Rigassificatore dopo inaugurazione

Stoppa (Sinistra e Libertà) boccia il terminal: “Ma dove è l’occasione di sviluppo per il Delta?”


ADRIA – Danilo Stoppa di Sinistra e Libertà-Ecologia ricostruisce la storia del rigassificatore tornando al 1996 quando con un referendum a Monfalcone si rifiutò il progetto di un terminal gasiero della Snam. “Il medesimo progetto – precisa Stoppa – venne immediatamente acquisito dall’Edison e imposto al Polesine grazie ad un ceto politico locale compiacente e propenso, dopo la colonizzazione del Delta da parte dell’Enel, a favorire l’asservimento della nostra provincia alle grandi potenze energetiche. L’amministrazione provinciale dell’epoca, presieduta da Alberto Brigo, modellò, con la supervisione di alcuni politici e professionisti locali connessi a potentati economico-politici extrapolesani, un Patto territoriale sul progetto dell’Edison”.

“Nel 2004 – prosegue la ricostruzione – gli stessi politici ed amministratori contrari al rigassifìcatore ritornarono sotto le ali dell’Edison causando una rottura irreparabile con il movimento ambientalista. Noi ambientalisti – afferma Stoppa – venimmo dipinti come dei retrogradi perché la nostra ‘piattaforma programmatica’, alternativa a tutti coloro che volevano trasformare il Basso Polesine e il Delta in un ‘distretto energetico’, si basava sulla protezione e valorizzazione del territorio e dell’ambiente e sulla difesa della salute dei cittadini. Fummo i primi e gli unici, già nel 1996, a divulgare i dati dell’Oms e l’inchiesta dei professori Nimis e Cislaghi sull’incidenza tumorale in Polesine e fummo i primi e gli unici a divulgare il ‘Picco di Hubbert’ sull’esaurimento delle fonti energetiche fossili e le previsioni dell’economista americano Minsky sulla crisi”.
“Però – commenta Stoppa – nell’installazione della piattaforma sono stati impiegati una cinquantina tra tecnici e lavoratori tra i quali solamente due polesani. E’ questa l’occupazione promessa dai propagandisti del rigassificatore? Il giorno dopo l’inaugurazione, la più grande fabbrica polesana, la Grimeca, ha licenziato più di quattrocento lavoratori e rischia la chiusura. La Socotherm di Adria ha lasciato a casa decine di lavoratori. E’ questa la crescita assicurata dagli idolatri del rigassificatore, della centrale a carbone e magari del nucleare? A tutti i poveri che, secondo il rapporto della Caritas, son aumentati del 20%? Sarà il ceto politico-amministrativo, quel ceto che ha favorito l’Edison ed è affaccendato per il “carbone pulito” che non esiste?”.
Infine conclude Stoppa “una proposta. Noi diciamo che è ora di finirla con la frammentazione e con i microgruppi – soggetti politici, settori del sindacato, associazioni, intellettuali, lavoratori, singole persone, forze democratiche e di sinistra – interessati ad affrontare quelle che per noi sono le priorità della nostra epoca: lavoro, occupazione, welfare, energia, immigrazione”.

la voce di rovigo  25/ott/2009

G. C.

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