“No al nucleare si alle rinnovabili”

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IL DIBATTITO L’assessore Francesco Ennio spiega perchè la Provincia punta sull’energia alternativa
«No al nucleare
sì alle rinnovabili»

Mercoledì 16 Dicembre 2009,
“Il nucleare è perdente nel confronto con le fonti rinnovabili”.
      Giudizio non trattabile quello espresso dal coordinatore dell’Italia dei Valori Francesco Ennio. All’indomani dello scontro in consiglio provinciale sull’okay al carbone di Enel, arriva una stroncatura definitiva all’ipotesi di riaprire la via energetica con l’atomo.
      «Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione industriale – spiega Ennio – La “green economy” è ormai alla portata. Chi arriverà per primo accumulerà un vantaggio strategico nel nuovo modello di sviluppo».
      Può precisare meglio?
     
«Lo sviluppo come lo intendiamo oggi è al capolinea perché le risorse naturali stanno finendo. Questo impone la scelta immediata di incisive politiche di risparmio energetico e di uso razionale dell’energia. Basta ciò per avere un effetto immediato paragonabile all’adozione del nucleare. Quanto alla tutela dell’equilibrio ecologico il blocco dello sviluppo sarebbe inutile. Va invece realizzata una nuova qualità improntata al corretto rapporto tra etica e natura. Sarà questo il motore della prossima rivoluzione scientifica e tecnologica».
      Perché siete ostili al nucleare?
     
«Soprattutto per il problema delle scorie radioattive, che non risolvibile a livello mondiale. Le centrali di quarta generazione sono di là da venire e il costo stimato della produzione di elettricità da impianti nucleari non tiene conto del costo dello smaltimento delle scorie. A 22 anni dal referendum sul nucleare in Italia non è stato ancora trovato un luogo in cui smaltire le scorie radioattive delle centrali di Caorso e Montalto di Castro. Oltre al fatto che l’Italia non sa dove reperire il materiale radiattivo e non è attrezzata per arricchirlo. Ma quel che è più grave è che si imboccherebbe una strada che va in direzione contraria alle strategie di innovazione tecnologica della “green economy”».
      Cosa pensate di fare quindi?
     
«Apriremo una raccolta firme per un referendum abrogativo degli articoli 25 e 26 della legge 99 del 2009».
      Tra i nomi che circolano per i siti che possono ospitare impianti nucleari c’è anche il Delta del Po. Che ne pensate?
     
«Siamo pronti a coinvolgere le istituzioni locali e i cittadini sulla nostra idea di sviluppo. L’opzione dell’energia da fonti rinnovabili non è trattabile. Si pensi allo sfruttamento dell’irraggiamento solare a livello termico, termodinamico, fotovoltaico, alla sperimentazione delle tecnologie più avanzate, a reti di impianti fatte proprie dai piani di assetto territoriale regionali».
      Le fonti rinnovabili però non sono tutte uguali?
     
«Non c’è dubbio. L’eolico, la produzione di biocarburanti o, ancora, le centrali a biomasse o a oli vegetali pongono diversi problemi. Sottrarre terreni agricoli produttivi per i biocarburanti è inaccettabile. Gli oli vegetali se dispersi inquinano più dei combustibili fossili. La filiera corta è fondamentale. Tuttavia restano discrepanze inaccettabili: il cdr (combustibile da rifiuto, ndr) fa accedere al contributo del cip 6. Infatti la legge del 1992 ha assimilato i rifiuti alle fonti rinnovabili. E’ l’unico caso in Europa. Per cui il 7 per cento della fattura energetica che ogni soggetto paga per le vere fonti di energia rinnovabile, solare termico, fotovoltaico, eolico o idroelettrico, sovvenziona invece chi brucia i rifiuti. Senza contare che l’assenza dei piani energetici dona terreno fertile a deregulation e speculazione».
     
Franco Pavan il Gazzettino di Rovigo 

One Response to ““No al nucleare si alle rinnovabili””

  1. Fotovoltaico scrive:

    Molto meglio puntare sul mix energetico, che ritengo essere l’unica soluzione possibile per il problema energetico

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