Archive for giugno, 2009

Peggiora l’inqunamento del fiume Po

lunedì, giugno 29th, 2009

Dall’ articolo di Franco Pavan pubblicato sul Gazzettino di oggi.
«Il federalismo ambientale è un controsenso. Per salvare una risorsa come il bacino del Po serve una gestione a sistema, partecipata e collegiale». Questo è quanto afferma il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.
Ieri era a Rovigo al Museo dei grandi fiumi (originariamente la conferenza stampa doveva svolgersi ad Adria, poi per ragioni ancora inconprensibili, i vertici della associazione hanno optato per il capoluogo polesano) per il debutto dal Polesine dell’ Operazione Po 2009, la campagna nazionale di Legambiente per la valutazione ambientale del maggiore fiume italiano di cui vuole promuoverne la valorizzazione dentro i binari della reale sostenibilità ambientale.
Sono 2.423 i Comuni del bacino idrografico dell’Eridano, tutti o quasi a rischio idrogeologico anche alto. In più ci sono insidie vecchie e nuove che lo bersagliano, dall’andamento climatico che polarizza i fenomeni alla qualità delle sue acque, dalla cementificazione che gli sta intorno alle estrazioni eccessive se non abusive. Sono una decina le soluzioni che propone Legambiente sintetizzate attraverso la fotografia che ne hanno fatto lo stesso Cogliati Dezza e il presidente regionale Michele Bertucco. «Il Po è una grande risorsa fragile – ha esordito il primo – Ricco di elementi culturali da conservare ma anche di fattori produttivi e di sviluppo economico presenti nel suo bacino. Forse la vera sfida sarà cominciare a far entrare il Po in Europa. Ragionare in termini localistici è davvero fuoriluogo».
Legambiente ha messo l’accento sugli ormai rapidi cambiamenti climatici con fenomeni spesso imprevedibili che si trasformano in un costo per il Paese. E poi ci sono i rischi ambientali. Alcuni noti altri sottovalutati. «Nell’area di immissione della Dora baltea esiste il più grande sito di stoccaggio di scorie nucleari – ha spiegato Cogliati Dezza -. Ed è una zona allagabile da un’eventuale esondazione».
Insomma, dai casi singoli ai rischi idrogeologici diffusi, la spina dorsale liquida della Pianura padana potrebbe trasformarsi in bomba ambientale. Anche perché si fa molto poco per rispettarla. «Le grandi escavazioni continuano – hanno sottolineato i vertici di Legambiente – e la qualità delle sue acque non migliora. Delle 14 stazioni da noi attivate, solo tre hanno misurato risultati qualitativamente accettabili, tutte nel tratto iniziale del fiume. In dieci casi il risultato è stato decisamente scadente. Colpa dell’enorme quantità di rifiuti zoo e agrotecnici che vi finiscono dentro. È come se il Po – ha detto Cogliati Dezza – sopportasse una pressione antropica di 114 milioni di individui».
Nel mirino di Legambiente anche la cementificazione e il consumo del suolo. «Il Piano casa in arrivo – è stato detto – conferma che non esiste alcun freno a questa tendenza». Come intervenire allora? Legambiente boccia interventi puntiformi suggerendo una gestione a sistema dell’intero bacino, e propone lo sfruttamento delle risorse idriche derivanti dalle precipitazioni con bacini di raccolta e contenimento.

OPERAZIONE PO 2009

sabato, giugno 27th, 2009

Siccità, alluvioni e abusi antropici: il Grande Fiume richiede
decisivi cambiamenti di politiche di gestione e programmazione
Tutela del territorio, biodiversità, turismo e partecipazione nel decalogo di Legambiente
per il futuro del bacino del Po e delle comunità delle sue sponde

Flagellato dalle alluvioni (da quello nel cremonese nel 1981 a quello del Piemonte del 1994 fino a quello del 2000 che ha riguardato gran parte del bacino), il bacino del Po contempla ben 2423 comuni a rischio idrogeologico, che meriterebbero attenzioni e politiche mirate alla tutela, alla conservazione e valorizzazione del suo territorio. Dal 1982 al 2005 sono state date concessioni per il prelievo di oltre 16 milioni di m3 di sabbia e ghiaia dal Po e dai suoi affluenti. Oggi prelevare sabbia dal fiume è vietato ma le estrazioni abusive continuano. Ci sono poi i problemi sulla qualità delle acque. Il fenomeno di inquinamento delle acque superficiali più rilevante è legato agli scarichi provenienti dal comparto agro-zootecnico. Infatti sommando all’impatto della popolazione umana quello determinato dagli allevamenti intensivi e dalle attività agricole, il carico inquinante complessivo è pari a 114 milioni di abitanti equivalenti: è come se nel bacino del Po vivessero, e scaricassero, il doppio degli abitanti dell’Italia intera. Ma non solo. Nel bacino idrografico del Po il 95% dei prelievi superficiali e il 47% di quelli sotterranei viene finalizzato all’irrigazione. A questi dati si aggiungono poi le numerosissime situazioni locali di progetti di speculazione e cementificazione del territorio e la mancanza di rispetto dei vincoli istituiti proprio per preservare il fiume e le sue sponde o particolari casi di rischio ambientale, come la presenza del deposito di scorie radioattive a Saluggia nel Vercellese, nei pressi della confluenza del Po, dove sorgono gli impianti e i depositi di scorie radioattive più grandi d’Italia, collocati nella fascia di pertinenza fluviale della Dora Baltea, oltre alla minaccia di nuove installazioni nucleari, che necessitano di acqua per il raffreddamento dei generatori.

Questa, in breve, la descrizione del grande fiume nel rapporto “Operazione Po 2009”, presentato oggi, in occasione della partenza dell’omonima campagna, a Rovigo da Legambiente, in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione, tra gli altri di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente, Michele Bertucco, Presidente Legambiente Veneto e Giorgia Businaro, Responsabile settore Acque per Legambiente Veneto.

“Il Po – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è il più importante e sfruttato fiume d’Italia, ma su di esso manca ancora oggi una politica unitaria ed efficace per la gestione dell’intero bacino idrografico, che supplisca agli scarsi effetti della miriade di enti ed istituzioni locali che – con poco successo – cercano di far fronte alle piene, ai momenti di scarsa portata e a tutte le problematiche che riguardano il fiume e il territorio circostante”.

Solo l’avvio di una pianificazione di sistema basata su principi di prevenzione, precauzione e sostenibilità può offrire infatti la possibilità concreta di intervenire per ripristinare gli equilibri idrogeologici e ambientali e al tempo stesso agire per tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde. Il risanamento delle sue acque e la valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche e culturali potranno inoltre sostenere la rinascita economica necessaria a garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche.

“Il Polesine, territorio veneto plasmato dall’incessante azione costruttiva del Po – dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto – è un luogo di terre e acque. Dalla continua interazione di questi elementi è stato condizionato e caratterizzato nel corso dei millenni. Occorre ora – prosegue Bertucco – che la popolazione riprenda contatto con il fiume e con l’inestimabile ricchezza che esso rappresenta. Occorre valutare e imparare a valorizzare le caratteristiche del territorio. I piccoli comuni rivieraschi rappresentano una risorsa per lo sviluppo economico locale e per la nascita di nuove imprenditorialità legate all’acqua. Senza dubbio – conclude Bertucco – la condizione affinché il fiume possa esprimere tutte le sue potenzialità è quella di favorire la tutela, la riqualificazione del paesaggio e la buona salute delle acque”.

Ma come affrontare le grandi criticità che mettono a rischio non solo il fiume e il suo ecosistema ma anche le popolazioni che vivono sulle sue sponde? Legambiente propone dieci punti per il futuro del fiume Po.

La tutela del territorio: occorre applicare nelle aree di pertinenza fluviale misure rigorose per l’uso corretto del suolo in modo da prevenire l’edificazione in aree a rischio e preservare le aree utilizzabili per la laminazione delle acque.
Vigilanza: deve essere coordinata ed intensificata, contro ogni forma di abusivismo (furti di sabbia e ghiaia, scarichi civili, industriali e zootecnici) che comporti un deterioramento dell’ambiente
Fluviale.
Agricoltura: occorre attuare subito interventi di miglioramento dell’uso agricolo dei suoli che tengano conto delle esigenze del fiume. Come la forestazione degli ambiti fluviali, la promozione di buone pratiche per il risparmio idrico in agricoltura o il riutilizzo irriguo delle acque di scarico depurate.
Natura: Parchi, Riserve naturali, Siti di Interesse Comunitario… La conservazione e il ripristino di ambienti naturali sono le azioni più adeguate per le aree di pertinenza fluviale soggette a rischio alluvionale. Un’azione complessiva a livello di bacino permetterebbe di costruire la ‘rete’ dei parchi del Bacino del Po.
Navigazione: il Po e alcuni suoi affluenti si prestano alla navigazione turistica, mentre per il trasporto delle merci è più pronto, economico, ecologico, semplice e veloce usare il treno. Per questo diciamo no ad interventi per la navigabilità commerciale e alla cementificazione del Grande Fiume.
Difesa dalle acque: occorre coordinare la gestione del bacino idrografico, per evitare la realizzazione di opere idrauliche che compromettano la sicurezza a valle, escluda prelievi di inerti dall’alveo, assicuri la cura dei manufatti, tuteli le aree di esondazione, assicuri la gestione delle porzioni montane del bacino, rimuova le artificializzazioni inutili o dannose.
Inquinamento: la qualità delle acque del Po continua ad essere critica, soprattutto nella parte bassa del suo corso. Occorre un maggiore sforzo per migliorare i sistemi di depurazione degli scarichi
industriali e civili, ed un particolare impegno per affrontare il problema dei reflui zootecnici.
Deflussi idrici: va assicurata la necessaria divagazione dell’alveo, anche per invasare e conservare la risorsa idrica in modo naturale, assicurare la depurazione delle acque ed evitare prelievi idrici che sottraggano al fiume e ai suoi affluenti la quantità di acqua indispensabile ad assicurare la vitalità dei tratti idrici a valle.
Turismo: il Po e i suoi affluenti offrono straordinarie opportunità per un turismo attento ai valori del territorio, alla sua identità e tradizione. La navigazione fluviale e la mobilità su bici nel bacino padano vanno promosse anche con una migliore organizzazione dei percorsi e dei servizi per consentire un turismo leggero in armonia con la natura e la cultura del fiume.
Partecipazione: l’attenzione nei confronti del Po è cresciuta. Per una maggiore efficacia e per conseguire una autentica attuazione della direttiva europea sulle acque occorre una maggior diffusione di dati, progetti, iniziative, una effettiva consultazione delle parti sociali, la previsione di forme di partenariato.

Dal 27 giugno, saranno diverse le iniziative organizzate da Legambiente lungo tutta l’asta del Po. Il primo appuntamento a Scanno Cavallari, l’isola di fronte Porto Levante (Ro), per parlare di turismo sostenibile. Ci saranno poi appuntamenti a Reggio Emilia, Parma, Cremona, Viadana (MN), con conclusione a Torino il 12 luglio.

L’ufficio stampa: Giorgia Businaro Tel: 0425 27520 Fax: 0425 28072
e-mail: acqua@legambienteveneto.it turismo@legambienteveneto.it

PROGETTO PO SI FARà a ROVIGO

mercoledì, giugno 24th, 2009

Presentazione di Progetto Po ad Adria

Purtroppo devo darvi una brutta notizia: il Comune di Adria, a causa del ballottaggio in corso, non ci concede nessuna sala per il 26 quindi siamo costretti a fare la conferenza stampa nazionale a Rovigo, probabilmente al Museo dei Grandi Fiumi.
Il Circolo di Adria e i suoi rappresentanti sono comunque invitati.

SOLARE DA ASPORTO

domenica, giugno 21st, 2009

Un consorzio di 20 grandi gruppi tedeschi prevede di investire 400 miliardi di euro per catturare i raggi solari nelle aree desertiche del Nord Africa e trasformarli in energia elettrica da inviare alle reti dei paesi europei.
In un futuro non troppo lontano, l’elettricità arriverà in Europa direttamente dal sole africano: un consorzio di 20 grandi gruppi tedeschi prevede di investire 400 miliardi di euro per catturare i raggi solari nelle aree desertiche del Nord Africa e trasformarli in energia elettrica da inviare alle reti dei paesi europei. Si tratta di Desertec, un progetto che per ora è solo sulla carta – scrive il quotidiano Sueddeutsche Zeitung – ma che promette di diventare il più grande del suo genere a livello mondiale. L’obiettivo è di soddisfare circa il 15% del fabbisogno di energia elettrica in Europa entro 10 anni.
Partecipano al consorzio, guidato dal colosso delle assicurazioni Munich Re, gruppi come la Siemens, la Rwe e la Deutsche Bank, ma al tavolo della prima riunione – fissata per il 13 luglio prossimo – siederanno anche rappresentanti del ministero dell’Economia tedesco e dell’organizzazione non governativa Club di Roma. “Vogliamo fondare una società con l’obiettivo di presentare piani di attuazione concreti entro due, tre anni”, ha detto al giornale Torsten Jeworrek, membro del consiglio di amministrazione della Munich Re. Anche partner europei e nordafricani potrebbero presto prendere parte a Desertec.
“Su Italia e Spagna siamo ottimisti e dal Nord Africa riceviamo segnali positivi”, ha spiegato Jeworrek, il quale si è invece dimostrato scettico sull’adesione dei francesi, “che puntano ancora molto sul nucleare”, ha detto. Il progetto si basa sulla generazione di energia termica solare con un contenuto tecnologico relativamente basso, poiché utilizzerà una sistema di specchi per riscaldare l’acqua piuttosto che una serie di sofisticate cellule fotovoltaiche. Per trasportare questa energia, è prevista la realizzazione di una nuova rete di trasmissione ad alta tensione dal deserto del Magreb fino all’Europa.(Ansa)

17 giugno 2009 -la nuova ecologia

SI alle biomasse purchè da filiera certificata

domenica, giugno 21st, 2009

Comunicati stampa
15/06/2009 17:57 “Sì alle biomasse purché da filiera certificata”
Legambiente su pellet radioattivo
“Il pellet è un combustibile da fonte rinnovabile che vogliamo sicuramente promuovere – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – perché il principale tassello della sostenibilità energetica e della lotta al cambiamento climatico è il mix tra efficienza e fonti pulite. Il pellet però deve essere di filiera corta – cioè di origine italiana – e certificata per garantire che la biomassa non derivi dal taglio di foreste pluviali e deve sia priva di inquinanti chimici e radioattivi”.
“Esistono in commercio pellet da filiere certificate – conclude Ciafani – che offrono garanzie sulla provenienza e sulla qualità del prodotto. Nonostante il prezzo sia un po’ più alto, a conti fatti la convenienza è anche economica perché il prodotto di qualità ha anche una resa migliore”.

L’ufficio stampa 06 86268399 – 79 – 53

OPERAZINE PO

sabato, giugno 20th, 2009

Legambiente Nazionale presenta OPERAZIONE PO, la manifestazione sarà presentata dal Presidente Nazionale Coliati Dezza e dal presidente regionale di Legambiente Michele Bertucco.
Si intende portare in evidenza la situazione del Po con tutte le problematiche e possibilità.
La presentazione si svolgerà in una sala (la sala sarà citata al più presto) del Comune di Adria, nella mattina del 26 giugno.
Siamo invitati a dare sostegno all’iniziativa che avrà carattere nazionale e regionale molto forte.

Lutto

giovedì, giugno 18th, 2009

I soci del Circolo Legambiente Delta del Po Adria sono vicini al dolore di Sandro Gino Spinello (candidato sindaco per il comune di Adria) per la scomparsa della madre, sig.ra Velia Tamiso di 84 anni.
I funerali si svolgeranno oggi alle 17.00 nella chiesa del Cristo Divin Lavoratore di Carbonara.

L’AMBIENTE SIMO NOI

lunedì, giugno 15th, 2009

L’ambiente siamo noi
di ANTONIO TURI

La curiosità dei ragazzi e i misteri della natura. Un volume illustrato racconta ai più giovani come e perché l’ambiente va salvaguardato. Uno strumento utile anche in classe
Titolo
L’ecologia siamo noi
Autore
Marco Paci – illustrato da Andrea Mineo e Lavinia Casaletto
Editore
Dedalo
Pagine
104
Prezzo
10 euro

La curiosità dei ragazzi incontra il fascino degli ecosistemi. E grazie a un volume illustrato il racconto diventa agile e divertente. Merito dell’intuizione di Marco Paci, autore di “L’ecologia siamo noi”, che ha messo le sue competenze a disposizione degli adolescenti, dando vita a uno strumento didattico di eccezionale utilità.
“La cosa più difficile, nello scrivere questo libro, è stata riuscire ad adattare il mio linguaggio di docente universitario a ragazzi di scuola media – ci spiega Paci – In questo mi è stata di grande aiuto la consulenza della casa editrice, che mi ha segnalato le parti dove il docente prendeva il sopravvento sul divulgatore”.

NUOVO VICE PRESIDENTE

sabato, giugno 13th, 2009

Cari amici,

vi annuncio che Dario Griso è il nuovo Vice Presidente del circolo Delta del Po di Legambiente.E’ stato eletto dall’assemblea dei soci con tutti i votanti a favore.

La ex vice presidentessa ha dato le sue dimissioni per motivi di lavoro e di impegni famigliari, ma resta sempre con noi. Altra persona del direttivo che ha dato le dimissioni è Caterina Rossi, anche lei per motivi di impegni vari, naturalmente resta sempre socia. Saranno eletti i nuovi dirigenti nelle prossime assemblee.

Nella stessa serata abbiamo approvato il bilancio dell’associazione, con un attivo di 900 euro circa.
Aspetto prenotazioni per la cena-manifestazione (35 euro), del 27 giugno a Scano Cavallari, l’isola difronte a Porto Levante.

leonardo

RIFIUTI DEL VENETO A ROVIGO?

venerdì, giugno 5th, 2009

IN UNA DETERMINA DELLA PROVINCIA DI VERONA SI PREVEDE QUESTA IPOTESI ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL FALLIMENTO DEL PIANO REGIONALE RIFIUTI

I rifiuti del Veneto in viaggio verso Rovigo? Lo si apprende da una determinazione della Provincia di Verona (n. 3131/09 del 4 giugno 2009) avente per oggetto: “Provvedimento provvisorio di urgenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani dei Comuni della provincia di Verona presso l’impianto a tecnologia complessa di Verona – Ca’ del Bue e presso il sistema integrato di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Legnago” dove testualmente viene scritto:
“ – appare problematico programmare i conferimenti di rifiuti presso la discarica di Sant’Urbano, in quanto stanno già conferendo le Province di Padova, Treviso, Vicenza ed inoltre, a causa delle avverse condizioni meteorologiche dei mesi scorsi, vi sono dei ritardi nell’allestimento della stessa;
- la Regione sta sondando la possibilità di conferire presso un sito alternativo in Provincia di Rovigo, in forza di un’ordinanza contingibile ed urgente del Presidente della Giunta Regionale; in questo caso non sarebbe dovuto il contributo regionale per lo smaltimento dei rifiuti urbani in impianti ubicati fuori dagli ambiti territoriali ottimali …”.
“Mai si era parlato nei mesi scorsi – dichiara Michele Bertucco – Presidente di Legambiente Veneto – di una soluzione di questo genere. Anzi l’assessore regionale all’Ambiente Giancarlo Conta aveva sempre magnificato la pianificazione regionale in materia di rifiuti. Ma la lettura della determina della Provincia di Verona ci presenta invece un quadro a tinte fosche. Con due province che stanno già scaricando rifiuti al di fuori del loro territorio (Vicenza e Treviso) e la Regione Veneto alla disperata ricerca di un sito alternativo in provincia di Rovigo.”
Eppure tutti i piani provinciali rifiuti nel Veneto sono stati approvati tranne quello della Provincia di Verona.
A Legambiente, inoltre, non risulta che questa ipotesi sia stata oggetto di confronto con la Provincia di Rovigo e con gli altri enti deputati alla gestione del ciclo dei rifiuti. A cosa servono i piani rifiuti provinciali – si chiede Legambiente – se poi il “centralismo veneziano” si sostituisce ed interviene al posto delle Province?
Un centralismo che mira ad esasperare una situazione generale per poi tirare fuori dal cilindro la “miracolosa” soluzione degli inceneritori un po’ dovunque.

LEGAMBIENTE VENETO

Per comunicazioni: Legambiente Veneto Corso del Popolo 276 45100 Rovigo tel. 042527520 fax 042528072 e-mail veneto@legambienteveneto.it http://www.legambienteveneto.it/