La Calendula di Scardovari
Potrebbe essere una importante scoperta botanica. Fatto stà che Raffaella Santin, appassionata di erbe e delle loro proprietà, ha forse scoperto una Calendula endemica sull’ argine del Po che fiancheggia Scardovari, nota frazione di Porto Tolle.
Questo fiore sembrerebbe ricrescere nonostante il regolare sfalcio dell’ erba svolto dagli addetti comunali. Molti ritengono che sia quasi impossibile che la calendula cresca spontanea dalle nostre parti ed è per questo che la scoperta diventerebbe straordinaria e di grande interesse presso gli appassionati.
Presto la piccina sarà studiata a fondo da esperti del settore per determinarne identità e caratteristiche.
La Calendula, fiore originario dell’Europa, Nord Africa e Asia mediorientale, comprende oltre 20 specie erbacee annuali o perenni, alte fino a 60-70 cm, la più conosciuta è la Calendula officinalis nota volgarmente col nome di Calendola o Fiorrancio pianta erbacea annuale. Viene usata per decorare i giardini o in vaso sui terrazzi, coltivato industrialmente per la produzione del fiore reciso invernale. E’, inoltre, pianta officinale molto usata in fitoterapia specialmente per problemi della pelle. Risulta essere inoltre un ottimo cicatrizzante.
La moltiplicazione avviene con il seme. Nelle Regioni meridionali e in Liguria si semina d’estate trapiantando o diradando le piantine in settembre-ottobre per la fioritura in novembre, che con opportuni ripari prosegue per tutto l’inverno, dando fiori più grandi rispetto alle fioriture estive portate dalle piante ottenute nelle zone a clima rigido, con la semina primaverile. Di tanto in tanto avviene che, appassito un fiore, se ben irrorato di acqua, questo riesca a generare una nuova pianta ed un nuovo fiore direttamente dai semi ancora attaccati ad esso, creando una pianta cresciuta sopra ad un’altra.
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