione corrispondente a un quarto dell’area interessata, riservando la restante superficie a verde sportivo”, mentre il progetto di Est Capital prevede un piano di edificazione residenziale costituito da una trentina di ville da circa 200 mq ciascuna, accanto alle quali dovrebbero svettare anche tre torri alte 20 metri. Cubature che finirebbero per coprire per intero l’area della Favorita. In sostanza, si tratterebbe della distruzione del Parco della Favorita e dell’occupazione di una parte molto ben conservata del litorale del Lido di Venezia, il tutto spacciando la lottizzazione come intervento di riqualificazione”.

Per avere dei segnali positivi bisogna volgere lo sguardo alle 9 località venete premiate con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l’offerta turistica al rispetto dell’ambiente. Buono e incoraggiante, quindi, il risultato per le nove amministrazioni che vedono premiati gli sforzi per la sostenibilità degli ultimi anni: tre vele per i comuni di Barricata ed Eraclea, due vele per Caorle, Cavallino – Tre Porti, Chioggia, San Michele al Tagliamento, Jesolo e Rosolina, una vela per il Lido di Venezia.

I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

Un terzo di ciò che viaggia per strada è acqua!

martedì, luglio 20th, 2010

Un terzo di ciò che viaggia per strada è acqua!
Alimentare: E’ l’acqua in bottiglia il prodotto più trasportato su gomma
ansa.it per NEWSFOOD.com – 24/06/2010

Oltre un terzo del trasporto su strada in Italia riguarda minerali, con un’incidenza sul totale delle merci pari al 35,14%. Seguono i materiali da costruzione (15,71%), i prodotti metallurgici (7,64%), le derrate alimentari e foraggiere (7,17%), i prodotti petroliferi (4,07%), quelli chimici (3,12%), cuoio, tessili e abbigliamento (2,36%), i veicoli e i motorì (2,14%), i cereali (1,70%) e infine patate, legumi e frutta fresca (1,66%).

E’ la graduatoria stilata dall’Osservatorio Airp (Associazione italiana ricostruttori pneumatici) sulla Mobilità sostenibile (sulla base di dati Istat) secondo cui le prime dieci categorie merceologiche da sole rappresentano l’80,72% del totale delle merci trasportate su gomma in Italia.

L’autotrasporto, fa notare l’Airp, gioca un ruolo rilevante nell’economia nazionale, movimentando grandi quantitativi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti e rappresenta di gran lunga la modalità prevalente, assicurata da una flotta che, tra mezzi leggeri e pesanti, comprende oltre 4,7 milioni di autoveicoli.

L’obiettivo oggi, conclude l’associazione, è migliorare la competitività delle aziende del settore e a questo proposito ricorrere ad un uso maggiore dei pneumatici ricostruiti consente risparmi e benefici ambientali.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Cinema Ambiente a Papozze

giovedì, luglio 15th, 2010

www.legambientedeltapo.it bibliotecapapozze@libero.it www.circolocinemadria.org

La Biblioteca Comunale di Papozze e il Circolo Legambiente Delta Po – Adria,
in collaborazione con il Circolo del Cinema di Adria, presentano:

“Pensa Globalmente, Agisci Localmente”
Audiovisivi (e Riflessioni) sul nostro Territorio e sul Pianeta

Venerdi 20/8/10 – Una Scomoda Verità
“An inconvenient truth” – Al Gore – USA 2006
Il riscaldamento globale è un pericolo reale e attuale.

Sabato 21/8/10 – Un Metro Sotto i Pesci
Michele Mellara, Alessandro Rossi – IT 2006
Viaggio filmico all’interno del Delta del Po.

Domenica 22/8/10 – The Age of Stupid
“L’Era degli Stupidi” – Franny Armstrong – UK 2009
Nel 2055: “Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento
climatico quando ne avevamo la possibilità?”

Le proiezioni si terranno presso la SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI PAPOZZE alle ore 21

“Golena Drink”
biologico
offerto dal Circolo Legambiente presso il gazebo in Piazza.

Caldo torrido, in città è allarme ozono

giovedì, luglio 15th, 2010

Comunicato stampa

Caldo torrido, in città è allarme ozono

Superati i limiti di legge in 39 capoluoghi

Legambiente  e www.lamiaaria.it monitorano l’inquinamento in città

con la campagna “Ozono ti tengo d’occhio”

Il caldo torrido ha reso anche quest’anno l’aria irrespirabile soprattutto in città dove puntuale è tornato l’allarme ozono. Delle 81 città monitorate da Legambiente e dal portale www.lamiaaria.it quasi la metà (39) ha superato almeno una volta la cosiddetta “soglia di informazione”, ovvero una media oraria di livelli di concentrazione di ozono superiori a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive, che obbliga le amministrazioni locali ad avvisare la popolazione sui possibili rischi per la salute. Tra queste metropoli come Roma e Milano, grandi e medie città come Padova, Venezia, Firenze e Pescara. E sono già 10 su 52 i capoluoghi che, ad oggi, hanno oltrepassato il limite annuale di 25 giorni di superamento giornaliero di ozono, stabilito per la protezione della salute umana dalla nuova normativa.

A tenere alta la guardia sull’inquinamento atmosferico anche in estate è la campagna “Ozono ti tengo d’occhio” che Legambiente realizza insieme al portale www.lamiaaria.it per informare e monitorare i livelli di questo gas nelle città italiane.

Il primato dell’aria malsana spetta ancora una volta a Novara con 59 giorni di ozono off-limits, seguita da Genova (42), Alessandria, Vercelli (40), Matera (36), Asti, Udine (33), Parma (27), Cuneo, La Spezia (25). La classifica, stilata a partire dal 1 gennaio 2010, si basa sul numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, calcolato su una media di otto ore, da non superare per più di 25 giorni l’anno, secondo il valore obiettivo che la normativa europea fissa per il 2010.

L’ozono è un inquinante secondario prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare, che può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare. Proprio per questo le amministrazioni locali sono obbligate ad avvisare la popolazione quando il livello di concentrazione supera anche solo i limiti della cosiddetta “soglia di informazione” un fenomeno che avviene per lo più in estate quando le temperature innescano una serie di reazioni chimiche responsabili della formazione del gas.

Poiché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree verdi urbane ed extraurbane e in alta montagna (il cosiddetto Paradosso del giardino).

“L’aumento repentino dei livelli di ozono che si registra in città non appena le temperature s’impennano, è diventato una costante di ogni estate che non può assolutamente lasciare indifferenti le amministrazioni locali – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente –. Il pericolo per la salute è reale e per questo la normativa è diventata più severa. Il problema dell’ozono – ha proseguito Ciafani – è strettamente connesso a quello dello smog, ormai cronico per moltissime delle nostre città, per questo servono politiche di contrasto serie da parte di chi governa e azioni strutturali sulla mobilità urbana che promuovano modalità di trasporto sostenibili e scoraggino l’uso del mezzo privato in favore di  quello pubblico”.

Per vincere la sfida dell’inquinamento atmosferico secondo Legambiente e LaMiaAria è necessario che l’attenzione su questo problema rimanga alta durante tutto l’anno e non solo nei periodi più critici.

“L’ozono è un inquinante che non ha l’attenzione che merita;” dice Chiara Metallo, direttore tecnico de LaMiaAria, “invece si tratta di una sostanza che può arrecare diversi disturbi alle persone con problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite cronica), ai bambini e agli anziani. Inoltre può formarsi anche in aree non inquinate direttamente dall’uomo, durante il trasporto delle masse d’aria che provengono dalle città o dalle aree industriali.”

www.lamiaaria.it è il portale che da più di un anno offre le previsioni della qualità dell’aria per tutti gli 8100 comuni italiani con i consigli su come comportarsi in presenza di inquinamento dell’aria. L’obiettivo de LaMiaAria è far sì che tutti i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile sulla qualità dell’aria che respiriamo. Lamiaaria.it è uno strumento al servizio delle famiglie, delle mamme dubbiose se portare a spasso i propri bimbi nei parchi e nelle strade delle città, dei cittadini delle grandi aree metropolitane come delle piccole comunità territoriali, delle quali troppo spesso non si parla ma che purtroppo non sempre sono esenti da problemi di inquinamento dell’aria.

L’ufficio stampa Legambiente (347.4166793-06.862683-53-99-76)

Segue classifica e scheda Ozono

(per la classifica completa e aggiornata consultare il sito www.lamiaaria.it)

Citta Superamenti del limite di 120 µg/m3 (calcolato come media su 8 ore – da non superare più di 25 volte in un anno) Superamenti del limite orario della soglia di informazione di 180 µg/m3 aggiornamento del dato classifica
Novara 59 2 11/07/2010 01
Genova 42 0 09/07/2010 02
Alessandria 40 8 11/07/2010 03
Vercelli 40 0 11/07/2010 03
Matera 36 0 09/07/2010 05
Asti 33 4 11/07/2010 06
Udine 33 3 08/07/2010 06
Parma 27 3 11/07/2010 08
Cuneo 25 1 11/07/2010 09
La Spezia 25 1 10/07/2010 09

Fonte: Legambiente e www.lamiaaria.it

La classifica tiene conto del numero di superamenti dei livelli di legge di ozono nei principali capoluoghi italiani, consultando i dati di Comuni, Province, Regioni o Arpa. Si è scelto come riferimento la centralina “peggiore” di ogni città, ovvero quella che registra i livelli più elevati di ozono.

I dati si riferiscono a due parametri:

– giorni superamento limite salute umana: numero di superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana di 120 µg/m³, che entrerà in vigore, secondo la direttiva europea 2008/50/CE,  dal 2010, calcolato come media su otto ore, da non superare per più di 25 giorni in un anno, calcolato a partire dal 1 gennaio 2010;

– superamenti della soglia di informazione: numero di superamenti del valore di concentrazione di 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive, oltre il quale scatta l’obbligo di informazione alla cittadinanza per le categorie sensibili secondo la normativa vigente, dato raccolto a partire dal 1 aprile 2010;

Ozono, descrizione e consigli degli esperti

Questo gas è un inquinante secondario che si forma quando gli inquinanti prodotti dai motori dei veicoli e dalle industrie (i cosiddetti precursori-ossidi di azoto e idrocarburi) interagiscono con i raggi solari ultravioletti. Questa reazione è influenzata da variabili meteorologiche come l’intensità delle radiazioni solari, la temperatura, la direzione e la velocità del vento. Infatti i livelli di ozono tendono ad aumentare quando non c’è vento, il sole splende e la temperatura è elevata.

Quali sintomi provoca l’ozono

L’esposizione a elevati livelli di ozono può provocare irritazione agli occhi, gola e polmoni. Durante le ondate di calore inoltre, agli effetti dell’ozono si aggiungono anche quelli dovuti direttamente al disagio termico, soprattutto a carico degli anziani residenti nei centri urbani di maggiori dimensioni, ove è presente l’effetto “isola di calore”.

Chi è più sensibile all’ozono

Chi è affetto da malattie cardiovascolari o polmonari può essere molto sensibile all’esposizione all’ozono e manifestare sintomi prima degli altri. L’esercizio fisico inoltre, può aggravare i sintomi in quanto l’aumento del ritmo e della profondità della respirazione determina una maggiore inalazione di ozono. I bambini sono il gruppo a maggior rischio perché trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. Inoltre, a causa della maggior frequenza di atti respiratori, inalano quantità maggiori di ozono.

Che cosa posso fare per proteggermi

Per minimizzare i disagi bisogna ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata e cercare di svolgere i lavori pesanti e le attività sportive nelle stesse ore. I soggetti particolarmente a rischio (anziani, bambini e persone con malattie cardiache e respiratorie) dovrebbero trascorrere le ore più calde della giornata all’interno delle abitazioni e lontano dalle aree verdi.

E’ consigliata poi un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti quali: Vitamina C (pomodori, peperoni rossi e verdi, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglie verdi, agrumi, fragole, meloni), Vitamina E (fegato, uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, farina di grano tenero, olio di oliva, di arachidi, di germe di grano, di fegato di merluzzo) e Selenio (pollo, rognone, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, noci del Brasile, lievito di birra, germe di grano).

BIO-MERCATINO di Adria

mercoledì, luglio 14th, 2010

MERCATINO BIO ADRIA:

Legambiente Delta del Po-Adria-

ci troviamo tutti i giovedì sera dalle ore 21 alle 23, in via Marino Marin 28-

se qualche venditore bio vuol partecipare: telefoni a Dario 3496338608

Legambiente, Consulta del Volontariato di Adria, COOP Adriatica con il Patrocinio del Comune di Adria e della Provincia di Rovigo, in collaborazione con  AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) A.Ve.Pro.Bi (Associazione Veneta Produttori Biologici), , hanno il piacere di comunicare che Sabato 4 settembre 2010 presso piazza Ceco Groto ad Adria si terrà il primo mercatino Biologico del Polesine al quale parteciperanno diversi produttori Bio certificati che hanno quindi da tempo fatto una scelta etica e morale nei confronti della loro salute e della vita umana più in generale. Il mercatino sarà preceduto da un incontro pubblico che si terrà presso il ridotto del teatro comunale di Adria il giorno 2 settembre alle ore 21,00 sul tema “AGRICOLTURA BIOLOGICA e SVILUPPO SOSTENIBILE” che vedrà come relatore Roberto Pinton esperto del settore.

Ecco una breve presentazione

Esperto tecnico-economico per la distribuzione di prodotti biologici, è segretario di Assobio, associazione che raggruppa le imprese di trasformazione e distribuzione del comparto del biologico. È stato Direttore del Consorzio Biologico per il Consumo sostenibile, ha fondato e diretto per sei anni il primo bollettino d’informazione sul biologico collegato al sito www.greenplanet.it. Pubblicista nel settore agroalimentare, collabora attualmente con numerose testate giornalistiche italiane ed estere e ha pubblicato una mezza dozzina di volumi.E’ stato vice-presidente del Coordinamento Veneto Terranuova (socio fondatore di Aiab) e ha partecipato alla stesura del primo disciplinare italiano di agricoltura biologica (“Cos’è biologico”, ben prima del regolamento comunitario). Per l’Aiab ha assunto l’incarico, dal 1995 al 2000, della direzione della rivista “Bioagricoltura”. Ha partecipato alla ricerca europea OMIaRD (Organic Marketing Initiatives and Rural Development) per la sezione relativa al mercato italiano; per Pragma/Ismea ha curato i report sul mercato biologico di Canada, Stati Uniti, Giappone, Danimarca e Svezia.

Coautore dell’indagine FAO/WTO sul mercato italiano dei prodotti biologici (con Raffaele Zanoli). E’ socio IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movements), è discussant del gruppo “mercato” degli Stati generalide ll’agricoltura biologica promossi dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Sarà una vetrina importante volta a privilegiare l’operato di questi produttori che sono tornati ad affrontare la coltivazione agricola come l’affrontavano una volta i loro nonni, senza utilizzare quindi prodotti chimici quali pesticidi, fitofarmaci, fungicidi, antiparassitari, avendo rispetto del terreno sopra il quale coltivano i loro prodotti.  L’obbiettivo di questo mercatino oltre alla promozione delle produzioni locali ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli Biologici va ad incrementare il concetto di filiera corta biologica e del prodotto a chilometro zero (km 0), un ritorno al passato in un momento di crisi volto ad abbattere i costi di commercializzazione ,che costituiscono solamente un rincaro, offrendo al consumatore un prodotto definito “superiore in termini nutritivi” rispetto al convenzionale. Questo evento vuole mettere in luce questa possibilità per gli agricoltori polesani favorendo lo scambio di informazioni legate al non semplicissimo passaggio al Bio. Nella nostra provincia purtroppo oserei dire il Bio è considerato una chimera mentre in altre province limitrofe è già da anni una realtà che riesce a far girare l’economia agricola valorizzando questo settore che altrimenti sopravivrebbe solamente grazie ai contributi statali a discapito della soddisfazione personale del produttore.

In provincia di Rovigo le Aziende Bio sono circa 30 contro le quasi 150 della provincia di Verona e le altrettante della Provincia di Venezia. Vista la disponibilità in termini di superficie agricola utilizzabile il Polesine ed in particolar modo la provincia di Rovigo potrebbe assumere una valenza importante in termini di produzione Bio.

Valorizzare un territorio significa dare la possibilità a chi produce di guadagnare giustamente quanto prodotto ed a chi acquista di pagare moderatamente lo stesso, un modo per poter soddisfare queste giuste esigenze consiste nell’incentivazione della Filiera Corta (quando riesco ad unire la produzione alla vendita diretta) e di conseguenza del chilometro zero.

Ma più in generale, secondo voi cosa vuol dire “Mangiare Biologico”?

Tutti i prodotti biologici provengono da coltivazioni agricole controllate ed analizzate da laboratori accreditati. Biologico vuol dire rintracciabilità del processo, fertilizzazione organica e non chimica, non si usano anticriptogamici ed antiparassitari ma si privilegia la lotta biologica; viene favorita la biodiversità a discapito dei prodotti geneticamente modificati. L’istituto Nazionale per la ricerca degli alimenti etichetta il biologico come un prodotto Superiore in termini nutritivi.

Il Biologico nel nostro territorio provinciale non è sviluppato e, viceversa, in altre province venete ha preso piede da diversi anni ed oltre ad offrire una sana immagine qualitativa in termini alimentari, potrebbe sostenere economicamente un settore che sopravvive solamente grazie ad incentivi statali; privilegia colture intensive; consuma il suolo in termini nutritivi, lo impoverisce e lo innonda di prodotti di sintesi chimica che vengono assorbiti dalle coltivazioni ed, inevitabilmente, si presentano quotidianamente nei nostri piatti. (vedere pesticidi nel piatto 2010 nel sito www.legambiente.it) Sono stati resi noti i risultati delle analisi fatte da Legambiente in merito alla presenza di pesticidi nell’ortofrutta coltivata nel convenzionale. Ebbene, la sorpresa, rispetto al dossier presentato lo scorso anno è stata decisamente negativa: non solo sono aumentati i campioni contaminati passati dal 27,5% a 32,7%, ma è ricomparso il micidiale DDT ritrovato su un campione di lattuga prelevato in Friuli Venezia Giulia.

Per Legambiente, invece, diminuiscono considerevolmente i campioni regolari analizzati che passano dagli 8764 dello scorso anno, agli 8560 facendo registrare una perdita di regolarità per 204 prodotti.

Scrive Legambiente:

Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, anche quest’anno la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati risulta eccessivamente elevata. Rispetto allo scorso anno, il rapporto di Legambiente elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, ha evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo ovvero di campioni che presentano contemporaneamente più e diversi residui chimici.

«Comincia l’era dell’adattamento»

venerdì, luglio 9th, 2010

Clima, ridurre la CO2 non basta
«Comincia l’era dell’adattamento»

Emissioni industriali
Contro i cambiamenti climatici vanno adottate misure per rendere le città e le società più forti contro inondazioni e picchi di calore. Il messaggio lanciato in Australia dal primo summit internazionale sull’adattamento

Link Legambiente: «E il G20 fa melina»

Ridurre la Co2 non basta. Ora è necessario proteggersi contro i cambiamenti climatici e mettere in campo misure per rendere le città e le società più forti per resistere a temperature sempre più calde, a livelli marini più elevati e a cicloni tropicali più devastanti. Questo il nuovo messaggio al mondo che arriva dai 1.000 delegati, fra cui alcuni dei massimi esperti mondiali di cambiamento climatico, riuniti da ieri sera nella Gold Coast del Queensland, in Australia, per la prima conferenza internazionale dedicata interamente all’adattamento ai mutamenti del clima. Il ministro australiano per il cambiamento climatico, Penny Wong, ha aperto la Climate Adaptation Futures Conference, che il suo governo ospita insieme all’ente nazionale di ricerca Csiro e alla Griffith University, e che prosegue fino a domani.

La riduzione delle emissioni di gas serra, ritenute responsabili per l’aumento delle temperature, non sarà sufficiente a neutralizzare i peggiori effetti del cambiamento, ha detto. “Questa non è una conferenza sul cambiamento climatico, ma sull’azione che governi, istituzioni e individui possono intraprendere, e come ciascuno può agire per proteggersi”, ha aggiunto. Tra i partecipanti alla conferenza, i principali scienziati del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico del programma Onu sull’Ambiente (Unep) e dell’Organizzazione meteorologica internazionale, per fornire una panoramica scientifica sui mutamenti in corso e sulle conseguenze.
Tra i relatori della conferenza, il direttore esecutivo e lo scienziato capo dell’Unep, Achim Steiner e Joseph Alcamo. “La conferenza rappresenta un punto di svolta nel dibattito su come il mondo affronta il riscaldamento globale”, ha dichiarato Alcamo. “Non ho mai visto un convegno di questo genere che riunisca tanti specialisti e scienziati per parlare di adattamento al cambiamento climatico. È il segno che la comunità scientifica – ha concluso – sta cominciando a rispondere alle necessità della politica e presenta piani ragionevoli e scientificamente fondati”. (ANSA)

30 giugno 2010Clima Emissioni Adattamento

COMUNI RICICLONI 2010 (Adria: bene)

venerdì, luglio 9th, 2010

Rovigo 6 giugno 2010                                                COMUNICATO STAMPA

COMUNI RICICLONI 2010

VINCE PONTE NELLE ALPI (BL), SEGUONO CARBONERA (TV), ALTIVOLE (TV), SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV) E MORGANO (TV) IN UNA CLASSIFICA NAZIONALE CHE PARLA SOLO VENETO

12 MILIONI D’ITALIANI DIFFERENZIANO OLTRE IL 50% DELLA SPAZZATURA

IN VENETO RICICLO RECORD IN 390 COMUNI SU 581

LEGAMBIENTE: “CON QUESTI RISULTATI INUTILI NUOVI INCENERITORI NEL VENETO”

E’ ancora il Nord a fare la parte del leone per la gestione dei rifiuti in Italia: Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, si piazza infatti al primo posto della classifica di Legambiente che ogni anno assegna gli Oscar del riciclo ai comuni che gestiscono al meglio i propri rifiuti. A livello regionale è il Veneto a svettare in cima alla classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%.

Eppure le buone pratiche e le performance di successo si stanno diffondendo anche al Centro Sud. In Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta nella storia di Comuni ricicloni, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto).

La nuova frontiera dei comuni ricicloni non è rappresentata solo dalla raccolta differenziata ma anche dalla prevenzione – dichiara Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto –. Sono già 150 i comuni che in Italia hanno emesso un’ordinanza per vietare la distribuzione di sacchetti di plastica. A questi, si aggiungeranno prossimamente altre 250 località che hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando. Legambiente ha inoltre deciso di lanciare una campagna per dire Stop ai sacchetti di plastica, nel timore che il governo decida di prorogare ancora il permesso alla commercializzazione: in tutte le prossime iniziative, da Goletta verde a Puliamo il Mondo, lanciamo un impegno volontario all’abbandono del sacchetto di plastica che puzza di petrolio, di spreco, di balene spiaggiate e di “trash vortex” nell’Oceano Pacifico”.

Comuni ricicloni 2010 racconta un’Italia in movimento nonostante le difficoltà. Sono 12 milioni infatti gli italiani coinvolti nelle pratiche di raccolta differenziata nei ben 1488 (dei quali 390 nel Veneto) che quest’anno rientrano nella classifica virtuosa di Comuni Ricicloni 2010.

Attivando servizi di raccolta differenziata, i comuni premiati hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate di CO2, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia. A questo risultato bisogna aggiungere anche il fatto che quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica.

Per diventare Comune Riciclone, bisognava aver superato la soglia del 50% di raccolta differenziata nel 2009. Ai comuni sotto i 10.000 abitanti delle regioni del Nord Italia la giuria ha invece imposto il superamento della soglia del 55%. Vincitore assoluto dell’edizione 2010 è il comune di Ponte nelle Alpi (BL), 8.499 abitanti, che, oltre ad aver conseguito il 77,8% di raccolta differenziata, ha l’indice di buona gestione più alto in Italia: 87,28**.

Il rischio – ricorda Michele Bertucco Presidente di Legambiente Veneto – è che nella nostra regione si rallenti la raccolta differenziata, come già successo in Lombardia, per favorire lo sviluppo degli impianti di incenerimento. Impianti, che i cittadini veneti grazie al loro impegno nella raccolta differenziata stanno dimostrando essere inutili.

Esperienze consortili: gli ATO che funzionano

La recente legge sugli Enti locali che vuol eliminare gli enti superflui ed inefficienti,  colpisce purtroppo anche le realtà più utili. Oltre la metà dei Comuni Ricicloni, infatti , si sono strutturati per la gestione dei servizi in sistemi consortili, esperienza positiva che riguarda circa 6,3 milioni di abitanti residenti nel nord Italia, efficace grazie alla distribuzione uniforme su ampie aree di territorio. Tre gli esempi più significativi premiati da Legambiente con il premio speciale “Cento di questi consorzi”: il Consorzio Intercomunale Priula, provincia di Treviso (243.721 abitanti e 78% di r.d.), Fiemme Servizi spa provincia di Trento (27.585 abitanti che raccolgono in modo differenziato il 77,6% del totale) e il Consorzio per l’igiene dell’Ambiente e del Territorio – TV1, provincia di Treviso (308,169 abitanti e 74,3% di raccolta differenziata).

I comuni sopra e sotto i 10.000 abitanti: le eccellenze sono al Nord.

Il nord est si conferma dunque l’area del nostro territorio dove i rifiuti vengono gestiti al meglio. Basti pensare che nella graduatoria dei comuni al di sopra dei 10.000 abitanti, nelle prime 27 posizioni troviamo solo comuni veneti e trentini ad eccezione di due comuni astigiani al 19° e 21° posto. La classifica dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti invece parla solo la lingua veneta: nei primi 30 posti, sono solo due gli intrusi, in 9a e 10a posizione (un trentino e un torinese). Di questi, 18 li troviamo in provincia di Treviso e, di essi, ben 12 appartengono al Consorzio Intercomunale Priula, che non casualmente dunque, si conferma come il migliore nella speciale classifica “Cento di questi consorzi”.

Le dieci proposte di Legambiente per uscire dall’emergenza rifiuti

1. Aumentare il costo dello smaltimento in discarica

2. Diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i Comuni italiani

3. Completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti

4. Rivedere il sistema di premialità/penalità per premiare la riduzione e il riciclaggio

5. Promuovere la diffusione delle buone pratiche locali sulla prevenzione

6. Avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione

7. Promuovere la qualità delle raccolte differenziate per massimizzare il riciclaggio

8. Garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa

9. Non riaprire la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti

10. Introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani

Si tratta di dieci proposte concrete per fronteggiare – senza semplificazioni o mistificazioni – le emergenze che ancora affliggono il nostro Paese. Ci auguriamo fortemente che in futuro si possa concretizzare quella che viene definita la strategia “rifiuti zero”, ma intanto dobbiamo affrontare la complessità della gestione dei rifiuti che stiamo producendo oggi e che produrremo domani. Per questo che è necessario da subito mettere in pratica la strategia comunitaria e gerarchica delle quattro R, dando il giusto peso e senza escludere nessuna delle opzioni previste. Solo così si potrà uscire definitivamente dal tunnel dell’emergenza che ha caratterizzato il nostro Paese fino ad oggi, rendendo possibile quella svolta che farebbe entrare l’Italia in Europa, una volta per tutte e senza distinzione tra Nord, Centro e Sud.

Sacchetti di plastica. I sacchetti di plastica costituiscono un grave problema di inquinamento ambientale in tutto il mondo. Ogni anno, a causa dei sacchetti dispersi nell’ambiente muoiono migliaia di pesci, balene, delfini e altri animali. Per dire Stop ai sacchetti di plastica, Legambiente lancia una petizione per il rispetto per le specie viventi, per il paesaggio e per la bellezza, per l’ambiente dell’Italia e del Pianeta. La petizione si rivolge agli esercizi commerciali perché trovino nuove soluzioni e chiede al Ministro dell’Ambiente di impegnarsi a non prorogare ulteriormente il divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili, non rispondenti ai criteri fissati dalla norma comunitaria EN 13432, oltre il 31 dicembre 2010. Maggiori informazioni e petizione online sul sito: www.puliamoilmondo.it. Mettici la firma!

. Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2010″ è disponibile sul sito www.ecosportello.org

Nota: ** L’indice di buona gestione è un “voto” alla gestione dei rifiuti urbani nei suoi molteplici aspetti: recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio. Per migliorare il proprio indice di buona gestione un Comune deve quindi porre attenzione non solo all’incremento della percentuale di raccolta differenziata, ma anche alla diminuzione della produzione pro capite totale di rifiuti, all’incremento della raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi), alla promozione del compostaggio domestico.

I PRIMI 10 COMUNI IN ITALIA PER RACCOLTA DIFFERENZIATA

CLASSIFICA GENERALE COMUNE PROV. ABITANTI INDICE % RD KG CO2
1 PONTE NELLE ALPI BL 8499 87,28 83,50% 102,9
2 CARBONERA TV 11073 84,82 79,80% 92,1
3 ALTIVOLE TV 6693 84,82 74,00% 88,2
4 SAN BIAGIO DI CALLALTA TV 13153 83,89 81,40% 108,3
5 MORGANO TV 4227 83.89 80,0% 88,7
6 BEDOLLO TN 1677 83,78 77,00% 214
7 SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA TV 6381 83,70 82,2% 113,2
8 DAIANO TN 925 83,59 76,50% 91,3
9 FORNACE TN 1331 83,32 78,20% 154
10 CASTELLO DI CODEGO TV 7062 83,28 74,50% 111,8

COMUNI SOTTO I 10.000 ABITANTI – I PRIMI 10 DEL VENETO

CLASSIFICA VENETO CLASSIFICA GENERALE COMUNE PROV. ABITANTI INDICE % RD KG CO2
1 1 PONTE NELLE ALPI BL 8.499 87,28 83,5% 102,9
2 2 ALTIVOLE TV 6.693 84,82 74,0% 88,2
3 3 MORGANO TV 4.227 83.89 80,0% 88,7
4 5 SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA TV 6.381 83,70 82,2% 113,2
5 8 CASTELLO DI CODEGO TV 7.062 83,28 74,5% 111,8
6 11 MONFUMO TV 1.453 82,93 73,7% 69,4
7 14 MASERADA SUL PIAVE TV 9.332 82,66 77,3% 77,8
8 15 GIAVERA SUL MONTELLO TV 5.171 82,35 76,9% 96
9 16 VOLPAGO DEL MONTELLO TV 9.919 82,01 78,7% 93,9
10 18 SANTA GIUSTINA IN COLLE PD 7.216 82,01 70,7% 70

COMUNI SOPRA 10.000 ABITANTI – I PRIMI 10 DEL VENETO

CLASSIFICA VENETO CLASSIFICA GENERALE COMUNE PROV. ABITANTI INDICE % RD KG CO2
1 1 CARBONIERA TV 11.073 84,82 79,8% 92,1
2 2 SAN BIAGIO DI CALLALTA TV 13.153 83,89 81,4% 108,3
3 3 RONCADE TV 13.994 81,74 81,0% 93,3
4 4 PONZANO VENETO TV 12.172 81,43 78,9% 86,2
5 5 ZERO BRANCO TV 10.724 81,43 77,6% 93,3
6 6 TREVIGNANO TV 10.524 81,12 75,9% 87,9
7 7 CASALE SUL SILE TV 12.581 80,85 80,3% 92,9
8 8 PREGANZIOL TV 16.974 80,54 82,2% 82,9
9 11 SILEA TV 10.032 79,77 76,0% 121,6
10 12 VILLORBA TV 17.966 79,77 72,5% 113,1

COMUNI SOPRA 10.000 ABITANTI – I COMUNI DELLA PROVINCIA DI ROVIGO IN CLASSIFICA

CLASSIFICA ROVIGO CLASSIFICA GENERALE COMUNE PROV. ABITANTI INDICE % RD KG CO2
1 66 ADRIA RO 20.549 72,22 70,1% 101,0
2 94 PORTO VIRO RO 14.665 68,72 70,6% 117,3
3 113 LENDINARA RO 12.276 66,58 66,8% 86,1
4 128 BADIA POLESINE RO 10.933 64,73 65,2% 80,1
5 129 PORTO TOLLE RO 10.215 64,61 69,4% 88,1
6 138 OCCHIOBELLO RO 11.304 63,13 64,7% 89,8

COMUNI SOTTO 10.000 ABITANTI – I PRIMI 10 IN PROVINCIA DI ROVIGO

CLASSIFICA ROVIGO CLASSIFICA GENERALE COMUNE PROV. ABITANTI INDICE % RD KG CO2
1 290 GUARDA VENETA RO 1.215 72,34 73,5% 70,2
2 316 BOSARO RO 1.400 71,91 73,4% 72,2
3 340 COSTA DI ROVIGO RO 2.791 71,32 65,9% 67,6
4 397 CANARO RO 2.877 69,76 70,5% 60,0
5 404 PONTECCHIO POLESINE RO 1.913 69,60 80,1% 57,4
6 466 CRESPINO RO 2.082 67,93 65,4% 108,1
7 481 CASTELGUGLIELMO RO 1.716 67,71 73,8% 62,3
8 516 SALARA RO 1.227 67,10 74,5% 74,5
9 536 BAGNOLO DI PO RO 1.432 66,48 70,6% 55,1
10 552 TAGLIO DI PO RO 8.537 65,96 67,5% 91,1

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI COMUNI CAPOLUOGO DEL VENETO

COMUNE % RD
BELLUNO 62,40%
ROVIGO 58,30%
TREVISO 50,60%
VICENZA 47,30%
PADOVA 46,20%
VERONA 44,69%
VENEZIA 33,74%

Elaborazione: Legambiente Veneto