Inchiesta centrale Enel

Corriere Veneto

ROVIGO – La notizia di una nuova inchiesta della Procura di Rovigo sulle emissioni della centrale termoelettrica di Porto Tolle ottiene il plauso di Legambiente, ma fa insorgere il fronte dei favorevoli al carbone, in primis il mondo politico. Il nuovo filone di inchiesta dei magistrati rodigini, che indagano sulle malattie respiratore nei bambini nell’area adiacente la centrale Enel, riguarda le emissioni del camino tra il 2000 e il 2006.Magetta un’ombra anche sul futuro dell’impianto: proprio sul progetto di riconvertirlo a carbone, infatti, è aperta un’altra indagine sulla correttezza della documentazione fornita dalla società per ottenere il via libera, del resto già arrivato nel luglio scorso. Un quadro che pare una vera e propria battaglia tra la Procura e l’azienda. «Questa ultima indagine – commenta Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto – nasce dalla volontà della Procura di Rovigo di non assoggettarsi alle scelte dei poteri forti: la scelta di cancellare gli effetti sulla salute dei cittadini del Delta per l’attività trascorsa della centrale e la scelta di occultare l’impatto negativo che la conversione a carbone avrebbe». Di ben altra opinione è Maurizio Ferro, portavoce del Comitato dei lavoratori Enel, ovviamente a favore della riconversione, in particolare per l’indotto di 4.000 posti di lavoro stimati a cantieri aperti e 700 circa a centrale funzionante. «Questo “muro contro muro” rallenterà l’iter autorizzativo della conversione a carbone: fino a quando?», chiede Ferro.

Il sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti, invita la magistratura a completare il lavoro, ma chiede che si guardi al futuro: «Oggi la centrale attende l’approvazione di un progetto che la trasformerà completamente e la sua valutazione andrebbe effettuata sull’esperienza maturata per impianti simili, come quello di Civitavecchia – commenta -. Se in passato ci sono stati comportamenti non lineari è giusto evidenziarli e perseguirli, maquesto nondeve condizionare il nuovo corso che sta venendo avanti. Semmai ci dovrebbe fare riflettere, permettere in atto sistemi di controllo e verifica più puntuali e precisi». Per il consigliere provinciale del Pd, Franco Grotto, «l’invio degli avvisi di garanzia da parte della Procura di Rovigo non ferma l’attesa di definire, da parte del governo, l’iter autorizzativo per la riconversione. La politica dovrà tenere in conto gli eventuali risultati delle indagini avviate dalla magistratura, ma allo stesso tempo non può fermarsi nella loro attesa». Anche per l’onorevole Emanuela Munerato (Lega Nord), il progetto deve proseguire indipendentemente dal lavoro dei magistrati: «La politica – conclude l’onorevole – ha il dovere di chiedere a Enel e al governo, senza aspettare oltre, tutti gli strumenti per aumentare la competitività del sistema economico e per la sicurezza della salute e dell’ambiente». Proprio le istituzioni, infatti, devono sbloccareun iter che sembra impantanato. Dopoil «sì» del ministero dell’Ambiente a luglio, si prevedeva che l’autorizzazione al carbone sarebbe arrivata a Natale, per aprire i cantieri in primavera. Oggi, invece, gli enti locali attendono ancora la conferenza dei servizi, mentre sia Finotti, che Ferro hanno recentemente accusato la Regione di interessarsi più alla campagna elettorale che alla preparazione della conferenza.

Francesco Cason
29 gennaio 2010

Leave a Reply