Archive for aprile, 2010

ADRIA-Le considerazioni cristiane sull’ecologia – aprile 2010

domenica, aprile 25th, 2010

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La serata si è svolta praticamente con un dibattito fra le 11 persone intervenute, tutte molto interessate. Dopo che due esponenti di Legambiente hanno sviluppato qualche considerazione sulle principali idee circolanti dei valori ambientali cristiani e laici si è letto il seguente appello del Papa.

“Occorre incoraggiare le ricerche volte ad individuare le modalità

più efficaci per sfruttare la grande potenzialità dell’energia solare.”

“È necessario uscire dalla logica del mero consumo…” “il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico.”

Dal Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI

per la celebrazione della XLIII Giornata mondiale della pace. 1 gennaio 2010

“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”

Si è proseguito con il discorso di Don Piero Baretta che ha portato alcuni riferimenti biblici per evidenziare la forte connessione fra ambiente e sacralità. Proseguendo con il delirio del possesso che porta ad un smisurato consumo delle risorse e ad una rottura delle differenze fra gli esseri viventi dando come ricetta per cambiare il mondo la semplicità di spirito e la diminuzione della crescita.

Altrettanto ha sottolineato Don Mazzocco Giuseppe, che ha rimesso il discorso sulle questioni reali del territorio portando molti esempi per una pacifica ribellione verso un sistema fallito di economia, ormai tutta da reinventare sotto la luce del Vangelo.

Poi il dibattito è proseguito ancora più interessante con decine di considerazioni una più profonda dell’altra come il tentativo di comprendere quale sia il meccanismo del possesso dei beni materiali anche se sono superfui o il meccanismo di sfruttamento di esseri umani o dell’ambiente fino alla distruzione. Considerare la natura solamente un affare e non un bene di tutti ed indispensabile come l’aria, la terra o l’acqua, una sacralità perduta che porta ad una serena ma inesorabile cattivo epilogo di auto distruzione.

Molti sono i motivi per invertire la tendenza e molti sono i metodi per farlo, ma quello che è importante per cambiare: è la consapevolezza di essere diventati schiavi di un meccanismo diabolico come l’auto-annientamento, ma questo non è percepito da tutti.

Liberiamo l’Italia dal nucleare!

domenica, aprile 25th, 2010

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24, 25 e 26 aprile mobilitazione nazionale con iniziative lungo tutta la penisola per informare gli italiani sui rischi del nucleare.

Il 26 aprile del 1986 esplose il reattore numero 4 della centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina. I danni di quel disastro, a 24 anni di distanza, non sono stati ancora del tutto quantificati.

Chi è a favore del nucleare afferma che ora le centrali, così dette di ultima generazione, sono sicure. Ma non fatevi ingannare, oltre e non essere ancora stata risolta la questione delle scorie, ci sono effetti collaterali che minacciano comunque la sicurezza dei territori anche in assenza di incidenti: l’ordinaria attività di una centrale rilascia piccole dosi di radioattività che contaminano il terreno, l’acqua, l’aria circostante, finendo così nella catena alimentare.

Per questo il 24, il 25 e il 26 aprile ci troverete nelle piazze: vogliamo raccontare i rischi reali che corrono gli italiani nel caso venissero installate centrale atomiche nel Paese. Per raggiungere il nostro obiettivo useremo una performance semplice ma efficace: grazie alla collaborazione degli agricoltori e degli allevatori allestiremo tanti mercatini dove potrete scegliere se acquistare prodotti tipici e biologici  o contaminati! Ovvero alimenti prodotti nei pressi di una ipotetica centrale atomica in funzione. Perché questo è il futuro che ci aspetta in caso venissero installate centrali nelle nostre regioni.

Per non dimenticare il terribile incidente di Cernobyl, per dire ancora una volta che il nucleare non è sicuro, non garantirà all’Italia il rispetto degli accordi internazionali sui cambiamenti climatici, non ridurrà la bolletta energetica degli italiani nè le importazioni di combustibili fossili, vi aspettiamo nelle piazze per ricordare al Governo la posizione di tanti cittadini che dicono NO AL NUCLEARE!

Presso i nostri banchetti potrete inoltre contribuire al Progetto Rugiada e firmare la petizione Per il clima contro il nucleare. Le nostre iniziative fanno parte del Cernobyl day, promosso in tutto il mondo dall’associazione francese Sortir du nucleaire.

Partecipa agli appuntamenti lungo la penisola

materiale informativo

dossier EPR: un reattore o un bidone? Sicurezza, rischi ambientali e costi. Tutti i problemi che gli italiani devono conoscere sulla tecnologia nucleare francese

Mai più Cernobyl. Viaggio nella memoria e nel presente del piu’ grave incidente nucleare della storia. Inchiesta su La Nuova Ecologia (aprile 2010)

opuscolo

cartello ” frutta e verdura radioattiva”

etichette radioattive

logo per tute

Per ulteriori informazioni : Ufficio Campagne – Area Iniziative Associative

Tel. 06 86268418; e-mail: campagne@legambiente.it

per i circoli di Legambiente

Lettera di adesione

Scheda di adesione

torna alla pagina per il clima contro il nucleare

Sono in arrivo 2 escursioni

mercoledì, aprile 21st, 2010

Legambiente circolo Delta del Po-Adria-

organizza

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Sono in arrivo 2 escursioni

Solo per tesserati Legambiente.


Camminata: 4 luglio 2010,

Volano fra mare e boschi. Percorso di 18 km. 6 ore.  Un percorso unico in Italia.

Mare, pineta, valli del Delta del Po. Adatto a tutti.

Escursione in montagna: 18 Luglio 2010,

Forno di Zoldo- Gruppo del Bosco Nero. Cammino per 6 ore.

Uno dei più bei gruppi naturali delle Dolomiti.

Guida: Gianclaudio Mascellani

Per informazioni Cel leonardo 3288729114

Serata sulle ragioni Cristiane dell’ecologia

martedì, aprile 20th, 2010

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Legambiente Delta del Po promuove una serata di dibattito.

Le ragioni Cristiane dell’ecologia

La serata si svolgerà al Ridotto del Teatro Comunale di Adria il 23 Aprile ore 21,00.

I relatori sono: Don Mazzocco Giuseppe con “Sfide attuali”

Don Barretta Pietro con “riferimenti biblici”

Presentazione di esponente di Legambiente

Molti passi sono stati fatti nel ritrovare valori comuni, universali, nel processo di salvaguardia dei diritti dell’uomo o nell’etica scientifica, molti altri campi e temi di problematiche moderne hanno bisogno di determinare urgentemente regole per tutti.

Ormai, i tempi sono maturi per determinare i valori ambientali che devono essere urgentemente considerati universali.

Non stiamo ad elencare le catastrofi annunciale o le emergenze da risolvere al più presto, già l’informazione se ne occupa largamente, c’è solo bisogno di capire che il futuro sarà costellato primariamente da questi temi, che riflettono sempre più il pericolo pianeta terra, già molti scienziati del settore proclamano a voce alta che se gli umani non invertiranno le emissioni di anidride carbonica entro 30 o 50 anni il processo di distruzione dell’aria respirabile sarà irreversibile, questo la dice lunga sul perché molte persone sono più che preoccupate del futuro dei loro figli e di tutte le creature della terra.

Nella storia Biblica, ed in quella di molte altre culture e religioni, troviamo esortazioni per il rispetto del creato e di tutte le creature. Nella Genesi, Dio Padre da all’uomo l’uso ed il frutto della terra, per abitare e vivere, non perché l’uomo ne sia padrone e despota assoluto. L’uso equilibrato del creato deve garantire la vita alle generazioni future di uomini e creature tutte.

Nella visione cristiana è chiaro che l’uomo quando vuole essere artefice di se e della natura è in peccato, ma il peccato dell’ultimo secolo nei confronti della vita e della natura è diventato devastazione e oltraggio infame a DIO stesso.

Anche nella visione laica della Natura, l’uomo che manomette il sistema naturale della vita è squalificato, è considerato criminale, perché troppo egoista da danneggiare gravemente l’altro, chi per interesse personale avvelena o manomette gli ecosistemi produce morte, a volte in maniera indiretta, ma quasi sempre dai effetti immediati.

Alla difesa ambientale, ormai, ci sono diverse filosofie, ma uno è certo, è lo scopo: LA DIFESA E LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA, senza la quale l’uomo non ha futuro.

Il valore dell’acqua e dell’aria pulita è difeso da ogni persona di buon senso a prescindere dalle credenze religiose o politiche.

Trovare maniere per risolvere problemi immediati con tutti coloro che è a cuore il futuro del pianeta è sicuramente vantaggioso.

Fra tutte le associazioni ambientali, molti al loro interno sono cristiani o cattolici praticanti, che non hanno pregiudizi nei confronti di chi che sia, l’importante è la tutela ambientale.

Questo scritto vuol essere  un’esortazione a far sì che le genti siano unite in questa missione, per la tutela della vita del pianeta,

anche con credenze diverse. Secondo noi in questo periodo di emergenza e pericolo ambientale che arriva da tutti i fronti, possiamo fare un pezzo di strada assieme.

Invitiamo tutti coloro che sentono il problema della vita della terra nel futuro

di trovarci a discutere!!!!!!

La nuova pista ciclabile di Adria?

lunedì, aprile 19th, 2010

legambiente2Siamo contenti che il Sindaco di Adria abbia come priorità il rafforzamento delle comunicazioni fra capoluogo e frazioni pensando alle piste ciclabili. Noi di Legambiente possiamo solo essere in accordo nel fare almeno una pista ciclabile, quella che dovrebbe collegare Bottrighe ad Adria, ma speriamo che non restino solo dei sogni, anche se indispensabili. Sono sogni per ora, ma realizzabili visto che ad Adria e nel suo territorio non esistono piste ciclabili per cui i rischi delle strade di oggi sono molti. I nostri figli non possono andare a scuola al sicuro, nemmeno gli anziani che vogliono fare qualche commissione o giro in bici si possono dire sicuri e non parliamo di tutta quella gente che lascerebbe volentieri a casa l’auto per andare a lavorare in bicicletta, ma nelle nostre strade hanno paura. Fare le piste ciclabili che collegano Adria alle frazioni è da sempre indispensabile, anche nei tempi dei nostri avi esistevano centinaia di stradine alternative alle strade maestre che erano piene di pericoli per altri motivi, non certo quelli del traffico, solo consolidando alcuni di questi sentieri sarebbe già una grande conquista nell’avvicinamento di Adria alle frazioni. Ma di certo, le piste ciclabili rappresentano anche un avvicinamento al Parco del Delta e alla rete turistica dei 9 Comuni, per questo per noi di Legambiente insistiamo per la pista ciclabile che collegherebbe il Po con Adria, immaginando che i vacanzieri troverebbero facile dirottare su Adria passando per il Po, oppure andando a vedere l’archeologia di Adria potrebbero visitare qualche scorcio del Po. Il servizio delle piste ciclabili è ritenuto molto importante e negli altri comuni veneti sono molto frequenti e fitte, solo da noi che esisterebbero delle buone condizioni per realizzarle non si sono fatte, è anche questo il motivo della bassa frequenza turistica rispetto al resto del Veneto che è la regione più turistica in Italia. Naturalmente le piste ciclabili per avere un senso debbono essere fatte con i criteri di rispetto ambientale e conformi alle norme di sicurezza, ma purtroppo non sempre i requisiti sono rispettati, spesso sono delle vere “piste ad ostacoli”, speriamo che queste norme siano abbracciate se vogliamo che la gente le senta sicure e le frequenti normalmente. Per finire, la realizzazione di alcune piste ciclabili porterebbe un abbassamento dei rumori, dell’inquinamento e si libererebbero molti parcheggi auto in centro Adria, senza contare l’aumento di salute generale con meno spese mediche per quelli che normalmente usano la bici.

Puliamo il Delta 2010

domenica, aprile 18th, 2010

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Dopo l’allarme che Legambiente Delta del Po ha lanciato contro l’abbandono dei rifiuti in natura e ben percepito dall’Amministrazione Comunale di Adria, dai giornali locali e in collaborazione di Ecogest si è svolta una raccolta di rifiuti denominata “Puliamo il Delta 2010 “,  per dare un messaggio forte a tutti contro la pratica  del “lancio del sacchetto”.

Le zone bonificate sono state 2, una in città (argine, ponte Chiappara) di Adria e l’altra di fronte alla ex Deltalat sempre in argine del Canalbianco.

Le squadre che si sono potute formare sono state solo una, per la mancanza di risposta da parte della popolazione, ma il lavoro è stato molto, ed in poche ore abbiamo tolto dal canneto e dall’erba molti quintali di rifiuti di vari generi.

Il messaggio che si vuol dare è nel pericolo di un forte inquinamento nel Delta del Po che cresce costantemente, se le amministrazioni del Delta non cercheranno di arginare i nuovi fenomeni, come la pesca con campeggio o per questioni economiche e per vera e propria inciviltà la situazione è destinata al degrado con il pericolo per la salute.

Quello che si può fare è molto, ma bisogna avere il coraggio di applicare le regole esistenti e di metterne altre dove mancano e di farle rispettare, non è più tempo di aspettare, la pena è la perdita del nostro patrimonio naturale e della nostra identità, in oltre un grosso rischio per la salute di tutti.

Un elogio e un grazie ai pochi partecipanti,  ai  due Assessori di Adria e alla prima donna che ha partecipato ad un “Puliamo il Mondo”  organizzato da  Legambiente ad Adria,  che  hanno lavorato molto e senza paura di sporcarsi.

E’ importante vedere crescere l’interesse per il problema della dispersione dei rifiuti nel territorio  e ancora più  importate è l’impegno che l’amministrazione pubblica e la donna  possono  avere nell’educazione  dei giovani   e nella sensibilizzazione nel nostro comune.

Il messaggio che noi oggi abbiamo voluto dare è  che insieme  possiamo ancora  lottare per   un mondo migliore e per far si che resti un pò di natura e territorio anche ai figli che verranno.

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DOMENICA 18 aprile parte ad ADRIA “PULIAMO IL DELTA E LA NOSTRA CITTA’”

sabato, aprile 17th, 2010

Dal Bloglandia Adria

Inviato dall’Assessorato all’Ecologia e Ambiente ]

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Dopo la denuncia ripetuta della presenza di sporcizia per le strade, di scarichi abusivi o non conformi, parte una campagna di promozione della sensibilità ambientale promossa dall’Amministrazione Comunale – assessorato all’ecologia e ambiente nella figura del suo rappresentante Giorgio D’Angelo anche vicesindaco della città.La promozione, rifacendosi alla più nota “PULIAMO IL MONDO”, vede  in prima fila alcune città del Delta del Po tra cui ADRIA, PORTO VIRO e TAGLIO DI PO che vogliono dare uno segnale alla cittadinanza che i problemi ambientali si combattono prima di tutto con la cultura e la conoscenza.3 squadre di pulitori occasionali, scortati da volontari di LEGAMBIENTE, per altrettante zone della città di ADRIA si troveranno domenica 18 Aprile p.v. dando vita all’iniziativa “PULIAMO IL DELTA e la NOSTRA CITTA’.Ritrovo e partenza domenica ore 9,00 in via Chieppara davanti al bar Oasi per la registrazione dei partecipanti e l’assegnazione delle zone di intervento. Saranno distribuite oltre tute, guanti e mascherine, anche dei sacchi di raccolta gentilmente offerti dalla ditta ECOGEST che sponsorizza insieme ad altre aziende l’iniziativa.Con mezzi messi a disposizione dal Comune di Adria, ci sarà lo spostamento negli altri punti di raccolta delle spazzature, in loc. Cengiaretto (presso ex-Deltalat) e a Mazzorno sinistro (loc. Smergoncino).Ecogest metterà a disposizione 3 mezzi per il deposito della spazzatura e al termine, verso le ore 11,00 ritrovo in Largo Mazzini per un piccolo ristoro offerto dal BAR CRISTALLINO, per la consegna, da parte della sig.a Letizia Guerra PRO LOCO di ADRIA, degli attestati di partecipazione e per il saluto e ringraziamento del Sindaco e dell’Assessore all’ambiente Giorgio D’Angelo il quale consegnerà un simpatico gadget ricordo ai partecipanti.
Si ringraziano anticipatamente anche le altre ditte CMC PREFABBRICATI, ITES IMPIANTI IDRAULICI E CONDIZIONAMENTO, ADRIA GIARDINI, BOBO CALZATURE, e CALLEGARO COSTRUZIONI snc IMPRESA EDILE, che hanno contribuito economicamente alla promozione della manifestazione.“Si vuole dare evidenza a questa manifestazione, in quanto intendiamo, insieme ai comuni gemellati PORTO VIRO e TAGLIO DI PO, riproporla, allargata agli altri comuni del Delta, già dal prossimo anno.” Così il vicesindaco D’Angelo intende affrontare la problematica dei rifiuti, partendo con una prima pulizia sommaria concreta di alcuni siti per poi diffondere la cultura della raccolta anche nelle scuole e in alcune famiglie campione, per dimostrare che la pratica del riutilizzo e della raccolta differenziata possono essere risolti con semplici gesti quotidiani senza dispendi di tempo e denaro ulteriori. Questa iniziativa farà da apripista ad altri progetti volti al rispetto dell’ambiente che troveranno concretezza già da quest’anno, perché è importante tenere pulita la propria città, ma altrettanto importante è il rispetto del bene pubblico comune che è rivolto a tutti i cittadini.

Anche noi del Bloglandia Adria parteciperemo e faremo un bel servizio fotografico sull’evento

A Domenica

GOCCE DI DEMOCRAZIA.

giovedì, aprile 15th, 2010

GOCCE DI DEMOCRAZIA.
PARTE LA CAMPAGNA REFERENDARIA PER L’ACQUA PUBBLICA

35539. ROMA-ADISTA. Una “partita” ancora tutta da giocare, una sfida culturale e politica che vede in ballo la stessa democrazia e il cui esito è nelle mani di tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese. È alta la posta in gioco della campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua promossa dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua (in collaborazione con molteplici altre realtà, tra cui le Acli, Beati i Costruttori di Pace, Libera, Pax Christi, Rete Radié Resch, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), e presentata a Roma il 31 marzo scorso da Marco Bersani, rappresentante del Forum, p. Alex Zanotelli e dai costituzionalisti Stefano Rodotà e Gianni Ferrara.

Dopo la manifestazione del 20 marzo scorso a Roma, alla quale hanno partecipato circa 200mila persone, il Coordinamento ha depositato in Cassazione tre quesiti referendari che mirano a modificare le attuali norme in materia di servizio idrico, approvate con il decreto Ronchi del novembre scorso (v. Adista n. 117/09) e, prima, dal governo Prodi: a partire dal fine settimana del 24 e 25 aprile comincerà la raccolta firme necessaria all’indizione del referendum, previsto per l’anno venturo. “Se il governo Berlusconi si era illuso, con l’approvazione del decreto Ronchi, di aver chiuso definitivamente la partita sull’acqua con la sua consegna al mercato e alle grandi multinazionali, sarà costretto a ricredersi”, ha dichiarato Marco Bersani in conferenza stampa: “La partita, come dimostra la manifestazione nazionale del 20 marzo, non solo è aperta, ma è stata presa in mano da centinaia di migliaia di donne e uomini consapevoli della posta in gioco”. I movimenti per l’acqua, secondo Bersani, hanno già vinto culturalmente: “Chi oggi privatizza non lo fa più alla luce del sole”, al contrario, “è costretto a negare l’evidenza, a trincerarsi dietro farsesche motivazioni sulla garanzia dell’acqua pubblica e sulla privatizzazione solo della sua gestione”.

Una vittoria che però da culturale deve diventare anche politica. Così, dopo aver presentato già nel 2007 una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua – che, denuncia Bersani, “giace nei cassetti della Commissione parlamentare cui è stata assegnata” -, il Forum ha deciso di avviare questa campagna referendaria per “far uscire l’acqua dal mercato e togliere i profitti dall’acqua”.

Il primo quesito mira ad abrogare l’art 23 bis della legge 133/2008 che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico (ma più in generale dei servizi pubblici) l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Il secondo quesito intende abrogare l’art. 150 del decreto legislativo 152/2006, che prevede come uniche forme societarie possibili per l’affidamento del servizio idrico integrato, le Società per Azioni, che possono essere a capitale totalmente privato, a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. Obiettivi di questo secondo quesito sono due: “Il primo – come spiegano dal Forum – è quello di qualificare più compiutamente il percorso referendario come relativo al tema dell’acqua (l’art 23 bis, oggetto del primo quesito, non riguarda infatti il solo settore idrico). Il secondo è relativo alla necessità di intervenire sul problema della gestione diretta del servizio idrico, attraverso forme societarie che siano idonee a svolgere una funzione sociale e di preminente interesse generale. Da questo punto di vista, la mera abrogazione dell’art. 23 bis, lascerebbe immutato il panorama di affidamento, oggi interamente coperto da SpA, ovvero da società di tipo privatistico (anche quando a totale capitale pubblico)”.

Il terzo quesito si propone infine di abrogare l’art. 154 del decreto legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto dell’adeguata remunerazione del capitale investito: “La norma che si vorrebbe abrogare – sottolinea il Forum – è quella che consente al gestore di fare profitti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Con un effetto per i cittadini di doppia vessazione, poiché da una parte viene mercificato il bene comune acqua, dall’altra gli utenti vengono obbligati a garantire il profitto al soggetto gestore”.

“Su questo percorso – ha sottolineato ancora Bersani – abbiamo incontrato tutta la cittadinanza attiva di questo Paese: dal mondo cattolico alle associazioni ambientaliste, dal mondo sindacale alle forze politiche” (anche se a pochi giorni dalla presentazione della campagna, l’Italia dei Valori ha fatto sapere di voler promuovere, con un’azione autonoma e solitaria, una serie di referendum, tra i quali uno sull’acqua, e il suo leader, Antonio Di Pietro, ha rifiutato l’invito a incontrarsi rivoltogli dal Forum): “Sarà un grande percorso di sensibilizzazione sociale e mobilitazione diffusa. Una grande sfida per la riappropriazione dell’acqua e della democrazia”.

In chiusura di conferenza stampa, p. Zanotelli ha efficacemente sintetizzato la questione: “L’acqua è fonte di vita e privatizzarla sarebbe come privatizzare la propria madre: lo fareste mai?”. (ingrid colanicchia)

Adista Società Cooperativa a Responsabilità Limitata – via Acciaioli 7, 00186 Roma – P.I. 02139891002

Puliamo il Delta 2010

giovedì, aprile 15th, 2010

Puliamo il Delta 2010

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Per l’edizione 2010 vogliamo riconfermare il carattere deltizio e fluviale della campagna e mettere l’accento sull’universalità del messaggio che è Puliamo il Mondo Insieme. Bianchi, neri, gialli e verdi, tutti subiamo gli effetti causati dal problema dei rifiuti, dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento, ma insieme abbiamo maggiori possibilità di riuscire a costruire un mondo migliore. La spiaggia, il parco, la piazza sono patrimonio di tutti coloro che vivono in questi Comuni, per questo dobbiamo impegnarci insieme, per far si che adottare stili di vita sostenibili non sia solo la teoria di pochi ma la pratica di molti.
La collaborazione tra istituzioni scolastiche e amministrazioni locali, gruppi e associazioni dello scorso anno, è stata un grande successo. Continuiamo con l’impegno di tutti e miglioriamo il nostro Delta del Po.

Vi aspettiamo tutti sotto il ponte Chiapparra, ore 9,00 di domenica 18 aprile per formare le squadre di lavoro.

Grazie a tutti, leonardo

SOLE NEL VENETO

mercoledì, aprile 14th, 2010

legambiente2 LEGAMBIENTE VENETO

COMUNICATO STAMPA

SUN DAY 2010

PADOVA LA CAPITALE DEL SOLE NEL VENETO – A DISTANZA SEGUONO VENEZIA E VERONA

Il 2009 risulta essere uno degli anni da ricordare per le rinnovabili ed in particolar modo per il fotovoltaico, complessivamente la potenza installata è aumentata di quasi il 400% rispetto al 2008.

Questo aumento delle rinnovabili nel nostro paese è fotografato molto bene dal rapporto “Comuni Rinnovabili” di Legambiente che sancisce come siano proprio i singoli cittadini a scegliere il Sole come fonte di energia, certamente mossi dagli incentivi del Conto Energia ma anche, sempre più, dalla sensibilità nei confronti dei temi ambientali e delle energie rinnovabili.

E’ proprio l’azione individuale che trasmette un messaggio forte alla politica che spesso, con miopia, non riconosce nelle rinnovabili un possibile vero modello energetico.
In questo contesto di “rivoluzione verde” Padova, dalla periodica fotografia elaborata da Legambiente sulle installazioni domestiche, risulta essere sempre di più la regina nel Veneto.

Padova con i suoi 161 impianti domestici corrispondenti a 404 kWp (al 31.12.2009) è di gran lunga la città più “solarizzata” della Regione, seguono a grandissima distanza Venezia con 73 impianti per una potenza complessiva di 208 kWp e Verona che con 67 impianti e 206 kWp di potenza installata.

COMUNI CAPOLUOGO DEL VENETO

Città Impianti domestici (< 5 kWp) Pot. Installata (kWp)
Padova 161 404,4
Venezia 73 208,2
Verona 67 206,9
Treviso 64 194,0
Rovigo 54 164,7
Vicenza 55 161,2
Belluno 33 99,4

Il merito della posizione di Padova va ascritto al Gruppo di Acquisto Solare, che lo scorso anno ha visto la partecipazione attiva di moltissimi cittadini, i quali hanno installato sui tetti delle proprie abitazioni impianti fotovoltaici per oltre 180 kWp.

In questi giorni si è costituito anche a Verona un Gruppo di Acquisto Solare, che vede già l’adesione di 26 famiglie per un totale di 80 kwp e 40 m2 di solare termico, ma le adesioni sono ancora possibili.

I Gruppi di Acquisto Solare sono un’esperienza ormai consolidata nel Triveneto, che permettono la condivisione di competenze e conoscenze, maggiori garanzie e un risparmio sull’acquisto di pannelli solari termici o fotovoltaici, permettendo così a un più ampio numero di persone di accedere alla possibilità di produrre energia rinnovabile in modo democratico, risparmiando sulla bolletta e ottenendo anche vantaggi economici grazie al “Conto Energia”.

Il Sun Day di Legambiente ha obiettivi precisi – ricorda Michele Bertucco  Presidente di Legambiente Veneto -: diffondere in modo capillare le informazioni presso cittadini, istituzioni e aziende, circa la convenienza, le qualità e le applicazioni delle fonti rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare; promuovere comportamenti virtuosi che favoriscano l’uso di energie rinnovabili e la realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile in campo energetico e ambientale; monitorare lo sviluppo della ricerca e della tecnologia nei campi di applicazione dell’energia solare; informare sull’esistenza di finanziamenti e forme di incentivazione nazionali e regionali; favorire il contatto tra l’utente finale, gli installatori e i produttori di pannelli solari qualificati.

Rovigo, 9 aprile 2010

L’Ufficio Stampa

Legambiente Volontariato Veneto

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