Archive for dicembre, 2009

Resoconto attività anno 2009

mercoledì, dicembre 30th, 2009

legambiente2Circolo Legambiente Adria Delta del Po 

Resoconto attività anno 2009 

Dario Griso

Si sta chiudendo il 2009 e per il circolo è stato un anno ricco di idee che hanno visto impegnati molti soci e collaboratori.

Siamo riusciti a dedicare tempo e buona volontà coadiuvando tutte le iniziative intraprese meritando per questo un caloroso ringraziamento.

Così dicendo penso alle serate di informazione sul Risparmio Energetico; alle possibili scelte alternative legate alle tecniche ingegneristiche della Bioediliza; ad un corretto e pensato progetto di riqualificazione edilizia in termini sia metodi sia di materiali ecocompatibili sia di isolamento; ai benefici apportabili attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Proprio in riferimento a quest’ultimo penso al coinvolgimento di diversi cittadini che grazie a queste serate hanno potuto, dapprima conoscere e comprendere i benefici legati a questa opportunità (sia in termini economici ma soprattutto in termini di rispetto e tutela dell’ambiente e del territorio) e successivamente hanno formato un gruppo di acquisto solare riuscendo in questo modo ad abbassare il prezzo di installazione per kw.

Abbiamo poi affrontato l’argomento biomasse approfondendo diversi concetti, identificando in questo sistema un’importante opportunità per il nostro territorio sia per lo smaltimento di scarti agricoli sia per quello dei rifiuti organici; facendo attenzione nel distinguere la produzione di energia da digestione anaerobica da un impianto di combustione della biomassa che viceversa presenta notevoli punti di “non sostenibilità energetica” visto che andrebbe a sottrarre terreno agricolo, destinato alla normale coltivazione per usi alimentari, impiegando cospicui quantitativi energetici e sballando l’equilibrio tra energia necessaria per produrre quel determinato prodotto (successivamente destinato all’impianto a biomassa) ed energia finale ottenuta dalla sua combustione.

Penso alle diverse camminate che hanno messo in evidenza ai partecipanti le bellezze del nostro Delta in termini di habitat naturali incontaminati e biodiversità ma anche, purtroppo, aspetti negativi legati alla notevole fragilità territoriale che se non adeguatamente tutelata e rispettata rischia di essere danneggiata irreversibilmente. Proprio per questo motivo una delle iniziative più significative è stata “Puliamo il Mondo” attraverso la quale abbiamo potuto constatare che il problema dell’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che ci contraddistingue e difficilmente troverà una soluzione in quanto si fonda su una scarsa o nulla informazione dei pericoli legati a questi gesti di profonda inciviltà.

Il nostro scopo è quello di informare le persone delle insidie e dei pericoli che incombono quotidianamente dietro l’angolo sia del mercato globale che locale presentando però delle valide alternative che spesso si dimostrano di maggior validità visto che si avvalgono delle certezze  dettate dalla Scienza.

Viviamo in un territorio, il Delta, che presenta una varietà naturalistica ed ambientale unica e incomparabile sia in termini di fauna che di flora, disponiamo di nicchie e di corridoi ecologici caratteristici, dune fossili, prodotti agricoli che ci caratterizzano. Elementi che tramandano un bagaglio informativo e storico immenso, ma che purtroppo a causa di scelte pericolose, spesso azzardate ed a volte alquanto irresponsabili, lo trasformeranno in un ventennio in un luogo invivibile lasciando in eredità alle prossime generazioni una durissima realtà.

Non si tratta di allarmismo o di pessimismo, purtroppo sono i dati e le statistiche che parlano. Da uno studio dall’Arpav (atlante di mortalità regionale 1981-2000) che offre una panoramica generale della distribuzione temporale e spaziale dei decessi attribuiti alle cause di morte più frequenti (tumore al polmone, pancreas, fegato) a livello Regionale, negli ultimi vent’anni, il nostro territorio presenta picchi di mortalità. Decessi di persone morte per un’infinità di concause che variano da aspetti comportamentali; dalla tendenza socializzata a condurre determinati stili di vita ma anche dalla presenza di inquinanti presenti nell’ambiente di vita e di lavoro che fanno del nostro territorio una delle province meno vivibili in termini di salubrità ambientale e di conseguenza mettono a rischio la vita e la salute umana. Ecco perché pensiamo che l’alimentazione sia fondamentale per limitare i danni alla nostra persona ed è questo il motivo per il quale stiamo proponendo la ricerca del prodotto ottenuto da agricoltura biologica che, nella nostra provincia, resta ancora purtroppo un prodotto di nicchia sia perché l’offerta agricola è quasi nulla e predilige l’agricoltura chimica di massa, sia perché la disinformazione su questo settore è generale. Proprio per questo motivo abbiamo avviato e procederemo nei prossimi mesi in una fase di informazione verso i cittadini con una serie di incontri teorico pratici (culinari) circa i benefici economici ed ambientali legati a questi prodotti, con la consapevolezza che è il consumatore con la sua domanda a regolare l’offerta di mercato. Abbiamo tenuta per ultima la questione legata alla realizzazione del cosiddetto polo energetico che in sordina sta ormai prendendo forma ed incombe pericolosamente su di un territorio che presenta già molteplici problematiche lagate al pericolo idrogeologico, alla subsidenza, al rischio desertificazione dei terreni, alla scarsa qualità delle acque superficiali (Po,Adige) e sotterranee, al livello critico di inquinanti in atmosfera. Sembrerebbe una decisione alquanto azzardata decidere di modificare e stravolgere un sistema che è già difficilmente gestibile ma che allo stesso tempo  fa comodo in certe circostanze vantarsi di disporre; un territorio chiamato Parco di particolare valenza ambientale e naturalistica.

Lo sbaglio che potremo commettere sarebbe quello di pensare che questo Delta sia ,o sarà in futuro, regolato da attuali confuse decisioni energetiche che lasciano intravedere qualche opportunità occupazionale in questo settore piuttosto che politiche improntate su misteriosi business, distogliendo l’attenzione dal fatto che il sistema ambiente non è normato da queste leggi ma bensì dalle leggi chimiche e quindi dalla chiarezza scientifica che riesce a fornire una risposta ad ogni quesito. Ci sbaglieremo di sicuro nel pensare che il tutto sarà autocontrollabile ed inevitabilmente apportando altre problematiche ben presto ,di questo già instabile territorio, non resterà molto di cui vantarsi.  

Un sentito ringraziamento va fatto a tutti coloro che ci hanno appoggiato: dalla Consulta del Volontariato di Adria alle associazioni varie; dall’Amministrazione Comunale che ci ha sostenuto ma soprattutto alle persone che ci hanno seguito che ci seguiranno ed a tutti coloro che in futuro vorranno solidalmente sposare queste cause comuni per un ambiente migliore per uno stile di vita salubre e rispettoso.

Le navi dei veleni – video

sabato, dicembre 26th, 2009

Il nostro è un Paese di misteri, alcuni sono sottoterra, altri nascosti da pagine processuali e carte che in pochi hanno letto. Ma anche una delle nostre meraviglie, il mare, custodisce dei segreti. Sono navi sommerse, che hanno portato sui fondali risposte che da anni in molti chiedono. E le implicazioni sono molteplici: ambiente, rifiuti, salute, affari. Interessi personali e collettivi, in una battaglia navale che è avvenuta, spesso in silenzio, a pochi metri dalle coste più belle d’Italia.

Arrestati un falegname ed una minorenne

giovedì, dicembre 24th, 2009

*Ultime notizie

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>> 25 dicembre 2009

>> 

>> *”Trovato neonato in una stalla – La polizia e i servizi sociali

>> indagano”

>> **”Arrestati un falegname ed una minorenne”*

>> 

>> BETLEMME, GIUDEA – L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino,

>> grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto

>> una famiglia  accampata in una stalla.

>> 

>> Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti

>> sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto  in  uno

>> scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre, tale Maria H.  di

>> Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli

>> operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi

>> blindati delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente

>> identificato come Giuseppe H.  di Nazareth, ha opposto resistenza,

>> spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto.

>> Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di

>> documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono  stati

>> tratti in arresto.

>> 

>> 

>> Il Ministero degli Interni e la Guardia di  Finanza stanno indagando

>> per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di

>> polizia i tre potrebbero infatti   essere  degli spacciatori

>> internazionali, dato che erano in possesso di un  ingente

>> quantitativo d’oro e di sostanze presumibilmente illecite.

>> 

>> Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestati hanno

>> riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con

>> Al Quaeda.

>> 

>> Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per 

>> le analisi.  La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in 

>> cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.

>> 

>> Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata,

>> si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza

>> età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono

>> messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia

>> il rapporto tra i due. Nel frattempo, Maria H. è stata ricoverata

>> presso  l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e  psichiatriche.

>> 

>> Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di

>> abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di

>> salute  mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e

>> di aver partorito il figlio di Dio.  Il primario del reparto di

>> Igiene mentale ha dichiarato  oggi in conferenza stampa: “Non sta

>> certo a me dire alla gente a  cosa  deve credere, ma se le 

>> convinzioni di una persona mettono a  repentaglio -

>> come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona   in

>> questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto 

>> siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il 

>> quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia

>> per un paio  di anni, le persone coinvolte – compresi i tre

>> trafficanti di droga  – potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo

>> nella  società.”  Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i

>> contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di  droghe.

>> 

>> Pare infatti che affermino di essere stati costretti a recarsi nella

>> stalla da un uomo molto alto con una lunga veste bianca e due ali 

>> sulla schiena (!), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il

>> neonato.  Un portavoce della sezione antidroga della questura ha così  commentato:

>> “Gli

>> effetti delle droghe a volte sono imprevedibili, ma si tratta 

>> senz’altro della scusa più  assurda che io abbia mai sentito da parte

>> di tossicodipendenti.”

>> 

>> Per il minore, comunque, é stata aperta immediata procedura di

>> adottabilità da parte del Tribunale per i Minorenni.

>> 

 

 

Qualità della vita: svetta Rovigo

martedì, dicembre 22nd, 2009
 
Nella graduatoria di Italia Oggi la provincia si piazza al quarto posto

Lunedì 21 Dicembre 2009,   il Gazzettino di Rovigo
Migliora la qualità della vita in Polesine. E lo fa a tal punto che nella classifica annuale di Italia Oggi su base provinciale diramata ieri, Rovigo si piazza al quarto posto, a un soffio dal podio.
      La graduatoria, stilata secondo i parametri del quotidiano economico, porta il Polesine con 861,17 punti subito dietro alle province di Mantova, prima con il punteggio massimo, 1000, Belluno, seconda con 984,81, Trento 892,76, e davanti a Ferrara 859,28.
      La provincia di Rovigo in un anno ha migliorato sensibilmente la sua posizione perchè da 12. è diventata quarta.
      La classifica del quotidiano economico prende in esame otto parametri: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi, tempo libero, tenore di vita.
      In generale è il Nordest a dare segnali positivi di cui Rovigo coglie i frutti. Singolare il fatto che nelle prime quattro posizioni della graduatoria compaiano le due province meno abitate della regione Veneto, testimoniando che ancora le realtà più piccole consentono una qualità della vita davvero migliore rispetto ai grandi centri e agglomerati urbani.

cena a meno -10 sotto zero

lunedì, dicembre 21st, 2009

DSC_6854DSC_6834Cena biologica e vegetariana del circolo di Legambiente Delta del Po.

La situazione è stata estrema, 10 sotto zero, una temperatura che nelle nostre terre di fiumi non è certo normale.

Il Scirocco, dove eravamo ospitati per la bellissima cena: a quella temperatura i macchinari da riscaldamento non riuscivano a sostenere il freddo rigido della situazione. Anche se eravamo ben coperti siamo stati consolati dall’ottimo cibo proposto dal locale e da una atmosfera di natale veramente bella e semplice. Una cena da ricordare, anche per i saluti fra i soci, dopo un lungo anno di lavoro in diversi campi dell’ecologia e la salvaguardia del territorio.

Un grazie a tutti coloro che ci hanno dato una mano.

Il Cimitero dei Computer – video

sabato, dicembre 19th, 2009

[da Current]

La tecnologia ha un ciclo di vita molto breve: questo significa che ogni anno gli uomini producono una mole enorme di “rottami tecnologici”; la stessa cosa, con cicli di vita più lunghi, si può dire delle server farm disperse in tutto il mondo, con un impatto ambientale notevole.

Per quanto tempo sarà sostenibile questo modello?
Che tipo di azioni si possono intraprendere per migliorare la situazione?
Quali sono le regole per un corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici?
Esistono soluzioni creative per aumentare il ciclo di vita di un computer o di un suo componente?

Grazie al Comune di Papozze

sabato, dicembre 19th, 2009

marco boscolo

IL Comune di Papozze ha recepito L’importanza di informare i cittadini delle nuove opportunità del risparmio energetico, sia per le ristrutturazioni, sia per le nuove abitazioni. Questo significa un risparmio: fino al 90% dei consumi annui, ma sopratutto rispetto dell’ambiente e più salute per gli abitanti.  Anche il benessere in qeste nuove case è molto più evvidente, il confort è maggiore.

Legambiente Circolo di Adria e Rovigo divulgano queste informazioni  per la  salvaguardia ambientale e per il benessere dei cittadini.

Nella foto Marco Boscolo, Ermes Bolzon Legambiente. Alcuni Presenti Assessore all’Ambiente e il Vicesindaco di Papozze e Assessore all’Urbanistica di Adria.

«Il mondo è qui e vi guarda»

giovedì, dicembre 17th, 2009

copAl Bella Center di Copenhagen presentazione delle mobilitazioni previste per la giornata di domani. Per chiedere ai governi di giungere a un buon accordo vincolante e impegnativo
Link Da domani diretta dal summit su Stopthefever.org

La resistenza che da ieri i Paesi Africa e del G77 hanno messo in atto, rifiutandosi di partecipare ai gruppi di lavoro e alla Plenaria della COP15, per protestare contro le pressioni subite per chiudere un cattivo accordo sul clima, dimostra che questi negoziati, tanto preziosi per la sopravvivenza del pianeta, sono appesi ad un filo di saggezza. I Paesi più ricchi vogliono chiudere con il protocollo di Kyoto e disattendere gli impegni internazionali assunti con il Bali Action plan e questo è un oltraggio per i loro cittadini, oltre che per l’intelligenza di chi li guarda con speranza e fiducia nella responsabilità che i loro incarichi dovrebbero portare con sé. Dobbiamo spingerli a rispettare i loro impegni.

È per questo che la rete che vede insieme a Copenhagen la Coalizione Climate justice now! e la Climate Justice Network – rapresentative di realtà diverse come contadini, produttori, lavoratori, ong, organizzazioni ambientaliste e movimenti sociali di tutto il mondo – e che ha dato vita alla grande manifestazione pacifica di sabato, convoca una giornata di mobilitazione per domani, 16 dicembre, perché a Copenhagen, come in tutto il pianeta, si raggiunga un buon accordo vincolante e impegnativo per dare una possibilità concreta di futuro.

“Per la prima volta – afferma Maurizio Gubbiotti di Legambiente – un appuntamento della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, vede insieme tante persone diverse, di Paesi e con responsabilità differenti, a chiedere di partecipare con responsabilità e attenzione a questo processo decisionale sul futuro del pianeta. Questo non è un appuntamento come gli altri, e la loro preoccupazione, raccolta e condivisa da tanti leader internazionali del Sud, non può rimanere senza una risposta adeguata. I nostri governi devono rispondere, con più fondi e con una capacità di leadership adeguata a questi problemi”.

“Sono anni – sottolinea Alberto Zoratti dell’organizzazione equosolidale Fair – che nel rapporto quotidiano con le organizzazioni di tutto il mondo realtà e comunità anche piccole si trovano a doversi soccorrere a vicenda perché colpite da uragani oppure da siccità improvvise. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono davanti ai nostri occhi, nelle mail che ci scambiamo, nei progetti che costruiamo insieme. Eppure i governi di tanti dei Paesi colpiti oggi denunciano che non c’è posto, nei negoziati ufficiali, per le loro preoccupazioni, per le loro richieste. Non c’è posto per queste testimonianze che qui a Copenhagen stanno facendo aprire gli occhi a tutti sul nostro clima che cambia”.

La giornata del 16 e l’Assemblea dei Popoli convocata per quel giorno ci vedrà protagonisti: testimoni, storie, esperienze, che nelle istituzioni e fuori, a Nord e a Sud, stanno lottando per mettere i diritti prima dei profitti, con esperienze concrete di gestione del territorio e di condivisione dei beni comuni.

La nuova ecologia 15 dicembre 2009

“No al nucleare si alle rinnovabili”

mercoledì, dicembre 16th, 2009

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IL DIBATTITO L’assessore Francesco Ennio spiega perchè la Provincia punta sull’energia alternativa
«No al nucleare
sì alle rinnovabili»

Mercoledì 16 Dicembre 2009,
“Il nucleare è perdente nel confronto con le fonti rinnovabili”.
      Giudizio non trattabile quello espresso dal coordinatore dell’Italia dei Valori Francesco Ennio. All’indomani dello scontro in consiglio provinciale sull’okay al carbone di Enel, arriva una stroncatura definitiva all’ipotesi di riaprire la via energetica con l’atomo.
      «Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione industriale – spiega Ennio – La “green economy” è ormai alla portata. Chi arriverà per primo accumulerà un vantaggio strategico nel nuovo modello di sviluppo».
      Può precisare meglio?
     
«Lo sviluppo come lo intendiamo oggi è al capolinea perché le risorse naturali stanno finendo. Questo impone la scelta immediata di incisive politiche di risparmio energetico e di uso razionale dell’energia. Basta ciò per avere un effetto immediato paragonabile all’adozione del nucleare. Quanto alla tutela dell’equilibrio ecologico il blocco dello sviluppo sarebbe inutile. Va invece realizzata una nuova qualità improntata al corretto rapporto tra etica e natura. Sarà questo il motore della prossima rivoluzione scientifica e tecnologica».
      Perché siete ostili al nucleare?
     
«Soprattutto per il problema delle scorie radioattive, che non risolvibile a livello mondiale. Le centrali di quarta generazione sono di là da venire e il costo stimato della produzione di elettricità da impianti nucleari non tiene conto del costo dello smaltimento delle scorie. A 22 anni dal referendum sul nucleare in Italia non è stato ancora trovato un luogo in cui smaltire le scorie radioattive delle centrali di Caorso e Montalto di Castro. Oltre al fatto che l’Italia non sa dove reperire il materiale radiattivo e non è attrezzata per arricchirlo. Ma quel che è più grave è che si imboccherebbe una strada che va in direzione contraria alle strategie di innovazione tecnologica della “green economy”».
      Cosa pensate di fare quindi?
     
«Apriremo una raccolta firme per un referendum abrogativo degli articoli 25 e 26 della legge 99 del 2009».
      Tra i nomi che circolano per i siti che possono ospitare impianti nucleari c’è anche il Delta del Po. Che ne pensate?
     
«Siamo pronti a coinvolgere le istituzioni locali e i cittadini sulla nostra idea di sviluppo. L’opzione dell’energia da fonti rinnovabili non è trattabile. Si pensi allo sfruttamento dell’irraggiamento solare a livello termico, termodinamico, fotovoltaico, alla sperimentazione delle tecnologie più avanzate, a reti di impianti fatte proprie dai piani di assetto territoriale regionali».
      Le fonti rinnovabili però non sono tutte uguali?
     
«Non c’è dubbio. L’eolico, la produzione di biocarburanti o, ancora, le centrali a biomasse o a oli vegetali pongono diversi problemi. Sottrarre terreni agricoli produttivi per i biocarburanti è inaccettabile. Gli oli vegetali se dispersi inquinano più dei combustibili fossili. La filiera corta è fondamentale. Tuttavia restano discrepanze inaccettabili: il cdr (combustibile da rifiuto, ndr) fa accedere al contributo del cip 6. Infatti la legge del 1992 ha assimilato i rifiuti alle fonti rinnovabili. E’ l’unico caso in Europa. Per cui il 7 per cento della fattura energetica che ogni soggetto paga per le vere fonti di energia rinnovabile, solare termico, fotovoltaico, eolico o idroelettrico, sovvenziona invece chi brucia i rifiuti. Senza contare che l’assenza dei piani energetici dona terreno fertile a deregulation e speculazione».
     
Franco Pavan il Gazzettino di Rovigo 

Che fine fanno i rifiuti nucleari – video

martedì, dicembre 15th, 2009

Collegandovi alla nostra pagina su Facebook, potrete vedere un filmato, diviso in sei parti tutte visibili in maniera autonoma l’ una dall’ altra, che spiegano in maniera approfondita il percorso delle scorie radiattive, da come si formano, la loro pericolosità e dove vanno a finire.
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