Il rischio idrogeologico in Italia

autoGli studi e le proposte di Legambiente per difendere il Paese dal rischio frane e alluvioni. 

Bastano poche piogge per provocare una tragedia. Il nostro Paese paga un altissimo prezzo per aver devastato il territorio con enormi e incontrollate colate di cemento. E’ dunque necessario insistere per risalire alle responsabilità e tornare sulla necessità di investire nella manutenzione del territorio. 

Lo scorso anno la tragedia per il maltempo si è avuta a Cagliari, quest’anno Messina, ora Ischia, non c’è parte del territorio italiano che non abbia conosciuto nel tempo gli effetti della cattiva gestione del suolo. Ma quel che è più grave, è che da nessuna parte appaiono positivi segnali di cambiamento. 

Eppure non possiamo più aspettare. È necessaria una forte assunzione di responsabilità e una chiara volontà politica per cambiare indirizzo. La pianificazione del territorio è in molti casi da ripensare e modificare in nome dell’equilibrio idrogeologico, della sicurezza e della sostenibilità, e dell’unica, urgente e necessaria grande opera pubblica: la messa in sicurezza del territorio. 

Abbiamo sempre rivolto un’attenzione particolare alla gestione dei bacini idrografici e alla difesa del suolo e si batte affinché in Italia si prendano decisioni concrete per la difesa dal rischio idrogeologico, restituendo qualità al territorio.

legambiente nazionale

approfondimenti

Ecosistema Rischio 2009 Campania

L’86% dei comuni campani sono classificati a rischio idrogeologico. L’81% delle amministrazioni che hanno risposto alle interviste con cui abbiamo realizzato lo studio ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana, il 25% delle municipalità monitorate presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 44% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con grave rischio non solo per l’incolumità dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Ancora, nel 23% dei casi presi in esame sono presenti in zone esposte a pericolo strutture sensibili, come scuole e ospedali e strutture ricettive turistiche, ad esempio alberghi o campeggi.

 

Ecostema Rischio 2008 ( novembre 2008)

Monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico.

Indagine realizzata nell’ambito di OPERAZIONE FIUMI 2008 campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione e informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici e la mitigazione del rischio idrogeologico.

 

E se piovesse come allora? (aprile 2008)

Il viaggio nell’Italia a rischio idrogeologico a dieci anni dalla tragedia di Sarno.

 

Le buone pratiche per gestire il territorio e ridurre il rischio idrogeologico (dicembre 2007)

Negli ultimi 10 anni la spesa per il ripristino delle aree colpite dai principali eventi alluvionali è stata di oltre 10 miliardi di euro. I dati evidenziano che le problematiche connesse con il rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più consistenti e preoccupanti.

 

La difesa del suolo in Italia

Uso del suolo e rinaturalizzazione. Una politica per fermare il dissesto idrogeologico.  

 

Operazione Fiumi 2009, la campagna itinerante di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata alla prevenzione e all’informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici e la mitigazione del rischio idrogeologico.

 

 

 

 

 

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