Archive for novembre, 2009

PORTO VIRO Un progetto cofinanziato dal Consvipo

domenica, novembre 29th, 2009

Più risparmio energeticoper un “Polesine Solare”


 

 
PORTO VIRO- Nella sala consiliare del Comune di Porto Viro è stato presentato il progetto Polesine Solare, ideato dalle associazioni di categoria degli artigiani di Rovigo Apar e Cna e cofinanziato dal Consvipo attraverso i fondi derivanti dall’accordo con Alng del 20 febbraio 2008. Si tratta di un progetto di informazione, formazione e sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico e delle fonti energetiche rinnovabili, da attuarsi in collaborazione con le amministrazioni locali dei 9 Comuni del Delta, ma anche di una iniziativa di studio e verifica delle precondizioni tecniche da offrire ai Comuni stessi per futuri interventi di miglioramento energetico.

Il progetto prevede infatti attività di coinvolgimento della popolazione, come gli audit in alcuni edifici comunali al fine di verificare le deficienze in termini di dispersione di calore o di energia e attività di formazione degli imprenditori per accrescere la consapevolezza della necessità di ripensare agli aspetti “green” delle proprie scelte e delle opportunità di sviluppo imprenditoriale che questi temi offrono. L’incontro di presentazione è stato presieduto dal presidente del Consvipo Angelo Zanellato che ha sottolineato come il progetto si inserisca appieno nella logica da tempo adottata dal Consvipo, che sta già portando avanti altri progetti sul tema, come ad esempio il progetto di impianti fotovoltaici su 58 edifici di 38 Comuni della provincia di Rovigo in collaborazione con l’amministrazione provinciale stessa e ha auspicato che questa iniziativa possa portare buoni risultati in modo da divenire un’azione pilota replicabile anche sul resto del territorio provinciale.
All’incontro poi erano presenti il direttore di Apar, Antonello Sartori e il direttore di Cna, Alessandro Monini che hanno illustrato le fasi del progetto, precisando che gli obiettivi del progetto sono molteplici, e vanno dalla sensibilizzazione dei cittadini alla formazione a favore degli imprenditori e dei progettisti, ma l’obiettivo più ambizioso è quello di gettare le basi per future azioni concrete in termini di risparmio energetico e fonti di energia alternative, ad iniziare dagli edifici pubblici quale esempio virtuoso per la cittadinanza e per le imprese.
A proposito di questo ultimo punto, hanno precisato che vi saranno linee finanziarie dedicate a valere sul Por (Regione Veneto) e che pertanto cominciare ad analizzare alcuni aspetti tecnici su tali temi significa poter arrivare maggiormente strutturati all’apertura dei bandi. Nella terza ed ultima fase sono previsti percorsi formativi per imprenditori e professionisti (impiantisti edili e progettisti) attraverso la realizzazione di percorsi di formazione e aggiornamento professionale degli imprenditori con approfondimento dei 9 audit realizzati.
All’incontro era presente anche Marco Boscolo di Legambiente, partner del progetto, che ha illustrato le modalità di svolgimento degli audit in programma, sottolineando come sia preferibile che si individuino quali edifici le scuole elementari al fine di coinvolgere anche gli alunni. Per quanto riguarda i Comuni coinvolti, erano presenti i sindaci, o loro delegati, dei Comuni di Adria, Corbola, Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina, i quali hanno manifestato il loro interesse all’iniziativa e offerto tutta la loro disponibilità a collaborare, ad iniziare dalla individuazione dei siti per gli audit nonché ad organizzare incontri di sensibilizzazione in collaborazione con i proponenti del progetto.

La voce di Rovigo, 28/11/2009

 

Legambiente Delta del Po per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti

sabato, novembre 28th, 2009
banchetto legambiente ad adria

banchetto legambiente ad adria

Oggi, Sabato 28 Novembre 2009, il Circolo Legambiente Delta del Po Adria ha partecipato assieme ad altre associazioni ambientaliste al banchetto informativo situato in piazza Garibaldi ad Adria.

Il Presidente, Leonardo Conte, coadiuvato da altri soci del circolo ha distribuito materiale informativo e lampadine a basso consumo, spiegando di volta in volta l’ importanza di fare un attento uso delle risorse che abbiamo a disposizione e di ridurre di conseguenza i rifiuti.

Bellissimi momenti sono stati quando al banchetto di Legambiente si sono recate intere scolaresche, venute per ricevere i regali ma anche per seguire lezioni di ambientalismo proprio dalle parole del presidente.

Legambiente “Si mercifica un patrimonio universale”

domenica, novembre 22nd, 2009

Comunicati stampa

19/11/2009 12:58 Acqua/ Dl Salva-infrazioni, oggi via libera finale al provvedimento

Legambiente “Si mercifica un patrimonio universale”

“Con questa legge si disperde e si mercifica un patrimonio prezioso, bene comune, il cui utilizzo deve rispondere ad assoluti criteri di utilità pubblica”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato il dl Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua, oggi in votazione finale. 

“Il Governo non ha lasciato alternative sulla privatizzazione dell’acqua, imponendo il provvedimento in modo assolutamente obbligatorio, senza lasciare spazio ad alcuna discussione in proposito, né tenendo conto delle esperienze fallimentari maturate negli altri Paesi – ha aggiunto Cogliati Dezza –. La privatizzazione di questo bene ha costituito, infatti, un altro esempio di come il liberismo non risolva, ma anzi aggravi, i problemi di disponibilità e accessibilità delle risorse naturali. A livello europeo lo testimonia a tutti gli effetti l’esperienza di Parigi che ha deciso di abbandonare la privatizzazione per tornare ad amministrare pubblicamente questa risorsa. In Italia invece si sta scegliendo deliberatamente di penalizzare una gestione pubblica, che molte volte ha garantito il principio delle 3 E: efficienza, efficacia, economicità, a fronte di un processo di parziale privatizzazione che, al contrario, ha comportato generalmente un aumento dei costi di gestione e benefici sostanzialmente nulli per ciò che riguarda la riduzione degli sprechi, dalle perdite degli acquedotti, fino all’uso terribilmente inefficiente delle risorse idriche in agricoltura. Ma non solo: la privatizzazione penalizza tutti quegli enti locali virtuosi che, con impegno, hanno amministrato coscienziosamente un bene comune, da oggi divenuto regalo per le multinazionali”. 

L’ufficio stampa Legambiente 06 86268353 – 76 – 60

Prima edizione ufficiale: Adria “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”

mercoledì, novembre 18th, 2009
  1.  

    settimana europea dei rifiuti

     Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti

    Dal 21 al 29 novembre: prima edizione italiana di European Week for Waste Reduction –EWWR. Si promuovono azioni per prevenire la produzione esagerata di rifiuti che il nostro sistema di consumi impone con un grave impatto sull’ambiente e sul clima. Nel corso della settimana organizziamo due iniziative: Ridurre si può – buone pratiche nella scelta degli acquisti – e per gli addetti ai lavori un convegno importante finalizzato all’aggiornamento delle Linee guida Nazionali per la prevenzione dei rifiuti solidi urbani. Programma del convegno (pdf)

    Prima edizione ufficiale

    della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”

     

    Dal 21 al 29 Novembre 2009

     

    La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è dedicata alla promozione di azioni sostenibili volte alla prevenzione della produzione dei rifiuti .

     

    Nel corso della “Settimana”, numerosi e diversi attori quali Enti, Autorità nazionali e locali e Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Organizzazioni no profit, Scuola e Università, Aziende e Imprese, Associazioni di categoria, ecc. sono invitati ad organizzare nelle città d’Europa   azioni legate alla prevenzione dei rifiuti

     

     

    Nella Provincia di Rovigo il Consorzio smaltimento RSU in collaborazione con Enti ed associazioni si fa promotore di un’iniziativa che si svolgerà in:

    Piazza Bocchi Adria

    Sabato 28 novembre 2009

    Dalle 10.00 alle 13.00

     

    Partecipano come espositori alla manifestazione:

    1.  Ecogest Polesine SRL – Consorzio smaltimento RSU – ATO Rifiuti

    2.  Associazione bambini in fattoria di Confagricoltura Rovigo (Agriturismo Corte Papadopoli)

    3.  Laboratorio Territoriale – Nodo IN.F.E.A. di Rovigo

    4.  Caritas Diocesana di Adria e Rovigo

    5.  Legambiente Adria

    6.  Nuova AMIT (impianto di compostaggio di Boara Polesine)

     

     

     

     

     

     

       
             

     

     

LA SALUTE NEL PIATTO: Conferenza

mercoledì, novembre 18th, 2009

CONFERENZA

LA SALUTE NEL PIATTO:

una sana alimentazione per un sano pensare

Prossima domenica 

22 Novembre – ore 18:00 

Sala Nassiriya di vicolo Mezzaluna

Piazza Maggiore – Este (PD) 

INGRESSO LIBERO 

Relatore: Prof. Filippo Zaccaria, presidente e fondatore dell’ass. culturale “La Biolca”, esperto di alimentazione, agricoltura biologica, fitonutrizione, studioso di Antroposofia tiene corsi, conferenze, seminari, individualmente o con altri esperti da diversi anni.

Per informazioni:

Simone Rolandi  tel. 347 4126505

info@ilgiardinodell’anima.org

Il cibo spazzatura provoca la depressione

lunedì, novembre 16th, 2009

Il cibo spazzatura, secondo una ricerca inglese, favorisce e accelera la depressione. Se il cibo provoca sbalzi del valore di zuccheri nel sangue, si possono verificare scompensi a livello cerebrale e sul sistema endocrino. Gli alti livelli di antiossidanti in frutta e verdura sono ritenuti un toccasana contro la depressione. Un altro fattore importante è la diversificazione dei cibi.
Chi consuma alimenti grassi, molto zuccherati e lavorati ha il 60% in più di cadere in depressione rispetto a chi basa la propria dieta su frutta, verdura e pesce.
Lo conferma l’University College London che ha pubblicato sul British Journal of Psychiatry il primo studio sulla relazione dieta e salute mentale.
Sono stati analizzati 3486 uomini e donne la cui età media si aggirava sui 55 anni. I partecipanti hanno completato un questionario sulle loro abitudini alimentari e 5 anni dopo sono stati sottoposti a test psicologici per stabilire la predisposizione alla depressione e la soddisfazione personale.
I risultati hanno evidenziato la tendenza al “male di vivere” in chi predilige il cibo spazzatura.
I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi sulla relazione dieta-stato mentale. Innanzitutto credono che gli alti livelli di antiossidanti in frutta e verdura siano un toccasana contro la depressione. Broccoli, cavoli, lenticchie spinaci e ceci sarebbero il cibo per la mente migliore. Altro aspetto è la diversificazione degli alimenti: una dieta varia dà più soddisfazione rispetto al concentrarsi su poche tipologie di cibo.
Effetto inverso invece quello provocato dal junk food. Eric Brunner, uno dei ricercatori, afferma: «Se la dieta si basa su alimenti che provocano sbalzi del valore di zuccheri nel sangue, si possono verificare scompensi a livello cerebrale e sul sistema endocrino con effetti yo yo sull’umore».
 
Fonte: Slowfood.it

Po, allarme regimentazione

domenica, novembre 15th, 2009
TAGLIO DI PO È stato lanciato da Paolo Bordin (Camera di commercio)
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«Navigabilità e centrali idroelettriche metteranno a rischio il livello»

Domenica 15 Novembre 2009,
L’acqua del Po verrà regimentata.
      La clamorosa notizia è stata fornita nel corso del convegno «Delta del Po: quali opportunità per la nostra terra? aspetti economici e innovativi dell’agricoltura» da parte di Paolo Bordin, responsabile dell’area affari commeciali della Camera di Commercio. L’iniziativa è stata organizzata dall’assessore comunale all’agricoltura Lorena Tasso.
      Bordin ha riferito che «praticamente si vuole agire per la realizzazione di un equo livello di navigabilità del fiume e per dare acqua a ben quattro centrali per produrre energia elettrica. Per approfondire la questione ci siamo mossi come Camera di commercio e con l’Aipo, presenti anche diversi amministratori comunali, abbiamo già fatto un incontro a Rovigo dove abbiamo deciso di costituire due gruppi di lavoro: uno tra i comuni e uno di tecnici chiamando a far parte anche il direttore del Consorzio Delta Po, Lino Tosini».
      L’assessore Tasso ha sottolineato che lo scopo dell’incontro è di «raccogliere voci dal territorio per inviarle poi ai nostri rappresentanti regionali e nazionali. Siamo per uno sviluppo eco-compatibile del territorio che significa cibarsi con prodotti locali, valorizzare le nostre tipicità, promuovere il prodotto-territorio, avvicinare il mondo della ricerca e sperimentazione al mondo rurale ed effettuare giornate ecologiche insegnando ai bimbi a mangiar bene».
      Paolo Astolfi ha portato il saluto della Confagricoltura chiedendo, tra l’altro, la riduzioone dell’Ici sui terreni e il consumo dei prodotti locali sulle mense scolastiche. Paolo Greggio della Coldiretti si è soffermato sulle campagne promozionali dei prodotti agricoli locali. Giampaolo Oliviero dell’azienda «Buonumore», ha trattato il tema: «Come fare impresa nel mondo agricolo. Franco Tosini di Veneto Agricoltura, ha illustrato l’innovazione di processo e di prodotto nel settore ortofloricolo presso “Po di Tramontana”. Andrea Salvagnini di Studio terra ha parlato sul «sistema di mercato» soffermandosi sui due mercati ortofrutticoli di Lusia e Rosolina. Ha concluso Michele Colla parlando del progetto «Officinali Delta» presso Corte Guazzo di Adria con i due laboratori: cosmetico e alimentare-integratore, dotati di autorizzazione ministeriale.

il gazettino di rovigo      

il Delta del Danubio

domenica, novembre 15th, 2009

pellicano-riccioSi tratta di Pellicani ricci, una specie in via di estinzione, che nella zona ha una delle sue ultime roccaforti.
Mentre c’è chi cerca di tutelarli i cacciatori li usano come bersaglio, spalleggiati dai pescatori che li accusano di rubargli il pesce. Pubblichiamo una drammatica testimonianza.

Anche se sono venuto a vivere nella natura, in una riserva naturale della biosfera, non posso dormire più.
E’ come vivere in zona di guerra. Gli spari sono cominciati di nuovo questa mattina alle 4.
Si sentono centinaia di colpi, alcuni dei quali lontani, alcuni proprio accanto al nostro pontile, a meno di 100 metri dal villaggio di Uzlina (Delta del Danubio –Romania-).
Ora sono le 11 del mattino e le sparatorie si sentono anche attorno a noi. Mi chiedo se ci sia un numero sufficiente di uccelli nel Delta del Danubio per tutti i colpi di fucile che ho sentito …

 

Dopo l’arrivo del freddo intenso ogni mattina nei pressi del pontile si potevano osservare 30-40 pellicani ricci.
E stato uno spettacolo bellissimo.
Poi sono cominciate le sparatorie e lo stormo ha cominciato ad assottigliarsi ogni giorno di più. In un primo momento abbiamo pensato che avessero avuto paura e fossero volati lontano, ma subito dopo il primo dell’anno abbiamo scoperto che forse sono passati a miglior vita.

Abbiamo trovato due di loro, giovani, nel canale di Uzlina, vicino al villaggio.
Uno di loro era ancora vivo, lo abbiamo catturato e consegnato agli uffici del ARBDD (Amministrazione della Riserva della Biosfera del Delta del Danubio).
L’altro era più grave, aveva il becco spezzato e la pelle della mandibola inferiore a brandelli, ma era ancora in grado di volare e non siamo stati capaci di catturarlo per soccorrerlo.

I responsabili della riserva mi hanno detto che nella primavera 2008 non c’erano più di 200 esemplari di Pellicano riccio.
Mentre ci sono alcune persone che lottano per salvare il Pellicano ricco dall’estinzione (attraverso un Progetto LIFE Natura finanziato dalla Commissione Europea – Dalmatianpelican.ro), altri sono qui per fucilarli.

Da ora in poi tutti turisti potranno rilassarsi, non hanno più bisogno di stare a guardare in cielo o nelle acque questi maestosi uccelli, potranno ammirarli solo nei musei. I pescatori saranno felici dal momento che non ci sono concorrenti che si mangiano i pesci. Finalmente il nemico è stato annientato!

E non è finita qui.
Insieme al Pellicano riccio abbiamo consegnato al ARBDD un giovane di cigno ferito dai cacciatori, un’altra specie strettamente protetta.
Abbiamo trovato anche un Cormorano pigmeo abbattuto. Inoltre abbiamo rinvenuto folaghe ed altri cigni abbattuti ed abbandonati sul ghiaccio.
E’ il piacere che conta, dopo tutto, non è vero?Si tratta di uccidere, non la preda stessa. Oggi nel pontile non ho visto più pellicani ricci…

Le foto sono state scattate nel mese di gennaio 2009 sul canale e il lago Uzlina da Mircea Bezergheanu, Despinel Dragomir (Asociatia “Una e Natura”) e Costas Dumitrescu. Molte grazie per il loro aiuto.

Biologico o Tradizionale….. questo è il dilemma

venerdì, novembre 13th, 2009

leonardo_uomo_vitruviano biologico copia

I dati ISTAT dicono che la quantità totale dei prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo è in aumento costante per un totale di quasi 153.000 tonnellate (l’equivalente in massa di una nave da crociera lunga 300m) L’italia distribuisce nelle sue campagne il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell’intero territorio comunitario (Fonte Eurosat 07).

Già il fatto che alcune molecole ritenute tossiche e in alcuni casi anche cancerogene per il nostro organismo, vengano “accettate” se non superano determinati livelli di contaminazione ritenuti critici dovrebbe aprire una serie di questioni e perplessità, ma se la legge stabilisce che questi sono i limiti pare logico dover quantomeno cercar di rispettarli. Da un recente studio scientifico di Legambiente

si evince che su 3474 campioni di verdure campionate in tutta italia, il 15% ha superato i limite di concentrazione e per quanto concerne il “reparto” frutta, su 3507 il 46% ha superato il limite.

La frutta si conferma la categoria più “inquinata” potendo affermare che solo 1 frutto su 2 che arriva alle nostre tavole è privo di residui chimici.

Evidenze importanti di presenze di residui (Procimidone – molecola ritenuta cancerogena) si riscontrano sui vini.

Sono però le mele il frutto più contaminato, quasi il 90% delle mele analizzate si sono riscontrati fungicidi.

Ma cosa ci troviamo quindi in questi prodotti che hanno sforato i limiti di legge stabiliti in termini di concentrazioni?

PCB, diossine, insetticidi organoclorurati, fungicidi ed erbicidi, organofosforici, fungicidi.

Questi nomi sicuramente non hanno molto significato in quanto trattasi di prodotti e di principi attivi che solamente per i tecnici agricoltori conosceranno, per rendere più comprensibile a tutti la gravità e la pericolosità intrinseca di queste molecole andiamo ad osservare quale correlazione le lega con l’uomo che accidentalmente e spesso inconsciamente le assimila nel proprio organismo assumendole in piccole quantità giornaliere.

È scientificamente accertato da studi delle più blasonate Università mondiali che l’assunzione di queste molecole anche in piccole quantità sono spesso riconducibili ad effetti sulla riduzione della conta spermatica; all’aumento del rischio al Cancro alla mammella;all’incidenza sull’insorgenza Cancro al pancreas; al mal funzionamento della tiroide; ai rischi legati a disfunzioni dell’apparato riproduttore; a Neoplasie ai testicoli.

L’agricoltura industriale, usando dosi massicce di composti chimici, va inevitabilmente a creare scompensi ambientali dannosi, lavora con l’allevamento intensivo e non ha rispetto per l’ecosistema. Balza agli occhi come tale sistema comporti un costo elevato ambientale e sanitario a causa della contaminazione delle acque potabili e degli alimenti di cui ci cibiamo senza parlare del problema legato alla desertificazione dei campi agricoli che ormai sono considerati come un semplice supporto ove il prodotto viene appoggiato per poi farlo crescere grazie ai nutrienti di sintesi aggiunti in un secondo tempo. Per ogni chilo di principio attivo utilizzato, solo 10 grammi vengono assimilati dagli insetti, mentre gli altri 990 grammi si disperdono nell’ambiente per deriva, volatilizzazione o percolazione o possono essere assimilati dalla stessa pianta. Negli ultimi 50 anni, non solo si è modificato profondamente il territorio, spianando rilievi, interrando fossati, sradicando alberi per permettere il passaggio di macchine agricole sempre più grandi, ma si è anche ridotta drammaticamente la superficie di aree naturali.

Agricoltura biologica (o organica, come nei paesi anglosassoni) significa , invece, sinergia con l’ambiente e rispetto per la biodiversità. Attraverso questo tipo di agricoltura il produttore sigla essenzialmente un impegno pratico e morale per produrre nel rispetto dell’equilibrio dell’intero ecosistema agricolo, intervenendo sulla naturale fertilità del suolo in maniera limitata e responsabile.
Le ricerche più recenti concordano nel dire che gli alimenti biologici contengono antiossidanti e nutrienti in misura maggiore rispetto ai prodotti convenzionali ad esempio i pomodori, presentano caratteristiche nutrizionali decisamente migliori rispetto a quelle riscontrate nelle colture tradizionali. Ed in più il suolo coltivato con metodi biologici migliora nel tempo e dà frutti di miglior qualità.

I livelli produttivi dell’agricoltura biologica non potranno mai raggiungere quelli dell’agricoltura tradizionale, il nostro obiettivo è quello di informare il lettore che, non necessariamente, si deve pensare solo in una direzione, la scelta di un prodotto dovrebbe essere ponderata e pensata oltre alla qualità visiva legata alla perfezione di forme e colori. L’abisso fra l’agricoltura biologica e quella industriale è veramente grande. Purtroppo tantissime persone non conoscono le differenze sostanziali che scindono queste realtà del settore agricolo. Metti la scarsa informazione metti la mancanza di tempo per potersi documentare, sta di fatto che soprattutto nella nostra provincia la triste realtà è sostanzialmente vincolata ad una corsia unidirezionale, un senso unico, che porta al consumo indiscriminato di una serie di prodotti (magari maggiormente pubblicizzati) che derivano da colture intensive caratterizzati da una ambigua  provenienza del  e da ancor più incognite informazioni legate  all’origine ed alla natura dei loro componenti.

Il prodotto biologico però costa dal 20 al 30 % in più rispetto ad un prodotto non bio, e poi siamo sicuri che dietro non ci sia nessun business?

Il prezzo più elevato è dovuto ai costi superiori per il produttore che deve, per esempio, diserbare un campo di ortaggi a mano senza usare prodotti chimici, essiccare la pasta a velocità più lenta, sostenere i costi di riconversione dei campi da convenzionali a biologici, pagare l’ente certificatore che analizza e segue la produzione colturale. Solo un adeguato sovrapprezzo (che vada a coprire i maggiori costi e rischi), può infatti rendere conveniente le colture biologiche.

La nostra provincia in questo settore è particolarmente disorganizzata in quanto, prima di tutto l’informazione del consumatore non è adeguata e in secondo aspetto, la stessa agricoltura non conosce i benefici ambientali e di conseguenza economici cui potrebbe andare incontro adottando colture Bio.

 

Dario Griso

Legambiente Adria Delta del Po

IL POLO ENERGETICO TRA MARGHERA ED IL POLESINE

venerdì, novembre 13th, 2009

 

IL POLO ENERGETICO TRA MARGHERA ED IL POLESINE

 

Ormai da alcuni anni il Polesine , con l’Area sud della Provincia di Venezia , oltre a Marghera, sono stati individuati sia da settori industriali che da diversi settori  politico-istituzionali, regionali e nazionali, come i territori più idonei per localizzare o de-localizzare tutta una serie di attività che altrove, in contesti più densamente abitati ed economicamente più sviluppati, trovano una forte opposizione sociale.

Le condiderazioni sulla compatibilità ambientale e sulla salute dei cittadini passano in subordine rispetto agli interessi economici delle grandi imprese , in particolare del settore industriale-energetico.

 

Con ritmo crescente si  accumulano, giorno per giorno,  le richieste di nuovi impianti, specie nel settore dell’energia, in assenza del Piano Energetico Nazionale e Regionale che, non a caso, vengono tenuti da anni nel cassetto.  

 

Si deve notare che alcuni di questi impianti sono all’interno o limitrofi al Parco del Delta del Po e che , contrariamente a quanto si può pensare,  data la bassa densità demografica e lo scarso traffico, già oggi questo territorio, secondo i dati storici dell’ARPAV , quando la Centrale Enel era in piena attività, nella fascia più elevata di inquinamento da polveri sottili ed altre sostanze, con alti indici di malattie polmonari e tumorali (dati dell’OMS – 2000).

 

I problemi ambientali e sanitari

 

 

Non è chiaro come si pensi di conciliare, con questo tipo di sviluppo, la tutela – pur sempre citata – di un territorio estremamente fragile dal punto di vista idrogeologico e ambientale (riscaldamento delle acque circostanti la centrale e , viceversa, raffreddamento della acque attorno al rigassificatore, subsidenza ed eustatismo, riduzione della portata media annua , con punte minime sempre più preoccupanti del livello del Po, risalita del cuneo salino, ecc.) ma anche di grande interesse paesaggistico che potrebbe offrire, viceversa, opportunità di uno sviluppo legato al Parco del Delta del Po e ad un certo turismo, alla pesca e alla miticoltura (già oggi attive), all’agricoltura e alle attività correlate, oltre che ad altre attività produttive compatibili.

 

 

Le nostre richieste

 

Non e’ possibile accettare di svendere e compromettere il Polesine ed in particolare  il Delta del Po, parco naturale unico in Europa, per realizzarvi in esso un gigantesco  polo energetico nazionale, peggiorando ancor di più le condizioni ambientali e sanitarie dell’intera  zona che interessa anche larga parte della Provincia di Ferrara e di Venezia, anzichè investire sulle energie alternative eco-compatibili o comunque sulle fonti a più basso impatto ambientale (metano).

 

 

Non solo, ma la pluralità di impianti esistenti e proposti, rende assolutamente inadeguata ed insufficiente la Valutazione d’Impatto Ambientale per ciascun singolo impianto, mentre risulta  necessaria una valutazione complessiva degli effetti cumulativi sull’ambiente e sulla salute, a partire dal delicato equilibrio e dalle condizioni esistenti.

 

 

Pertanto CHIEDIAMO :

 

 

uno sviluppo  compatibile con la vocazione ambientale del nostro territorio fondato sull’agricoltura di qualità e attività connesse, l’allevamento di mitili,  sul commercio e su attività produttive compatibili,  nonché  sul turismo, già oggi molto attivo a Sottomarina, Isola Verde, Rosolina Mare ed Albarella, ma che avrebbe grandi potenzialità indirizzandolo proprio verso la visitazione dello straordinario ambiente naturale della Foce del Po, Chioggia e il suo entroterra.

 

 

RITENIAMO QUANTOMENO ASSOLUTAMENTE NECESSARIA :

 

la moratoria  di qualsiasi autorizzazione a costruire nuove centrali e impianti che influiscano negativamente sull’ambiente e sulla salute, fintanto che non verrà aggiornato il Piano Energetico Nazionale e approvato il Piano Energetico della Regione Veneto, sulla base di  una Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) e di una specifica  Valutazione di Impatto Sanitario , elaborata da ARPAV e dalle USL competenti , che analizzi gli impatti cumulativi provocati dagli impianti già attivi e da quelli proposti, sia sul delicato ambiente deltizio e del bacino scolante sulla Laguna di Venezia ,  sia sulle condizioni sanitarie esistenti ed indotte nell’area vasta interessata.

 

Dai  dati contenuti nel Piano Energetico Regionale adottato dalla Giunta nel gennaio 2005 mai arrivato al voto in Consiglio Regionale, risulta che la produzione lorda di energia elettrica del Veneto è di oltre 25 mila gigawatt/ora, di cui il 43% viene prodotto nella provincia di Venezia e il 40% nella provincia di Rovigo. Queste due aree , ed in particolare l’asse che va da Marghera al Basso Polesine , contribuiscono quindi già in modo preponderante sul fronte della produzione energetica regionale.

Un ruolo che peraltro viene pagato a caro prezzo dalle popolazioni in termini di salute, visto che i dati epidemiologici dell’area sud di Venezia e polesana evidenziano tassi di malattie polmonari e tumorali, oltre la media nazionale, che non possono essere certo attribuiti né alla presenza di grandi industrie inquinanti né al traffico. E’ utile ricordare che Enel è stata condannata per inquinamento ambientale causato dalla Centrale Enel di Porto Tolle, tanto che ormai da diversi anni è sostanzialmente ferma, venendo attivato saltuariamente solo uno dei quattro gruppi, quello c.d. “ambientalizzato” a olio combustibile a BTZ.

La centrale riconvertita a carbone (circa 2000 MW) produrrà grandi quantità di inquinanti, sia per le emissioni che per la logistica (navi, bettoline, camion)  ma soprattutto enormi quantità di CO2, ben oltre i limiti  consentiti dagli accordi internazionali.

Secondo i due noti  ricercatori di Bologna, il chimico Nicola Armaroli del CNR ed il medico Claudio Po dell’unità rischio ambientale dell’Asl di Bologna, una centrale elettrica a turbogas in un anno inquina quanto il traffico automobilistico di una città grande come il capoluogo emiliano.

 

Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato che all’inquinamento da PM10 sono associati effetti

dannosi per la salute umana, sia a breve (effetti acuti) che a lungo termine (effetti cronici).

Tra i principali effetti acuti documentati vi sono:

• aumento della mortalità giornaliera per tutte le cause, e in particolare per cause cardiovascolari;

• aumento dei ricoveri per asma e malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD);

• aumento dei ricoveri per malattie cardiovascolari;

• diminuzione della funzionalità polmonare e aumento dei sintomi respiratori acuti in bambini e adulti.

Tra gli effetti a lungo termine vi sono una riduzione dell’aspettativa di vita stimata di 1-3 anni (secondo studi condotti negli USA), ed effetti quali diminuzione della funzionalità polmonare e aumento dei sintomi di bronchite sia negli adulti che nei bambini. 

 

 

La Regione Veneto si è dotata di uno  strumento di pianificazione denominato “Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera (PRTRA)“, adottato dalla Giunta Regionale con DGR n. 902 del 04/04/2003. Tale piano ha recepito  lo studio sull’impatto ambientale dei trasporti nel Veneto con riferimento all’aria..
Tale Piano regionale è stato drasticamente stroncato dalla Commissione Europea , che in merito ha aperto una procedura di infrazione , e fra due anni rischia di tradursi in una sanzione piuttosto salata.. La decisione, contenuta nella relazione del 28 settembre scorso, non lascia scampo al Veneto e a quasi tutti i Piani regionali di risanamento dell’aria avviati in Italia nel corso degli ultimi anni. Il solo margine possibile per evitare la multa, da qui al 2011, è cercare di rispettare i parametri europei o quantomeno dimostrare che si sta facendo tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo. L’Italia e il Ministero dell’Ambiente vengono ancora sollecitati ad elaborare e varare un piano nazionale di cui non si sente neppure discutere.

 

Anche le politiche regionali per quanto riguarda i trasporti,  in particolare delle merci, appaiono assolutamente in contrasto con le direttive europee, continuando a privilegiare – grazie anche al continuo ricorso ai project financig proposti dalle solite coordate imprenditoriali,- il trasporto su gomma..

 

Trasporto merci: verso un trasporto ferroviario europeo più competitivo

   
La Commissione, gli Stati membri, i gestori delle infrastrutture e gli altri attori del settore ferroviario devono lavorare insieme per realizzare un trasporto merci competitivo. In questo processo, la Commissione agisce nel pieno rispetto della sussidiarietà. Gli Stati membri sono e resteranno liberi di proporre dove dovrebbero essere tracciati questi corridoi. La nostra proposta è diretta a rendere l’infrastruttura ferroviaria più attraente per il trasporto di merci su lunghe distanze in tutt’Europa” ( Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti).

 

Per il trasporto su ferro si passa dal 9% dell’Italia al 38% della Francia e oltre il 40% della

Germania. Per il trasporto per vie d’acqua interna si passa dal 6% della Francia al

16% della Germania, con 0% per l’Italia. 

Riguardo agli impatti, in particolare l’emissione di CO2 per tonnellate di materiale

trasportato, ricorda che una tonnellata di materiale per un’ora trasportata su un

autocarro che effettua percorso misto produce 4,32Kg/h di CO2, mentre per un’ora trasportata

su convoglio ferroviario produrrà 0.73 kg/h;per il trasporto su acqua sarà di

2.05 kg/h. 

 

 

 

In generale , le principali fonti di emissione di PM10 sono:

(fonte: Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), 2001)