biodiversità alberi

Per quanto riguarda la biodiversità specifica, cioè la sopravvivenza delle specie presenti
si cerca di ovviare anche all’erosione del patrimonio genetico all’interno di ogni singola specie, di salvaguardare cioè la biodiversità infraspecifica o genetica. Infatti la biodiversità è minacciata anche dall’introduzione nell’ambiente di piante inadatte. Ciò accade quando per rimboschire si utilizzano piantine, magari autoctone (indigene) come specie, ma provenienti da ambienti lontani e molto diversi da quello in cui vengono inserite. Le piante estranee non sono adattate all’ambiente perciò sono più soggette alle malattie e alle avversità climatiche. Nondimeno possono mantenersi per periodi abbastanza lunghi da produrre polline o semi che alterano il profilo genetico delle popolazioni nostrane di quella data specie. Viene alterata cioè la biodiversità infraspecifica. Invece, per rimboschire in modo corretto, occorre utilizzare piante autoctone di provenienza locale.Piante autoctone e nella realizzazione di interventi di rinaturazione.
Interventi di reimmissione nelle aree protette di piante appartenenti a specie significative della flora regionale.
Secondo alcuni studi della Fao nell”ultimo secolo i tre quarti della diversità genetica delle colture agricole sono andati perduti. In un secolo si sono estinte oltre trecentomila varietà vegetali e continuano ad estinguersi al ritmo di una ogni sei ore. In Italia, per esempio, sono a rischio di estinzione ben 1.500 varietà di frutta. La stessa sorte è riservata agli animali: negli ultimi 50 anni abbiamo perso almeno cinque razze di bovini, tre di caprini, oltre dieci tra ovini e suini, sette di equini e quattro di asini.Molte vecchie razze e varietà sono a rischio di estinzione perché soppiantate dalle varietà più produttive e più adatte ai sistemi di allevamento e di coltivazione intensivi e alle regole del mercato globale.

Nel nostro territorio sarebbe utile ricuperare e mettere in zone protette le piante e alberi in pericolo di scomparsa e di infoltire e salvaguardare le essenze esistenti.

Proteggere il patrimonio genetico delle piante autoctone significa impedire la desertificazione del territorio, la scomparsa di queste piante può significare una grave disfunzione, con la coltivazione di piante nate in laboratorio con specifiche produttive ed estetiche provenienti da tutto il mondo contribuiamo a una sostanziale perdita delle piante che si adattano senza particolari interventi umani.

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