Archive for febbraio, 2010

No al Nucleare nel Delta del Po

domenica, febbraio 28th, 2010

27022010(004)

Legambiente Delta del Po

No al Nucleare nel Delta del Po, ma anche in solidarietà a tutti gli altri territori.

Sabato 27 febbraio ad Adria in Piazzetta san Nicola si è svolta una manifestazione di sensibilizzazione contro le centrali atomiche, che si “dice” saranno 4, in tutto il territorio italiano, fra cui una nel nostro territorio, Delta del PO.

Le associazioni che partecipavano a questo evento erano INDIPENDENTI di Chioggia, I GRILLINI 5 stelle di Chioggia e Legambiente Delta del PO.

Abbiamo distribuito materiali informativi, s27022010(006)i sono proiettati dei film, abbiamo colloquiato con i passanti e si sono raccolte firme contro le centrali nucleari.

Una delle motivazioni contro il nucleare è sul tema della crisi economica.

Le 4 centrali costerebbero circa 25 miliardi di euro, influirebbero ben poco nel lavoro perché si andrebbe a rimpinguare le multinazionali francesi e americane, mentre con questa somma si potrebbe spendere per la coibentazione degli edifici italiani con grande indotto di tutti i lavoratori di tutto il territorio. L’energia risparmiata sarebbe molta di più di quella prodotta dalle centrali nucleari. Ci sarebbe un grande ritorno economico, molto diffuso e non solo per pochi, ma forse è proprio questo che non viene accettato.

Abbracciamo il Lambro ed il PO

sabato, febbraio 27th, 2010

Abbracciamo il Lambro

Appuntamento sabato 27 alle ore 11.30 nel Parco Lambro di Milano:

indignati per la selvaggia aggressione al fiume e al suo prezioso ecosistema stringiamo in un abbraccio simbolico il Lambro con una lunga catena umana.

Partecipate!

Firmate l’appello per chiedere che ci sia restituito il nostro fiume curato e pulito!

Una lunga catena umana che stringe in un abbraccio simbolico il fiume Lambro. E’ l’iniziativa che stiamo organizzando per sabato 27 febbraio dopo la catastrofe ecologica che ha investito questo corso d’acqua e che ora sta drammaticamente colpendo il Po.

L’onda nera di idrocarburi, partita martedì dalla ex raffineria di Villasanta, in provincia di Monza, ha già percorso 150 chilometri, lasciandosi alle spalle una terribile devastazione ecologica. Nelle prossime settimane il Lambro sarà pieno di macchie oleose e inquinato dagli scarichi del depuratore fuori uso di Monza.

Vogliamo, insieme ai cittadini e alle altre associazioni, denunciare la gravissima sottovalutazione della catastrofe ambientale, le omissioni della politica, l’incredibile ritardo degli interventi ma soprattutto vogliamo dire che per il Lambro è arrivato il momento del cambiamento: le responsabilità della catastrofe devono essere riconosciute e punite, ma subito dopo la rinascita del fiume deve diventare una sfida per l’intera comunità della Lombardia.

Invita cittadini, associazioni e comitati che hanno a cuore la salute di questo fiume ad unirsi in un abbraccio, una catena umana che si snoderà nel Parco Lambro di Milano sabato 27 febbraio ore 11.30

per informazioni 02 87386480

Appello abbracciamo il Lambro

Noi cittadini vogliamo esprimere il nostro dolore e la nostra rabbia per la selvaggia aggressione al fiume Lambro, alle sue sponde, al fragile ecosistema che faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento.
La catastrofe ecologica di questi giorni rischia di vanificare l’opera di risanamento necessaria a riportare la vita nel fiume più inquinato d’Italia.
Noi non ci rassegnamo e chiediamo una risposta rapida e determinata alle istituzioni.
Per questo lanciamo un appello a tutte le forze sane del Paese, agli imprenditori, alle associazioni, agli amministratori locali e regionali, al Governo, al mondo della politica, della cultura, dello spettacolo e ai semplici cittadini, perché ciascuno si impegni in una straordinaria opera di attenzione e risanamento del fiume e del suo territorio.
C’è bisogno dello sforzo congiunto di tutta la comunità, di un grande abbraccio che stringa forte il nostro fiume, lo liberi dai veleni, gli restituisca la vita e gli faccia sentire l’affetto di chi lo ama.

clicca qui per firmare l’appello

Le associazioni che hanno aderito

Legambiente, ACLI Anni Verdi Ambiente, ACLI Milano, ACRA, AIAB Lombardia, Altreconomia, Amici del Parco Trotter, ARCI Milano, Monza e Brianza, ARCI Lombardia, Centro Ambrosiano di Solidarietà, CGIL Lombardia, CIA Milano Lodi Monza e Brianza, CISL Milano, Coldiretti Lombardia, Fa’ la cosa giusta, FAI Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Casa della Carità, ISDE-Medici per l’Ambiente, ISTVAP Istituto per la tutela e la valorizzazione dell’Agricoltura Periurbana, Italia Nostra Milano, LIPU, Orchestra di Via Padova, Slow Food Milano, Slow Food Italia, Terre di Mezzo, WWF Lombardia

e inoltre

Ermanno Olmi, Giulia Maria Mozzoni Crespi, Giulio Cavalli, Ermete Realacci, Maria Berrini, Maurizio Baruffi, Enrico Fedrighini, Francesco Laforgia, Carlo Montalbetti, Stefano Maullu

Corso di Legambiente per la tutela delle coste

venerdì, febbraio 26th, 2010

Legambiente Veneto, è lieta di invitarvi al:

Corso di Legambiente per la tutela delle coste dalla
MARINE POLLUTION

Il Corso, realizzato grazie al contributo del Centro Servizi per il Volontariato di Rovigo,  è utile a prepare volontari per la protezione civile di Legambiente specializzati nella BONIFICA DELLE COSTE INTERESSATE DA UN INQUINAMENTO DA IDROCARBURI.
Il corso, GRATUITO, si terrà presso il Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo (Viale Trieste, 23) nei giorni 5-6-7 marzo 2010 con orari e programma come da schema riassuntivo a seguire :

venerdì 5 marzo

17:30-21:30
- Presentazione del corso

- Il Sistema Nazionale e Regionale di Protezione Civile : cenni storici e normativi sullo sviluppo della Protezione Civile

Rischio Idrologico nel Veneto – Analisi e ricerca sul territorio provinciale di possibili rischi e criticità.
Sabato 6 marzo
9:30 – 21:30

- Dalla Haven alla Prestige: criticità, problematiche e riflessioni sulle emergenze in mare con sversamento di prodotto petrolifero.
- L’inquinamento marino: i diversi inquinanti, rischi da contatto o inalazione per le specie viventi e le conseguenze sull’ambiente.
- Un equilibrio delicato da salvaguardare: gli ecosistemi marini; impatto di inquinanti e bonifica sugli habitat marini.
13.00 – 14.00  pausa pranzo
- Il modello d’intervento sulla costa: organizzazione del lavoro, referenti e compiti.
- L’intervento del volontariato per la rimozione dei prodotti spiaggiati sulle coste sabbiose e rocciose.
- L’Organizzazione del volontariato nella pulizia della costa: squadra, procedure, professionalità, mezzi e dpi.
- L’intervento in mare: organizzazione e procedure di intervento in mare in occasione di incidente rilevante di Oil Spill.

- Role playing:esercitazione in aula nella gestione di una situazione di emergenza sulla costa in qualità di responsabili di modulo.
Domenica 7 marzo:
- Esercitazione pratica sulla costa e consegna attestati.

Il Corso qualifica i partecipanti a far parte del gruppo di Protezione Civile di Legambiente e ad intervenire in caso di emergenza. Per ottenere la qualifica è necessario partecipare a tutte le sessioni.

La partecipazione al corso è gratuita. Per motivi assicurativi, il tesseramento a Legambiente  è obbligatorio. Chi non fosse socio può provvedere all’atto dell’iscrizione durante il Corso.

Costo tessera: 15€ per gli under 30 oppure 30€ per gli over 30.

Per iscriversi al corso o ricevere ulteriori informazioni è sufficiente mandare una mail con oggetto “marine pollution rovigo” a:

volontariato@legambienteveneto.it indicando il proprio nome, cognome e anno di nascita.

Oppure chiamare il 333 8268258

Alziamo la nosta soglia di attenzione e di autotutela quali cittadini fruitori del mare e rimbocchiamoci le maniche per intervenire in aiuto del nostro maltrattato pianeta .

Vi aspettiamo
Legambiente Volontariato & Protezione Civile

Luigi Lazzaro – Responsabile Settore Volontariato – Legambiente Veneto

tel : 0425.27520      fax: 0425.28072     mobile: 333.8268258

e-mail : l.lazzaro@legambienteveneto.it skype: luigi.lazzaro

http://www.legambienteveneto.it

Lambro, l’onda nera arriva nel Po

giovedì, febbraio 25th, 2010

Lambro, l’onda nera arriva nel Po
Si indaga per disastro ambientale

L'inquinamento del Lambro

La Lombardia chiederà lo stato di calamità, l’Emilia-Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza. Formigoni: «Qualche criminale ha deciso di intervenire in maniera dolosa, mettendo a repentaglio un patrimonio di tutti»

Link Guarda il video

L’onda nera è arrivata dal Lambro al grande fiume. Le prime avanguardie si sono viste nella mattinata di ieri e verso le 16 la grande macchia scura e oleosa, -parte della gran quantità di petrolio riversata ieri dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta – si è presentata nel Po piacentino. Un disastro ambientale che costerà tanto denaro e che l’ambiente sta già pagando. La Lombardia, dove tanto si era investito per risanare il Lambro, chiederà lo stato di calamità, l’Emilia-Romagna ha già chiesto lo stato di emergenza, le associazioni ambientaliste e gli amministratori hanno lanciato l’allarme per tutto il corso del fiume che scorre tra le due regioni e il Veneto fino al povero Adriatico che sarà costretto a sopportare, almeno in parte, questo nuovo attacco al suo ecosistema.

La pocura di Monza ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e fra i primi atti degli inquirenti ci sarà il sequestro dei serbatoi dell’azienda da cui sono stati sversati gli idrocarburi e dei documenti relativi allo stoccaggio dei carburanti. L’azione di Villasanta è stata condotta, secondo gli investigatori, da persone che sapevano come azionare le valvole e sapevano anche quali erano i serbatoi pieni. L’accusa è comunque a carico di ignoti: ci sarà la verifica dei nastri di videosorveglianza della ditta che potrebbero aver inquadrato gli autori del gesto anche se le speranze sono poche in quanto l’unica telecamera dell’impianto, posta sul cancello d’ingresso, è lontana dai serbatoi. “C’èstato qualche criminale che ha deciso di intervenire in maniera dolosa e vigliacca, mettendo a repentaglio un patrimonio che è di tutti. Ci deve essere una ribellione contro questi atti criminali, vanno individuati i responsabili e assicurati alla giustizia, e la giustizia contro costoro deve essere particolarmente rigorosa”, ha detto Roberto Formigoni.
Gli sbarramenti in territorio lombardo hanno retto solo in parte e adesso bisogna sperare in quelli emiliani: cinque nel solo territorio piacentino a partire da Calendasco dopo una riunione in Prefettura. Mobilitati i personali di Aipo, Arpa, Protezione civile, Vigili del fuoco e anche i militari del Genio. Alle 19.15 è stata fermata l’attività della centrale Enel Green Power di Isola Serafini, nel Po piacentino, e sono state aperte le paratoie inferiori per far defluire l’acqua dal basso e trattenere così la macchia oleosa nello sbarramento. Un altro baluardo per catturare l’onda nera che è anche favorita dalla notevole portata del Po in questo periodo. A Piacenza, dove la gente ha protestato per l’allarme partito in ritardo e per l’inadeguatezza dei rimedi dalla Lombardia, l’Arpa ha rassicurato sulla situazione delle falde acquifere e sulla potabilità dell’acqua che arriva dai rubinetti, ma è stato vietato il prelievo dell’acqua dal fiume. Immancabile la polemica politica.
“Denunciamo con profondo sdegno che il Parlamento, il 2 febbraio 2010, ha approvato una legge che depenalizza il reato di scarico industriale nelle acque. In pratica chi scaricherà inquinanti oltre i limiti consentiti dalla legge se la caverà semplicemente con una multa che va da 3.000 a 30.000 euro”, ha accusato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. “È vergognoso l’attacco dei Verdi su una presunta depenalizzazione degli scarichi industriali che sarebbe stata attuata dal governo. In un momento in cui la Pianura Padana è in piena emergenza inquinamento queste accuse hanno il sapore indegno di una speculazione su una tragedia ambientale – ha risposto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo -. Ciò che il governo ha fatto è un chiarimento su una norma la cui interpretazione era stata oggetto di controversie. Le pene per gli inquinatori nell’ articolo in questione erano e restano l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 3.000 a 30.000 euro”. (Ansa)

25 febbraio 2010Lambro Inquinamento Petrolio

Appello acqua di Alex Zanotelli

giovedì, febbraio 25th, 2010

1) APPELLO ACQUA: HASTA LA VICTORIA!

Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi , che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo:’sorella acqua’.
Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo così cittadini di serie A e di serie B!). Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.
Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità (‘l’oro blu’), bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.
L’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.
Purtroppo, il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua.
Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari si trasformerà in un boomerang.
E’ già oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale, che ora deve diventare politica.
Ecco perché il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica, lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme. Non sarà un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro:o la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico.
Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’acqua (22 marzo).
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale.
E’ la difesa del bene più prezioso che abbiamo (aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita!). Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinché convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua è un bene di non rilevanza economica. Questo apre la possibilità di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico.
Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro referendum popolare propositivo.
Solo un grande movimento popolare trasversale potrà regalarci una grande vittoria per il bene comune. Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia.
Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi (la patria delle grandi multinazionali dell’acqua ,Veolia, Ondeo ,Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana) a ritornare alla gestione pubblica. Ce la possiamo fare anche noi.

Mobilitiamoci ! E’ l’anno dell’acqua!

Napoli, 7 febbraio 2010

Alex Zanotelli

Fante Cavallo e RE

martedì, febbraio 23rd, 2010

l nucleare in Italia lo vogliono soltanto in 3 Il Fante il Cavallo ed il Re

Simone Nardo

Il nucleare in Italia lo vogliono soltanto in tre: Berlusconi, Sarkozy e la Confindustria.

Leggo con stupore l’articolo di di Giancarlo Terzano di Finanza in chiaro , dove si leggono le dichiarazioni di :

Formigoni (Regione Lombardia)
“In Lombardia –spiega Formigoni- siamo vicini all’autosufficienza quindinon c’é bisogno di centrali in questo momento”.

Zaia (regione Veneto)
Similmente il ministro Zaia, candidato PDL per il Veneto, che promette che nella sua regione centrali nucleari non si faranno: “Il Veneto ha oggi un bilancio energetico positivo, produce più energia di quantane compra”.,

Polese (Regione Puglia)
Anche Polese, candidato del centrodestra in Puglia,si aggiunge al coro: favorevole al nucleare, ma la sua regione “già contribuisce in modo notevole alla produzione di energia e alf abbisogno energetico nazionale con centrali elettriche a Brindisi eTaranto. Non vi è quindi motivo né possibilità di realizzare una centrale nucleare in Puglia”.

Il decreto legislativo approvato in dicembre, nell’anticipare le regole per il ritorno al nucleare, non fa sconti: a scegliere i siti saranno gli operatori stessi, l’ENEL,EDISON o chi altro, che potranno liberamente scegliere dove impiantare la centrale, nel rispetto delle linee guida individuatedall’Agenzia per il Nucleare. Se la Regione interessata è d’accordo, bene; altrimenti, si fa lo stesso, decide il Governo.Anche in deroga – così recita l’art. 11 del decreto – ai Piani energetico-ambientali della Regione interessata. Zaia e Formigoni dovrebbero saperlo: non basterà essere virtuosi o autosufficientiper allontanare dal loro territorio lo spettro di una bella centrale nucleare.

Anche per questo, 11 regioni hanno impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge 99/2009, che consente allo Stato di imporre la costruzione di centrali atomiche anche senza l’intesa della relativa Regione. Peccato che tra queste regioni, manchino proprio la Lombardia ed il Veneto, nono stante i proclami di federalismo dei loro amministratori.

Lo aveva detto Scajola alla stampa:costruire le centrali sarà come costruire un albergo, saranno leaziende a decidere dove. Senza sconti per le regioni virtuose. Eneppure per quelle con elettori del centrodestra. Se questa è la loro volontà … ( Fonte: http://www.fareverde.it/)

http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=7406

Ho scritto questo perchè passete le Regionali vediamo cosa succederà, chi vivrà vedrà.

Lo stupore è leggere che Veneto e Lombardia son piene di energia (nemmeno a farlo apposta ho fatto pure la rima) ma allora che diavolo di rapporti energetici nazionali fanno !?!?

Leggendo le dichiarazioi di Formigoni mi son venute in mente le acciaierie bresciane citate dall’uomo nero in alcuni post, cosa si lamentano le acciaierie Bresciane LA LOMBARDIA E’ VICINA ALL’AUTOSUFFICIENZA lo ha detto Formigoni.

Bloglandia di Adria

SI AL BLOCCO DEL TRAFFICO

lunedì, febbraio 22nd, 2010

LEGAMBIENTE VENETOlegambiente2

COMUNICATO STAMPA

LEGAMBIENTE: “ SI AL BLOCCO DEL TRAFFICO NELLE CITTA’ DEL VENETO. MA I COMUNI SI IMPEGNINO CON DELIBERE A FAVORE DELL’AMBIENTE, DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE E DEL SOLARE”

LEGAMBIENTE CHIEDE AI SINDACI DELLE CITTA’ PICCOLE E GRANDI DEL VENETO DI ADERIRE ALL’APPELLO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI D’ITALIA E BLOCCARE IL TRAFFICO PER UN GIORNO

“L’appello lanciato dai sindaci di Milano e di Torino per il blocco contemporaneo del traffico in tutte le città della Pianura Padana è una novità importante in questa pesante stagione inquinata – sostiene Michele Bertucco presidente di  Legambiente Veneto -. Ma, accanto alle ordinanze di blocco, ci attendiamo delibere di approvazione di misure strutturali antinquinamento”.

“Per un giorno il silenzio del rombo dei motori sarà una pausa di riflessione per milioni di cittadini, e un monito nei confronti di un governo nazionale che non ha trovato il tempo, in tre anni, neppure di elaborare il Piano di risanamento dell’aria che l’Europa attende da tempo – aggiunge Bertucco -. L’Unione Europea ha infatti aperto una procedura di infrazione milionaria nei confronti dell’Italia e del Veneto a causa dell’inerzia delle istituzioni che ci condannano quindi all’inquinamento e alle tasse oggi e domani”.

Al 18 febbraio 2010 – ricorda Legambiente Veneto – sono già quattro le città “fuorilegge” nella nostra regione ( Padova con 37 superamenti, Verona con 36 e Treviso e Vicenza con 35. Molto vicine al limite Venezia con 30 superamenti e Rovigo con 27. Ancora lontana dai limiti Belluno con 13 superamenti.

Eppure sono tanti i progetti, le proposte sostenibili che giacciano nei cassetti degli uffici tecnici di tutti i comuni del Veneto: mezzi pubblici moderni e puliti, corsie preferenziali, spazi e servizi per le biciclette, isole ecologiche, l’Ecopass, i quartieri senz’auto, le politiche di efficienza energetica, case e quartieri solari, centrali ad energia rinnovabile. In Italia come in tutta Europa.

Un giorno di blocco serve per ritrovarsi, per godersi le nostre belle città, riscoprire relazioni di vicinato e confrontarsi sul da farsi.

“Chiediamo – conclude il comunicato di Legambiente – che ogni città, insieme al blocco, approvi una delibera, una decisione, anche piccola piccola, a vantaggio dell’aria pulita e dell’ambiente. Perché noi tutti sappiamo che non basta fermare le auto un solo giorno all’anno, ma l’adesione alla giornata di decine di sindaci di città importanti, affiancati dai sindaci di città più piccole che prendono contemporaneamente simili decisioni ha certamente una grande importanza, simbolica ed educativa”.

Rovigo, 20 febbraio 2010

LEGAMBIENTE VENETO

Pm10 nel Veneto anno 2010

Area urbana

Numero
Superamenti

2010

Aggiornato al

Belluno

13

18/02/2010

Padova

37

18/02/2010

Rovigo

27

18/02/2010

Treviso

35

18/02/2010

Venezia

30

18/02/2010

Verona

36

18/02/2010

Vicenza

35

18/02/2010

Fonte Arpav. Elaborazione Legambiente. Limite giornaliero 50 microg/mc da non  superare più di 35 volte l’anno

Per comunicazioni: Legambiente Veneto Corso del Popolo, 276 45100 Rovigo tel. 042527520 fax 042528072 e-mail ufficio stampa@legambienteveneto.itlegambiente2

Farmaci Smaltiti in Nord-Est

mercoledì, febbraio 17th, 2010

Farmaci smaltiti nei terreni
Arresti e perquisizioni nel Nordest

Nucleo tutela ambiente dei Carabineri

Una organizzazione per delinquere disperdeva medicinali scaduti di ospedali in terreni. i carabinieri del Noe di Unine hanno eseguito provvedimenti restrittivi e perquisizioni tra Veneto e Friuli
Notizia Arresti in Toscana e in Abruzzo

Una organizzazione per delinquere che disperdeva medicinali scaduti di ospedali in terreni è stata sgominata dai carabinieri del comando tutela Nucleo Ecologico di Udine, che sta eseguendo dalle prime ore di oggi provvedimenti restrittivi e perquisizioni tra Veneto e Friuli. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Udine Alessio Verni su richiesta del Pm Viviana Del Tedesco nell’ambito di una inchiesta su un traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e truffa ai danni della pubblica amministrazione. Tra gli indagati figurano due funzionari dell’Arpa di Udine.

L’operazione vede impegnati i carabinieri del gruppo tutela dell’ambiente di Treviso (Noe di Udine, Treviso e Venezia), con il supporto dei militari dell’arma dei comandi provinciali di Udine, Venezia e Treviso, che stanno sequestrando varie società e una decine di mezzi per il trasporto dei rifiuti. L’indagine, denominata ‘Parking Waste’, è iniziata dal rinvenimento di una discarica abusiva di rifiuti speciali ospedalieri in un’area da adibire a parcheggio di pertinenza dell’ospedale civile di Latisana (Udine).

Gli accertamenti dei militari del Noe di Udine, che si sono serviti di intercettazioni telefoniche e strumentazione tecnica, hanno permesso di scoprire l’esistenza di un sodalizio criminoso che aveva smaltito circa 600 mila chili di rifiuti speciali costituiti da terreno frammisto a rifiuti ospedalieri, sotterrati in una discarica di inerti della provincia di Treviso.

Contemporaneamente i carabinieri hanno accertato anche una illecita gestione di rifiuti provenienti dalla bonifica di un deposito di carburante di Gorizia. Rifiuti di amianto frammisto a terreno sono stati scaricati illecitamente presso un centro di stoccaggio nella provincia di Trento, per essere poi inviati per il definitivo smaltimento presso impianti tedeschi. Gli indagati sono accusati di avere costituito una associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. (Ansa)

Porto Tolle, analisi sui bambini

mercoledì, febbraio 17th, 2010

carbon

Saranno svolti su un campione di 80 ragazzini residenti nel Delta del Po gli accertamenti dei periti incaricati dalla Procura di Rovigo di verificare se esista un rapporto di causa-effetto tra le emissioni della centrale Enel di Porto Tolle e le patologie respiratorie

Saranno svolti su un campione di 80 bambini residenti nel Delta del Po gli accertamenti dei periti incaricati ieri dalla Procura di Rovigo di verificare se esista un rapporto di causa-effetto tra le emissioni della centrale Enel di Porto Tolle e le patologie respiratorie registrate nei ragazzini.

Il pm Manuela Fasolato, con un udienza per un accertamento tecnico non ripetibile, ha affidato l’incarico ai consulenti Claudio Rago e Armando Cirillo, rispettivamente medico legale dell’Università di Padova e specialista in pediatria padovano.

La nuova inchiesta vede indagati i vertici attuali e passati di Enel, tra cui l’amministratore delegato Fulvio Conti e gli ex Paolo Scaroni e Francesco Tatò, che oggi erano rappresentati in udienza dai propri avvocati e dai consulenti che hanno a loro volta nominato per difenderli.
I bambini erano già stati monitorati, nel corso di uno studio epidemiologico di Asl e Arpa. Ai periti il compito di valutarne l’eventuale evoluzione o scomparsa delle patologie.(Ansa).

10 febbraio 2010Porto Tolle Enel Emissioni

Nuovi stili di vita-Adria

mercoledì, febbraio 10th, 2010

volantino stili di vita