Caccia e pesca, contro il bracconaggio

Caccia e pesca, 400 interventi contro il bracconaggio

Fermati alcuni pescatori che usavano la corrente. Preso di mira il Parco del Delta 

ROVIGO – Sono stati quasi quattrocento gli interventi antibracconaggio messi in atto dalla Polizia provinciale, con particolare attenzione al Delta del Po dove, all’interno del Parco, si concentrano il grosso delle attività di caccia e pesca. Non a caso, trentacinque dei settantuno verbali per irregolarità venatorie sono stati compilati in questo comprensorio. I bracconieri, in larga parte, arriverebbero da fuori Polesine, dato che sono stati trentuno i residenti in provincia colti a compiere violazioni, soprattutto nell’ambito di operazioni mirate che hanno portato al sequestro di trecentoquarantotto cartucce e quattrocentottantanove stampi fuori dalle norme. Nel complesso, sono sedici i cacciatori successivamente segnalati all’autorità giudiziaria per violazioni di natura penale e che, dunque, non possono pensare di cavarsela con una semplice sanzione amministrativa. Sul fronte del bracconaggio ittico, sono state accertate novantatre violazioni che vanno dalla semplice irregolarità della licenza all’impiego di imbarcazioni non in regola, fino all’utilizzo di strumentazioni e tecniche non rispettose delle leggi in materia ambientale.

Tra le infrazioni più gravi, l’impiego della corrente elettrica da parte di un gruppo organizzato di pescatori di frodo. In questo contesto sono state sequestrate tra cui due natanti a motore, due eco scandagli, ventidue canne da pesca, oltre a diverse reti e motopompe. Per quanto riguarda il pescato, il sequestro più grosso riguarda ancora la coltivazione di mitili: ben trecentoventi chili di vongole. Il lavoro della Polizia provinciale, che può contare su un organico di tredici agenti di cui nove distaccati nel Delta del Po, ha spesso cooperato con altri corpi di sicurezza. Nel corso di operazioni congiunte coi Carabinieri sono state rilevate e denunciate attività di discarica abusiva e difforme smaltimento di rifiuti speciali mentre su segnalazione di associazioni di protezione animali sono stati segnalate alcune persone per maltrattamenti. La collaborazione delle guardie volontarie, invece, è stata fondamentale per il censimento dell’avifauna e il recupero di esemplari feriti o in difficoltà. Un bilancio di cui si dice soddisfatto l’assessore provinciale Claudio Bellan che, però, si mostra decisamente meno entusiasta dell’ultimo decreto in materia, con cui la Regione dà semaforo verde alle aziende faunistico venatorie per aumentare i giorni di caccia nelle zone a protezione speciale (Zps). «Una cosa assurda – sottolinea Bellan – la volontà manifestata era di diminuire la pressione venatoria nelle Zps da tre a due giorni, così invece si potrà cacciare quattro giorni la settimana. In pratica in valle si potrà andare a caccia scegliendo oltre che tra il sabato e la domenica, fra il mercoledì e giovedì. Abbiamo già interessato la nostra avvocatura per verificare la possibilità di sospendere il decreto».

Nicola Chiarini
08 gennaio 2010- CORRIERE VENETO

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