Archive for gennaio, 2009

clima le foreste italiane assorbono 11%dei gas serra

mercoledì, gennaio 28th, 2009

Le foreste italiane assorbono l’11% dei gas serra sul totale delle emissioni che l’Italia deve tagliare, consentendo il risparmio di 750 milioni di euro all’ anno. E i boschi delle aree protette contribuiscono per un quinto.
Venerdì i parchi Italiani a congresso: i parchi italiani custodiscono, infatti, quasi 1,3 milioni di ettari di superficie di bosco, pari al 37% del territorio protetto e al 18% dell’intera superficie forestale.
Ma, i parchi preservano anche risorse idriche e suolo. E i parchi saranno protagonisti del VI Congresso della Federparchi (la Federazione dei parchi e delle riserve naturali), a 20 anni dalla fondazione, a Roma il 30 e 31 gennaio. Di fondamentale importanza per i parchi italiani è l’ ecoturismo (15 milioni di visitatori di parchi nazionali in un anno) diventato negli ultimi anni un fenomeno per un giro d’ affari pari a 9 miliardi di euro, quasi il 10% del fatturato del settore turistico.
A livello di strutture, i soli parchi nazionali ospitano 1.700 centri storici, 150 musei, 300 castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, 200 siti archeologici e quasi 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali. L’Italia è poi prima in Europa per biodiversità: una specie animale su tre, tra quelle che popolano il vecchio continente dall’Atlantico agli Urali, si trova nel nostro Paese. Sul nostro territorio è presente la metà delle specie vegetali europee: si calcolano oltre 57.000 specie faunistiche e 6.711 specie vegetali.
da La nuova ecologia

PADRE ZANOTELLI- no alla guerra

martedì, gennaio 27th, 2009

PERCHÉ CEI E MISSIONARI NON DENUNCIANO LE POLITICHE DI GUERRA DEL GOVERNO? UN APPELLO DI P. ZANOTELLI
34807. ROMA-ADISTA. Possibile che la Conferenza episcopale italiana e i missionari non abbiano nulla da dire sulle recenti “scelte militaristiche scellerate” del nostro governo? È la domanda, molto probabilmente destinata a restare senza risposta, che p. Alex Zanotelli, missionario comboniano in Africa per oltre 25 anni – prima in Sudan e poi in Kenya – e dal 2001 di nuovo in Italia, a Napoli, rivolge alla Chiesa italiana e ai cattolici un mese dopo la notizia che verrà trasferito in Italia Africom, il comando militare Usa per l’Africa (v. Adista n. 91/08). “Come facciamo – prosegue Zanotelli in un testo che è stato pubblicato anche da Nigrizia e Mosaico di Pace – ad inviare missionari, suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata? Se, come missionari, vogliamo proclamare buona novella ai poveri, dobbiamo avere il coraggio di denunciare con forza queste virate militaristiche del nostro governo. Non è questa la missione globale a cui, come missionari, siamo chiamati?”.
Il comando militare Usa per l’Africa – secondo diversi osservatori la nuova frontiera delle future guerre per l’accaparramento delle risorse naturali da parte delle potenze nord-occidentali – lascia Stoccarda, in Germania, per l’Italia proprio al fine di trovarsi già proiettato verso sud. A Vicenza, in particolare, verrà ospitato il Comando per le operazioni terrestri e a Napoli quello per le operazioni navali, mentre nella base di Sigonella molto probabilmente verrà installato uno dei principali scali europei dell’Air Mobility Command, “il Comando unificato che sovraintende alle operazioni di trasporto aereo negli scacchieri di guerra internazionali”, spiega il giornalista esperto di questioni militari Antonio Mazzeo.
Inizialmente gli Usa cercavano una base direttamente in Africa ma, dice Zanotelli, “la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel Continente ha impedito agli Usa di trovarla”. Allora hanno pensato alla Spagna, ma il governo Zapatero si è opposto. A quel punto è stata scelta l’Italia, dove invece “il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom”. Prosegue Zanotelli: “Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di ‘strutture di comando che operano nel quadro Nato’. Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha anche dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom è il comando unificato militare statunitense che ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa”. “Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i Paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi – continua Zanotelli – che tiene nascosta una tale decisione al Parlamento e consulta invece i governi africani! Il nostro governo dando il suo consenso a Washington contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa”.
“Perché il Parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare?”, chiede Zanotelli. “Il Partito Democratico ha qualcosa da dire a riguardo? Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo?”. “Come mai la Cei non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate? Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la Focsiv non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi?”. Zanotelli dice di aspettare “una presa di posizione pubblica da parte degli istituti missionari operanti in Africa” e chiede a tutti “di inviare una mail al ministro degli Esteri Frattini e al ministro della Difesa La Russa, protestando per la scelta di Africom a Vicenza e a Napoli”.
Del resto, prosegue, per i cristiani è una questione di coerenza: sono stati appena celebrati il Natale e la Giornata mondiale della Pace, lo scorso 1.mo gennaio, ma “come facciamo a proclamare la pace in chiesa mentre non ci accorgiamo che la neghiamo con le scelte violente sia nostre che dei nostri governi?”. (l. k.)

Ancora c’è chi nega il problema del cambiamento del clima causato dall’uomo

martedì, gennaio 27th, 2009

Bloglandia –Adria intervento del sig. Zecchin Gabriele.
(«Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici» [COM(2005) 35 - Gazzetta ufficiale C 125 del 21 maggio 2005].SINTESII cambiamenti climatici sono una realtà. Gli scienziati sono sostanzialmente d’accordo nel ritenere che all’origine di tali cambiamenti vi siano le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’attività umana. Tali emissioni e il loro costante aumento hanno fatto salire le temperature e il fenomeno dovrebbe proseguire nei prossimi decenni. Su scala mondiale le temperature dovrebbero aumentare di 1,4- 5,8° C entro il 2100 (rispetto alle temperature del 1990). Questo è quanto emerge dalla relazione del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.”
Chi vende carbone ha tutto l’interesse di dire che l’attuale cambiamento climatico non dipende dall’inquinamento atmosferico. Il Sig. Sorgenti arriva a dire che i libri di scuola che dedicano interi capitoli al problema sono sbagliati. I pensieri sono tanti e liberi. C’è ancora gente che nega che l’olocausto ci sia mai stato. Ci sarà sempre qualcuno pronto a dare ragione al Sig. Sorgenti. Ci sarà sempre chi dice che la droga fa bene. Per fortuna sia l’Unione Europea sia gli U.S.A., in materia di cambiamenti climatici, la pensano diversamente. E questa non è ideologia, ma semplicemente consapevolezza della realtà.)
(Ancora in Bloglandia-Adria; intervento del sig. Sorgenti Rinaldo, vicepresidente di Asso Carboni. “Se poi teniamo conto che, comunque, tali emissioni non sono nocive per l’uomo anzi, sono benefiche, soprattutto perchè la CO2 è il naturale alimento del mondo vegetale da cui uomini ed animali trovano il loro sostentamento. La CO2 (anidride carbonica) è alla base della vita su questo Pianeta.”)
Stavolta credo abbia trafitto il senso dell’intelligenza e della scienza con questa sua affermazione. Non potrebbe moderarsi un pochino?
Obama –Clima – l’epoca del temporeggiare è finita, così come è finita l’epoca del negare la stessa esistenza del problema.”

IL DIGESTORE ANAEROBICO

sabato, gennaio 24th, 2009

La società in questione si chiama SESA spa e è un digestore anaerobico. Fa parte dei servizi ambientali della Bassa Padovana nata nel 1995 nei pressi dell’inceneritore nella provincia di Este. Nel giro di dieci anni questa società è cresciuta in maniera incredibile otenendo un utile di 36 milioni di euro ottenuti dai rifiuti umidi che vengono trasformati tramite un complesso processo industriale in energia elettrica. Pensate che producono ben 30 gigawatt che utilizzano sia per far funzionare i loro impianti e sia per rivenderli all’Enel.
Il processo in parole semplici è questo: dalla discarica arrivano i rifiuti umidi ovvero gli avanzi che arrivano dalle nostre cucine ( es la pasta) che vengono scaricati nella bussola d’ingresso. Questi vengono spremuti e se ne ricava sia un liquido che una sostanza solida. Il liquido va nei digestori mentre la parte solida viene mescolata con il verde , ovvero erba dei campi, e mandato verso delle biocelle dove tramite alcuni processi chimici diventa terriccio che diverrà fertilizzante. Il liquido come abbiamo gia detto va nei digestori dove diventa energia.
L’università di Vienna e di Amburgo stanno aiutando la Sesa a raddoppiare la produzione dell’energia elettrica utilizzando la stessa quantità di spazzatura umida. Una ricerca che sta dando i suoi frutti e che permetterà di raddoppiare le entrate della società.
Quindi da come abbiamo capito la spazzatura può trasformarsi in un’immensa ricchezza per le regioni che si lanciano su questa strada.

parte di articolo- da Bloglandia Padova

lindipendenza energetica con luce e calore del sole

venerdì, gennaio 23rd, 2009

Il commento sottostante è dell’ing Simone Nardo tratto da bloglandia di Adria,
ci sembra esemplare e lo publichiamo per fare chiarezza sulla convenienza del fotovoltaico.

Il calcolo dei KWh che produce un impianto fotovoltaico è in funzione dell’irragiamento slare;un impianto da 3 KWp produce in un anno 3.400 KWh nelle nostre zone;se moltiplichiamo 3.400 KW x 600.000 impianti fotovoltaici risulta una produzione pari a :
2.040.000.000 KW anno
A questo punto mi chiedo ci serve il carbone ? il nucleare ?
Oggi il giappone produce il 50 % della sua energia elettrica dal SOLE ma sono partiti negli anni 60
La Germania è partita 20 anni fà
Noi in Italia siamo partiti seriamente lo scorso anno, purtroppo non c’è mai stata una POLITICA ENERGETICA SERIA, chi ha fatto le scelte e le strategie politiche energetiche in Italia ha guardato solo gli interessi di pochi, oggi paghiamo l’energia elettrica più SALATA al mondo ma ci sta bene così siamo contenti così,
l’energia ha cambiato il mondo sta a noi cambiare il modo di fare energia, di energia ne abbiamo sempre più bisogno, è per questo che la prima cosa da fare subito domani mattina è
1) Ridurre i cosumi energetici
2) Creare strutture che siano meno energervori
3) Affidarci alle rinnovabili
Questo servirebbe a farci risparmiare soldi, creare un nuovo mercato, creare nuovi posti di lavoro, nuove professioni, i dati che arrivano sull’occupazione nel campo delle rinnovabili in Europa sono sconcertanti.
Abbiamo bisogno di fare usare il cervello utilizzando tecnologie che già abbiamo non abbiamo bisogno del nucleare del carbone,
ma sono sempre più convinto che la nostra sia solo pigrizia fà comodo aprire una centrale a carbone piuttosto che sederci e trovare una soluzione che non ci avveleni più di quanto già non lo siamo.
Detto questo sono profondamente convinto che questa rivoluzione energetica debba iniziare da qui, dal posto dove viviamo, dal nostro comune, abbiamo bisogno di teste nuove, gente che sappia relazionarsi non vivere in una staticità estrema.

POLVERI SOTTILI

venerdì, gennaio 23rd, 2009

Anche ad Adria le polveri sottili sono con valori alti e a rischio per i cittadini.

Se guardiamo l’Europa dal satellite con le dovute tecnologie troviamo tre grandi macchie scure dovute all’alto tasso di inquinamento, la più grande è quella della pianura Padana, la zona più industrializzata del continente. I valori delle polveri e dell’inquinamento sono uguali e massicci in tutta l’area padana, anche in campagna o nelle isole della laguna di Venezia. Sono origine di migliaia di casi di allergie e tumori e rappresentano un costo non più sostenibile con varie perdite. Per ottenere dei risultati, abbassando i livelli, bisogna agire tutti coordinati e congiuntamente. Invece le città della pianura provvedono con sistemi palliativi e autonomi, praticamente ognuno per se. La regione Veneto, mette a disposizione dei comuni più di 45 metodi per intervenire nell’abbassare il tasso di inquinamento e ogni città può scegliere come agire. Alcuni comuni non collaborano, perché trovano inutile fare qualcosa. Le risposte sono:” ma cosa possiamo fare noi? Tanto, cosa vuoi che conti il nostro sforzo…” Nessuno vuole scontrarsi con chi fa dell’inquinamento la sua ricchezza. Il diritto del lavoro non può superare i valori della vita delle persone.
Naturalmente, tutti possiamo fare qualcosa anche nelle nostre case, però bisogna essere tutti insieme nel cambiamento di stile per non sprecare le energie delle abitazioni. Con le nuove tecnologie si può risparmiare più di 80% dell’energia domestica, e con l’isolamento termico delle strutture ci sono incentivi fino al 55% della stato.
Sarebbe un meccanismo di cambiamento virtuoso anche per lo sviluppo e contro la crisi, perché farebbe risparmiare molto e mette in moto il lavoro. Quando saremo un popolo che fa comunità? Quando ci accorgeremo del pericolo?

ISOLAMENTO TERMICO DELLA CASA

giovedì, gennaio 22nd, 2009

Il circolo Delta del Po comunica:

Isolamento termico delle strutture

Relatore ing. Paolo Baruffaldi

Sulla scia del risparmio energetico della casa, nuova serata dedicata alla conoscenza del risparmio con le nuove tecnologie.
Opportunità di incentivi statali fino al 55%.
Risparmi di energia fino al 80%

Giovedì 12 Febbraio ad Adria in via Marino Marin 28 – entrata Canal Bianco.
Partecipazione libera

Carbone: Porto Tolle attesa a giorni la decisione

mercoledì, gennaio 21st, 2009

Dopo il rinvio del consiglio dei ministri, la commissione Via dovrà esprimere entro pochi giorni il parere sulla riconversione a carbone della centrale termoelettrica dell’Enel. In caso contrario il governo procederà autonomamente
È atteso a giorni il parere della commissione Via sulla riconversione a carbone della centrale elettrica di Potto Tolle (Rovigo), contestata dagli ambientalisti per il pesante contributo all’aumento delle emissioni climalteranti. Il Consiglio dei ministri di venerdì scorso ha rinviato la decisione sulla conversione della centrale Enel per “motivi procedurali” e di “competenze”. Il Cdm ha chiesto al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di rinviare la questione alla commissione per la valutazione di impatto ambientale (Via). Quest’ultima avrà tempo una settimana per esprimere un parere. Se non dovesse farlo, il governo potrebbe decidere da solo nel merito della questione.
Il ministro Prestigiacomo, si legge in una nota, “ha illustrato la posizione del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Dopo un approfondito esame degli aspetti e degli interessi pubblici coinvolti, in particolar modo quello dell’approvvigionamento energetico da parte di una delle maggiori centrali termoelettriche del Paese, il Consiglio – conclude la nota – ha invitato il ministro dell’Ambiente ad adottare le proprie determinazioni in ordine alla definizione del procedimento autorizzatorio per la centrale di Porto Tolle”.
Sul sì alla riconversione si è espresso Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole, che ne ha parlato all’assemblea degli industriali veneti a Mestre. Per il titolare dell’Agricoltura la centrale elettrica a carbone di Porto Tolle è nell’agenda del governo Berlusconi così come il nucleare per dare autonomia energetica al Paese. Zaia ha rilevato che la centrale porterà opere per due miliardi di euro che “non sono noccioline per il territorio”. Per Zaia “si tratta di un’operazione volta al raggiungimento dell’autosufficienza energetica del Paese pensando anche al nucleare”. “Purtroppo – ha rilevato Zaia, facendo riferimento ai tempi tecnici – la burocrazia non è finita nonostante il ministro alla semplificazione Roberto Calderoli stia tagliando leggi su leggi”.

20gen2009 la nuova ecologia

Inquinamento Rovigo

mercoledì, gennaio 21st, 2009

Resto del Carlino.
L’inquinamento è nel sottosuoloPolesine, maglia nera del Veneto
I dati allarmanti nel rapporto dell’Arpav: capoluogo bocciato anche per il verde pubblico e per le perdite nella rete idrica. Il territorio è molto interessato dallo spandimento dei fanghi. Migliora però la qualità dell’aria nella provincia

Rovigo, 20 gennaio 2009 – Segnali contraddittori per Rovigo nell’ultimo rapporto dell’Arpa del Veneto sugli ‘Indicatori Ambientali’. Vediamone alcuni. ‘Bocciati’ nel verde pubblico: tra 2001 e 2006 (per questa voce il rapporto si ferma al 2006) il comune di Rovigo ha perso mediamente 29 metri quadrati di verde pubblico pro-capite, un dato tra i più negativi dell’intera regione.

Meglio è andata, sempre riferendoci al Comune di Rovigo, per le piste ciclabili con un discreto incremento di disponibilità.Ancora ‘bocciati’ per le perdite nella rete idrica, individuate dall’Arpa del Veneto, sempre con riferimento al Comune di Rovigo, attorno (poco sotto) il 30%. Male anche la produzione di rifiuti: i rodigini sono in testa a tutte le classifiche circa la produzione pro-capite di rifiuti. Se la media regionale di Rsu (rifiuti solidi urbani) nel 2006 era sotto i 500 chili pro-capite l’anno, nel Comune di Rovigo si è ben più in là, a cifre record che tendono ad avvicinare i 600 chili pro capite, oltre anche gli indici nazionali.

Fortunatamente con un buon andamento per quanto riguarda la loro differenziazione. E andiamo alla provincia. Riferendoci all’emissione in atmosfera delle micidiali polveri sottili, dal 1990 ai primi anni del 2000 la situazione sembra migliorata, in particolare per quanto riguarda l’emessione di Pm 10, l’ unica tipologia di polvere finora monitorata con costanza, anche se i problemi più consistenti vengono, com’è noto, dal particolato ancora più fine, le cosiddette Pm 2,5 e da polveri più piccole ancora.

Se nel 1990 la nostra provincia emetteva (battuta solo da Venezia) 3800 tonnellate annue di particolato (molto più di Padova, Verona e Vicenza), nel 1995 eravamo già scesi ai livelli di queste province e nel 2003-04 siamo ‘appena’ a 1249 tonnellate annue di Pm 10: calcolando che il particolato viene prodotto in gran prevalenza dal traffico veicolare e dalle combustioni industriali e civili, l’Arpa del Veneto non lo dice, ma non si può non fare ‘uno più uno’ e non vedere dunque una correlazione tra il netto calo della produzione di particolato in Polesine e la progressiva ambientalizzazione e dismissione della centrale-Enel di Polesine Camerini. Meno bene va per l’inquinamento al suolo: la nostra provincia ha il record in regione di superficie (oltre il 50% del totale) interessata allo spandimento dei fanghi provenienti dai processi depurativi delle acque. Un fatto che può rappresentare, a detta dell’Arpa, “un significativo rischio di apporto di sostanze inquinanti nel suolo”.

E ‘al suolo’ continua anche a cadere sempre meno pioggia, fenomeno ormai ben chiaro a tutti i Polesani: ma la diminuzione annua di precipitazioni nei vari comuni del nostro territorio, tra l’inizio degli anni novanta e il 2005-2006, è mediamente stata intorno ai 400 millimetri, davvero un dato che non può non preoccupare.
di Osvaldo Pasello

Verità sulle ragioni del blocco della centrale ENEL

mercoledì, gennaio 21st, 2009

Finalmente la verità sul blocco del progetto Enel di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Polesine Camerini. A dire la verità è il SOLE 24 ORE di domenica 18 gennaio 2009 con un articolo in seconda pagina di Alessandro Arona intitolato “Su Porto Tolle resta il no dell’Ambiente”.
Scrive Arona :”Non è per problemi procedurali, o per ritardi nell’esame tecnico, che la Commissione Via non ha ancora emanato il parere sulla compatibilità ambientale della centrale Enel di Porto Tolle (Rovigo), il maxiprogetto di due miliardi di euro per la riconversione dell’attuale centrale termoelettrica che attende l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente dalla metà del 2005. I nodi sono di merito, di impatto sulle emissioni di polveri sottili e di CO2, tali da far prevedere una relazione tecnica degli uffici del Ministero negativa o fortemente prescrittivi sul progetto dell’Enel. A quel punto,allora, la decisione del Governo sarà squisitamente politica,si dovrà decidere di dare il via libera alla riconversione della centrale perché i benefici in termini di volume di investimento e di apporto all’autosufficienza energetica del Paese sono ritenuti superiori all’impatto ambientale, seppure quest’ultimo sia comunque rilevante”.
Gli abitanti del Basso Polesine e del Delta, ossia gli abitanti di un’area ambientale di rilevante sensibilità e pregio, dopo il profluvio di dichiarazioni sul cosiddetto “carbone pulito” (che non esiste) e dopo gli spot pubblicitari dell’Enel sulla totale assenza del rischio di aumento delle emissioni tossiche, sanno, grazie al Sole 24 Ore, che se il governo darà il via al carbone favorirà solamente gli interessi economici dell’Enel sacrificando il nostro ambiente, il nostro territorio, la nostra salute. Voglio infine ricordare che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il tasso tumorale nella provincia di Rovigo è molto elevato. Gli elementi essenziali per un secco no alla riconversione a carbone non mancano.
Danilo Stoppa, Adria 20 gennaio 2009