Legambiente su centrale nucleare in Polesine

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Rovigo, 9 dicembre 2009                                                                                                                                                    Comunicato stampa  

Legambiente su centrale nucleare in Polesine

Piove sul bagnato: territorio fragile, già  martoriato dalle infrastrutture energetiche

 

Pessimo segnale a Copenaghen

 

 

Proprio nei giorni di apertura del vertice sui cambiamenti climatici di Copenaghen il governo italiano fa trapelare a mezzo stampa la prima localizzazione possibile per il ritorno all’atomo del nostro paese, in Provincia di Rovigo.

 

“Suona come una provocazione di cattivo gusto” così commenta Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto . “La regione, per bocca dell’Assessore all’Ambiente Conta, non perde occasione per ribadire la sua disponibilità a localizzare nella regione una centrale nucleare: se Galan e Conta pensano di poter trasformare il Polesine nel luogo di destino di ogni infrastruttura scomoda, comprese quelle inutili e dannose, crediamo avranno una amara sorpresa alle prossime elezioni regionali.

Inoltre, appare quantomai fuori luogo la localizzazione di una nuova centrale nucleare: a due passi da una delle più grandi centrali a carbone e dal primo – e unico – rigassificatore off-shore italiano. Come a dire: piove sul bagnato.”

 

“Basta con i proclami e le mezze fughe di notizie: il Governo dica esattamente dove vorrebbe costruire tutte le centrali.” commenta Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente. “Continuare ad annunciare l’avvio del nucleare non costa nulla, peccato non si riesca poi a capire concretamente in quali aree del Paese dovrebbero comparire gli impianti, salvo inseguire le fughe di notizie.  Si è cominciato a parlare, infatti, dei 4 reattori Epr da realizzare uno al Nord, due al Centro e uno al Sud, ma non si specifica mai esattamente dove dovrebbero essere costruiti.

Questa del Veneto è la prima boutade, che non costa nulla elettoralmente e che fa seguito alla disponibilità esplicita della Regione Veneto, l’unica in Italia.”

 

“La strada intrapresa verso il nucleare costituisce evidentemente l’ennesima perdita di tempo rispetto ad una concreta riforma energetica nazionale, basata su efficienza e fonti rinnovabili, che possa far crescere il Paese grazie all’innovazione tecnologica e all’indotto occupazionale, contribuendo realmente alla riduzione delle emissioni di CO2.” - conclude Cogliati Dezza – “Per ultimo, il nucleare drenerà le risorse necessarie a mettere in campo quelle azioni  di risparmio energetico e promozione delle rinnovabili che proprio a Copenaghen si ribadiranno come necessarie ed urgentissime.”

 

 

                                                

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