Caccia: con il solo voto contrario della Regione Veneto
Caccia, le Regioni non vogliono modifiche alla legge
Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria. Sottolineando la necessità di perseguire «l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio»
Con il solo voto contrario della Regione Veneto la Conferenza delle Regioni si è dichiarata a sfavore della proposta di legge di revisione dell’attività venatoria esprimendo in un documento i motivi della sua contrarietà. In sostanza la Conferenza conferma “la necessità di mantenere inalterato il nucleo fondante dell’attuale legge sulla caccia (L.157/92), che persegue l’obiettivo dell’equilibrio tra la protezione della fauna selvatica ed il prelievo venatorio”. La Conferenza dichiara di “condividere fortemente quanto indicato dal tavolo degli stakeholders nel documento dell’11 novembre scorso ed esprime preoccupazione circa il fatto che le proposte di legge presentate abbiano accentuato polemiche che ritornano a dividere l’opinione pubblica con il forte riaccendersi della polarizzazione sul tema della caccia”, pur dichiarando la propria “disponibilità a esaminare proposte di modifica”.
La posizione espressa dai tavolo dei decisori che riunisce associazioni ambientaliste, venatorie e organizzazioni agricole, richiamata dalla Conferenza aveva infatti denunciato forti perplessità sul disegno di legge e sottolineato l’opportunità di facilitare il confronto ed il dialogo tra i diversi attori sociali richiamandosi agli interessi collettivi espressi in riferimento ai capisaldi delle istanze di conservazione della natura e della fauna, della valorizzazione del sistema rurale e di un’attività venatoria responsabile. E aveva ribadito la convinzione che rispetto ad una valutazione dell’attuale normativa e a sua possibili aggiornamenti le direttrici sulle quali lavorare fossero scienza e conoscenza.
La Conferenza delle regioni indicano la necessità che questo si limiti alle “materie di esclusiva competenza statale e che non prescinda dalla modifica del Titolo V della Costituzione, dal testo unico degli enti locali, dalle direttive europee Uccelli e Habitat (79/409/CEE, 92/43/CEE) e dalle normative nazionali intervenute”. E raccomanda che si tengano in debita considerazione “le risultanze dell’indagine promossa nei mesi scorsi dal Mipaf sullo stato di attuazione della legge 157/92 in modo da far discendere proposte di modifica coerenti con i punti di criticità emersi e da risolvere, e che sia in grado di garantire la certezza del ruolo primario dell’Ispra, in relazione al ruolo e alle competenze già esercitate dall’ex Infs (istituto nazionale per la fauna selvatica, adesso confluito in Ispra) in termini di sicurezza delle risorse economiche e della dotazione di personale e, al contempo, consenta un maggiore coinvolgimento tecnico-politico delle Regioni, riconoscendo agli Osservatori faunistico – venatori regionali il ruolo di referenti decentrati”.
(Ansa)
This entry was posted
on lunedì, ottobre 12th, 2009 at 12:41 and is filed under CACCIA.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.