RIPARTIAMO DAL BILOGICO NEL PIATTO
Molte saranno le iniziative che cercheranno di portare alla luce i vari problemi legati ad una agricoltura scriteriata priva di senso economico e di rispetto per le persone e l’ambiente.
RIPARTIAMO DAL BIOLOGICO NEL PIATTO.
NITRATI DI SINTESI: CONCIMI, MA ANCHE ESPLOSIVI.
Le armi chimiche sono le famigerate sostanze, bandite da tempo, che le Nazioni Unite hanno dichiarato armi di distruzione di massa. Alcune di esse, purtroppo, unitamente ai nitrati (anch’essi usati in passato per scopi bellici), vengono oggi riversate quotidianamente nei campi, in dosi massicce, sottoforma di concimi, insetticidi e diserbanti. Dietro questa operazione di riciclaggio ci sono le stesse multinazionali che producono le piante geneticamente modificate.
Dall’agricoltura biologica nasce il rifiuto per questa logica perversa che semina distruzione della Natura nell’ambito di un’attività destinata a dar vita producendo cibo.
Fondamento dell’odierna agricoltura industriale, i nitrati hanno permesso un aumento significativo delle rese, ma a costi energetici e ambientali elevati. La sintesi di ammoniaca/nitrati infatti richiede enormi quantità di energia perché si realizza ad alte temperature ed elevate pressioni. I nitrati d’altra parte, scombussolano la vita dei microbi nel terreno, contaminando le falde, rendendo le piante suscettibili alle malattie e, quindi, bisognose di trattamenti con i pesticidi. Influenzano negativamente anche le qualità nutrizionali ed organolettiche nonché la conservabilità dei prodotti. L’accumulo di nitrati negli ortaggi e nelle insalate è motivo di preoccupazione per la nostra salute e, per questo, l’Unione Europea ha stabilito dei limiti massimi di concentrazione di nitrati per verdure come insalate e spinaci.
L’agricoltura cade dalla padella alla brace perché gli organofosfati (anni 1970) non sono da meno degli organocloruri in fatto di tossicità per l’ambiente e per l’uomo. Così anche per questi pesticidi si verifica il rituale del divieto d’impiego dopo che per decenni, come testimonia la ricerca che annualmente fa Legambiente (Pesticidi nel Piatto, scaricabile da http://www.legambiente.eu/) ne abbiamo ingurgitato i residui presenti negli alimenti.
Di Stefano Montanari
L’uso squilibrato di prodotti chimici in agricoltura nei paesi più “sviluppati” è evidente: Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia che ne usano 300 kg per ettaro (in Italia per ettaro 10,5 kg di insetticidi, anticrittogamici e altri pesticidi e 294 kg di fertilizzanti chimici di sintesi) mentre i consumi sono minori (ma per quanto ancora?) 35 in Cina, 22 in Messico, 7 in Bangladesh e appena 1 in Nigeria. Ho detto uso, ma di quella roba non c’è quasi mai bisogno.
Un amico, l’entomologo Giorgio Celi, mi diceva che, nella maggior parte dei casi, i pesticidi vengono usati alla ceca, su culture in cui il parassita che si vuole combattere proprio non esiste.




