GIUSTIZIA:CENTRALE ENEL

Centrale Enel, inchiesta sui tumoriArchiviata l’indagine della Procura
Non si è riusciti a dimostrare il legame tra l’insorgenza delle malattie e le emissioni nell’aria dell’impianto di Polesine Camerini
Rovigo, 20 febbraio 2009 – Archiviata l’indagine della Procura rodigina sul possibile legame tra le patologie tumorali che hanno colpito alcuni abitanti del Delta e le emissioni della centrale di Polesine Camerini. La parola fine è stata messa nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari Carlo Negri che ha firmato la richiesta di archiviazione presentata già a fine agosto dalla Procura senza disporre ulteriori indagini.

Il tutto a pochi giorni dall’autorizzazione alla riconversione a carbone pulito della centrale. Una riconversione che, secondo Enel, consentirà alla centrale di ridurre notevolmente l’emissione di sostanze inquinanti.

A ricevere l’incarico della Procura, più di tre anni fa, per verificare il legame tra malattie ed emissioni fu Lorenzo Tomatis, un oncolgo di fama mondiale. Tomatis ebbe il compito di verificare se le nanoparticellele riscontrate nei campioni biologici e nei tessuti prelevati da operai e residenti nelle vicinanze dell’impianto, avessero causato, agevolato o concorso a un processo patologico.

Un’indagine che – spiegò nel novembre del 2007 l’allora procuratore capo Lorenzo Zen – aveva appurato “l’elevata presenza di malati di tumore nell’area circostante la centrale Enel di Polesine Camerini”. Difficile però stabilire il nesso causale fra i malati di cancro e le emissioni dell’impianto. “Per questo – ammise Zen – è molto probabile che l’inchiesta in corso finisca con l’archiviazione”.

E così è avvenuto per la soddisfazione di Enel che ha sempre contestato la perizia sottolineando come “nulla dicesse circa un possibile nesso di causa tra polveri e nanoparticelle ascrivibili alla centrale di Polesine Camerini e le patologie che sarebbero oggetto di imputazione da parte della Procura”.

Per dimostrare il legame tra le emissioni della centrale e le malattie non sono bastati quindi i casi delle persone che si sono rivolte alla magistratura, ma, secondo gli esperti, sarebbe stata necessaria un’indagine sanitaria a campione. Solo in questo modo si sarebbe potuto attribuire alla presenza della centrale un eventuale ruolo nella modificazione degli indicatori di mortalità.

Resto del Carlino 24 feb.2009

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