AMBIENTE
Ci siamo persi la spiaggia
Viaggio a Rosolina Mare
Le mareggiate di questo inverno hanno mangiato l’arenile nord. E’ allarme tra gli operatori anche perchè gli interventi fatti finora sono serviti a poco. Il sindaco: “Colpa del maltempo”
Rovigo, 9 aprile 2009 – Il terremoto non c’entra. E’ tutta colpa delle mareggiate. Quelle crepe sulla piscina del campeggio Nord a Rosolina mare sono solo l’ultimo segnale, quello più evidente, di un problema che da tempo, da anni, si sta verificando.
Il mare pian piano si sta mangiando la spiaggia. Non c’è verso. E la situazione peggiora di giorno in giorno. Si tentano rimedi, si prova a portare sabbia, sassi, ma sembra tutto inutile.
Due campeggi, quello ‘Nord’ appunto e il ‘Margherita’ a fianco (per altro chiuso e in un penoso stato di abbandono) non hanno quasi più sabbia. Anche dalla parte dei Casoni (luogo tristemente noto per un duplice omicidio negli anni ’90) il problema è simile. Per raggiungere proprio questa zona bisogna superare uno sbarramento di ferraglia con su scritto “vietato l’accesso ai non addetti ai lavori”. Tre cartelli della Regione Veneto segnalano il tentativo di riqualificazione del litorale dopo le mareggiate che hanno danneggiato la costa. Fine lavori dicembre 2008. A dire il vero fra le sterpaglie si nota un altro cartello con scritte bianche su sfondo azzurro. Un cartello abbandonato da chissà quanto tempo con il costo dei lavori ancora scritto in lire!
Rosolina mare, una spiaggia che non c’è più. Almeno quella vicina all’estuario dell’Adige. Ma la colpa è del mare non dell’uomo, dice qualcuno. Qualcun altro punta il dito contro i lavori di prolungamento della foce del fiume.
L’erosione è un problema che si nota nella parte nord di Rosolina, perchè verso Caleri la spiaggia è quasi raddoppiata. Il mare da una parte toglie e dall’altra dà, dicono i fatalisti.
Anche lo stesso depuratore (se il quadro non migliora) rischia di finire sott’acqua. Quando venne costruito nel 1975 già qualcuno aveva avvertito del pericolo. «Non fatelo qui, il mare prima o poi ve lo porterà via», dicevano. Li prendevano per matti questi disfattisti. Eppure avevano ragione. Una volta davanti ai Casoni c’era una torretta della capitaneria di Porto che serviva come vedetta di sorveglianza per l’uscita dei mezzi dalla foce dell’Adige.
Ora quella vedetta in cemento è sparita, inghiottita dalle acque, lontanissima dalla attuale battigia. Roba da archeologia marina.
Su quella spiaggia hanno messo anche dei « salsicciotti» nel tentativo di arginare il problema. Un ‘rompi onda’, per così dire, per cercare di impedire al mare di portarsi via la costa.
Oddio, a guardare la desolazione del vicino campeggio Margherita, verrebbe quasi da dire che il mare alla fine non porta via poi un gran che. Eppure l’uomo ci crede ancora in questa zona. Uno in particolare: Pierantonio Macola, l’imprenditore che ha rinnovato il camping Barricata. Il progetto di Macola è quello di dare vitalità al Margherita riportandolo ad antichi splendori. Ma senza la spiaggia come farà? Stesso discorso per il trevigiano Brazzorotto, proprietario del vicino campeggio Nord, quello “dei tedeschi”. Una struttura da quasi settemila posti che rischia seriamente di restare senza un pugno di sabbia e ora anche senza una piscina. Quella più vicina al mare. Le ultime mareggiate l’hanno seriamente danneggiata. Diverse le crepe visibili, il bordo paurosamente inclinato verso il mare. Siamo ai primi di aprile, la stagione balneare è alle porte, ma qui a Rosolina mare sembra che il tempo si sia fermato.IL SINDACO: “LA RICOSTRUZIONE DEL LITORALE RALLENTATA DAL MALTEMPO
“Sono già in corso attività di ripascimento della spiaggia, interventi portati avanti dal Genio civile regionale in collaborazione con il Comune, e che dovrebbero terminare con l’inizio della stagione balneare, a fine maggio. Ma dovranno essere studiati anche altri meccanismi per arginare il fenomeno dell’erosione del litorale”.
Luciano Mengoli, sindaco di Rosolina, non sottovaluta il problema, che è anche all’attenzione del consiglio comunale. E sull’eccessivo prolungarsi dei tempi di realizzo dell’iniziativa di contrasto all’erosione della spiaggia, dice: “La brutta stagione, con un inverno tanto piovoso, ha sicuramente rallentanto i tempi degli interventi”, che consistono nel riportare le sabbie portate via dal mare nella loro posizione originaria. “Inizialmente — continua il primo cittadino di Rosolina — abbiamo trovato anche qualche difficoltà nel mettere in campo opere di contrasto, per la caratterizzazione di queste terre: le nostre spiagge, infatti, risultano molto ferrose. La quantità di ferro è superiore a quella prevista dai valori di riferimento dell’Arpav. Quindi sono state fatte delle analisi, ma è risultato che quello del ferro è un valore di fondo, non inquinante. Tuttavia questo ha richiesto molto tempo”, sottolinea Mengoli.
A peggiorare una situazione già abbastanza critica, con litorali sempre più risicati nella mani di un mare sempre più ‘affamato’, è stata anche la mareggiata avvenuta una quindicina di giorni fa. “Quella ha creato ulteriori danni — ha spiegato il sindaco Luciano Mengoli —: d’altra parte il fenomeno è noto ed è legato alla natura del nostro territorio. Anche se anche l’attività dell’uomo, ovviamente, ha una responsabilità”. Il sindaco accenna poi una nota polemica. Il riferimento è alla riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini: “Premettendo che non sono contrario alla riconversione ma sono contrario al carbone — sottolinea il primo cittadino — a me sembra che in Polesine l’intenzione sia quella di privilegiare il tema energetico piuttosto che quello turistico”.
E, proprio parlando di turismo, c’è un’altra questione, rovente, che interessa anche Rosolina. E, in particolare, gli operatori balnerari: quella dell’aumento dei canoni demaniali. I gestori dei bagni hanno già dichiarato guerra all’aumento del canone e hanno minacciato uno sciopero per il primo di maggio. “La serrata — conferma il sindaco Mengoli — ci sarà. A Roma devono rendersi conto che se gli operatori balneari sono disposti a incrociare le braccia significa che sono davvero in una grossa difficoltà, che hanno l’acqua alla gola. Non si tratta di operai che protestano contro l’azienda, ma di imprenditori che pagano allo Stato un bell’affitto e che, se ci saranno gli aumenti, si troveranno in una situazione davvero critica”.
di Carlo Cavriani e Maristella Carbonin- resto del carlino




